Il rito della buonanotte per i bambini

Pubblicato il 5 dicembre 2014 da

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Con tre figli è assolutamente necessario trovare il modo di gestire al meglio l’ultima parte della giornata, pena capricci, stanchezza e stress e negli anni abbiamo affinato l’atteggiamento e le abitudini da consolidare dalla cena fino al sonno profondo e ristoratore dei piccoli di casa.

E’ stato essenziale cambiare prima di tutto l’orario in cui venivano portati a letto i bambini, anticipandolo, per garantire loro circa 10-12 ore di sonno. Sembra impossibile ma vi assicuro che se noi genitori siamo decisi e fermi, loro in pochi giorni, massimo una settimana, si abitueranno a questi nuovi ritmi salutari.

Ritmo

Questa parola ha un suono quasi mistico alle mie orecchie, soprattutto quando si parla di bambini, perché ho sperimentato che adottando una semplice strategia ritmata, cadenzata, tutto diventa più semplice, invece che improvvisare ogni volta una nuova situazione da gestire, da imparare e da portare a termine.

Il concetto è valido sicuramente per noi adulti, che una volta imparato uno schema possiamo portarlo avanti più facilmente e con minore fatica, ancor di più per i nostri figli, sin dalla primissima età. Trovare il ritmo giusto per le poppate, per il sonno, per le giornate, è il primo compito che prova a compiere il neonato, continuando nel tempo, fino all’età adulta quando trova quel sentimento rassicurante nel caffè mattutino o nella routine prima di andare a letto.

Il nostro rito della buonanotte è cambiato seguendo esigenze diverse a seconda delle età e immagino che si modificherà ancora, ma per il momento ha mantenuto alcune abitudini salde.

Andare a letto presto

Ceniamo presto, a volte prestissimo, 18.30 massimo 19.00 per poter godere un po’ della compagnia reciproca; i bambini a questo punto giocano con calma, disegnano, leggono un libro o suonano e cantano insieme al papà (ricordate che non abbiamo la televisione?) possono ancora chiedere uno spuntino, un bicchiere di latte caldo oppure una fetta di pane con la marmellata.
Entro le 19,45 sono a letto ma non prima di lavarsi i denti e mettersi il pigiama.

Leggere una fiaba

Il rito della fiaba prima di chiudere gli occhi è la parte preferita di tutti i bambini fin dalla più tenera età, apprezzata enormemente se inventata proprio da noi (devo ammettere che è un esercizio di fantasia non indifferente), ma va benissimo anche la lettura di un libro appropriato.

E’ quello di cui si vestono quei momenti ad essere importante: la grande vicinanza, il calore, l’amore se li porteranno, come noi, sempre nel cuore.

Noi abbiamo qualche libro che ci è rimasto nel cuore anche se con le pagine rovinate dal tanto sfogliare. Il preferito in assoluto è The Magic Sky con delle illustrazioni semplici e delicate, poche parole, che si preferiscono sussurrate mentre gli occhi si stanno chiudendo. E’ la storia di un orsetto bianco che aspetta, sviluppando il senso del tempo e della pazienza, di vedere le luci del nord, e nel frattempo ogni giorno si dedica ad una bellissima attività. Finalmente all’ultima pagina, con il papà e la mamma, gode dello spettacolo luccicante e magico delle luci in cielo, che altro non sono che l’aurora boreale.
Crescendo i miei bambini hanno iniziato ad amare le fiabe dei Fratelli Grimm, affezionandosi ad alcune in particolare che, avendo un significato archetipo, risuonavano nel loro cuore, nella loro immaginazione, seguendo il bisogno del momento. Ethan adorava Tremotino, forse si identificava nell’energia del personaggio, e in seguito Rosaspina, con il principe che si faceva strada tra i rovi, scoprendo il castello. Daphne invece ha fatto sua Re Bazza di Tordo, dove la principessa doveva assaporare la povertà e un po’ di mestizia per fiorire e scoprire di amare il suo principe.

Un libro che mi è stato utile per approfondire il senso delle fiabe e la loro importanza per i bambini, è stato Fiabe Toccasana di Carmen Valentinotti, che ne propone molte, grazie alla sua esperienza e passione, spiegando che hanno una sorta di effetto benefico, perfino terapeutico per i momenti delicati di crescita che ogni bambino si trova ad affrontare.

Ora Edoardo è nell’età giusta, quasi 3 anni, per ascoltare brevi canzoncine, e leggere insieme sempre lo stesso libro, tutte le sere: Mangerei volentieri un Bambino. Lui vive il momento in cui è tanto importante ripetere la stessa esperienza molte volte, per diventarne padroni e sentirsi sicuri, per ritrovare il conosciuto che rassicura.

Quali sono i libri che accompagnano i vostri bambini nel momento della buonanotte?
Avete qualche altra abitudine serale che è diventata la vostra tradizione di famiglia?



Commenti

9 Commenti per “Il rito della buonanotte per i bambini”
  1. paola forestale

    Uguale uguale uguale…stesse dinamiche serali!
    anche noi ceniamo presto poi pigiama lavatura di denti e lettura serale..
    però a casa nostra ci piace cambiare e ogni sera leggiamo un libro nuovo; abbiamo ovviato al problema andando a prendere i libri ogni settimana massimo dieci giorni non in una biblioteca ma ben in due!!così abbiamo circa una quindicina di libri da leggere, sfogliare, guardare assieme o anche per conto proprio nel loro angolo morbido…
    però quando ci appassioniamo ad un libro lo leggiamo lo rileggiamo e lo sfogliamo anche dieci volte al giorno (tipo mangerei volentieri un bambino…mi chiamo nina e ho due case…che fatica mettere a letto papà..ecc) a fittonate come si dice in toscana!

  2. Seee…. Quando leggo queste cose mi viene da piangere….!!!!
    Io di bimbi ne ho uno solo e vale per 3 (infatti… è solo!!!), il 27 dicembre compirà 4 anni e nella sua breve vita NON HA MAI dormito una notte intera…! Amore di mamma….!!!!
    Anche se gli impedisco di dormire al pomeriggio ed anche se lo “invito gentilmente” a coricarsi alle 21, fino alle 23 parla, canta, balla, legge, racconta…. Il tutto comodamente sdraiato nel lettino… A volte anche le 23.30… Ovviamente se è in salute…!
    Rientriamo dal lavoro ad orari che…ora che ho preparato la cena, mangiato, sparecchiato, organizzato lavastoviglie, lavato il cucciolo, denti e pigiama… è proprio impossibile essere pronti prima delle 21… E a quel punto, giustamente, vogliamo tutti stare un po’ insieme…!!! Perciò!!!
    Nel mio caso temo… non ci sia speranza!!!
    Faccio prima ad adeguarmi io a questo ritmo…, piuttosto che crearne uno diverso… Almeno per il momento… non ce la posso fare!!!
    Che dite???
    😕

    • fai benissimo ad ottimizzare il vostro ritmo, l’importante che tutto fluisca nel modo migliore. Ma lui vede molta tv, in particolare la sera? a volte questo agita i piccolini 😉

      • Direi proprio di no…, durante la cena passiamo da Cartoonito alle notizie, ma dopo si passa al gioco…
        Forse è comunque troppo… per lui. Potrei provare!!!
        Tentar non nuoce!!!
        Grazie!!!
        😉

  3. In questo blog io mi sento proprio a casa! 😀
    Di solito quando racconto che i miei bambini entro le 20.30 già dormono mi guardano come se fossi la peggior madre, la piu’ severa dell’universo e commentano ” poverini, li costringi a dormire prestissimo “. Ormai non rispondo piu’ che per loro è una gioia, una coccola addormentarsi con un libro, sono stanchi. Per me è normale farli mangiare intorno alle 19. I miei bambini hanno bisogno di dormire ed noi dopo averli addormentati di mangiare tranquillamente, di raccontarci la giornata, di riposarci. Abbiamo la televisione ma i bimbi hanno il permesso di guardare dvd solo durante il weekend, quando gli orari di addormentamento e cena sono meno rigidi.
    Noi leggiamo praticamente sempre la stessa da mesi “io sono il piu’ forte” e “io sono il piu’ bello” perchè il piccolo di quasi 4 anni non vuole cambiare libro. Quella di sei invece mi fa leggere “piccole donne” di geronimo stilton 🙂

    • si, è anche una fortuna poter avere ritmi che lo consentono 🙂 anche a noi veniva spesso ripetuto che era troppo presto, in realtà a loro fa un gran bene tutto quel sonno, i capricci giornalieri sono diminuiti notevolmente 😆

  4. Emanuela

    Azzzz…. Alla 18.30 max 19.00 cenate???? Beh, noi… io, mio marito e nostra figlia, varchiamo la porta di casa a quell’ora, dopo aver lavorato 8 ore a 50 km da casa nostra (tra viaggio di andata, lavoro, pausa pranzo e viaggio di ritorno stiamo fuori casa 11.00!!!). Poi andiamo a prendere la bimba seienne dalla nonna e tra le 18.30 e le 19.00 (a volte c’e’ anche un minimo di spesa da fare….) entriamo in casa. Cambiarci, lavarci, lei che si ributta a giocare, finalmente in casa sua, con i suoi giochi. Io che preparo la cena, controllo i compiti che ha fatto dalla nonna e cosa ha fatto a scuola, mio marito che stira o pensa a preparare una lavatrice, stendere o passare l’aspirapolvere (ottimo marito, collaboratrice al massimo, altrimenti schiatterei….). Ci sediamo a tavola alle 20.00. Cena che dura un’infinita’ perche’ la bambina e’ inappetente…. farla mangiare ogni sera e’ un’impresa. Qualche gioco e coccola serale, ovviamente la quantita’ dipende dall’ora in cui ci alziamo da tavola…. Alle 21.00-21.15 si lava i denti e iniziano i preparativi per la nanna. Se va bene alle 21.30 la mettiamo a dormire, a volte anche un po’ dopo, purtroppo…. Se sono le 21.30 riesco ancora a leggerle una favoletta, altrimenti nanna e basta e la favola la dobbiamo per forza di cose rimandare al weekend quando nostra figlia puo’ anche permettersi di chiudere gli occhi alle 22.00 perche’ il giorno dopo non c’e’ scuola. Insomma….. la vostra vita da sogno con i vostri ritmi zen, noi…. ce la sognamo!!! Ahime’, tanta invidia, condivido appieno quello che fate ma purtroppo per noi non c’e’ soluzione, anzi una si: licenziarmi, ma non ne ho il coraggio. Di questi tempi e’ un lusso avere un lavoro. Con un mutuo sulle spalle non potrei permettermi di stare a casa anche se ci soffro tantissimo…. 🙁 Beh, che aggiungere: beati voi!!!

    • perché non provi a farla mangiare dalla nonna. così per quando rientrate a casa, mentre tu prepari cena, il papà l’aiuta prepararsi per la nanna leggendole una storia.
      Noi purtroppo non riusciamo a cenare per le 18.30, ma per le 20.00 in genere finisco di mangiare con i bimbi e poi cominciano a preparsi per la nanna. Compito che poi, in genere, spetta al papà che non li ha visti durante il giorno.
      concordo sul fatto che ai bimbi fa bene riposare il più possibile.
      Io poi ho il problema inverso. Il piccolo si sveglia prestissimo. Ora, però, che ha quasi 5 anni e il pomeriggio non riposa, si sta regolarizzando.

    • si, capisco, quando i ritmi di vita non permettono certe abitudini la cosa migliore è ottimizzare i propri 🙂 come dici tu il lavoro è importante, io ho lavorato con i turni per molti anni, ricordo quel senso di mancanza, a volte, però i bambini sentono anche il nostro amore in mezzo a tutti gli sforzi che facciamo. Questo è l’importante! E mi sembra che sia tu che tuo marito siate un’ottimo esempio di impegno, amore e collaborazione!

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