Giocare con i figli per tenere viva la relazione emotiva

Pubblicato il 7 luglio 2015 da • Ultima revisione: 18 maggio 2016

Sin da piccola mi sono ripromessa che, se avessi avuto figli, avrei giocato con loro. Promessa mantenuta. Ho scoperto che giocare mi piace ancora, e tanto.

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In questi anni abbiamo affrontato tanti momenti di gioco diversi, e alcuni tra i più belli – quelli di quando Dafne era molto piccola – sono impressi solo nella mia memoria: hanno forse costruito i tasselli della sua infanzia e della sua personalità, ma sono sfuggiti dai suoi ricordi. Non può infatti ricordare i giochi che facevamo nel lettino quando aveva pochi mesi, né le alte torri con i cubi di legno, o i primi scarabocchi con i pastelli a cera.

Forse un giorno potrà ricordare i nostri giochi creativi attraverso le fotografie, in quel mix di sogno, realtà e fantasie che è la costruzione dei ricordi, in cui la memoria inizia a ricomporsi, un po’ per ciò che gli altri ti raccontano, un po’ per le immagini che riesci a recuperare nel tuo profondo, come scatti di fotografie impresse nel cuore.

Amando tanto la Montessori, i nostri giochi sono cresciuti insieme a noi. Quando Dafne aveva pochi mesi, bastavano delle figure in bianco e nero per regalarle quel poco di gioco adatto alle sue capacità di attenzione. Poi c’erano tanti oggetti da mordere, l’orsetto transazionale, i giocattoli gommosi per i dentini. Ma soprattutto il contatto tra la nostra pelle: stare attaccate, sfiorarci, giocare con le manine e i piedini, accarezzarsi e sorridersi, guardandosi negli occhi. Mentre io annusavo il suo profumo di neonata, e giocavo con i suoi capelli radi.

Verso i sei mesi, quando Dafne ha iniziato a stare seduta, ci siamo divertite con il cesto dei tesori. Ed era tutto un toccare, spostare, tirare fuori, buttare dentro, scoprire, lanciare… Ed ogni giorno provare con il tatto e con tutti i sensi, dei nuovi materiali: duro e morbido, freddo e caldo, legno e plastica, ruvido e liscio, stoffa e legno…
I bambini a questa età hanno il dono prezioso di non stancarsi mai: potrebbero togliere e mettere i giochi nel cesto anche per ore, e ogni volta trovarlo diverso. Fanno i conti con le loro sensazioni, che non sanno governare.

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E poi da lì gli incastri, i telai delle allacciature, gli appaiamenti di colore, le carte tematiche… Abbiamo giocato tanto, e un po’ mi dispiace, che lei non lo rammenti: è rimasto questo blog, come memoria digitale di tutte le nostre giornate creative.

Le manine sporche di pittura, giocare a dipingere con le dita, con i piedini, con le patate, con i pennelli… E fare i collage, attaccare le forme, incollare brillantini. Organizzare ogni pomeriggio un gioco diverso, per lei e la sua felicità, per stare insieme.

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Ecco. Non so se da grande mia figlia potrà dirmi di essere stata una buona madre, ma certamente potrà dirmi di averle insegnato a vivere creativamente. Potrà guardare indietro alla sua infanzia, e ripensarla tutto sommato come a un’infanzia felice, piena di cose da fare, e di coccole, ma soprattutto tempo speso insieme. Perché più di tutto, quello che sia io che suo padre abbiamo voluto per lei, era trascorrere insieme il tempo, per parlarci, per giocare, per creare, per viverci.

Adesso è tutto diverso. Adesso giochiamo a Carcassonne, giochiamo a Tabù, oppure dipingiamo giganti pannelli di legno, o costruiamo puzzle 3D. Adesso ci pettiniamo i capelli mentre li pettiniamo alle Barbie. Adesso ci sono i giochi di ruolo e di società, le sconfitte e le vittorie, le regole e le partitone serali con la zia e con i nonni. 

Non potrei pensare alla mia vita senza giocare.
Giocare per essere felice, giocare a creare qualcosa con le mie mani, giocare per divertirmi e basta, giocare come strumento per tenere viva la relazione emotiva con mia figlia.

Giocare è relazione, ed è questo che ci aiuta ad essere felici, anche quando non è tutto perfetto – come è normale nella vita di una famiglia non perfetta.
Con il gioco ci perdoniamo: stare tutti insieme intorno al tavolo ci mette alla pari, ci fa dimenticare le differenze, è il nostro angolo di condivisione.

Con il gioco io le dico: ti voglio bene, tutto questo tempo è per te.

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Post in collaborazione con Mellin, Fidati del Cuore.



Commenti

Un commento per “Giocare con i figli per tenere viva la relazione emotiva”
  1. Anche io adoro giocare…è così che 5 anni fa ho cominciato a leggere le pagine di questo blog. Anche noi siamo approdati ai giochi in scatola… ma quanto sono cresciuti i nostri bimbi!!!

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