La vita è una magnifica incognita

Pubblicato il 3 marzo 2014 da • Ultima revisione: 7 agosto 2014

futuro-meraviglioso

Non ricordo bene quando, ma c’è stato un tempo in cui avrei voluto sapere il finale della mia vita: sapere se mi sarei sposata, se sarebbero arrivati dei figli, se avrei trovato la mia strada lavorativa… Volevo uno spoiler, insomma.

Ero pronta a faticare per arrivare a quel risultato finale, ma avrei tanto voluto che qualcuno mi dicesse: ANDRÀ TUTTO BENE.
Perché poi, nella maggior parte dei casi, è proprio così: Andrà tutto bene, non preoccuparti più dell’ultimo giorno; preoccupati di questo momento.

Però arrivare a superare quel timore della fine è stato tanto complicato.
Pensavo di aver compreso bene la filosofia di Nietzsche dell’Eterno Ritorno dell’Uguale, ma invece no. Invece l’ho capita solo da poco.
Beh, non prendetela sul personale o come frase che adesso debba realizzarsi, ma: io adesso sono pronta anche a morire, e non ne ho mica paura.
Sì, detta così suona malissimo: preferirei vivere tanto, perché ho davvero tante cose belle da fare, e una figlia da crescere, un marito che amo e con cui voglio scoprire nuovi livelli dell’affetto, e non da ultima un’azienda con persone che in qualche modo dipendono anche da me.
Ma… ma in fondo non ci sarebbe nessun problema, da oggi in poi, se io non ci fossi più: e io lo trovo semplicemente bellissimo. BELLISSIMO.

La vita è una magnifica incognita. Da una parte questo mi terrorizza e – se provo a pensarci – mi manca il fiato di fronte all’immensità dell’ignoto.
Da una parte questo mi fortifica. Significa che possiamo ancora cambiare il nostro futuro, non è vero? Dentro questa emozionante incognita, io ho smesso di cercare le mie paure – normali, umane, vivide – e ho iniziato a cercare la speranza, il futuro, l’ottimismo, la concentrazione, la dedizione.

Voglio piangere di gioia. 
Nell’incognita del futuro c’è TUTTA la nostra vita, tutta. C’è una gigantesca spugna che può cancellare il dolore passato. Ci sono due grandi ali per volare in alto.
Dentro questa gigantesca incognita c’è ancora modo di cambiare noi stessi e il mondo che ci circonda. Possiamo ancora cambiare la nostra situazione.

Sarebbe bello che queste parole avessero un significato per la me stessa di 20 anni fa. Certe volte forse avrei solo avuto bisogno di sapere il finale della mia vita non da un altro, ma da me stessa: concedermi solo 10 secondi per andare indietro e dirmi: VA TUTTO BENE.

Ma non si può, e allora lo dico alla me stessa di domani, che andrà tutto bene.
Che in qualche modo ce la faremo di nuovo, che tutto sia aggiusterà, che riusciremo a dare un senso a questa fatica, che…

Oh che bella la vita, che bella. 

Devo solo ricordarmi che spesso sono io ad avere il potere di incasinare tutto, o di sistemare tutto.
Non è meraviglioso e terrificante al tempo stesso?

Questo ‘andrà tutto bene’ non resterà solo un’idea di felicità: diventerà il mio pet project 2014, e sfocerà in un progetto pro-adolescenti.
Magari lo trovo, un ragazzo che aspetta di sapere che è tutto ok. Magari lo trovo.
Cerchiamolo insieme. Visto che non abbiamo potuto dirlo a noi stessi nel passato, diciamolo a qualcuno che ha bisogno di sentirselo dire adesso.
Vi va?



Commenti

26 Commenti per “La vita è una magnifica incognita”
  1. E certo che mi va
    E vorrei sentirmelo dire io adesso che “andrà tutto bene” perchè sono troppo preoccupata per la piccola e se penso che possa succederle qualcosa mi sento male e mi viene da piangere

  2. Oggi come oggi mi basterebbe riuscire a non inventarmi più nulla da fare, almeno per un po’, per riuscire a prendere il ritmo.

  3. lucia

    Condivido anch’io i tuoi pensieri di oggi.
    Personalmente nel momento che ho compiuto i fatadici “anta”, dopo qualche vicissitudine personale che mi ha fatto crescere molto, ho finalmente realizzato un penso di pace e tranquillità interiore enorme. Mi sono sentita molto serena con me stessa, mai nella mia vita mi ero sentita così. Prima ero spesso insoddisfatta, terrorizzata da mille paure, scontenta dei miei risultati. Da un po’ ho capito quanto il nostro destino sia nelle nostre mani, quanto noi possiamo, anche nei momenti tragici, cercare di vedere le cose sotto una luce diversa. Ti devo dire anche però che ultimamente due fatti profondamente tristi mi hanno un po’ fatto rivedere queste mia nuova visione della vita. La malattia molto grave del figlio (due anni) di una mia amica e la morte improvvisa di un’altra mia amica carissima, mamma “super” di due ragazzi adolescenti.
    Ecco, davanti a tali cose non mi sento ancora pronta, non ho ancora capito il senso, il perchè di tali tragedie. E non riesco neanche a pensare a come si possa affrontarlo con occhi diversi, non ci sono ancora riuscita.
    Per questo condivido tutto tranne la paura della morte, ho un figlio adolescente e un matrimonio riuscito (finora….) quindi sarò in un certo senso egoista ma voglio ancora tutto quello che la vita ha da darmi. Non lo so, avrò i miei limiti ma l’idea della morte, del distacco mi fa TANTA PAURA. L’idea che tutto finisca, che io finisca non mi lascia indifferente….Non so, non ci sono ancora arrivata ai tuoi livelli ……. 😉 O forse non ho capito! :argh:
    Grazie di questo nuovo progetto pro adolescenti, credimi con uno in casa in piena “contestazione” in alcuni momenti ci vuole taaaaaanta pazienza e anche la tua spalla sarà molto ben accetta. Comunque credimi, ai nostri figli trasmettiamo e isegnamo noi la fiducia nella vita, la consapevolezza nelle proprie possibilità. Chiaramente affronteranno le loro crisi d’identità, i loro momenti bui ma in maniera diversa rispetto a noi (o almeno spero ;))
    Scusa la lungaggine, perdono!

  4. serve che ti dica come la penso? io sono d’accordissimo con te e l’ho messo in pratica per nove mesi *_* e sai che ti dico andrà tutto bene anche con la paura con gli imprevisti e io LO SO

  5. mammacaramella

    mamma felice ,
    ti ammiro tantissimo, anche oggi hai interpretato a pieno quello che da giorni mi frullava in testa….
    e mi hai dato modo di riflettere…sui miei innumerevoli errori…
    a volte do sempre e troppo tutto per scontato e spreco energie a rendermi difficile la vita….o come e’ vera la frase “Devo solo ricordarmi che spesso sono io ad avere il potere di incasinare tutto, o di sistemare tutto.”
    io lo dimentico spesso.
    devo fare un cartellone a caratteri cubitali e appenderlo.

    grazie….grazie….

  6. Se davvero ti senti cosi Barbara non posso che ammirarti ancor di piu’. E prenderti come ispirazione.
    Perche’, invece, per me il pensiero della morte rappresenta la mia bestia nera.
    Non so se sono capace di dirlo bene. Non l’ho mai detto ad anima viva, a nessuno, neanche a mio marito. Non lo so perche’, ma non ci riesco. Qui e’ piu’ facile, non provo vergogna, ne’ imbarazzo.
    Eppure quel maledetto pensiero mi assale. Non e’ un eufemismo. Mi prende alla gola, la sera, abbracciata a mio marito. E allora mi sento come se “la testa andasse via”, quasi sopraffatta dalla paura. E chiedo aiuto, un abbraccio, un po’ di luce.
    Non succede tutte le sere, ogni tanto e senza motivi apparenti. Ma so che e’ LI.
    Vorrei tanto sapere perche’, ma forse non sono abbastanza coraggiosa.
    E ora che sto per premere “pubblica commento” mi chiedo se faccio bene o no.
    Va beh. Lo faccio.
    Siamo tra amiche.

    Ps volevo solo farvi sapere che 11 anni fa io e mio marito iniziavamo il nostro amore. E a me non sembrano passati che una manciata di giorni.

    🙄

    • Valentina

      Oh amica mia. Auguri di cuore, ma proprio sinceri. Anche a me fa paura la morte. Anzi, ti dirò, fa rabbia. Sarà che s’è portata via una delle mie migliori amiche a 38 anni un mese fa lasciando una creatura di 6 anni senza mamma. Quindi non sarei serena nel morire domani. Ho da iniziare ad assaporare la vita, mi farebbe uno scherzo troppo pesante, un bello smacco. E ti lascio immaginare senza scriverlo quale sia il mio incubo più ricorrente, non riesco nemmeno a digitarlo. Devo camminare ancora tanto, ma tanto, tanto tanto e ho bisogno di essere tenuta per mano spesso e volentieri e detto da me che non chiedo mai aiuto a nessuno è una bella vittoria. Festeggia stasera, tanto love mi raccomando!

      • Valentina

        Dimenticavo: mi piace tanto il tuo pudore, è prezioso e raro oggi.

      • Sei cosi cara che ora riuscirei, oltrepassando il mio ben noto “orsismo”, ad abbracciarti forte. Che brutta, orrenda cosa la tragedia della tua amica, mi fa paura persino pensarci. Per non parlare di quella creatura indifesa che ora e’ senza la sua mamma. Pero’ sono sicura di una cosa. Ci sarai sempre tu a ricordarle che persona meravigliosa fosse la mamma: certo ci saranno sicuramente prima altre persone (papa’, nonni), ma tu potrai darle un’angolazione diversa, quando ne avra’ bisogno. E attraverso quel fluire di ricordi anche tu ti sentirai piu’ vicino a lei ed in grado di fare qualcosa per la sua creatura che ora lei, purtroppo non puo’ e non potra’ piu’ fare.
        In questi giorni mi sono sentita felice: per niente in particolare…un’organizzazione venuta bene, la lezione di inglese che ho fatto ai bimbi a scuola e che e’ piaciuta tanto, l’essere riuscita a portare pazienza senza sbroccare in certe situazioni. E stranamente la paura si e’ fatta piu’ forte, oserei dire sfrontata. Penso perche’ ero cosi soddisfatta da volerlo essere sempre e ho avuto paura di perdere tutto. Solo da poco tempo io e mio marito stiamo iniziando a realizzare che forse per noi puo’ iniziare una vita un po’ piu’ normale: i bambini hanno fatto forse gli interventi piu’ grandi e ora…ora forse non saremo piu’ cosi ossessionati da febbri, vaccinazioni che non possono essere fatte, mal di pancia post anestesia. Oddio, di strada ce n’e’ ancora tanta, fatta di altre narcosi, bendaggi, colliri, occhiali, esercizi, ma se mi guardo indietro non so davvero come abbiamo fatto. Io che non riesco a guardare neanche Csi o Grey’s Anatomy ho sempre portato in sala operatoria i piccoli, tenuti fermi giu’ finche le vene del loro collo non smettevano di gonfiarsi perche si ribellavano alla maschera, controllato che non si strappassero bende, cannule, aghi, dormito con loro in ospedale, da soli, in un unico letto in un reparto vuoto, senza poter fare la pipi’, digiunato per il nervoso e l’ansia, sorriso come un ebete per non farli preoccupare. E non lo dico per vantarmi, non e’ nella mia natura tanto quanto l’assenza totale di invidia nel genere umano. Ma. Ma. Davvero non so come ho fatto. Sono alta un metro e una banana e peso 43 kg bagnata dice mio marito e mi sono sentita ripetere tante volte dalle persone “ma da dove ti viene la forza che sei cosi magrolina?”. Ma che, l’amore va un tanto al kilo? Perche’ e’ questa l’unica risposta che mi ao dare al momento. L’amore. E se ce l’ho fatta e ce la stiamo facendo e’ perche’ ho vicino un uomo, meraviglioso, capace di ridere e farmi ridere, che a volte riesce a prendere le mie paure, tutte quelle che non dico neancge a lui, appallottolarle e lanciarle a canestro nei rifiuti. E lo fa senza giri di parole, che non reggerei, ma con l’esempio. Ecco. A lui e solo a lui devo dire grazie, perche’ come diceva il marito a Julia Child “tu sei il burro sul mio pane e il pane della mia vita”.
        E a proposito di candore…io rasento il livello mammola. Per fortuna che lui ignora completamente, spero, che scrivo in questo luogo perche morirei di vergogna.
        Scusate e scusami….mi sono dilungata cosi tanto…e’ che oggi ho “sbroccato” un po’ con i pensieri e scrivere e’ la mia panacea.
        Ti abbraccio.
        Prendendo uno sgabello, ma ti abbraccio.
        E forte.

      • Comunque voi chimici siete una categoria irresistibile per me!
        😳

      • Valentina

        Il tuo nome è proprio azzeccato. Sei una persona piena di “grazia” altra dote rarissima. Ci credo che tuo marito ti ami, ho l’impressione che se interrogato direbbe le stesse cose belle che tu hai detto di lui. Anche io conosco gli ospedali, io per il figlio grande, siamo freschi di ennesimo ricovero della settimana scorsa. E la piccola che dalla gelosia mi ha smesso di mangiare. Giusto stamani non sapendo, come al solito che fare, l’ho abbracciata forte, “sei sana amore e non è che ammalandoti ti voglio più bene, te ne voglio già una quantità che non si misura, è una cosa bella stare bene…” Difficile da farlo capire a una cucciolina di 5 anni. Anche io ho la fortuna del marito “pane”, l’unico che davvero mi conosce e mi ama con tutti i miei colori. anche io ti abbraccio forte che non immagini!

      • Mi dispiace amica mia che anche tu conosca gli ospedali. A noi il ricovero tocca ai primi di aprile, di nuovo. E quanto alla grazia mi sembra che tu, leggera e soffice nei pensieri, ne sia provvista molto piu’ di me.
        Il difficile, a volte, e’ trovare persone che apprezzino questa modalita’.
        La tua topolina e’ fortunata, come lo sono le persone che hai intorno. Possiedono un dono preziosissimo: il cuore di qualcuno che li ama profondamente.
        E non c’e’ davvero prezzo per questo.
        Ti stringo.

      • Valentina

        Stiamoci accanto, fa tanto bene e si avanti meglio

      • Amica mia stra volentieri. Non mi permettevo di chiederlo, ma e’ un po’ che pensavo di chiederti come cercarti su Facebook.

        Certo stare vicinivicini sarebbe un’altra cosa, ma ogni tanto bisogna accontentarsi.

      • Valentina

        Telepatia! Volevo chiederti la stessa cosa!!!! Io mi chiamo Valentina Tonioni

      • Il mio nick e’ un po’ da maniaco con l’impermeabile…ti cerco al volo e non spaventarti!

  7. Valentina

    E’ un bel traguardo, anzi IL traguardo. Sul serio, complimenti. Io no, ben lontana. Sono nella fase di rabbia per le occasioni perdute e per i passi non fatti e francamente tutta la colpa non me la do'(sottolineando che sicuramente una parte è mia). A volte nelle famiglie si instaurano dei meccanismi di ricatto affettivo che creano a loro volta delle gabbie psicologiche dalle quali è difficile uscire. Se ne esce, per carità, ma con tanta fatica e tante ferite. E ti batti perchè le tue piaghe non contaminino i tuoi figli, tuo marito, le persone che ami che non appartengono alla tua famiglia. Ma a te rimangono e continuano a bruciare e a volte c’è poco tempo e forza per trovare qualcosa che le lenisca. Fra l’altro, per carattere, odio le incognite. Da perfezionista iperattiva pretendo sempre di controllare tutto e puntualmente succede qualcosa che mi manda la mia bella organizzazione all’aria, magari anche pesantemente. E non lo accetto di buon grado. No, decisamente non sono a quel livello lì.

    • Perfezionista iperattiva?
      Toh! Ne so qualcosa.
      Ma forse dico forse mi sto forzando ad esserlo meno. Un pochino. Cerco di non dare di matto se non controllo propri tutto, ma certo e’ che e’ dura, durissima. Specie se sei una che non chiede aiuto neanche con il cacciatore di biancaneve, Grimilde con la mela avvelenata, l’orco di Pollicino e il lupo cattivo che ti minacciano.
      Ma ho speranza.
      Anche per te.
      In fondo siamo due pupe…abbiamo tempo di imparare a farci un po’ piu’ furbe no?

  8. Mammasognante

    L’ansia da “spoiler” come giustamente Mammafelice l’ha definita, l’ho provata pure io, per tanti tantissimi anni e, credo sia legata all’ idea del “dovere a tutti i costi” che ci viene inculcata fin da piccoli…dalla ns. famiglia d’origine al catechismo (pensiamo al Paradiso che ci attende)…dalla società in cui viviamo, basti pensare alle varie fiabe, abbiamo sempre bisogno del lieto fine !! Vedrai che se ti comporti bene….ma perchè tuttociò? Ognuno di noi ha bisogno di una “stampella” alla quale appoggiarsi nel corso della propria vita, perchè la vita è difficile e, come alcune di noi scrivono abbiamo quasi tutti paura dell’incognito e, mi sento d’aggiungere, in tanti abbiamo smesso di sognare l’impossibile….Mi perdo spesso a guardare con pura ammirazione i miei figli, sono nell’età dei sogni impossibili, e penso che la loro gioia contagiosa sta proprio in questo…il sogno !! Parafrasando una canzone di Fiorella Mannoia “Ho imparato a sognare”: … “quando inizi a scoprire che ogni sogno ti porta più in là cavalcando aquiloni, oltre muri e confini ho imparato a sognare da là .Quando tutte le scuse, per giocare son buone quando tutta la vita e’ una bella canzone.C’era chi era incapace a sognare e chi sognava già”
    Forse per alcuni di noi, quando la nostra “stampella” e’ il sogno, la vita si fa più leggera, più accettabile, meno spaventosa, più gioiosa e foriera di cose buone. E il futuro non ci preoccupa più di tanto, come per i ns. meravigliosi figli. Grazie mammafelice per questa bellissimo spunto di riflessione. Buoni sogni a tutte voi 🙂

  9. Io non so proprio cosa dire di più… io avevo in mente il tuo primo libro, le tue parole, la tua storia e ho pianto dalla dodicesima riga di questo post in poi. La paura di morire è troppo, per me. Non ci penso e basta.
    Ma l’oggi e l’adesso occupano i miei pensieri a tal punto da non poter pensare a ciò che potrebbe accadere se…
    E niente. Sei una fantasticheria.

  10. A me lo dicevano mia mamma e mio papà…. e in fondo io ci ho creduto anche in quel periodo difficile in cui le scelte sono tante e la paura di sbagliare è proporzionale.

  11. Un senso di eccitazione e commozione ho avuto nel leggerti…caspita quanto siamo simili io e te, mica solo per il nome.
    Quante volte ho pensato, e penso, le cose che tu hai così ben espresso!
    Anche quella espressione che suona malissimo perchè in realtà abbiamo tante cose da fare, sistemare e godere e figli da crescere:”io adesso sono pronta anche a morire, e non ne ho mica paura.”
    Be’…anch’io l’ho pensata, tale e quale, quando è nata la mia ultima figlia dopo averne perso uno in gravidanza in modo molto traumatico.

    Per non parlare della magnifica incognita che è la vita e che tu racconti così bene…quante volte tra me e me, mi sono detta che tutto ciò è grandioso e ho ripetuto a me stessa o ai figli che andrà tutto bene.
    C’è una frase che sintetizza come cerco di vivere il presente e il futuro, con ottimismo nonostante le incognite (che poi è il motivo per cui ho cercato e avuto 6 figli). Una frase che ho usato nel descrivermi: Vivo la vita come un’avventura e i figli e la salute come una festa.

    Che bello condividere tutto questo!
    E grazie, Barbara, anche di avermi ricordato che spesso siamo noi ad avere il potere di incasinare o sistemare tutto.
    Ci devo riflettere molto su questa cosa in questo periodo.

    Dulcis in fundo, sappi che domani sarò al Talent Donna e sono proprio contenta di iniziare questo percorso proprio con te. Non vedo l’ora!
    Ti abbraccio
    A domani!
    Barbara

  12. io invece sono annientata dalla paura di morire. e da un’altra paura che non voglio neppure scrivere ma che credo sia comune a tutte le mamme. ecco questa seconda paura, non solo mi annienta, questa proprio mi uccide.
    prima (di diventare mamma, intendo) io non avevo paura della morte in generale. ero sulla tua stessa lunghezza d’onda di adesso. ero pronta a morire se fosse successo e ad accettare la morte di qualcuno che amo come un evento della vita.
    poi è arrivata lei che ha incasinato e riprogrammato il mio essere più profondo. mi emoziona scrivere di quanto amore è rinchiuso in questa mia paura della morte.. per fortuna per come sono fatta non ci sto a pensare.. troppo!

    invece, come te, pure io penso al mio futuro come ad una bellissima incognita e se appunto lo devo immaginare lo immagino magnifico. e mi sento potente, forte del fatto che ho la possibilità di fare andare le cose come desidero.

    e vorrei si poter aiutare qualcuno ad arrivare ad avere questa consapevolezza. perchè poi ti si apre tutto un mondo di possibilità.

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