Guardare con gli occhi della bellezza

Pubblicato il 9 marzo 2015 da

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Questo è un titolo che non avrebbe bisogno di un post, seriamente.

Spesso guardiamo con occhi affranti, o indagatori, o colpevoli, o indignati, o invidiosi. Spesso, non sempre, guardiamo per vedere qualcosa che negli altri non va: quella cosa che ci irrita tanto in loro, quel difetto che ci sembra gigantesco, quel modo di fare ridicolo. Spesso tutto diventa estremamente serio: il rancore, l’insoddisfazione. Pensare: io questa cosa proprio non la sopporto.

Gli occhi vedono ciò che la mente vuole vedere.

Dafne ieri mi diceva che nel mondo c’è troppa poca fantasia, e che a scuola si insegnano solo le cose ‘vere’. Si insegna ai bambini a guardare con gli occhi della realtà, ma noi gli stiamo offrendo una realtà brutta: piena di guerre e conflitti, di problemi economici, di disastri ambientali. Cose che i nostri genitori avevano promesso, io me lo ricordo, si sarebbero risolte per tempo, e invece no: sono ancora qui, più forti di prima.

Dobbiamo ricominciare a portare la fantasia per le strade. Dentro il cervello. Disegnare alberi fucsia e nuvole gialle. Pensare alla matematica come a una poesia, pensare alla scienza come a una pozione magica, pensare alla geografia come un tabellone di risiko.

Guardare con gli occhi della bellezza. 
Trovare la bellezza dentro un codice, dentro un numero, dentro una scuola, dentro l’ufficio. Dentro di noi. Ricominciare a vedere le cose belle, parlare di cose belle, fare cose belle.
Lasciare indietro tutte le nostre brutture quotidiane e ricominciare a parlare di bellezza, respirarla, disegnarla, ascoltarla e colorarla.

Guardare con gli occhi della bellezza per dire ai bambini che la bellezza esiste, è qui, non dobbiamo più farne a meno.



Commenti

6 Commenti per “Guardare con gli occhi della bellezza”
  1. Valentina

    Dafne ha ragione. E’ quello che mi dicono anche i miei figli. E’ quello contro il quale sto combattendo con le maestre. Se ci pensi stanno impedendo di vedere il serpente che mangia l’elefante invece che un banale cappello (cit. Piccolo Principe). E’ tutto maledettamente serio e GRAVE. La fantasia è diventata un difetto da curare. Peccato che sia il veicolo per conoscere la bellezza e trovarla anche dove sembra impossibile che sia. Peccato davvero. Peccato perchè si perde il gusto di studiare, le materie diventano tutte uguali, insipide e noiose.
    Si è perso pure il gusto del bello, “di farsi belli”. Se c’è una cosa che mi dà fastidio in questo periodo, ne parlavo con mio marito qualche giorno fa, sono le persone “sciatte”, trascurate. Quelle che non si curano per niente, che escono mezze in piagiama, con le cispe agli occhi, struccate, con i capelli arruffati, i vestiti in disordine, perfino sporche. O che mandano i figli a scuola così. Ecco, questo non è mancare di rispetto solo a se stessi ma anche agli altri. Io voglio che i miei figli, mio marito, chi gravita intorno a me, veda la ricerca del bello, senza sembrare un’adolescente o una diva intendiamoci, ma la mia cura nel vestire, la goccia di profumo che non manca mai, il gusto nell’abbinare i colori degli abiti, il trucco ben fatto, mi dspiace ma non ho mai pensato sia frivolezza. Anzi, secondo me è segno di intelligenza “sociale”. FINO A CHE CI SARA’ DESIDERIO DI BELLEZZA QUALSIASI CRISI AVRA’ FINE. E’ una delle poche cose di cui sono certa.

  2. A volte Ale mi chiede se puo’ colorare i visi di verde …. o uscire un pò dagli schemi canonici che a volte sono un pò definiti a scuola… come non uscire dagli spazi, perchè poi alle elementari altrimenti sono cazzi e mazzi…
    e io gli stendo enormi fogli di carta a terra dove è libero di spaziare e fare…
    adoro vederlo alle prese con il nastro adesivo da pittore, adoro vedere l’impegno che ci mette nel creare ….
    Dafne ha ragione!!!

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