Hummus di peperoni rossi e peperoncino

Pubblicato il 9 giugno 2015 da • Ultima revisione: 25 ottobre 2017

Ancora hummus: questa salsa cremosa, lussuriosa e golosa dalla provenienza mediorientale, che ha una base di salsa di sesamo (tahina o tahini) e può essere preparato con numerosi ingredienti principali, in molte varianti. Il classico hummus di ceci, quello più conosciuto, ma anche quello con le melanzane (baba gannoush), ma anche quello con le barbabietole, così pungente e coloratissimo, e alle noci, chiamato salsa teradot.

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Insomma: hummus per me è sinonimo di golosità, di piacere purissimo, di cremosità. Da mangiare in inverno per coccolarsi, intingendovi il pane pita o i crostini; in estate per rinfrescarsi con un pinzimonio fresco e croccante di verdure con cui intingere l’hummus a piene mani; persino in malattia, per esempio nei giorni scorsi in cui una piccola operazione ai denti mi ha costretta a mangiare solo cremine e liquidi, e io ho potuto apprezzare il mio hummus di ceci anche con i punti che tiravano.

Nigella prepara questo hummus di peperoni rossi aggiungendo il formaggio spalmabile e utilizzando i peperoni grigliati già in barattolo, sottolio. Io preferisco un hummus più granuloso sotto la lingua, e amo sentire il sapore intenso delle verdure e delle spezie, che il formaggio cremoso coprirebbe molto.
Quindi, se volete provare la mia versione, sappiate che è buona lo stesso e vi fa anche risparmiare, perché servono meno ingredienti. Pur ammettendo che Nigella è una dea, e come tale merita tutto il mio incondizionato ed eterno rispetto.

Ingredienti:

  • una scatola di ceci bio precotti
  • due peperoni rossi
  • un peperoncino fresco rosso
  • 2 cucchiai di salsa di sesamo tahina
  • uno spicchio di aglio
  • un cucchiaino abbondante di cumino in polvere
  • un cucchiaino raso di paprika affumicata
  • un pizzico di pepe nero e di sale
  • olio
  • il succo di mezzo limone (o di un limone intero, a piacere)

Sciacquiamo i peperoni e mettiamoli ad arrostire in forno, ancora interi, per circa 15 minuti a 180 gradi. Se avete una griglia esterna, o se avete un’ottima ventola in casa, potete arrostirli direttamente sul fuoco della cucina, appoggiandoli sui fornelli a gas. Questo conferisce un sapore affumicato alla salsa, che è delizioso. Ma siccome è un lavoro un po’ brigoso – come dicono a Bologna – io preferisco limitarmi ad arrostirli in forno e dare un sentore di affumicato grazie alla paprika.
Una volta cotti, lasciamoli intiepidire un momento (aprendoli a metà si raffreddano prima) ed eliminiamo la buccia.

Sciacquiamo bene i ceci in scatola. Una volta, quando ero giovane e innamorata, e soprattutto non avevo una figlia e avevo tanto tempo libero, io pelavo i ceci uno ad uno. Se avete quella mezzora di tempo in più, la salsa diventa ancora più leggera. Altrimenti sciacquate bene i ceci e metteteli, interi, con le loro belle bucce ricche di fibra, dentro il robot da cucina, e amen.

Aggiungiamo le falde di peperone rosso arrostito, l’aglio privato della sua anima (ancora meglio se è aglio fresco, nella sua stagione), il peperoncino rosso tagliato a rondelle (privatelo dei semi, se lo volete meno piccante, oppure osate la piccantezza lasciando i semi e aggiungendolo intero), due cucchiai di salsa tahini, il cumino e la paprika, un pizzico di sale e di pepe e il succo di mezzo limone.

Frulliamo la salsa e aggiungiamo un poco di olio a filo, e poi assaggiamo: a volte potrebbe volerci il succo di un limone intero, a volte un pochino più di sale. Questo va in base ai vostri gusti.
Per alleggerire la salsa, possiamo usare meno olio – io faccio sempre così – e aggiungere un poco di acqua del rubinetto. In questo modo la salsa diventa comunque cremosissima, ma ha la metà delle calorie.

Mangiatela con falde di peperone crudo, sedano ben pulito e croccante, carote tagliate a bastoncino, ravanelli pungenti. 
Oppure con patatine del tipo tortillas messicane, o piadina leggermente scaldata sulla piastra, o pane pita. 

In realtà potreste mangiarla anche a cucchiaiate, davanti alla televisione: millemila calorie in meno rispetto a sgranocchiare patatine fritte nell’olio e piene di sale. Più digeribile, più sano e più fresco, e con tante fibre!



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