Non voglio diventare grande

14 ottobre 2013 da

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Mia figlia piange a comando: io penso che questa cosa capiti un po’ a tutti. A volte piangere è una forma di comunicazione.
Ma ci sono volte in cui mia figlia piange davvero per tristezza: non per comunicare, non per paura, non per rabbia, non per stanchezza. Per dolore.

Ho sempre trovato accettabile il suo pianto, da piccola: il pianto per sonno, per fame o stanchezza non mi preoccupa. E’ fisiologico, non mi sconvolge più di tanto, so che può essere risolto facilmente. O con pazienza.

Ma il pianto triste, ecco, quello fa male: e se normalmente so cosa dire, ultimamente ho pensato che di fronte ad un pianto di tristezza non ci fosse altro da fare se non stare zitta, offrire un abbraccio, e basta.
Due volte, è successo: la seconda volta mi si è sciolto il cuore perché al mattino presto, al risveglio, Dafne si è resa conto che la supplente di scuola non sarebbe più tornata (ha avuto un altro incarico), e allora ha provato per lei una forte nostalgia:
Mamma, non è giusto. Stefania è la mia maestra maestra maestra. 

Ma una sera soprattutto mia figlia ha pianto per la paura di crescere: Mamma, non voglio diventare grande troppo presto! Voglio essere piccola!

Io che ho bruciato tutte le tappe della mia vita, mi struggo di tenerezza di fronte a queste parole: è bellissimo. Ho una bambina che vuole essere bambina.
Posso dirle che non occorre crescere adesso, che le responsabilità arriveranno più tardi, che adesso può restare nel lettone di mamma senza pensare a niente, se non a fare la bambina.

Io me la ricordo, quella sensazione: la paura di non sapere niente, non sapere come si pagano le bollette, come si prende la patente, chi ti dice quale lavoro devi fare, come fai a scoprire le scadenze delle assicurazioni, come si fa a fare la spesa. Tutto. Io ho sbagliato tutto: ho cercato le mie soluzioni diventando troppo grande, troppo in fretta. Ho sempre pensato di avere cento anni, quando ne avevo quattordici. Troppe cose mi hanno sovrastata, senza che io potessi farci nulla.

Io ho avuto bisogno di diventare grande, per essere felice.
Ed è stato faticosissimo, ma è stato funzionale a tutto ciò che – poi – sarei diventata. Ora che è tutto finito, quasi quasi posso accettarlo.

Ma, soprattutto, la mia felicità è il qui e ora: avere una bambina che vuole essere bambina.

Io-ho-una-figlia.
Se provate a dirlo così, scandendo le parole, fa un effetto devastante. Magnifico.

Non facciamoli crescere prima del tempo, questi figli. 
Il gioco tra autonomie e crescita è traballante, ma necessario.

Perché dicono che non sia mai troppo tardi per farsi un’infanzia felice, ma secondo me è tanto meglio iniziare da subito.



Commenti

31 Commenti per “Non voglio diventare grande”
  1. bietolina scrive:

    Cara Daf! E’ fortunata che dalla sua ha dei genitori che le seguono dolcemente in una crescita armoniosa e non sbrigativa come ne vedo in giro!!Anche io avevo quel senso di inadeguatezza…anche io a volte guardo Ale e penso “cavolo ma è davvero mio figlio?????”.
    Anche Ale a volte si ferma e si rabbuia per tristezza..spesso la incanala sul fatto che gli manca il papà! Poi Ale è della scuola di merola la butta sul tragico “eh non tornerà maiiiiiiiiiiiiiiii piu’” pero’ vero davvero in quei momenti un bambino consapevole dei suoi sentimenti

  2. firmatocarla scrive:

    Hai toccato tanti tasti a me molto vicini: proprio ieri la mia quasi13enne piangeva distrutta dalla crisi adolescenziale “nessuno mi vuole-sono orrenda-sono grassa-sono secchiona”…l’ho abbracciata forte, so che quello che le ho detto per adesso conta poco. E il mio nano medio che detesta crescere? “E’ inutile che fate progetti: io vivrò sempre qui, con la mia cameretta azzurra”. E ancora i cuoricini che mi ha regalato il piccolo… ho dei figli: è la cosa più pazzescamente bella del mondo! :cuore:

    • Mamma Felice scrive:

      Ma tesoro… quanto la capisco. La cosa terribile è che noi sappiamo che andrà tutto bene, ma loro non possono ancora crederci. :cuore:

    • anche io ci sono passata come credo la major parte di noi. e ho do uto aspettare di dover camminare con le mie gambe, pensare con la mia testa prima di rendermi conto che ero io a gestire la mia vita e non gli altri.certo come dice barbara lo scopriamo sempre dopo.per capire ed apprez@re la felicita dobbiamo conoscere il dolore.stalle vicino ed aiutala a crescere. :perte:

    • firmatocarla scrive:

      Avete proprio ragione! Si può solo starle vicino, aiutarla ad affrontare, ma finchè non ne uscirà, non potrà dare alle vicende il giusto peso! E’ già brava così, secondo me…sono forse di parte :heart: ?

  3. Ester scrive:

    assolutamente! i nostri bambini hanno il diritto di essere tali. Fai bene ad accoglierla in un abbraccio, per lei è un ristoro cieco e rassicurante, come solo i bambini possono accettare, per fortuna. :cuore:

  4. Io ogni tanto mi prendo i bambini e li strapazzo di baci per paura che crescano troppo in fretta.

  5. angela scrive:

    I figli crescono sempre troppo in fretta soprattutto per noi genitori e quando inizia l’adolescenza è la fine, credono che per loro essere grandi sia la cosa migliore del mondo, credono di poter fare tutto, ma non è così ed è dura una lotta continua farglielo capire. Crescere non è solo libertà, ma tante tante responsabilità…quando mi guardo indietro e realizzo che mio figlio ha 17 anni e mi chiedo ma perchè il tempo passa così veloce, ho davanti a me quasi un uomo, che piano piano si apre di meno con me, perchè sente il bisogno degli amici ed io sempre capito e condiviso queste sue scelte, perchè ci sono passata e non voglio fare gli errori che hanno fatto i miei genitori, imponendo solo divieti con cui si ottiene sempre il contrario…vado ot…un bacio alla piccola Dafne! :heart:

  6. Valentina scrive:

    Io ho dovuto fare da mamma a mia mamma. Da sempre, non sono mai stata piccola, o meglio non mi è mai stato permesso di essere piccola; e questo mi ha procurato dei danni psicologici irreversibili. Il rischio, dui una donna come me, è da mamma perpetuare il problema invece va fermata la deriva. NON SCIPPIAMO L’INFANZIA AI NOSTRI BAMBINI, MAI! Oggi i bambini devono essere autonomi da subito. Ma non la cara autonomia della Montessori, no, magari, devono nascere già adulti. Appena nati mai in braccio eh, per carità sennò diventano viziati, che sappiano gestire la solitudine a zero mesi!Alla materna devono mangiare da soli, andare in bagno da soli, guai se non hanno tolto il pannolino a tre anni, una catastrofe e se i maschietti poi non sanno fare la pipì in piedi e gestirsi il pisellino, stai tranquilla che hanno qualche rotella fuori posto o problemi in casa, scegli tu. Beh, alle elementari degli uomini e donne fatti oramai, potresti lasciargli la carta di credito e le chiavi della macchina. E vestiamoli da adulti, facciamo cantare canzoni da adulti così ci avvantaggiamo un attimino, si avesse a perdere tempo, eh? Ci dovremmo solo vergognare. La condizione di adulti ci abbrutisce così tanto che sentiamo la necessità di portarli al nostro livello, non di alzarci al loro. Attenzione ho detto “alzarci” non “abbassarci” come spesso sento dire. Tempo è la parola chiave di tutto, noi adulti non abbiamo e non diamo tempo. Tempo di assimilare, di digerire, di accettare, di capire, di crescere. Con un occhio al bambino che eravamo, per non dimenticarci mai cosa significa essere Puri. Ormai sopportae questo post lungo lungo e vi lascio il motto della mia vita, credo sia di un anonimo ma la prima volta che l’ho letto l’ho fatto mio:

    “Quando guardo un prato di soffioni, vedo un sacco di erbacce che stanno per invadere il mio giardino: i miei bambini vedono dei fiori per la mamma e quella roba bianca che ci soffi sopra ed esprimi un desiderio…

    …quando guardo un vecchio ubriacone e lui mi sorride, vedo una persona sporca e puzzolente che probabilmente vuole dei quattrini e distolgo lo sguardo. I miei bambini vedono uno che gli sorride e ricambiano il sorriso…

    …quando sento una musica che mi piace, mi ricordo che sono stonato e non ho il senso del ritmo, allora resto lì imbarazzato ad ascoltare. I miei bambini sentono il ritmo e si muovono a tempo. Cantano le parole e se non le conoscono le inventano lì per lì…

    …quando mi sento il vento soffiare in faccia, cerco di ripararmi. Sento che mi scompiglia i capelli e mi impedisce di avanzare. I miei bambini chiudono gli occhi, spalancano le braccia e volano col vento, finchè non cadono a terra fra le risa…

    …quando vedo una pozzanghera ci giro intorno. Vedo scarpe infangate e tappeti sporchi. I miei bambini ci si siedono dentro: vedono dighe da costruire, fiumi da guadare e lombrichi con cui giocare…

    Mi chiedo: i bambini ci vengono dati per insegnare loro o per imparare da loro?

    Non c’è da stupirsi che Dio ami tanto i bambini!

    Godi delle piccole cose della vita perché un giorno potresti guardarti indietro e renderti conto che quelle erano le cose grandi…

    …ti auguro le mie pozzanghere e i miei soffioni…

    (Anonimo)

    Buona giornata a tutti! Vale

  7. mammamedico scrive:

    concordo. crescono realmente talmente in fretta che io assecondo il desiderio di “fare il bambino”. quando dico a mio figlio di 7 anni che ormai è un ragazzino si arrabbia tantissimo, mi abbraccia e dice che vole essere sempre il mio piccolo bambino. finchè dura me lo coccolo all’infinito…

  8. Sante parole!
    Anch’io inizio ora a sentire il peso dei suoi pianti, quelli veri, non i capricci…
    E mi sento quasi impotente..
    Tutelare la loro infanzia è il dono più grande che possiamo offrire…

  9. Meg scrive:

    Chiedo scusa in anticipo per la lunghezza del commento! Assolutamente non va bene forzare i bambini a crescere prima del tempo: però bisogna ascoltarli sempre e rispondere a TUTTE le loro domande, ovviamente tenendo conto della loro età, del loro carattere, del contesto in cui viene fatta una certa domanda e del motivo per cui la fanno…pure io ho vissuto da piccola l’angoscia di non saper fare le cose (in alcuni passaggi di questo post mi ci sono proprio specchiata!) e mi ricordo bene lo sconforto che provavo quando chiedevo ai miei genitori e loro mi rispondevano “Non ti interessa, sei ancora piccola”…non li biasimo e non li accuso di nulla, per carità, loro lo facevano a fin di bene perchè purtroppo la vita li aveva costretti a crescere troppo in fretta e volevano che noi figli rimanessimo il più a lungo possibile nella bambagia dell’infanzia, inoltre avevano mille pensieri e mille cose da fare, però…se mi avessero dato una risposta, breve e semplice, quanto sarebbe stato meglio per me! Per questo con i miei figli cerco di essere più disponibile che posso, certo non li ho mai rincorsi per spiegargli come si pagano le bollette (tanto per fare un esempio!) ma gliel’ho spiegato se me lo hanno chiesto e ho cercato pure di portarli con me qualche volta, per fargli vedere come funziona nella realtà…speriamo di aver fatto bene, che con i figli non si sa mai come va a finire!

  10. Laura scrive:

    Sai cosa dicevo io a mia madre (più o meno tra elementari e medie) “Mamma, ma quando torno bambina?” Neanche io volevo crescere e poi invece anche io sono dovuta, anzi ho voluto crescere tutto insieme e lontano dai miei, anche per è stato funzionale, dovevo uscire da lì, e appena possibile (25 anni) sono andata a convivere con il mio ragazzo! Ma penso che sì, si debba vivere e godersi la propria infanzia il più intensamente possibile, tanto poi si cresce!!!!

  11. Grazia scrive:

    Cara Barbara,
    Ecco che di nuovo abbiamo qualcosa in comune. Perche anche la mia bambina, una sera, piangendo mi ha detto cosi “mamma io non voglio diventare grande, a me piace essere una bambina, perche se cresco, poi divento mamma e poi volo in cielo e io non voglio non vedere piu’ la tua faccia, perche’ ti voglio tanto bene”.
    Ecco cosi. E mi ha spaccato il cuore in mille pezzi. Perche non potevo nenache immaginare i pensieri che aveva dentro.,perche ho dovuto rassicurarla, ma su un argomento di cui io stessa non sono sicura e di cui ho tremendamente paura.erche’ mi sono trovata totalmente spiazzata di fronte a quela richiesta di aiuto e a quegli occhi tristi e sconsolati.
    Eppure.
    Dentro di me ho urlato forte “e’ mia figlia, sta soffrendo e devo, devo fare qualcosa” e allora ho tirato fuori il clown che vive in me. Ma e’ stata dura, difficile e ho continuato a pensarci per giorni.
    E’ vero, non facciamoli crescere troppo in fretta questi bambini.
    Un abbraccio a te e a Dafne.
    :cuore:

    • Mamma Felice scrive:

      Anche Dafne ultimamente è ‘ossessionata’ dalla morte. Forse inizia a farsi delle domande, forse perché è entrata in contatto con la religione, che noi invece non seguiamo. Forse è solo giusto così.

  12. Lali scrive:

    Aiuto… come mi ci ritrovo care amiche!! Nelle parole di Barbara e in tutti i vostri commenti.. io a 6 anni ricordo che giocavo alla famiglia separata…e i miei si sono ufficialmente separati che io di anni ne avevo quasi 15.
    All’asilo mi dicono che il nostro Rospetto ha un senso della famiglia fortissimo, superiore a tanti bambini. Il più delle mattine, piange perchè vuole stare a casa, dice che vuole stare con noi…ma oltre allo strazio per doverlo lasciare per forza, nel profondo del cuore, sono gioiosa perchè stiamo costruendo la famiglia che io, da figlia, non ho mai sentito!

  13. Any scrive:

    Siamo molto simili! Anche io sono stata una bambina matura. Perché so, io adesso sono una mamma che fa la mamma e si diverte con suo figlio. Io ho un figlio! Hai ragione è meraviglia. Gioco con lui,mi butto a terra al parco, ci divertiamo. E sono mamma, che dice no quando serve. Smak
    P.S fai bene ad abbracciarla e stringerla, il contatto fisico e’ vitale. Bacio.

  14. Giulia scrive:

    cara mammafelice come fanno i tuoi post ad avere questa tempistica nella mia vita e in quella di mia figlia?a volte è soprannaturale!!!Ieri sera mia figlia 4 anni ha voluto rivedere il cd di quando era appena nata: lei in braccio a papà, ai nonni, la prima pappa ecc… e a un certo punto si è messa a piangere!Guardava le immagini e piangeva di un pianto tristissimo come se quella bambina ormai non c’era più e lei aveva avuto uno strappo nel cuore, un lutto vero e proprio.Non riuscivo a farla smettere, lo presa in braccio e me la sono coccolata come quanto aveva 3 mesi.Proprio come facevo in quelle foto.Sono sicura che nessuna frase o parola sarebbe stata più efficace.Le ho asciugato i lacrimoni, le ho dato tanti piccoli baci e in cuor mio ho sperato di poterci essere sempre e di poterla stringere forte tutte le volte che sarà triste anche se so che non sarà sempre possibile.
    Ti amo cuoricino mio.

  15. lima38 scrive:

    Che bel post!
    Aggiungo solo una citazione: “Tutti i grandi sono stati bambini una volta. (Ma pochi di essi se ne ricordano)” da “Il piccolo principe di A. De Saint – Exupéry
    Cerchiamo di ricordarlo e vedere il mondo con i loro occhi ogni tanto…

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