Zecchino d’Oro: intervista a Monica Mulazzani

Pubblicato il 21 novembre 2012 da • Ultima revisione: 20 marzo 2015

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In questi giorni di permanenza all’Antoniano, mentre assisto ai dietro le quinte dello Zecchino d’Oro, accolgo anche i suggerimenti che mi arrivano tramite twitter e FB. Tra questi, una richiesta curiosa e carina che ho voluto cogliere al volo: ma chi veste i bambini?

Siccome i vestiti di scena dei bambini, sia del coro che dei solisti, sono piaciuti a molte mamme (compresa me), questa mattina ho intervistato Monica Mulazzani, costumista all’Antoniano (nonché sviluppatrice, stilista, disegnatrice…).

Monica ha una passione per il vintage: qui all’Antoniano, nel magazzino, ha accumulato abiti vintage che vanno dagli Anni 50 agli Anni 70. E’ un’appassionata di moda e di design, e come tutti quelli che lavorano qui all’Antoniano è stata incredibilmente disponibile a rispondere a qualche mia curiosità.

Come avviene la scelta dei costumi e degli abiti?
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Monica lavora all’Antoniano dal 1999, con vari marchi di abbigliamento. Dal 2011 ha stipulato una sorta di ‘convenzione’ con uno store di abbigliamento per bambini: Mi.Mi.Sol, di Imelde Bronzieri:

Mi.Mi.Sol, linea di abbigliamento per bambini è prodotta in Italia e pensata per rispettare le particolari personalità ed esigenze dei suoi piccoli clienti; una realtà che opera su scala globale e possiede una particolare carica di amore e di poesia che la rende davvero unica. Il tema a cui Mi.Mi.Sol presta più attenzione è quello dell’integrità e della dignità dei più piccoli, valori che passano prima di tutto dalla tutela della loro immagine.
Questo forte senso di responsabilità ha spinto Mi.Mi.Sol a creare anche, insieme a Daniela Brancati (autrice di numerosi saggi sulla comunicazione e sulla pubblicità, nonché docente universitario alla Sapienza di Roma) l’Osservatorio sull’Immagine dei Minori, un’azione socialmente utile che affronta uno dei nodi dei tempi nostri: la convivenza dei bambini con i media e le nuove tecnologie. I risultati della prima ricerca sono contenuti nel volume Spot a doppio taglio, di Daniela Brancati, pubblicato nel 2005.

La scelta degli abiti avviene nello show room: Monica ha l’occasione di guardare, verso Gennaio – Febbraio, le anteprime delle collezioni invernale e estiva.
Lo scopo è quello di scegliere una divisa che abbia più funzioni, soprattutto per i bimbi del Piccolo Coro: carina esteticamente, molto colorata (per l’aspetto televisivo), ma allo stesso tempo funzionale e pratica. I 60 bimbi del Piccolo Coro hanno varie esigenze: girano l’Italia tutto l’anno per tenere vari concerti, quindi la loro divisa deve essere funzionale, facilmente lavabile, che non si stropicci troppo. Ciascuna famiglia è responsabile della divisa del proprio bambino, e ne riceve due l’anno: estiva e invernale.

Monica fa modificare le proposte della collezione, per farle rispondere alle esigenze dell’Antoniano: c’è da tener presente che i 60 bimbi del coro hanno un’età mista che va dai 4 anni ai 12 anni, quindi la divisa deve stare bene a tutti anche in base ai cambiamenti del corpo dati da ciascuna età. Ma soprattutto la divisa deve rispettare la purezza e la semplicità dei bambini: la filosofia dell’Antoniano è proprio quella di rispettare i bambini come tali, senza renderli più grandi di come sono, ma anzi proteggendo la loro ingenuità di bambini ancora piccoli.

Per lo stesso motivo anche le pettinature dei bambini sono sempre molto raccolte: i bimbi sono pettinati in modo semplice, che mette in risalto il viso, ma soprattutto con capelli raccolti che rimangano in ordine durante la trasmissione. Questo fa appunto parte anche di un’immagine che l’Antoniano ha voluto mantenere negli anni: va bene un bambino curato, purché resti sempre un bambino e non diventi un piccolo adulto, trattato come tale troppo precocemente.

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Le scarpe e le calze, sempre abbinate alla collezione degli abiti, vengono confezionate su misura dal Calzaturificio Montelpare.

Monica Mulazzani infine disegna gli abiti e i costumi di scena per i ballerini (circa 150 bambine fanno parte dell’Accademia di danza dell’Antoniano), per i personaggi che ruotano intorno alla trasmissione, e per la stessa Sabrina Simoni, direttrice del Piccolo Coro. L’abbigliamento di Sabrina è curato da Monica stessa, anche con l’aiuto delle collezioni di Germano Zama. Monica è aiutata da un team di 4 persone che confezionano gli abiti che lei stessa ha pensato.

Per l’immagine dei conduttori ci si affida invece allo Studio Marver.

Ultima curiosità: il numero dei bambini che ruotano attorno alla trasmissione, e all’Antoniano. Sono 60 circa i bambini del Piccolo Coro, 14 i solisti di quest’anno, 30 ballerini, 37 bambini che fanno balletti in sfilata, e le 150 bimbe che fanno l’Accademia di Danza Classica.



Commenti

3 Commenti per “Zecchino d’Oro: intervista a Monica Mulazzani”
  1. Bello, bellissimo entrare dietro le quinte!
    Ieri ho potuto dare solo una sbirciata al programma, i vestiti non li ho nemmeno visti, oggi mi rifarò! 😉
    p.s. mi sa che alla penultima riga volevi scrivere 14 solisti, non coristi :argh:

  2. Ciao! Grazie di questo articolo! Mi piacciono molto i vestiti di questa edizione ed ero curiosa di sapere di chi erano. Un caro saluto, Katy

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