La tecnologia che aiuta nelle pulizie di casa

Pubblicato il 27 novembre 2012 da • Ultima revisione: 20 aprile 2015

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Ma parliamone. Parliamo di tempo, parliamo di vita, parliamo di come convogliare le energie durante il giorno. Più invecchio, più mi sento a risparmio energetico: risparmio tempo togliendolo dalle cose noiose, e cerco di recuperarlo per le cose che mi fanno piacere.
Quanto è sbagliato questo modo di procedere?

Eppure mi piace troppo la vita, per sprecarla in cose noiose, o inutili. Togliere a mano la polvere che poi dopo un’ora si deposita di nuovo sui mobili.
Pulire per terra che poi tanto Nestore e Dafne entrano in casa con le scarpe, perché lui dice di essere un signore, e le ciabatte no, non le vuole: lui vuole le scarpe da casa.

[In realtà vorrei proprio le scarpe, come se casa fosse un pub, un club, il mio locale preferito. Le “scarpe da casa” sono un compromesso per salvaguardare la vita matrimoniale: sono eleganti come scarpe, ma le uso solo a casa quindi non sporcano.
La ciabatta è il simbolo della disfatta dell’uomo, la linea sotto la quale si conclude una vita adolescenziale (e anche post-adolescenziale) in cui a casa si stava giusto il tempo di mangiare qualcosa di fretta oppure per chiedere soldi o cose alle mamme e ai nonni. Per questo odio le ciabatte.
E sotto alla linea immaginaria tracciata dalle ciabatte, nasce la consapevolezza che le pulizie e le faccende di casa non si fanno da sole. Io lo avevo sempre creduto, ma quando andai a vivere da solo mi accorsi dopo poche settimane che non era così.]

Mi interrogo sulla vita. La tecnologia e gli elettrodomestici mi hanno così tanto facilitato il compito, negli anni, che mi è passata del tutto la voglia di fare anche il minimo sindacale.

Quando ero incinta giocavo spesso ai Sims, e lì, se avevi un bel gruzzoletto di Simoleon (§), potevi comprarti il Robot Servitore: un umanoide alla Azimov, che pulisce e rassetta tutto il giorno, e poi si mette in ricarica da solo. E prepara anche la cena. E io stasera per cena vorrei…

[Secondo me Azimov l’ha scritto apposta per farmi intervenire, come fanno certi giornalisti e politici quando storpiano i nomi. Si chiama Asimov. E’ quello che meglio di tutti ha descritto un mondo in cui i robot sono parte integrante della società, immaginando la loro psicologia, le problematiche sociali, le interazioni con gli umani, le leggi a cui avrebbero dovuto sottostare… e tu me lo riduci così, a creatore del “Robot servitore”]

Forse servirebbe una nuova tecnologia, quella che ripara la voglia di fare. Meno vita, meno pulizie, più vita, più pulizie… ? Che confusione.

Forse mi basterebbe solo una sana via di mezzo: smetterla di crogiolarmi nell’indolenza, e darmi anche un po’ da fare. Forse mi servirebbe un bel microchip da impiantare direttamente nell’ipotalamo, per comandarmi a distanza: on voglia di fare / off voglia di sdraiarmi sul divano.

Sono sicura che Nestore non si dimenticherebbe mai di mettermi in ricarica, nel caso, la sera.
CLICK.



Commenti

33 Commenti per “La tecnologia che aiuta nelle pulizie di casa”
  1. Ragazzi, la disquisizione sulle scarpe da casa è fantastica, filosofia contemporanea!!! 🙂
    In casa nostra si sta scalzi…
    Buon pomeriggio,
    a presto!
    🙂

  2. Scarpe da casa? ERESIAAAAAA! :mrgreen:
    Ciabatte, pantofole, calze antiscivolo, calze normali, piedi nudi, come vi pare ma le scarpe anche in casa no. Mi uccidono ogni barlume di comodità e se non sto comoda a casa mia dove dovrei starci?

  3. Io la prima cosa che tolgo in casa sono le scarpe….l’ultima è la polvere..ahahahahah! :mrgreen:

  4. Angela

    Ragazzi siete fantastici! Ho riso un sacco! Idem come sopra: io faccio togliere le scarpe anche agli ospiti, viva i giapponesi! Ma la polvere mi toglie ogni fantasia, la odio. E accidenti a me, mio figlio Pietro è allergico alla polvere. Quando si dice nemesi.
    Senti Barbara, ma questo aspirapolvere si blocca quando ci sono le scale? Vivo in una casa con quattro piani (una piccola torre, non pensate a un palazzo!) e se devo anche andare a raccattare il robot in fondo alle scale oltre ai lego e a tutto il resto, dò di matto

  5. Bene, vedo che non sono l’unica a detestare la polvere. O meglio: non detesto tanto la polvere in sé, ma il TOGLIERLA. Fatemi stirare per delle ore, ma NON chiedetemi di togliere la polvere. Eppure mi spiegano quelli che ci tengono, alle pulizie e alla casa in ordine, e che mettono questo fra le prime priorità, che se uno la toglie spesso il compito diventa sempre meno odioso. Dicono. Non so quanti mangiapolvere profumati e stracci magici ho comprato. Ma lei è ancora l’, che mi guarda e si affeziona ai miei mobili. Fa parte della famiglia, Polvy.
    Pensandoci bene, ho comprato anche tante ciabatte, bellissime, per trovare il piacere di indossarle, senza risultato. La scarpa da casa non potrei. Quindi, nè ciabatta né scarpa: calza antiscivolo o morbidone. Vivere scalzi e spettinati è la maniera migliore di vivere 😉

  6. Ely

    Ciao Mammafelice, io e mio marito usiamo tutti e due le ciabatte, dici che fa molto anziani anche se siamo giovani? E’ un’abitudine che avevamo ancora prima di sposarci quando ognuno viveva a casa propria. Io fino a qualche anno fam portavo quelle a forma di animali della Disney! Che figura!!!!!! Ciao a tutte!

  7. sono del partito pro-ciabatta ma questo elogio delle scarpe da casa le ha (quasi) riabilitate ai miei occhi…
    E quanto alla polvere con me sfondi una porta aperta, sono convinta che il tempo e le energie da dedicare alle pulizie sia da limitare all’indispensabile.
    Tempo fa ho letto un modo di dire, forse tedesco, il cui senso è: “questa casa è più felice che pulita”. Non ricordo dove l’ho letto… non sarà mica uno dei tuoi post? 😉


  8. immagine livello
    Visionaria

    ho riso troppo pensando alle scarpe da casa 😀 e poi tutti i suoi discorsi per giustificare la sua scelta. siete il mio mito, lo sapete vero?

  9. Ciao Barbara, ciao Nex
    anche la mia dolce metà usa le “scarpe da casa”: io le detesto!!!

    Ma la cosa peggiore è quando ci sono ospiti: si tolgono le scarpe, poi vedono lui che scorrazza per casa con quelle “scarpe” e tutte le volte devo spiegare questa storia delle “scarpe-ciabatte”.

    Ora sto cercando una soluzione alternativa, tipo “ciabatte-non ciabatte”. Ciabatte che non lo facciano sentire pensionato/nonnetto. Diciamo che l’ideale sarebbe delle ciabatte alla Asimov (suo scrittore preferito, tra l’altro)!

  10. Per lavoro faccio le pulizie, quindi quando sono a casa faccio il minimo indispensabile, perchè preferisco fare altro! In ciabatte, naturalmente. Già sopporto quelle a malapena, figuriamoci tenere le scarpe! E il mio compagno è come me, penso che il discorso delle “scarpe da casa” non lo convincerebbe x niente!

  11. Mi aggrego al club delle scalze in casa, ma non solo! Tempo e temperature permettendo, cammino scalza anche in giardino. E sì, mi sono fratturata anche io il piede più volte, ma le scarpe non le sopporto! Sarà anche un po’ per il problema dell’alluce valgo che mi affligge…

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