Educazione dei bambini: bello, buono e vero

Pubblicato il 23 febbraio 2015 da

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Tanto tempo fa, prendendo spunto da una discussione su FB con Cristiana, si parlava della scelta: grembiule sì o grembiule no, nelle scuole? Io votavo no (e anche Cristiana).
Votavo no al grembiule per vari motivi, soprattutto perché limita i movimenti dei bambini. Giocare e correre non è comodo, con il grembiule, e poi non parliamo di quei grembiuli in poliestere 100% forniti dalle scuole, che tengono freddo in inverno e caldissimo in estate.

Ma, anche: dico no perché non mi piace l’omologazione. Non mi piacciono i bambini tutti uguali, non vedo la necessità di nascondere i vestiti e la personalità dei bambini sotto un grembiule, e soprattutto non ritengo che la nostra comodità di genitori debba prevalere sulla libertà di movimento dei bambini. Perché capisco benissimo quanto sia comodo tenere puliti i vestiti dei bambini sotto un grembiule, ma allo stesso tempo penso: e se invece usassimo vestiti comodi, di cotone 100%, con cui possono giocare liberamente, e anche macchiarsi?
Ma poi questa paura delle macchie: davvero siamo ancora ferme a fare attenzione che i bambini non si sporchino i vestiti?

La più grande obiezione dei pro-grembiule, oltre al problema dei vestiti che si macchiano, è che il grembiule nasconde le differenze economiche delle famiglie: impedisce che vengano sfoggiati abiti costosi o di marca.

Le differenze economiche, tuttavia, secondo il mio parere, si vedono pure sul grembiule. Un conto è la bella divisa scolastica all’inglese, un conto il grembiule in poliestere della scuola. A me piacciono i vestiti e lo stile personale di ciascuno, e non è questione di costi: le catene low cost hanno cose carinissime in cotone bio, senza la necessità di mandare in giro i figli (e se stesse) come degli ‘scappati di casa’ (come avrebbe detto mia nonna). Un minimo di decoro e BELLEZZA gliela vogliamo dare anche ai bambini, invece di mandarli a scuola come se dovessero strisciare su un tappeto di fango di un cortile militare? 😉

In questi anni ci siamo interrogate sui nostri figli, e ci siamo auto-educate, e siamo state attente ad ogni aspetto: secondo me in Rete, soprattutto, abbiamo parlato di temi importanti, abbiamo allontanato dalle nostre vite (e forse anche da quelle degli amici), la sessualizzazione precoce e tante altre cose brutte. Ma ho come la sensazione che allo stesso tempo abbiamo eccessivamente ridotto la frivolezza dei bambini: come se tutto dovesse essere ‘neutro’, privo di connotazioni di genere, UTILE piuttosto che bello.

Invece io torno alle parole di Steiner, che l’educazione dei bambini deve seguire il principio non solo del buono e del vero, ma anche del bello. Il che non significa che i bambini debbano ritenere che essere belli sia una qualità da sfoggiare, ma che possano GODERE della bellezza, intorno e dentro di loro, anche attraverso l’espressione libera e personale del proprio carisma.

Sono stata una ‘mamma da tuta’, ma adesso non più: adesso ho capito che mia figlia ha una SUA personalità, che si esprime anche attraverso i vestiti (e il cervello, e il cuore, e le passioni…) e negarle un tutù ‘per principio’ mi sembra solo sciocco. Può indossare il tutù e gli anfibi insieme, e non perdere né la sua educazione, né la sua testa.

Io a volte penso che ai bambini dobbiamo anche offrire il gusto del frivolo fine a se stesso. Sempre con moderazione, certo. Ma un vestito da superman o da principessa, secondo me è un ‘diritto’ per i bambini, non un privilegio. E mi dispiacerebbe nasconderlo sotto un grembiule, così come mi dispiacerebbe nascondere me stessa, sotto un grembiule.

Voi cosa ne pensate?



Commenti

11 Commenti per “Educazione dei bambini: bello, buono e vero”
  1. Daniela

    Francamente non sono d’accordo.
    Certo, anch’io preferirei la divisa all’inglese, (magari senza cravatta e cappello!) piuttosto che il grembiule ma penso che rendere i bambini “uguali” aiuti a fare in modo che a scuola ci si concentri più sull’essenziale che sull’estetica fine a sè stessa.
    Il bello viene cmq coltivato, che sia nel disegno, nei lavoretti appesi alle pareti, nelle schede da colorare, etc etc.
    Il grembiule serve anche un po’ a dar loro un’appartenenza ad un qualcosa (= la classe, e per estensione la scuola), a riconoscersi subito nel gruppo.
    Che poi il grembiule misto sintetico non sia il massimo siamo tutti d’accordo e sull’ingiustizia che i maschi possano avere la casacca mentre le bimbe devono avere quello più lungo potrei parlare delle ore…
    Anche sul discorso comodità potremmo aprire un capitolo – mia figlia ha un armamentario infinito di leggins e felpe che si interscambiano per la scuola ma quando la vado a prendere vedo una varietà di stivali, abitini, prendisole (si…) che spuntano dai grembiuli che mi parlano di tutto tranne che di comodità….

  2. Cara Barbara
    anch’io sono d’accordo con quello che dici. Inoltre, parlo per mia esperienza, il grembiule allora avrebbe un senso sin dal nido. I bambini iniziano a scoprirsi lì, quindi se vogliamo le differenze iniziano a esserci allora. Anche se mi rendo conto che è dalla fine della scuola d’infanzia/ inizio primaria che iniziano a fare confronti. Speriamo di riuscire come genitori a far capire che alcune cose sono meno importanti di altre.
    Non ho mai riflettuto sulla sua scomodità – ti ringrazio per questo – quanto sul limitare lo sporcarsi (da mamma di due maschi, sono sempre in lotta, anche se non dovrebbe essere importante).
    Quanto al senso di appartenenza – di cui parla Daniela – per esempio nelle scuole che frequentano i miei bambini i genitori hanno creato una maglietta e i bambini sono felici di indossarla. Ma anche questa è una scelta e non un’imposizione.

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
      Mamma Felice
      immagine livello
      Guru
      Mamma di Dafne (10 anni)

      Anche a me piace molto la maglietta: all’asilo a Mappano, in estate, c’era la maglietta colorata in cotone 100%, super lavabile, e mi piaceva molto.
      Ne parlo anche per conquistare l’autonomia: fare la pipì col grembiule è davvero molto difficile!

  3. Valentina

    Il grembiule non argina la stupidità di certi genitori che usano i figli per evidenziare il proprio status economico. Eh sì, ancora siamo a questi livelli. Sapete come fanno? Con le scarpe. Sì, avete capito bene con le scarpe. Comprano ai figli scarpe griffate da 300 euro il paio per andare a scuola. Non se ne esce, come potete vedere. :mrgreen: . La scuola che frequentano i miei bambini lo richiede, mi sono adeguata: per i maschi a giacchetta…è comodo ma non serve ad evitare che si sporchino perchè dai pantaloni in giù non sono protetti e spesso neppure i polsi quindi…ma è facile da togliere, ha la zip, quindi se gli fa caldo non è un problema potersi alleggerire sotto. Le femmine con i bottoni fino ai piedi, scomodissimo, ci costringe a mettere felpe e maglioncini sopra (vanificata l’omologazione ) e d’estate tiene davvero caldo. Boh, oggi secondo me ha poco senso. Io sto educando i miei bambini alla bellezza di vestirsi bene al di là delle griffe (come hai detto tu ci sono migliaia di siti e catene low cost con capi carinissimi), rispettando uno stile che già iniziano a sentire proprio (spesso vestiamo i nostri bambini senza chiedergli se ci “stanno bene” dentro quegli abiti) e all’assurdità di spendere centinaia di euro per un capo che dopo una stagione non gli sta più.

  4. Paoletta

    le mie bimbe sono troppo piccole (nemmeno asilo infantile per intenderci) e nelle elementari vicine il grembiulino non viene usato, però mi capita lo stesso di pensarci quando mi capita di andare a scuola a prendere i nipoti più grandi e da quello che vedo mi trovo a favore dell’uso del grembiule, ma per un altro motivo il rispetto dell’istituzione scuola. soprattutto quando comincia a fare caldo si vedono abbigliamenti assurdi, bambine con spalle scoperte, micro gonne o micro calzoncini, francamente non lo trovo giusto. L’educazione al rispetto della scuola e delle istituzioni in generale secondo me passa anche da un abbigliamento decoroso, non costoso mi raccomando, jeans e maglietta vanno bene, ma della lunghezza giusta!

  5. Io sono assolutamente contro il grembiule soprattutto quando, in certe scuole, esiste ancora un grembiule per le bambine che è diverso da quello dei bambini. Ci sono scuole materne in cui il grembiule dei bambini è celeste, mentre per le bambine è rosa, e scuole materne o primarie in cui, come scrive Valentina, i bambini hanno un grembiule corto e le bambine lungo. Lo trovo orribile. Ne avevo parlato anche tempo fa sul mio blog. La differenza di genere fatta nelle scuole per me è inaccettabile. Mi fa molto arrabbiare…

  6. Fufile

    Ciao.

    Nelle scuole della mia città il grembiule lo portano tutti, almeno nelle scuole pubbliche. La divisa esiste solo nelle scuole private. Io trovo che il grembiule o la divisa, che peraltro preferirei, aiutino a minimizzare le differenze economiche e sociali, anche se poi è ovvio che queste si vedono, e non solo certo dalle scarpe. Ma ecco, mi pare un modo per alleviarle agli occhi almeno dei bambini più piccoli. E dà anche quel senso di appartenenza di cui giustamente si parlava, che a mio avviso è molto importante. Quando poi i bambini vanno a scuola senza il grembiule, il che da noi capita almeno per due mesi all’anno, dato il caldo, si vedono mise improbabili: e non solo “signorine” con spalle fuori a 5 anni, anche “signorini” che sembrano “scappati di casa”. A scuola si dovrebbe insegnare anche il rispetto, la differenza tra un abbigliamento da spiaggia e uno più consono. Il che non vuol dire limitare la libertà di movimento dei bambini, ma semplicemente educarli ai contesti. E il grembiule, ancora una volta, colma un pochino questo vuoto dei genitori.

  7. martina

    ma perfavore, io alle elementari avevo il grembiule e non sono cresciuta reprimendo la mia fantasia né con problemi con gli amichetti, il grembiule è igienico e pratico anzi
    invece io trovo il grembiule giusto in quest’epoca, soprattutto per evitare tristi confronti tra bambini più ricchi e meno ricchi, magari quei figli di genitori cafoni che inculcano ai figli fin da piccoli di sentirsi superiori perchè indossano abiti costosi

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