I problemi della scuola pubblica

Pubblicato il 5 settembre 2013 da • Ultima revisione: 7 agosto 2014

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Continuano le riflessioni sulla scuola pubblica. Ogni giorno mi impegno a trovarne i lati positivi, e ogni giorno mi accade qualcosa di irritante che tenta di farmi cambiare idea: piccoli indizi di disorganizzazione, che poi diventano deleteri per le famiglie, per i rapporti casa-scuola, per i bambini stessi.
Piccoli momenti di frustrazione: non sapere fino all’ultimo la data e gli orari di inizio scuola, non avere la lista dei libri (o dei materiali), dover correre all’ultimo minuto per procurarsi qualche materiale comunicato a scuola già avviata, ricevere notizia di riunioni convocate alle 17, in pieno orario lavorativo.

Certe volte la mia impressione è che la scuola abbia perso i contatti con il mondo reale, dimenticando che il lavoro statale e il lavoro privato sono differenti, hanno diversi vincoli, diversi orari, regole diverse da rispettare. Non ne faccio una colpa agli insegnanti, ma al sistema scuola: alla decadenza dell’istruzione pubblica italiana, alla mancanza di fondi, alle strutture fatiscenti, agli ostacoli burocratici con cui scontrarsi ogni giorno.

MA. Ma anche il giustificato burn out deve, secondo me, avere un limite: da una parte comprendo il senso di rassegnazione degli insegnanti, perché hanno in mano l’educazione dei giovani e non hanno nemmeno i soldi per la carta igienica. Dall’altra però la rassegnazione penalizza tutti, e soprattutto irrita le famiglie che poi, invece di appoggiare gli insegnanti stessi, fanno muro. E ci rimettiamo tutti.

Il fatto è che ci vorrebbe proprio poco: solo un po’ di organizzazione. Organizzare le riunioni in orario non lavorativo; fornire la lista di libri e materiali a Giugno invece che a scuola già iniziata; aprire un blog scolastico su blogspot per scrivere tutte le comunicazioni ai genitori, con tanto preavviso. In fondo i programmi scolastici sono gli stessi da decine di anni: mi risulta incredibile non sapere che all’asilo vengono fatti i lavoretti di Natale a Dicembre, e che servono i materiali appositi; così come mi risulta incredibile che un insegnante di matematica non sappia che in prima elementare servono i regoli.

Ma a me non basta parlare di questo. Voglio parlarne con coscienza, e con obiettività.
A partire da un commento che Grazia, una maestra, ha lasciato pochi giorni fa su un post di Mammafelice:

Cara Barbara e amichemamme,
Io che nella scuola (materna) lavoro, posso testimoniare che la situazione e’ dura. L’entusiasmo e l’energia personali fanno tanto in questo lavoro, ma anche la disponibilita’ economica per i materiali fa una certa differenza. Se una maestra deve farsi un fegato cosi perché le facciano delle fotocopie per le attivita’ dei bimbi (non c’e’ carta, non c’e’ toner, “ma tanto alla materna i bimbi non fanno schede, non imparano, devono solo giocare”, la fotocopiatrice e’ guasta, etc etc), ogni giorno e’ un po’ piu’ avvilita e il lavoro con quelli che sono il nostro futuro (poca cosa, no?) ne risente.
Non e’ ero che a scuola materna devono solo giocare: il bambino deve avere un lasso di tempo dedicato anche a saper tenere una matita in mano, a concentrarsi, rispettare il lavoro dell’amichetto di fianco. E ad ascoltare i propri pensieri. Chi dice o rede che non sia cosi, non Sto arrivando! Che restituirei una banda di selvaggi inferociti ai genitori, se non venissero scandite le giornate in un’alternanza di ” doveri” e gioco. Ricordo sempre che ai bambini le regole piacciono. Si, anche a quelli che si ribellano (quasi tutti), perché dentro la regola si sentono liberi, autonomi e protetti.
Altra domanda: come si fa a pensare di insegnare il gusto del bello ad un bambino se e’ tutto fatiscente, con colorini da ospedale che nella migliore delle ipotesi non vengono ritoccati dagli anni ’40? E non voglio neanche toccare l’argomento sicurezza e parlare di cose accadute in prima persona, perche altrimenti si apre una voragine.
Credo moltissimo nella forza del bello: una cosa bella ti fa venire voglia di usarla/leggerla/studiarla/mangiarla. E’ un fatto assodato. Filosofi e pensatori hanno scritto migliaia di pagine sull’argomento. Ora perche un bambino dovrebbe essere ” esteticamente” costretto a frequentare un posto (che tecnicamente e’ quello che frequenta di piu’ in tutto l’arco dell’anno) e vedere muri scrostati, maestre che non possono abbellirli attaccando nulla perché altrimenti vien giu’ anche l’intonaco? E non vado oltre, gli esempi sarebbero infiniti. Un posto bello ti invoglia, la voglia ti rende una persona piu felice, la felicita ti rende produttivo ed efficace. Non sono un genio, ma mi paiono concetti lapalissiani.
Detto questo posso dire che anche io autofinanzio la mia classe: foto, biscotti fatti e confezionati con i bimbi e poi venduti, piccoli lavoretti. E pur non ottenendo grandi cose, posso permettermi di comprare qualche libro interessante per loro, materiale didattico, etc.

In questo commento c’è una grande verità: le scuole non ce la fanno. Manca tutto. Mancano i materiali, ma anche le cose essenziali come la carta igienica, i gessi, la carta. Altro che digitalizzazione e lavagne multimediali: non sono non ci sono i PC e Internet, ma nemmeno i gessi per le lavagne!
Le scuole sono BRUTTE. Sono sporche, cadono a pezzi, a volte sono progettate male da uccidere insegnanti e alunni. Se i genitori si offrono di imbiancare le classi, apriti cielo: lo Stato non lo permette, perché l’assicurazione blablabla. Vero, giusto, ma: a volte vorrei che qualcuno avesse il coraggio di eludere le regole della scuola per il bene della comunità.

Secondo me c’è solo una cosa da fare: stare dalla parte della scuola pubblica. Essere sempre presenti alle riunioni, comprare il materiale mancante anche se abbiamo già pagato tante tasse, sostenere le maestre anche quando non capiscono il nostro disagio. In cambio: pretendere la qualità assoluta dell’insegnamento. Io sono disposta a sacrificare il mio tempo e i miei soldi, se so che dall’altra parte una brava insegnante sta aiutando mia figlia ad apprendere quello che io non sarò mai capace di insegnare.  Ma questa qualità io la pretendo.

E, sì: io mi candido di nuovo come rappresentante di classe. Contro il consiglio di tutte le mie care amiche. E propongo lo stesso anche a voi: candidiamoci, seguiamo la scuola, proponiamo alle insegnanti nuove forme di comunicazione con le famiglie (= aprire un blog gratuito su blogspot e tenerlo aggiornato con tutte le informazioni della scuola). Per la scuola privata c’è sempre tempo. Diamoci una mossa, ma insieme.

Cambieremo il mondo della scuola?
No, ma magari cambieremo il nostro atteggiamento negativo. Chi lo sa.



Commenti

42 Commenti per “I problemi della scuola pubblica”
  1. Stefy

    Beh.. ho letto tutto con piacere e constato solo che la scula pubbluca è davvero alla frutta…. da noi la scuola è piccola e fa parete comunque di un istituto comprensivo abbastanza grande e che racchiude un bel po’ di scuole su un territorio vasto e vario (che passa da un fondo valle a zone collinari e quasi di montagna)…pur essendo considerato quasi in centro città. Beh il problema non sono tanto le maestre…che fanno parte delle categorie da voi sopra citate, di quelle che si fanno il mazzo per il bene dei bambini e della scuola sacrificandosi, facendo magari anche ore di “volontariato” perchè non pagate per poter garantire ai bambini e alle famiglie più copertura di orario (nell’infanzia) e un lavoro più accurato. Il problema, almeno nella mia esperienza per ora piccola (un anno) di rappresentante in consiglio di istituto…è che comunque il dirigente scolastico (che solitamente è un exinsegnante… da noi per esempio è un ex insegnate della scuola media) deve fare il dirigente di più scuole (il numero di alunni da noi è tra i 1000 e gli 800… non ho presente)che vanno dall’infanzia alla secondaria di primo grado (scuola media), con esigenze differenti (dato anche la diversità di territorio su cui sono collocate) e problemi differenti… ecco secondo me i dirigenti (che già dispongono di mezzi-finaziamenti statali scarsi o anche nulli) non hanno nemmeno la preparazione (e le nozioni) per portare avanti un “baraccone” del genere… dovrebbero essere degli esperti di economia per far fruttare i piccoli finanziamenti che arrivano dalle famiglie (con il contributo volontario) o le eventuali donazioni, dovrebbero essere degli psicologi per gestire le situazioni difficili che potrebbero capitare tra insegnanti, alunni, famiglie… dovrebbero essere dei leader con doti da “allenatori” per saper stimolare gli insegnanti a fare bene il loro lavoro…
    Ma tutto questo invece non è possibile…ai dirigenti scolastici ogni anno vengono dati sempre più alunni (continuando ad accorpare istituti sotto un unica dirigenza) e sempre meno fondi e finanziamenti…
    Ditemi voi se è percorribile una strada del genere?…
    Per me NO!
    Ed anche se io cerchi sempre di essere collaborativa e pensi che la strada della collaborazione tra scuola e famiglia sia l’unica via d’uscita… urge ed in ITALIA URGE proprio una nuova riforma scolastica ma che venga fatta dal basso cioè proprio dalle insegnanti e dalle famiglie… Perchè secondo me non è una mera questione economica, ma un voler “non dare futuro” ad una nazione intera…
    E da quast’anno non tollero e non tollererò più, dal mio dirigente scolastico una risposta del genere: “io non ci posso fare niente” (alzando le spalle in modo arrendevole)…
    Perchè io, che sono solo un genitore, mi sbatto, faccio i salti mortali per partecipare alle riunioni ai consigli d’istituto (anche quando vengono convocati con nemmeno un giorno di anticipo, quando vengono convocati l’antivigilia di Natale….è successo anche questo), improvvisando “posteggi e baby sitting”, saltando o posticipando impegni di lavoro… e quindi tu, dirigente, che vieni pagato per fare il dirigente scolastico almeno non rispondere che non sai e non puoi farci niente… o che i tempi sono stretti perchè non dipendono da te …e quindi la convocazione dei genitori (che dovresti mettere al corrente dei cambiamenti degli orari e della insegnanti) non puoi farla a scuola iniziata…non è giusto nei confronti degli alunni (CHE DA DIRIGENTE ScOLASTICO dovresti TUTELARE) e delle loro famiglie.
    Scusate lo sfogo ma io sono per una scuola pubblica (non me ne vogliano quelli che preferiscono la scuola privata) ma io SOSTENGO LA SCUOLA PUBBLICA… perchè è un diritto sancito dalla nostra Costituzione (Artt. 33 e 34) ed è un diritto sancito anche dalla Convenzione Internazionale ONU sui diritti dei bambini (Artt. 28 e 29), convenzione che per altro è stata ratificata dal nostro Stato con la legge n.176/91….
    Quindi cerchiamo di far valere i nostri diritti e quelli dei nostri figli battendoci per una scuola pubblica e non fuggendo da essa.

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