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Compiti delle vacanze: come aiutare i figli?

Pubblicato il 2 luglio 2012 da • Ultima revisione: 6 settembre 2014

compiti delle vacanze: come aiutare i figli?

Tempo di compiti delle vacanze, spesso un incubo per le famiglie, che devono trascinare in vacanza una valigia piena di libri e sussidiari. E’ giusto aiutare i bambini nello svolgimento dei compiti? Come dobbiamo comportarci?

In linea di massima, secondo la nostra opinione, i genitori possono aiutare i bambini nello svolgimento dei compiti, ma non dovrebbero sostituirsi a loro.

I compiti a casa possono diventare un momento difficile e poco piacevole per ogni bambino, se non vengono vissuti con serenità.  I compiti servono per approfondire argomenti che sono stati spiegati in classe.

L’ora ideale per fare  i compiti, se i bambini non fanno il tempo pieno, è subito prima del pranzo, quando la mente è ancora fresca e non appesantita dalla digestione, o dal caldo pomeridiano.

Nelle ore più calde è consigliabile far riposare i bambini con una merenda leggera e fresca, distrarli con una passeggiata o permettergli di guardare un cartoni animato in TV.

In altri casi, molto meglio recuperare con il fresco serale, ma solo in estate: durante il periodo scolastico, meglio evitare di terminare i compiti alla sera quando sono già molto stanchi.

In linea generale, bisognerebbe riuscire ad invogliare i bambini a fare i compiti con la promessa di avere, successivamente, un buon margine di tempo per lo svago e per il divertimento.

Alcuni bambini, anche un po’ competitivi, tendono a voler far bella figura a scuola. senza alimentare un’eccessiva competizione tra bambini, un altro metodo ‘astuto’ per alimentare la voglia di studiare dei ragazzi più grandi, è l’idea che, se studieranno bene, potranno eccellere rispetto ai loro compagni. Senza arrivare alle scene di competitività esagerata degli Stati Uniti, ovviamente, in cui questo sfocia addirittura in atti di bullismo.

Il miglior modo per rendere sereno il momento dei compiti, è trasformare lo studio in un momento di condivisone tra figli e genitori: un modo per confrontarsi, per raccontarsi aneddoti divertenti, per imparare qualcosa insieme. Ma è sottinteso che i genitori non dovranno, con questa scusa, sostituirsi ai figli nello svolgimento dei compiti.

Una regola fondamentale: meglio evitare che i bambini facciano i compiti davanti alla TV o con la radio accesa, che potrebbero distrarli. Se faticano a tenere a lungo la concentrazione, molto meglio utilizzare un timer: si studia 20-30 minuti di fila, che possono salire a 40-50 minuti alle superiori, e poi si fa una pausa di 15 minuti. E così via. Questo può essere un modo per spezzare la giornata, ed evitare che le ore passate sui libri sembrino davvero infinite.

Approfondimenti:
Il libro delle vacanze;
100 attività per l’estate;
I compiti delle vacanze: come farli, quanti farne?;
L’amore per lo studio: come insegnarlo;
Quando un figlio non studia.



Commenti

2 Commenti per “Compiti delle vacanze: come aiutare i figli?”
  1. Annalisa

    ciao, la mia principessa a settembre inizierà la primaria. E’ già presa dall’ansia di prestazione, per fortuna alla scuola materna ordinano, per chi interessato, i libri delle vacanze.Un libri utile per tenere la mente fresca sui pomeriggi di attività per la primaria, fatta durante l’anno. Così tra un gioco, un’attività creativa, il libro didattico, aiuterò la mia signorina ad arrivare serena al primo giorno di scuola.

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