Tablet e bambini

Pubblicato il 17 maggio 2013 da • Ultima revisione: 20 aprile 2015

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In queste settimane ci siamo posti spesso la domanda: un tablet da grandi, può essere usato anche da un bambino in età prescolare? E come?
Dafne si è mostrata molto interessata al suo funzionamento, e per la prima volta ha chiesto di poterlo usare per giocare. Qual è adesso la risposta giusta?

Ma partiamo dal principio, vediamo come può essere utile anche per intrattenere i bambini.

Non è un segreto che i bambini siano affascinati dal mondo digitale: computer, videogiochi ma soprattutto dai tablet. Il fatto di poter interagire direttamente con le mani è davvero eccitante per i bambini, e sono convinto che il tablet sia il modo migliore di introdurre al mondo digitale i bambini in età prescolare.

Prima di parlarne faccio una premessa importante: i bambini piccoli devono usare il tablet (ma anche qualunque altro oggetto) solo con la supervisione costante dei genitori, e solo per periodi limitati di tempo.

Non è sano fare vedere la TV, far giocare ai videogiochi o far utilizzare il tablet per più di mezz’oretta al giorno. I bambini piccoli tendono ad essere monotematici e restano quasi ipnotizzati se li si lascia per troppo tempo davanti alla TVo al tablet, quindi bisogna far capire da subito che è un diversivo e non va usato per delle ore di seguito.

E soprattutto bisogna scegliere accuratamente i prodotti che si fanno loro utilizzare.

Nel mondo dei tablet esistono molti giochi educativi per bambini, per esempio:

  • puzzle;
  • giochi di memoria;
  • giochi di abilità e intelligenza;
  • strumenti per imparare le lingue.

Tutti a misura di bambino, e molto spesso gratuiti o comunque a basso costo. Si possono selezionare dall’android store / app store e installare sul proprio tablet. Ma come selezionare i giochi o gli applicativi utili e adatti? ecco alcune semplici regole.

Prima di tutto bisogna installare un software di parental control: ne esistono moltissimi, basta cercare “parental control” nell’android store. Un ‘app di parental control vi permette di avere un telefono configurato a misura di bambino, di evitare che acceda a contenuti inadatti, e in molti casi permette di avere un log (una registrazione) di tutto ciò che ha fatto.
Dopo aver installato e configurato il parental control (che comunque non esonera dalla responsabilità di tenerli sempre sott’occhio), si possono installare le applicazioni da far utilizzare ai bambini.

E’ sufficiente digitare “bambini piccoli” nella casella di ricerca di google play, per avere una lista di giochi adatti a bambini piccoli, molti dei quali gratis o comunque a costi bassissimi (pochi euro).
Consiglio di scaricare e provare i giochi prima di farli utilizzare ai bimbi: non scaricateli MAI sotto la pressione di un bambino in pieno capriccio, che mette fretta e non permette di scegliere e valutare bene. Quindi ritagliatevi un’oretta senza di loro, magari di sera, scaricate e provate alcuni giochi, e lasciate solo quelli che vi convincono cancellando tutti gli altri.

Riassumo alcuni consigli pratici, compresi quelli che ho già dato nel corso dell’articolo :

  • non lasciare mai da soli i bambini piccoli con un tablet, ma seguirli sempre;
  • installare come prima cosa un software di parental control, attivarlo e configurarlo;
  • selezionare solo giochi adatti a bambini piccoli (ricerca “bambini piccoli” con “safe search” a livello massimo);
  • non farli giocare mai per più di 20-30 minuti al giorno;
  • non scaricare e provare giochi in loro presenza, ma farlo PRIMA e far loro utilizzare solo giochi già provati e installati.

Alcuni genitori sono contrari a far utilizzare computer o tablet ai bambini piccoli: l’educazione è decisa dai genitori e bisogna rispettare tutte le opinioni. Io sono un programmatore e analista, ho iniziato a programmare all’età di 12 anni, da 30 anni la programmazione, i computer, la rete sono ciò che mi appassiona e non mi stanca mai, e da più di 20 anni sono anche ciò che mi permette di fare un lavoro che amo, che mi diverte e che mi da soddisfazioni.

Se i miei genitori non avessero ceduto alle mie insistenze di voler avere un computer a tutti i costi (e allora, nel 1982, era davvero una cosa strana e costosa), forse non avrei potuto essere quello che sono, felice e con un lavoro che mi appassiona e mi appaga. Quindi per la mia esperienza di vita non posso essere contrario a far utilizzare i computer ai bambini.

I computer sono ormai parte della nostra vita, e come i libri, il cinema, la televisione, e qualunque altro mezzo che trasmetta informazioni, se usati bene sono una fantastica opportunità per allargare i propri orizzonti, diventare curiosi e assetati di sapere, e costruirsi un bel futuro.



Commenti

9 Commenti per “Tablet e bambini”
  1. bello!Luca ha un tablet asus che usa anche Aleper i giochi di cui sopra, che voleva eliminare, ma il cruccio è proprio stato…”e Ale??”

  2. cristina

    ciao Nestore, questo post arriva proprio al momento giusto… ho bisogno di scaricare un po’ di app per mia figlia (2 anni tra pochissimo) per affontare un viaggio. al momento ho trovato una app per colorare (winnie the pooh), un gioco sulla fattoria (versi, forme, pregrafismo anche se è un po’ presto) ma non riesco a trovare niente altro di adatto. qualche suggerimento?
    grazie

  3. Luca F

    Inizialmente ero riluttante a dare il tablet (un “vecchio” ASUS TF101, il primo eeeTransformer per capirci) ad Ale. Probabilmente (anzi sicuramente) all’idea di darglielo storcevo il naso perchè ero incastrato nel vecchio, classico pregiudizio “i giochi non gli fanno bene”. E’ una limitazione che anche i miei genitori, all’epoca, hanno esercitato su di me – e che mi ha pesato molto essendo io sempre stato appassionato di videogames.
    Sono stato sorpreso di me stesso vedendomi ripetere le medesime limitazioni ad Ale. So benissimo quanto possano assorbire e rapire i videogiochi, l’ho provato in prima persona! E so anche che, per quanto i miei mi limitassero, trovavo sempre il modo di avervi accesso. Quindi abbiamo cercato alcune applicazioni adatte ad Ale e attivato il parental control, e abbiamo iniziato a fargli usare il tablet tenendolo d’occhio. Ben presto Ale ci ha sorpresi, diventando assolutamente autonomo nel suo utilizzo, passando da un gioco a un altro senza alcuna difficoltà e acquisendo l’uso dell’interfaccia touch con totale naturalezza. In alcuni giochi, come ad es. Bad Piggies della Rovio, ha svolto missioni che io non avevo ancora completato!

    Osservando la cosa abbiamo tratto alcune considerazioni.
    1) Lasciandogli il tablet senza fargli particolari pressioni, ora vi rinuncia senza alcun problema. Succede che ci gioca un pò, poi in autonomia lo spegne e fa qualcos’altro. Proprio perchè è diventato un oggetto come un altro, e non un tabù (attraente per definizione).
    2) Quando prende in mano un altro piccolo “computer”, prodotto da una nota marca italiana di giochi per l’infanzia, tenta di usarlo come se avesse il touchscreen – ma questo “computer” ha invece un pessimo display monocromatico LCD già obsoleto dieci anni fa, e una normale tastiera QWERTY. L’interfaccia touch è così naturale e “trasparente” all’utente che risulta addirittura invisibile ad un bimbo di tre anni mentre un’interfaccia tramite tastiera ha una curva di apprendimento (occorre saper leggere, prima di tutto!) assolutamente più ripida. Forse è tempo di ripensare i giochi per bambini e non tentare di rifilare loro accrocchi messi assieme con display, altoparlanti, processori evidentemente presi da scarti di magazzino. I bambini di oggi sono più evoluti dei progettisti di certi giocattoli!
    3) Il controllo dei genitori è, sempre, fondamentale. Anche se a volte sono proprio i genitori quelli che scelgono le applicazioni senza usare criterio!! Manca spesso l’educazione agli stessi genitori in questo senso. Giochi con armi, incidenti, esplosioni, sangue… secondo me non andrebbero propinati ai bambini. Hanno tutto il tempo di imbottirsi di violenza superflua con la TV e il mondo esterno, temo. Se usati nel modo giusto, gli strumenti odierni (come i tablet) possono essere una buona fonte di insegnamento. Così come i libri giusti, i programmi TV giusti, le attività giuste, addirittura i videogiochi giusti. Occorre un filtro che spesso non esiste.


    • immagine livello
      Primina

      Concordo in pieno con tutto quello che dici!
      Aggiungo che secondo me il vedere tante parole scritte associate ad immagini li aiuta anche nei processi di apprendimento. Per esempio Dafne a 5 anni sa già leggere e scrivere, e un ruolo fondamentale ce l’ha avuto anche il pc.
      Dafne ha un suo pc, un vecchio portatile su cui ho installato Ubuntu, e spesso lo usa, ormai in completa autonomia (tranne che per la password di rete che ho messo per impedirle di andare online in mia assenza).
      Le piace un sacco google earth, con cui passeggia per le città e guarda l’universo 😀

    • Forse è tempo di ripensare i giochi per bambini e non tentare di rifilare loro accrocchi messi assieme con display, altoparlanti, processori evidentemente presi da scarti di magazzino. I bambini di oggi sono più evoluti dei progettisti di certi giocattoli!

      Concordo i giochi dei bambini rimangono spesso giurassici, parlo di quelli elettronici,cambiano i brand ma le ciofeche rimangono uguali

      • Penso ad Alex incollato a quella consol con giochi inadatti…quanto sarebbe meglio un tablet per lui?Lo aiuterebbe anche con la scuola, ad essere meno annoiato..!

  4. Marco

    Ti do ragione sul fatto che i bambini devono essere assecondati,(tu sei diventato un programmatore con un lavoro che ti piace), ma credo che sia cambiata la testa dei genitori e l’educazione dei bambini. Una volta per giocare con pac-mac non ci voleva un semplice click, ma saper avviare il gioco in Dos, quindi implicava anche impegnare a conoscere, non solo essere passivi.

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