Restituzione e Responsabilità Sociale

Pubblicato il 28 aprile 2015 da • Ultima revisione: 13 maggio 2015

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Vado all’EXPO. Dopo varie riflessioni personali, vado all’EXPO per visitare l’installazione di Ferrero. Un progetto che definirei visionario, ma soprattutto sociale e sostenibile: un immenso padiglione che letteralmente si trasformerà, alla fine della manifestazione, in risorse utili per i paesi in via di sviluppo.

Un modo di vivere EXPO, che – mi sento di dire – è l’unico che posso sposare con Mammafelice, con la sua parola chiave: RESTITUZIONE.

Il primo capitolo è rappresentato dall’esperienza che i visitatori potranno vivere all’Expo presso le otto installazioni del Gruppo Ferrero. Il secondo prenderà vita quando le luci dell’Expo si spegneranno, quando le stesse installazioni verranno riconvertite in strutture con finalità sociali.

Le installazioni protagoniste del primo capitolo si ricombineranno e ricomporranno dando vita, nel capitolo successivo, a qualcosa di completamente diverso e inaspettato: la restituzione. Ogni modulo che compone le installazioni dell’Expo sarà trasportato in uno dei Paesi dove Ferrero è presente con i propri progetti di Imprese Sociali. Tutte le strutture modulari primarie verranno riassemblate con logiche completamente nuove e potranno diventare una scuola, o un centro educativo, o un luogo per la comunità.

Un modo che realmente mi sembra l’impegno di nutrire il pianeta, che dovrebbe essere l’obiettivo dell’EXPO intero: creare occupazione, promuovere educazione e salute, creare valore per i paesi che noi, quelli che vivono dalla parte ‘giusta’ del mondo, stiamo impoverendo.

Restituire quello che ci siamo presi, restituire il cibo, le medicine, le risorse naturali e soprattutto restituire la pace.

Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita.

Per chi come noi ha figli, per chi come noi crede nell’umanità a tal punto da generare la vita, per chi come noi crede in un futuro sostenibile: questo è il momento di farsi delle domande. Il momento di restituire il proprio benessere, comportarsi in modo sostenibile, adoperarsi per la pace e l’uguaglianza, essere pronti ad accogliere senza pregiudizi. Dobbiamo farlo, ne abbiamo la responsabilità; non possiamo vivere come parassiti che consumano la linfa del Mondo, senza pensare che il Pianeta non ce ne chieda il conto a breve.

In quest’ottica di restituzione, i corpi centrali delle installazioni di Ferrero ad EXPO diventeranno qualcosa di VERO: moduli abitativi, pozzi, rifugi. Otto moduli per esprimere il rapporto speciale e armonioso che lega uomo, cibo e natura. E di cui ci sentiamo responsabili, perché non si può restare indifferenti verso questo capitolo terribile della storia moderna, in cui sempre più la responsabilità sociale diventa cruciale per noi che viviamo in luoghi senza guerra, né povertà.

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Responsabilità Sociale di cui il Gruppo Ferrero si è sempre fatto garante, con la Fondazione Ferrero di Alba, le Imprese Sociali di India, Camerun e Sud Africa, e il programma Kinder+Sport, che ci ha coinvolte moltissimo in questo ultimo anno, con il progetto #MammePiuSport. Un progetto bellissimo e rivoluzionario, che sopperisce persino alle mancanze della scuola pubblica e promuove lo sport in modo sano per tutti i bambini, anche per quelli che non hanno le possibilità economiche di praticare attività fisica post scolastica.

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La Responsabilità di portare lo Sport nella vita dei bambini si manifesta in Ferrero attraverso programmi che finanziano gite sportive, campus, associazioni locali… con la collaborazione del CONI e del MIUR. Proprio ad EXPO 2015, Ferrero dedicherà un’area intera alle famiglie, un percorso didattico che promuove il movimento e lo sport, con l’obiettivo di educare bambini e famiglie alla gioia di muoversi (#joyofmoving). Un giardino motorio per giocare, ma anche per informarsi, ispirarsi. Muoversi.

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L’obiettivo è elevato: dopo aver coinvolto già 2 milioni di bambini nel movimento attivo, il programma Kinder+Sport Joy of Moving si propone di coinvolgere più di 5 milioni di bambini in 30 Paesi del Mondo, entro due anni.

E’ urgente. Urgente muoversi, e muoversi soprattutto con la gioia. Muoversi per come si è capaci: vivendo bene, con la felicità, restando sani, facendo cose belle per chi amiamo, ma anche per quelli a cui fino ad ora non abbiamo ancora pensato. Quelli che adesso hanno bisogno di vita, e di prospettive, e di ispirazione, ma anche di concretezza.

Vado ad EXPO per quello: per uscire dalla mia comfort zone, alzarmi dalla sedia e fare un cambiamento.
Poi ve lo racconto.



Commenti

Un commento per “Restituzione e Responsabilità Sociale”
  1. ecco , QUESTO ,per l’ora è l’unico buon motivo per cui andrei all’expo! 🙂 finalmente una buona iniziativa

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