Inglese per bambini

Pubblicato il 19 settembre 2014 da • Ultima revisione: 20 aprile 2015

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Ultimamente ho fatto una scelta molto personale che prima non avevo mai preso in considerazione: ho iniziato a guardare la TV in inglese. Dafne se ne rammarica molto, perché dice di non capirci niente, eppure ogni volta che guardiamo una trasmissione insieme, mi accorgo come mia figlia stia iniziando a comprendere i suoni di alcune parole, per chiedermene il significato.

Come tutti sostengono: per imparare bene una lingua devi risiedere in quel Paese per almeno alcune settimane.
Con l’inglese però è più semplice, almeno nel mio lavoro: la maggior parte dei blog o dei portali che leggo, sono scritti in inglese. E quindi, senza proprio accorgermene, ho imparato ad usare la lingua inglese in modo più evoluto, iniziando anche a comprendere le battute, i modi di dire, alcuni piccoli scherzi.

Certo, non è semplice imparare l’inglese in Italia, per i bambini: a scuola il programma di inglese è spesso insufficiente, e le maestre devono insegnare una materia che conoscono poco, e facendo già i miracoli.
Per questo da qualche tempo stiamo riflettendo sull’importanza di avvicinare Dafne a questa lingua, ma con il gioco, in un modo che possa davvero entusiasmarla.

Facciamo spesso dei giochi insieme: con Nestore ascolta canzoni in inglese e si documenta sul testo, con me ascolta le trasmissioni TV o guarda i cartoni in lingua, spesso facciamo insieme i cruciverba o altri giochini trovati sulle riviste. E’ divertente, e diventa utile senza sembrarlo, cosa secondo me molto importante a questa età, in cui ciò che viene affrontato scolasticamente non ha sempre lo stesso appeal del gioco – e vorrei vedere.

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Su Mammafelice ho preparato, tanto tempo fa, alcune risorse utili di inglese per bambini:

Vorrei, come credo tutti i genitori, che mia figlia lo imparasse prima di quanto lo abbia fatto io, e meglio di me. Ho pensato di impararlo meglio io per prima, adesso, anche facendo conversazione in ufficio, e poi trasmetterlo a lei giocando.

Mi sono fatta un piccolo schema motivazionale, per insegnare l’inglese a mia figlia:

  • Che l’inglese sia divertente, e non un compito scolastico
  • Che l’inglese sia un momento tra di noi, quindi anche un percorso emotivo, oltre che di apprendimento
  • Che sia il frutto dell’ascolto, soprattutto, perché il suono di una lingua è fondamentale, per comprenderla davvero a fondo
  • Che sia anche un modo per cantare e ballare, perché attraverso la musica e l’analisi dei testi, si imparano tante parole nuove e importanti

Per accorgermi che, in fondo, è lo stesso modo in cui anche io ho iniziato a comprendere l’inglese:

  1. ascoltare la melodia delle lingue, comprenderne la cadenza e il ritmo
  2. capire il significato delle parole, e – più in avanti – addirittura gli scherzi linguistici e i modi di dire
  3. parlare la lingua senza timidezza, e usando sempre più sinonimi, cercando di avere un linguaggio vario così come lo è il nostro linguaggio naturale
  4. leggere libri in inglese, e nel mio caso articoli online e blog – soprattutto su argomenti che mi appassionano, i tutorial, il fai da te: ovvero qualcosa che mi renda più facile il compito
  5. infine riuscire a scrivere, per esempio quando rispondo alle email, o nell’ottica futura di iniziare a pubblicare anche in inglese

Noi siamo appena all’inizio: e in fondo quasi mi piace, scoprire l’inglese insieme a Dafne. Per una volta impareremo qualcosa insieme, in un rapporto di reciprocità, invece che in una linea dall’alto al basso, come se io dovessi insegnare a lei qualcosa che già so.

Peccato solo che Gianni Morandi non canti in inglese… oppure sì? 😉

In ogni caso, qualunque sia il metodo che utilizzate, non aspettate molto: imparare l’inglese precocemente è un favore che facciamo ai nostri figli, e forse abbiamo già anche aspettato troppo.



Commenti

11 Commenti per “Inglese per bambini”
  1. Ciao Barbara. Ti dirò, i miei 4 anni e 18 mesi, ascoltano inglese da circa un anno e mezzo. La grande inizia a capire moltissime frasi e parlarne correttamente molte altre, conoscendo centinaia di parole. Quasi tutti i giorni mi chiede come si dice una parola, o un’altra. se non conosco la traduzione, cerchiamo insieme traduzione e pronuncia. Cartoni animati sempre in inglese, e ogni tanto vari programmi per cambiare il contesto. Diciamo che è simile a una bambina bilingue. Per il piccolo, ancora non parla, ma spesso fa vocalizzi che sembrano in inglese… ehehe. Ti dirò, tra un annetto.

  2. Io ho cominciato qualche anno fa con la mia cucciola piu grande (sei anni) a introdurre l inglese nella nostra quotidianità e i risultati sono piu che apprezzabili. Vediamo spesso la tv in inglese, le leggo in inglese, cantiamo in inglese. L elemento fondamentale è la costanza e la routine. Per ora mi basta sapere che l appassiona e le piace. Il tutto è un gioco. Il fratellino curioso si sta avvicinando solo ora che ha quattro anni. Sul mio blog potete trovare consigli, siti e materiali da cui cominciare il piu presto possibile anche se non siete madrelingua come me.

  3. Ciao Barbara.
    Da poco ho iniziato anch’io a parlare in inglese con i bimbi (5 e 7 anni) anche se il mio inglese lascia un pò a desiderare. Trovo molto utile i nuovi canali digitali che permettono di modificare l’audio dei programmi per ascoltarli in lingua originale. Credo che sia un formidabile mezzo per insegnare loro la pronuncia corretta.
    Sara

  4. Uso l’inglese tutti i giorni per lavoro e, poiché ho l’ufficio in casa, mia figlia mi sente spesso parlare in inglese su skype, scrivere e-mail in inglese o trasformare testi inglesi in italiano. Ho notato che è soprattutto questa trasformazione a incuriosirla.. Si avvicina spesso alle mie schermate bilingue (le interfacce dei programmi di traduzione consentono di tenere il testo a a fronte) e legge incuriosita; spesso mi fa domande. Fino a un annetto fa riuscivo a farle vedere i cartoni in inglese, ma adesso che ha 6 anni si rifiuta e io non la costringo. L’amore per le cose, e quindi anche per una lingua straniera, nasce dalla curiosità. Secondo me è la curiosità che dobbiamo alimentare, non le conoscenze in sé. A scuola di inglese ne fanno poco, è vero, ma credo che valga la pena rivolgersi a un corso privato solo quando il bambino ci va veramente volentieri, altrimenti si ottiene l’effetto opposto. La motivazione è il principale motore dell’apprendimento linguistico. E comunque oggi per migliorare il proprio inglese ci sono tantissimi strumenti: i blog, come dici tu, sono uno di quelli… Un altro, ovviamente, è la tv…

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
      Mamma Felice
      immagine livello
      Guru
      Mamma di Dafne (8 anni)

      Sì, la cosa triste è che se a scuola lo facessero bene, magari anche fuori da scuola i bambini sarebbero motivati a impararlo, e invece… qui l’anno scorso hanno sempre e solo colorato!
      Certo, perché si colora in inglese…

  5. cri

    quando mio figlio aveva 3 anni gli comprai, per caso, il primo numero di un’enciclopedia a fascicoli di Disney per imparare l’inglese, con giornalino e videocassette. Da allora mio figlio si è appassionato a questa lingua, anzi a tutte le lingue straniere, tanto che oggi fa la scuola per interpreti!

  6. Jill

    Volevo testimoniare la mia esperienza di mamma di 2 bambini che hanno iniziato a imparare l’inglese in età precoce.
    Ho 2 figli, uno di 7 anni e uno di 3, entrambe hanno iniziato il percorso di appendere l’inglese dall’età di 3 mesi.
    Io sono olandese e mio marito è italiano e dunque loro sono nati in un ambiente bilingue e per noi è stato naturale fare questo tipo di scelta.
    Non conoscevo il metodo che hai presentato nel post che mi sembra molto simile a quello Helen Doron (che esiste da molti anni e del quale ci si può informare ovunque nel web), che ormai conosco da 7 anni, di cui sono molto soddisfatta e mi sorprende ogni giorno con i risultati che ho ottenuto con i miei figli che capiscono e parlano l’inglese in maniera sorprendente.

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