20 Maggio #terremoto #sanfelice

Pubblicato il 20 maggio 2013 da • Ultima revisione: 20 maggio 2013

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Dai, non è niente, rimettiamoci a letto, questa non è zona sismica. Lo sai che si dice: è solo sabbia. Io dormo, Dafne non si è svegliata, torniamo a letto. Aiuto, c@zzo Nestore, Nestore! Dafne! La libreria, il corridoio, corro, non si sta nemmeno in piedi. Ma quanto c@zzo dura? Dafne dorme. Lasciamola dormire. Dio mio che paura. Suona il campanello. E’ notte, i vicini aprono le porte. Siamo tutti in pigiama sul pianerottolo, i bambini nei letti. Dio mio, è morto sicuramente qualcuno, era troppo forte, lo sento che è morto qualcuno. Quante persone saranno morte? Io scendo in strada, no noi non scendiamo. E’ più sicuro stare in casa, lasciamo la porta aperta per scappare, restiamo qui. Li sento che chiacchierano in cortile, ma noi stiamo a casa vero Nestore? Scendere in cortile significherebbe solo morire sotto il crollo dei palazzi, se dovesse davvero accadere. Ma sta succedendo davvero? Su Twitter, stiamo su twitter. Twitter è l’unico posto dove ci sono le informazioni sul terremoto. Stiamo su twitter tutta la notte. Su Twitter c’è la foto della casa di Gianluca, a San Felice sul Panaro: c’è quella poltroncina di IKEA per bambini, quella a forma di orsacchiotto, tutti i libri per terra, polvere e terra, Dio mio che paura. Come state? Siete vivi? State bene?

Al mattino fa luce. Inizia la conta dei morti. Noi siamo come paralizzati. Siamo vivi, non è successo niente, Bologna è una città sicura, stiamo calmi. Io comunque preparo la borsa, teniamola vicino alla porta. Ci metto dentro la coperta di Dafne, due maglioni, le scarpe e i calzini, l’acqua serve l’acqua dentro la borsa, le mie medicine. Cosa serve dentro la borsa? Mettici il caricabatterie del cellulare. Io guardo su Twitter. Quante, quante persone sono morte già? L’hanno trovato quel ragazzo? L’hanno trovato morto. Sua mamma è davanti alla fabbrica che lo aspetta, ma l’hanno trovato morto. Sono morti. Siamo vivi. Noi stiamo bene, non è successo niente. Sono morti tutti.

Eccola, l’hai sentita anche tu? Era forte. Non è successo niente. Guarda su Twitter: state tutti bene? Niente era solo una scossa di assestamento. Poi un’altra, un’altra ancora, ogni ora, ogni notte. Dormiamo vestiti. La borsa è davanti alla porta, lasciamo la porta socchiusa. Dormiamo vestiti, tu prendi Dafne, io prendo la borsa, e non fermarti per nessun motivo, Nestore. Prendi Dafne e non fermarti per nessun motivo, mai, corri prendila poi io arrivo con la borsa, e non prendere l’ascensore Nestore, corri e non fermarti ad aspettare nessuno. Tutto sta per finire, sono solo scosse di assestamento, stiamo tutti bene, non è successo niente.

29 Maggio, facciamoci un caffè. Qui in ufficio le scosse non si sentono mai, siamo nel sottoscala, sotto terra. Siamo sotto terra, leggo Twitter per capire se ci sono altre scosse. Aiuto Nestore, Giusi, Barbara! State calme! Non uscite per quelle scale, state ferme qui sotto, ferme, non urlate. Stiamo calmi. In silenzio ci guardiamo negli occhi. Dio mio quante persone sono morte adesso? Questa scossa era fortissima, nel sottoscala le scosse non si sentono. Chiama la scuola, chiama quella c@zzo di scuola, chiamali! Chiama quella scuola di cartongesso, chiamala! Nestore i telefoni non funzionano, a scuola nessuno risponde, corri, correte tutti, andiamo a scuola. Dafne aspetta veniamo a scuola, sono solo pochi kilometri, stiamo arrivando, non è successo niente, corri, Dio ti prego fai che la scuola sia in piedi. Eccoli, eccoli! Eccoli lì in giardino, fammi scendere, subito voglio scendere, vai a prenderla. Rosaria mi vede, mi abbraccia, piange. Abbiamo suonato la campanella, ci siamo messi sotto i banchi, siamo usciti tutti in cortile. Ci sono i vigili, vedi, i vigili ci saranno tutto il giorno. Stiamo in cortile tutto il giorno. Sono la maestra Rosaria, piango perché ho salvato i vostri figli ma i telefoni non funzionano e io sto pensando a chi salverà i miei figli nella loro scuola, non posso andare a prenderli, non so niente, sorrido per i bambini, sto morendo un pezzo alla volta. I miei figli stanno bene? E’ morto qualcuno?

La strada è coperta di persone silenziose. Camminano tutti a piedi, verso casa, verso il parco. Quelli che escono dagli uffici in giacca e cravatta, quelle che avevano ancora il pigiama addosso, quelli che stavano comprando il pane. Adesso dove andiamo? Portiamo Dafne a casa. E se arriva un altro terremoto? Cos’è più sicuro? Casa, scuola no la scuola ha chiuso adesso resta chiusa per una settimana. Ufficio, casa, parco. Su Twitter gli amici ci offrono ospitalità: venite via di lì per qualche giorno, c@zzo Barbara come state? Noi stiamo bene, non ci è successo niente, quanti sono morti oggi? Gianluca, a San Felice sono tutti vivi? Chi è morto oggi? Gianluca cosa dobbiamo fare adesso?

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Così ci siamo aggrappati alla vita. Ci siamo aggrappati a una lettera. Ho smesso di lavorare e ho passato giorni e giorni a chiedere aiuto. Avevamo qualcosa da fare. Concentrati, hai qualcosa da fare. Domitilla mi ha presentato Gianluca. Gianluca mi ha presentato Giovanni, vice sindaco di San Felice. Giovanni mi ha mandato la lettera a cui mi sono aggrappata. Il Comune non esiste più, ma la Del Monte ha offerto i suoi magazzini per ricevere i materiali, ed Alfredo Reggiani sta lì tutto il giorno ad aspettare i pacchi che arrivano, i bancali e pure gli scatoloni ‘Mammafelice’.

Offro un milione di impressions pubblicitarie a chi regala materiali a San Felice sul Panaro: materiali per la scuola, giocattoli, materiali creativi, giochi sportivi, libri, carta, penne e pennarelli, lana, carte da gioco.

Hanno risposto tutte queste persone: Giuseppe Lanzi, Sisifo, Materbì, Happy Mais, UHU, OVSkids, Mondadori, Crayola, Decathlon, Quercetti, Buffetti 3338, Bagni Toto Beach Riccione, Associazione La Via dei Colori, Valentina Aldrovandi, Oasi delle Mamme, Barbara Galli, Paola Misiti, Zebuk, Disney, Antonella Pfeiffer, Office Distribution, US Aurora Desio 1922, Alessandro Crisafulli, Patrizia Marchesini, Fosca Massucco, Laura Nani Bertetti, Cuore di Maglia, Swiss Post Porta a Porta S.p.A., Imaginarium, Pelikan, Manuela Cervetti, MammeAcrobate, Maria Raganato, Ilaria Maggi, Clementoni, Cinzia Magnani, Coop.

(se vi ho dimenticati, perdonatemi in anticipo e segnalatemelo)

Grazie al loro contributo, sono state allestite 5 tensostrutture piene di giochi e arredi per bambini, è stato organizzato il centro estivo e alla riapertura delle scuole, a Settembre, è stato persino consegnato ad ogni maestra un kit-scuola da utilizzare in classe, in modo che le famiglie non dovessero spendere soldi in cancelleria. E no, se ve lo state chiedendo: quasi nessuno di loro ha voluto davvero quelle impressions pubblicitarie. Non solo non hanno voluto il banner gratis, ma non hanno voluto nemmeno che si facesse il loro nome. Un anno dopo, penso che sia mia dovere dire chi è stato ad aiutare San Felice in quei giorni durissimi. Così, se un giorno vi viene voglia di andare in uno di questi posti o parlare con una di queste persone, sapete che si tratta di brava gente.

Per ultima ho lasciato la lana di Cuore di Maglia: ho tenuto con me le loro scatole per qualche settimana, per aspettare che la situazione si calmasse, il Comune si ristabilisse al suo posto, le tende venissero smontate. E quando finalmente la lana è stata pronta a partire, Giulia Orlandini, Assessore alle politiche giovanili, a tendopoli smontate, mi ha scritto questo:

Ciao Barbara!!
come stai? Dopo quella telefonata di 10 secondi non ti ho più richiamato .. ma come mai sei a Torino? tutto bene?

Volevo ringraziarti ancora una volta!!
Ho ricevuto la lana qualche settimana fa ben 3 cartoni!!!
Devo dirti che hanno messo in allarme tutto il Comune ..che cosa è, per chi è? Giulia ci sono dei pacchi per te ma che cos’è?
e poi all’ apertura il sindaco e Giovanni sorpresi…”Ma è lana? ”
E io :”Certo che è lana!!! La lana di MammaFelice!, La lana destinata alle nonne del campo…
“ma come fai adesso che il campo non c’è più?”
Nessun problema ho le mie risorse!
Così dopo un briciolo di organizzazione ed informazione…ho iniziato la distribuzione.
Mi spiace di non rispettare al 100% il nostro “patto” perchè il campo con le tende grazie al cielo non esiste più, fortunatamente le nonnine sono tornate nei loro appartamenti o si sono trasferite da parenti. Ma mi sono data da fare e così ti racconto chi sta passando il tempo magari vicino alla finestra o vicino alla telavisione:….

Un po’ di lana è andata a Evelina che ha 84 anni e abita da sola in una casetta in campagna, per il terremoto è caduta e si è lussata una spalla, ora vive con la sua badante, una signora moldava carinissima pensa ..Evelina è testarda e non vuole che la badante lavori, la considera un’ospite, una dama da compagnia per le chiacchiere!!
Evelina le ha insegnato a fare la maglia!!! dopo aver tolto le fasciature sul fine dell’ estate hanno incominciato il corso intensivo e sono state prodotti maglioncini e sciarpe per i due bimbi rimasti in moldavia della badante. Per questo team della lana.. lana rosa e azzurra.

Un po’ di Lana è andata a ESTER .. Ester è già bisnonna, ha più di 80 anni, ma è curatissima e chiacchierina, con la sua bici gira per tutto il paese e al pomeriggio accudisce i due nipotini Riccardo e Gaia. Pensa è rimasta a vedova a fine estate… il caldo e chissà forse un po’ anche il terremoto hanno fatto addormentare Lelio, con il quale ha passato una vita insieme!!
Le ho portato la lana grigia, ha due nipoti grandi ma uno in particolare… è da un po’ che si trascura la salute, ha spesso la tosse e il raffreddore e lei da buona nonna ha deciso di produrre in tempi record una sciarpa!!! (p.s Ester è la super nonna di Giovanni!!!!)

Un po’ di lana l’ ho data a Diana,
Diana è una signora che abita da sola
fino all’ anno scorso ha girato mezz’Italia con il figlio Pittore nei mercati e nei centri commerciali per vendere i quadri… e mentre il figlio vendeva e parlava con i clienti lei, sferruzzava seduta sulla sua seggiolina di plastica. Ora Diana è un po’ triste perchè la sua famiglia va a trovarla poche volte, e perchè le gambe non funzionano più come una volta, deve stare a sedere e quindi non riesce più ad accompagnare Giacomo ….continua però a passarsi il tempo facendo babbucce di lana che regala a tutti i nipotini e parenti.
(me ne ha promesse un paio anche a me quando le ho portato la lana!!)
Per lei lana Bianca per uno scialle, e lana blu e verde per un po’ di babbucce.

Un po’ di lana la consegnerò lunedi a Renata, Renata ha 63 anni ed è una nonna sprint, una signora che ha mille risorse e tantissima voglia di fare.(fa delle torte che sono la fine del mondo!).
Ha lavorato per tanti anni in maglieria ed è una super esperta del settore.
Ha una nipotina Marika di 11 anni e vuole insegnarle a sferruzzare per avere qualcosa da condividere con lei!!

Cara Barbara un po’ come un Babbo Natale fuori stagione proseguirò la mia distribuzione!!
questo era un piccolo resoconto, in modo che tu e le altre mamme possiate sapere che tutto quello che avete fatto … anche questa piccola coccola della lana…
è servito a risollevarci!!!!
davvero un grosso grazie
a presto Giulia !!!

Giulia Orlandini

Non ditemi brava.
Ditelo a quelli che hanno donato tutto.
Ditelo a quelli che nei giorni del terremoto sono andati con i camion pieni di cose, per i bambini, e non volevano nemmeno essere ringraziati: Barbara non dire niente, non fare il nostro nome!

Grazie amici. Grazie per quello che avete dato, e grazie per non averlo detto a nessuno.
Oggi, un anno dopo, lo dico io per voi.

Per inviare aiuti in denaro: http://terremotosanfelice.org/

[Foto: http://terremotosanfelice.org/2012/06/12/adesivi-terremotosanfelice-org/]



Commenti

41 Commenti per “20 Maggio #terremoto #sanfelice”
  1. Claudia

    Mi è venuto da piangere.
    Che paura. E’ stato fortissimo anche a Milano ed ho avuto paura per i miei bimbi. Non posso, non voglio immaginare cosa abbiate provato.
    Un abbraccio Barbara xxx


  2. immagine livello
    Visionaria

    barbara, come mi ricordo di quei giorni! e adesso, le tue parole, il dettaglio dei pensieri di quei momenti mi fanno tornare indietro alla paura ma anche al senso di solidarietà accentuato, alla preoccupazione dell’altro, come fosse parte di noi. E il tuo grande cuore si è ingrandito ancor di piu a distribuire amore e cose utili.Quando me lo raccontavi, ricordo che pensavo proprio questo “ma che splendida persona è questa donna!?”. Hai tirato fuori il meglio anche dagli altri! grazie!!!

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
      Mamma Felice
      immagine livello
      Guru
      Mamma di Dafne (9 anni)

      Quante confessioni che ci siamo fatte al baruccio. Ci eravamo obbligate ad uscire tutte le sere, ti ricordi? Lì sedute sulle poltroncine di vimini e a ogni scossa: Hai sentito anche tu? Eppure ogni sera poi uscivamo di nuovo. Mi mancano le nostre chiacchiere e quel baruccio sgangherato. Sei l’unica ‘cosa’ che avrei voluto portare via da Bologna, sai?

  3. cri

    ricordo bene quei giorni perchè ho dormito in auto con il mio compagno. avevamo appena iniziato la ns. convivenza e tra bologna e carpi avevamo deciso per la seconda 🙁
    infine sono tornata a bologna e lui mi ha seguito, ma ricordo tutti i miei vicini appena conosciuti ed anche il senso di colpa perchè io ho avuto una seconda opportunità e tanti di loro no.

  4. Mammafelice, cosa vuoi che ti dica, io sono di cavezzo…è già passato un anno. Cavezzo dopo la prima scossa del 20 non era proprio stata presa in considerazione….poi 9 giorni dopo era diventato il simbolo del terremoto.Tutto mi immaginavo nella vita tranne che il mio paese fosse colpito da un terremoto. Una delle prime strutture che hanno rimesso in piedi per ridare normalità al paese è stata la biblioteca, convertita in bibliotenda…mentre la pizzeria di Simone non ha mai chiuso, a costo che gli crollasse in testa il palazzo lui è rimasto a lavorare….per non impazzire…
    un anno è passato e in fondo alla mia strada ci sono ancora le macerie di due palazzi.

  5. Gianluca

    Ciao Barbara, grazie ancora. Io sono *quel* Gianluca, e mi sono commosso.

  6. micaela

    Ciao Barbara,
    grazie di questo articolo.
    Ho pianto tanto e mi sono sentita proprio l’angoscia dentro come fossi stata lì in quegli attimi terribili.
    Però è bello leggere degli aiuti, della generosità della gente, delle persone comuni come noi come te, me….
    Grazie perchè mi hai fatto pensare che c’è ancora gente meravigliosa e generosa!
    Ciao

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