Giorno della memoria 2013

Pubblicato il 24 gennaio 2013 da • Ultima revisione: 7 agosto 2014

giornata della memoria
Domenica 27 Gennaio ricorrerà la Giornata del ricordo dell’Olocausto. Ne abbiamo parlato molto, ma forse anche troppo poco. Quest’anno vi invito a pregare con le parole, in mia compagnia, diffondendo la pace e il bene, la Poesia.

Vi invito a postare nei commenti una Poesia che vi tocchi il cuore, una Poesia famosa, sconosciuta o scritta da voi, per dare un senso di bellezza a questo ricordo terribile.

Barbara, Jaques Prévert

Ricordati Barbara
Pioveva senza tregua quel giorno su Brest
E tu camminavi sorridente
Raggiante rapita grondante, sotto la pioggia
Ricordati Barbara
Pioveva senza tregua su Brest
E t’ho incontrata in rue de Siam
E tu sorridevi, e sorridevo anche io
Ricordati Barbara
Tu che io non conoscevo
Tu che non mi conoscevi
Ricordati, ricordati comunque di quel giorno
Non dimenticare
Un uomo si riparava sotto un portico
E ha gridato il tuo nome
Barbara
E tu sei corsa incontro a lui sotto la pioggia
Grondante rapita raggiante
Gettandoti tra le sue braccia
Ricordati di questo Barbara
E non volermene se ti do del tu
Io do del tu a tutti quelli che amo
Anche se non li ho visti che una sola volta
Io do del tu a tutti quelli che si amano
Anche se non li conosco

Ricordati Barbara, non dimenticare
Questa pioggia buona e felice
Sul tuo viso felice
Su questa città felice
Questa pioggia sul mare, sull’arsenale
Sul battello d’ Ouessant
Oh Barbara, che cazzata la guerra
E cosa sei diventata adesso
Sotto questa pioggia di ferro
Di fuoco acciaio e sangue
E lui che ti stringeva fra le braccia
Amorosamente
È forse morto disperso o invece vive ancora
Oh Barbara
Piove senza tregua su Brest
Come pioveva prima
Ma non è più cosi e tutto si è guastato
È una pioggia di morte desolata e crudele
Non è nemmeno più bufera
Di ferro acciaio sangue
Ma solamente nuvole
Che schiattano come cani
Come cani che spariscono
Seguendo la corrente su Brest
E scappano lontano a imputridire
Lontano lontano da Brest
Dove non c’è più niente



Commenti

25 Commenti per “Giorno della memoria 2013”
  1. Buongiorno Barbara io l’anno scorso sul blog avevo citato Primo Levi

    “Voi che vivete sicuri
    nelle vostre tiepide case,
    voi che trovate tornando a sera
    il cibo caldo e visi amici:
    considerate se questo è un uomo
    che lavora nel fango
    che non conosce pace
    che lotta per mezzo pane
    che muore per un sì o per un no.
    Considerate se questa è una donna
    senza capelli e senza nome
    senza più forza per ricordare
    vuoti gli occhi e freddo il grembo
    come una rana d’inverno.
    Meditate che questo è stato:
    vi comando queste parole.
    Scolpitele nel vostro cuore
    stando in casa andando per via,
    coricandovi alzandovi;
    ripetetele ai vostri figli.”
    (da Se questo è un uomo)
    http://udinelamiacittaenonnapina.blogspot.it/2012/01/memoria.html

  2. Non è propriamente una poesia ma un brano tratto da “La notte” Elie Wiesel

    “Mai dimenticherò quella notte, la prima notte nel campo, che ha fatto della mia vita una lunga notte e per sette volte sprangata.

    Mai dimenticherò quel fumo.

    Mai dimenticherò i piccoli volti dei bambini di cui avevo visto i corpi trasformarsi in volute di fumo sotto un cielo muto.

    Mai dimenticherò quelle fiamme che bruciarono per sempre la mia Fede.

    Mai dimenticherò quel silenzio notturno che mi ha tolto per l’eternità il desiderio di vivere.

    Mai dimenticherò quegli istanti che assassinarono il mio Dio e la mia anima, e i miei sogni, che presero il volto del deserto.

    Mai dimenticherò tutto ciò, anche se fossi condannato a vivere quanto Dio stesso. Mai. […]

    (Elie Wiesel, La notte, Edizione Giuntina, Firenze 2001, pp. 39-40

    … non se ne parla mai troppo della giorno della memoria, anzi, più s’allarga la distanza temporale maggiore deve essere il richiamo della Memoria… Brava per questo richiamo, pure io stavo pensando ad un post.
    Da 20anni a gennaio mi impegno a leggere almeno un paio di libri sul tema, per non dimenticare!

  3. cristina

    Se puoi vedere distrutto il lavoro di tutta la tua vita
    e senza dire una parola ricominciare,
    se puoi perdere, in un colpo solo, i guadagni di cento partite
    senza un gesto e senza un sospiro di rammarico;

    Se puoi essere un amante perfetto senza che l’amore ti renda pazzo,
    se puoi essere forte senza cessare di essere tenero
    e sentendoti odiato non odiare,
    pure lottando e difendendoti;

    Se riuscirai ad ascoltare la verità da te espressa,
    distorta da furfanti per intrappolarvi gli ingenui,
    o a veder crollare le cose per cui dai la tua vita
    e a chinarti per rimetterle insieme con mezzi di ripiego;

    se riuscirai a costringere cuore, nervi e muscoli,
    benché sfiniti da un pezzo, a servire ai tuoi scopi,
    e a tener duro quando niente più resta in te
    tranne la volontà che ingiunge: “tieni duro!”;

    Se riuscirai a parlare alle folle serbando le tue virtù
    o a passeggiar coi re e non perdere il tuo fare ordinario,
    se né i nemici né i cari amici riusciranno a colpirti,
    se tutti contano per te, ma nessuno mai troppo;

    Se tu sai meditare, osservare, conoscere,
    senza diventare mai uno scettico o un demolitore,
    sognare senza che il sogno diventi il tuo padrone,
    pensare senza essere soltanto un pensatore;

    se puoi essere duro e mai in rabbia,
    se puoi essere coraggioso e mai imprudente,
    se sai essere buono, se sai essere saggio,
    senza diventare né moralista, né pedante;

    Se puoi incontrare il Trionfo e la Disfatta
    e ricevere i due mentitori con fronte uguale,
    se puoi conservare il tuo coraggio e il tuo sangue freddo
    quando tutti lo perdono;

    Allora i Re, gli Dei, la Fortuna e la Vittoria
    saranno per sempre tuoi sommessi schiavi,
    e, ciò che vale meglio dei Re e della Gloria,
    Tu sarai un uomo, ragazzo mio!

    Rudyard Kipling

  4. angela

    Sto leggendo un bellissimo libro sul tema e sicuramente scriverò un post su di esso domenica e poi penso anche alla poesia.

  5. La poesia di Prévert non la conoscevo, è magnifica.
    Ecco il mio contributo: una canzone va bene lo stesso?

    Auschwitz di Francesco Guccini

    Son morto con altri cento
    Son morto ch’ero bambino
    Passato per il camino
    E adesso sono nel vento,
    E adesso sono nel vento.

    Ad Auschwitz c’era la neve
    Il fumo saliva lento
    Nel freddo giorno d’inverno
    E adesso sono nel vento,
    E adesso sono nel vento.

    Ad Auschwitz tante persone
    Ma un solo grande silenzio
    È strano, non riesco ancora
    A sorridere qui nel vento,
    A sorridere qui nel vento

    Io chiedo, come può un uomo
    Uccidere un suo fratello
    Eppure siamo a milioni
    In polvere qui nel vento,
    In polvere qui nel vento.

    Ancora tuona il cannone,
    Ancora non è contenta
    Di sangue la belva umana
    E ancora ci porta il vento,
    E ancora ci porta il vento.

    Io chiedo quando sarà
    Che l’uomo potrà imparare
    A vivere senza ammazzare
    E il vento si poserà,
    E il vento si poserà.

    Io chiedo quando sarà
    Che l’uomo potrà imparare
    A vivere senza ammazzare
    E il vento si poserà,
    E il vento si poserà.

  6. veronica

    Il Giorno della memoria… ricordare che la follia umana non ha limiti,ricordare che milioni di persone sono morte,che milioni di persone senza colpa alcuna,sono state vittime del delirio di onnipotenza di un’essere umano,ricordare che l’eogismo e il fanatismo senza controllo possono produrre morte,morte senza fine!
    Prima di morire nel corpo,milioni di persone sono morte dentro,derise,umiliate ridotte in schiavitù,allo stremo delle forze,affamate,disidratate,costrette a cose indicibili… io non ricordo poesie che posso condividere con voi,libri ne ho letti molti,ma non ricordo parole da scrivere adesso… l’unica cosa che ricordo è lo sguardo fisso di mio nonno,mentre parlava di come per sopravvivere alla follia dei campi di concentramento,andava in giro con la testa bassa,non parlava.Per sua fortuna era bravo a cucinare,aveva la grazia di poter cucinare per le SS,mangiare bucce di patata e così è riuscito a non morire,e a non essere nell’elenco di persone destinate alla fine!
    Signore,aiutaci… aiutaci a comprendere gli errori del passato,a farne tesoro per fare in modo che un genocidio simile non si compia più!

  7. Non ho una poesia, mi perdonerai Barbara, ma il nome di Settimio Calò da ricordare.

    Era un ebreo romano la cui famiglia una mattina dell’ottobre 1943 è stata prelevata da casa dai nazisti: la moglie e i dieci figli(scriverlo dà la vertigine)dai 22 anni ai 6 mesi di età. Tutti prelevati e portati ad Auschwitz, tutti soppressi il giorno stesso dell’arrivo.
    Lui è sopravvissuto perchè era uscito casualmente da casa.

    E’ una storia che mi ha lasciato senza parole e che è rimasta nella mia mente da quando l’ho sentita la prima volta.

  8. vorrei postare ma dev’esserci qualcosa che non funziona

  9. E’ un mio haiku

    SHOAH

    Ho bramato la

    morte in quella terribile

    sorta di vita.

  10. lima38

    Da “La Peste” di Camus:
    “Dal porto oscuro salirono i primi razzi dei festeggiamenti ufficiali. […] Ma egli sapeva tuttavia che questa cronaca non poteva essere la cronaca della vittoria definitiva; non poteva essere che la testimonianza di quello che si era dovuto compiere e che, certamente, avrebbero dovuto ancora compiere, contro il terrore e la sua instancabile arma, nonostante i loro strazi personali, tutti gli uomini che non potendo essere santi e rifutandosi di ammettere flagelli, si sforzano di essere medici.[…] lui sapeva quello che ignoravala folla, e che si può leggere nei libri, ossia che il bacillo della peste non muore né scompare mai, che può restare per decine di anni addormentato nei mobili e nella biancheria, che aspetta pazientemente nelle camere, nelle cantine, nelle valigie, nei fazzoletti e nelle cartacce e che forse verrebbe giorno in cui, per sventura e insegnamento agli uomini, la peste avrebbe svegliato i suoi topi per mandarli a morire in una città felice.”
    Ecco: il giorno della memoria per restare vigili ed estirpare il “bacillo” prima che si propaghi…

    Scusa Barbara per il ritardo, ma volevo contribuire.

  11. nonna 2

    C’E’ UN PAIO DI SCARPETTE ROSSE

    C’è un paio di scarpette rosse
    numero ventiquattro
    quasi nuove:
    sulla suola interna si vede ancora la marca di fabbrica
    “Schulze Monaco”
    c’è un paio di scarpette rosse
    in cima a un mucchio di scarpette infantili
    a Buchenwald
    più in là c’è un mucchio di riccioli biondi
    di ciocche nere e castane
    a Buchenwald

    servivano a far coperte per soldati
    non si sprecava nulla
    e i bimbi li spogliavano e li radevano
    prima di spingerli nelle camere a gas
    c’è un paio di scarpette rosse per la domenica
    a Buchenwald

    erano di un bambino di tre anni e mezzo
    chi sa di che colore erano gli occhi
    bruciati nei forni
    ma il suo pianto lo possiamo immaginare
    si sa come piangono i bambini
    anche i suoi piedini
    li possiamo immaginare
    scarpa numero ventiquattro
    per l’eternità
    perchè i piedini dei bambini morti non crescono

    c’è un paio di scarpette rosse
    a Buchenwald
    quasi nuove
    perchè i piedini dei bambini morti
    non consumano le suole.

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
      Mamma Felice
      immagine livello
      Guru
      Mamma di Dafne (9 anni)

      grazie…

    • ho letto per la prima volta questa poesia nel quaderno della mia bambina che l’anno scorso frequentava la quarta elementare.Ricordo mia figlia di una tristezza fuori del normale ed io ho pianto leggendola e rileggendola ho ripianto. Ogni anno a scuola ricordano questo giorno e ogni anno è sempre più difficile classificare queste persone che hanno compiuto questa pagina di storia così crudele.

  12. Generale, il tuo carro armato
    di Bertolt Brecht

    Generale, il tuo carro armato è una macchina potente
    Spiana un bosco e sfracella cento uomini
    Ma ha un difetto:
    ha bisogno di un carrista.

    Generale, il tuo bombardiere è potente.
    Vola più rapido di una tempesta e porta più di un elefante
    Ma ha un difetto:
    ha bisogno di un meccanico.

    Generale, l’uomo fa di tutto.
    L’uomo può volare e può uccidere.
    Ma ha un difetto:
    può pensare.

  13. Anch’io stamattina ho riportato poesie o racconti di chi l’Olocausto l’ha vissuto, non mi sentivo all’altezza di scrivere null’altro…
    http://feedproxy.google.com/~r/SempreMamma/~3/Tx-SEmIulIM/per-non-dimenticare-bisogna-ricordarela.html

  14. ciao io invece vi offro una poesia di bruno tognolini per l’inaugurazione di una scuola dedicata ad Anna Franz. E’ una poesia leggera e fa sorridere. ma nello steso tempo ci fa pensare ad Anna Frank e alla sua storia e dice una cosa vera, che ai bambini di questo mondo serve speranza. ciao!!!!
    http://acasadiclara.blogspot.it/2013/01/27-gennaio-giornata-della-memoria.html

  15. scusate la copio anche qui:

    PER LA SCUOLA ANNA FRANK
    Per l’inaugurazione della Scuola Comunale dell’Infanzia “ANNA FRANK” di Reggio Emilia, giugno 1999

    Brava Anna, che hai conservato la speranza
    in bellissimi vasetti di conserva.
    L’hai conservata bene, perché serva,
    ne hai conservata tanta, ed abbastanza
    che ne è arrivata tanta fino a noi.
    E noi ce la spalmiamo nei panini
    in questa scuola fatta di bambini,
    che di nient’altro in fondo hanno bisogno.
    E allora sta’ a sentire questo sogno.
    Giocavamo tutti insieme e tu ridevi,
    e io contavo e tu ti nascondevi.
    Ti sei nascosta dentro quell’armadio.
    Sono arrivato a mille, e nella radio
    dicono che la guerra ormai è lontana.
    E allora io ti trovo, e tu fai tana.
    Questo sogno così non si può fare.
    Ma un altro sì, e noi sappiamo come.
    Possiamo fare tana in una scuola,
    e a quella scuola metterle il tuo nome.

    (bruno tognolini)

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