Mamma Felice

Enuresi notturna: dalla parte di un bambino

Pubblicato il 20 novembre 2014 da • Ultima revisione: 26 giugno 2015

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Come abbiamo già anticipato, si parla di enuresi notturna solo dopo i 5-6 anni e, in ogni caso, si tratta di una situazione nella maggior parte dei casi transitoria, che entro i 7 anni scompare tranquillamente. Se a partire dai 3 anni circa il bambino può avere già acquisito il controllo degli sfinteri, di giorno e di notte, fino ai 7 anni può avere episodi di enuresi che tuttavia non indicano problemi psicologici o comportamentali. Una fase transitoria, dunque, che dobbiamo affrontare serenamente, senza farne una colpa ai bambini: dobbiamo insomma, come sempre, guardare le cose dal punto di vista del bambino.

Chiediamoci? Cosa farei al suo posto? Cosa vorrei sentirmi dire?
A volte sono queste due semplici domande, di pura empatia, la risposta stessa a ogni nostro dubbio come genitori. Se ci mettiamo in ascolto, i bambini conoscono già le risposte, e la nostra presenza serve come rinforzo, non per forza come stimolo. 😉

Perché i bambini, come diceva la ‘mia’ amata Montessori: sono competenti. 

Allora ho provato a individuare 3 punti di vista dalla parte del bambino: voi siete d’accordo?

Mamma, papà: non faccio i capricci

Ammesso che i capricci esistano, fare la pipì a letto dopo i 5 anni non si annovera tra i capricci dei bambini. L’enuresi notturna non è un capriccio, né un dispetto.

Smettiamola, noi genitori, di sentirci così al centro dell’attenzione, come se tutto ciò che il bambino fa ruotasse intorno a noi, quasi per ferirci o farci impensierire. Non è così.
Una pipì è solo una pipì, e non un messaggio nascosto.

Datemi tempo!

I bambini non sono macchinette o piccoli robot programmati per rientrare nelle curve di crescita o in un range di età prestabilito per fare – non fare le cose. I bambini non sono le nostre marionette, che noi possiamo manovrare come vogliamo.

Ogni bambino ha i suoi tempi: così come qualcuno nasce prima e altri nascono dopo, alcuni camminano presto e altri parlano tardi… così avviene anche per il controllo degli sfinteri.

Basta ansia. Avete mai risolto un problema con l’ansia? Io no.
Con la pazienza, invece, sì.

Mi volete bene lo stesso?

Il disappunto, la delusione, l’ansia: tutti sentimenti negativi che un genitore deve allontanare da sé il prima possibile. Perché anche i nostri gesti e i nostri sguardi parlano, e dicono tutto dei nostri sentimenti.

Prima impariamo a volere bene ai bambini così come sono, senza aspettative… prima diventiamo felici. E anche loro.

Aiutiamoli: inventiamoci la favola della pipì magica, facciamoli andare in bagno la sera prima di dormire, cambiamo la coccola del latte serale con un momento di tenerezza nel lettino, usiamo le mutandine assorbenti, che sono fatte apposta per non ‘regredire’ (quindi nessun pericolo di tornare al pannolino), ma nello stesso tempo tolgono l’imbarazzo di cambiare le lenzuola (e lo stress che ne consegue, per tutti).

Cerchiamo di essere più pazienti, con questi figli. Prima di decretare che hanno un problema, interroghiamoci: non è che siamo noi ad avere un problema?

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In collaborazione con Huggies DryNites



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