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Cos’è il rooming-in?

Pubblicato il 5 dicembre 2013 da • Ultima revisione: 6 agosto 2014

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L’attaccamento madre-figlio è il primo passo importante da porre una volta nato il bambino. Per facilitare questo passaggio molti studi dimostrano come la condivisione delle prime ore di vita del bambino con i genitori, in particolare la madre, agevoli l’instaurarsi di quell’attaccamento sano e naturale tra neo mamma e piccolino.

Molti ospedali negli ultimi anni hanno modificato l’approccio seguito nelle ore subito dopo il parto, che in tempi passati vedeva il bambino preso in custodia dal personale ospedaliero e tenuto nel nido, separato dalla madre. Il rapporto madre-figlio inizia dai primi momenti della gravidanza e cresce durante i nove mesi, rafforzandosi, fino alla nascita, momento in cui, ancor di più, sia la madre che il piccolino hanno bisogno l’uno dell’altro.

Il rooming-in è proprio la possibilità di far rimanere il neonato nella sua piccola culla accanto al letto della mamma, giorno e notte, così da poter sviluppare il bonding, quel legame profondo e unico tra madre e figlio. Soprattutto è importante che questo avvenga immediatamente dopo il parto, perché sono proprio quei momenti che stimolano l’instaurarsi di questa relazione speciale.

La possibilità che viene offerta alla madre di stare a stretto contatto, anche di pelle, con il bambino necessita in ogni modo di una figura di sostegno nel caso in cui si è avuto un parto difficile o il cesareo. In questo caso il papà, la nonna o un’amica possono aiutare la neomamma sia le prime ore in ospedale che i primi giorni a casa.

Cosa gestire il rooming in

– cercare di favorire un adattamento graduale del neonato all’ambiente esterno, senza distacco temporale e spaziale dalla madre. La sua voce, il suo odore, il suo contatto sono esattamente quello che gli serve per sentirsi al sicuro in questo mondo tutto nuovo
– il rooming-in è il modo migliore per sostenere l’allattamento al seno in ospedale facendo sì che anche a casa continui facilmente. Sapete che un neonato che viene posato sul ventre della madre, strisciando, riesce a raggiungere da solo il capezzolo e bere il latte materno?
– entrare in contatto da vicino con il proprio bambino sin dai suoi primi istanti di vita permette ai genitori, e soprattutto alla neo mamma, di sperimentare la vita con un neonato e le incombenze quotidiane correlate: cambio del pannolino, vestitini, pulizia, allattamento.

Approfondimenti:
Come riconoscere le contrazioni?
Da cosa dipende il parto pretermine?
Si può scegliere di partorire in casa?



Commenti

2 Commenti per “Cos’è il rooming-in?”
  1. Quando è nato ALe me lo portavano alle 9,30 fino alla 22.00 e per fortuna perchè dopo un cesareo di notte non so come avrei fatto. Era bellissimo veder arrivare questo lungo lettino con dentro tutti questi bambini disposti come biscottini..!<3

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