Ti insegno ad amare i libri: vuoi?

Pubblicato il 9 giugno 2015 da • Ultima revisione: 30 luglio 2015

Io volevo leggere tutti i libri del mondo. Poi ne ho letti abbastanza, ma non abbastanza. Leggere è stato facile: i libri erano la mia vera casa, quella in cui mi sentivo al sicuro, protetta e felice.

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Ma erano anche la mia vita: nelle pagine dei libri ho potuto volare con grandi ali o persino senza ali, ho parlato tutte le lingue del mondo, ho cucinato disegnato costruito. Mi sono innamorata e infuriata. Mi sono immedesimata tanto da cambiare la mia vita, fare nuove scelte, prendere altri percorsi.

I libri mi hanno influenzata.
Da piccola quando i libri mi raccontavano la bellezza del mondo, le avventure che avrei vissuto anche io da grande, e anche quelle che poi alla fine non ho vissuto perché non c’è stato tempo o semplicemente andava bene così.
Da grande quando i libri mi hanno strappata dalla mia realtà piccola, mi hanno fatto invertire la rotta, cambiare percorso, cambiare idea. Quando mi hanno dato l’ispirazione di un mondo migliore.

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E non è scontato che ai nostri figli piacciano i libri come piacciono a noi. Non è scontato.
Non è scontato che amare i libri sia un atto di pura passione, o di osmosi, né un rituale di passaggio. Pensavo fosse facile amare i libri e trasmetterne l’amore, ma l’amore è una di quelle cose che nasce improvvisamente, senza premeditazione. 

Noi possiamo insegnare ai figli ad amare i libri piano piano, finché saranno pronti a fare esplodere il proprio cuore tra e pagine scritte.

Senza aspettarci niente: niente in cambio, niente ‘cose giuste’, niente perfezione. Come Clementine, la ragazzina protagonista di questa collana di libri Giunti, una bambina di 8-9 anni che spesso fa le cose sbagliate, ma non perché sia sbagliata: semplicemente perché a volte le idee ‘superspettacolari’ vanno oltre le regole, oltre le convenzioni, oltre a tutti coloro che ‘benpensano’.

Semplicemente perché i bambini sono bambini, e fanno le cose con onesta sincerità: a volte dicono le cose sbagliate, a volte combinano pasticci, a volte la loro creatività può trasformarsi in una spontanea reazione di scombussolamento generale, o ilarità. O tenerezza. La tenerezza degli 8 anni, dei bambini che non sono bambini e nemmeno adulti, di quei pantaloni che all’improvviso, dopo una febbre a 40, si sono accorciati di 10 centimetri, di quei capelli che hanno mille nodi e non hai mai tempo di pettinare veramente.

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La semplicità della crescita, la disarmante spontaneità con cui un bambino può passare dalla noia, all’entusiasmo, dall’arrampicarsi su un albero, a rispondere alla preside (Clementine dice che non sa stare nemmeno seduta sulla sedia: è allergica a stare seduta), a fare la faccia di uno che sta per vomitare se vede un microgrammo di verdura verde dentro il piatto.

E io non so se mia figlia, che tra poco meno di sei mesi compierà 8 anni, sarà una che rifiuterà di leggere i libri, o se ne innamorerà; se cercherà di avere più amici possibili o se sarà anti conformista; se camminerà con la testa fra le nuvole, o direttamente a testa in giù.

So solo che da qualche parte, nel suo dna, nelle sue cellule, nell’aria che respiriamo, un giorno incontrerà un personaggio vero, in un libro vero, in una storia vera che toccherà le corde del suo cuore. Per quel giorno, quell’istante in cui prenderà in mano il suo libro, io ho 5 consigli da offrirle, per amare per sempre la lettura.

1. Guardare

Le illustrazioni, i disegni, i particolari. Incantarsi per ore a guardare un’illustrazione, per coglierne tutti i particolari. Memorizzarla, fare proprio il volto dei personaggi, tanto da immaginarseli di notte, come compagni di avventura.

Sentire i profumi dei paesaggi, contare tutti i ricci del proprio beniamino, cercare nell’autunno la sfumatura di arancione dei suoi capelli, cogliere nel movimento delle foglie lo stesso frinire degli alberi illustrati con la china.

2. Annusare

I libri profumano sempre di qualcosa. Alcuni profumano di mamma e papà, alcuni di vecchio, alcuni – ingialliti – profumano di caffè. Altri hanno l’odore buono delle cose nuove, freschi di stampa, pieni di di profumi da lasciare su tutte le pagine, come se regalassimo alle pagine l’essenza che ci appartiene.

I libri profumano di storie, di pensieri, di vita. A volte sono sporchi di cioccolata. A volte i libri sono sbiaditi dal sole, o raggrinziti da qualche lacrima di commozione, o di dolore puro, o di stupore.

I libri profumano di idee.

3. Sfiorare

Le copertine lucide, quelle con i disegni in rilievo, quelle che brillano alla luce, riflettendola come piccoli specchi dorati.

Sfogliare le pagine interne con le dita, toccare la carta con le mani, sfiorare le parole e farle entrare dentro il corpo anche attraverso il tatto. Poggiare le pagine sulla pelle, sulle guance, sentirle morbide o lisce o ruvide. Graffianti o patinate. Ingiallite o a specchio.

Prenderle con le mani, piegare gli angoli che racchiudono le frasi più belle, memorizzare le parole nuove tenendo il segno con le dita.

4. Diventare personaggio

E tu cosa avresti fatto? E avresti avuto quei capelli ricci e arancioni, se fossi stata tu il personaggio del libro? Immedesimarsi: capire la psicologia di chi agisce nella storia, capire perché ha fatto determinate scelte, perché non ha saputo tornare indietro.

Innamorarsi di un ciuffetto di capelli che cade sugli occhi, o di un soprannome, o di un’espressione ricorrente – un modo di dire.

Vivere portandosi appresso questo piccolo segreto: mettere i personaggi dei libri nel nostro cuore, per vivere come loro, farli rivivere, essere avventurosi e creativi.

5. Rallentare

E quando arriva il finale, provare la sensazione di paura: il libro sta finendo, non posso stare senza questo personaggio, non posso uscire da questa storia, dalle sue luci e dalle sue parole, dalla sua avventura.

Rallentare e leggere una parola per volta, quando mancano poche pagine, per dirsi un addio più dolce possibile. Un arrivederci.

Ancora un dolce saluto, libro mio. Non ti potrò dimenticare.

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Commenti

3 Commenti per “Ti insegno ad amare i libri: vuoi?”
  1. aspirantemamma

    bellissimo post Barbara!!!

  2. carmy

    Bellissime riflessioni Io vorrei trasmettere a mio figlio l’amore per la lettura che mi ha accompagnata sin da piccola,temo comunque che possa vederlo come un’imposizione

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