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Come scegliere la struttura più adatta per partorire?

Pubblicato il 20 giugno 2012 da • Ultima revisione: 6 settembre 2014

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Una delle prime domande che ci si pone all’inizio della gravidanza è: “Dove partorirò?

E la risposta diventa sempre più difficile in quanto – ormai ovunque – ci sono diverse strutture sia pubbliche che private. 

Gli ospedali sono generalmente ben attrezzati e con personale qualificato per ogni emergenza, ci sono sempre un pediatra, un’ostetrica e un ginecologo. Inoltre dovrebbero essere in grado di affrontare nel migliore dei modi le emergenze neonatali.

Alcune donne, però, si sentano a disagio in ospedale, preferirebbero un ambiente più familiare e meno ‘trafficato’. Prima di fissarsi su convinzioni precise è comunque bene valutare ogni possibilità, anche nelle strutture pubbliche è possibile trovare una buona accoglienza.

Le strutture private proprio per la loro stessa natura, e richiedendo un costo preciso nettamente più alto, possono proporre sistemazioni confortevoli, cure e attenzioni individuali – quanto meno come indicazioni di base.

Consiglio – comunque e sempre – di andare a visitare le strutture della zona e valutarne i vari aspetti: ad esempio la percentuale di tagli cesarei e parti indotti, l’uso dell’episotomia, la possibilità di partorire in acqua, di anestesia epidurale, il roaming-in e ogni altro servizio a vostra dispozione. Non dimenticate di consideare la distanza da casa, e il tempo che ci impieghereste per raggiungere la struttura in caso di necessità o emergenza.

Altrettanto utile può essere parlarne con il vostro ginecologo che dovrebbe essere aggiornato sulla situazione del territorio e, di solito, è informato rispetto alle condizioni delle diverse strutture, e i servizi disponibili: potrà dunque consigliarvi tenendo conto delle vostre esigenze personali.

Informatevi per tempo anche per i corsi pre-parto che – di solito – danno la possibilità di conoscere l’ambiente, i medici e le ostetriche a disposizione.

Approfondimenti
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Commenti

7 Commenti per “Come scegliere la struttura più adatta per partorire?”
  1. Studi sul rischio clinico sconsigliano centri con meno di 500 parti all’anno
    Meglio rivolgersi dove ne fanno più di 1000
    In medicina fa molto comodo aver al proprio fianco personale scafato che ne ha viste di ogni, meno panico e risposte più veloci in caso di estrema necessità

  2. concordo con mammasuperabile, e poi negli ospedali pubblici c’è meno confort e questo è vero, però se succede qualsiasi cosa al bimbo c’è assistenza pronta e competente , che può fare la differenza, rispetto a una corsa in ambulanza verso un ospedale pubblico.(cosa che ho visto succedere sovente quando lavoravo in clinica, blasonatissima, ma sempre clinica).

  3. elena

    a volte non contano solo i numeri
    personalmete posso dire che ho scelto di partorire il mio secondo bambino in una struttura dove il parto è visto dal punto di vista del bambino,secondo Leboyer, al contrario del primo(avvenuto in una struttura grnde, con oltre 500 parti l’anno, con tutti i reparti…etc…).
    posso garantirvi che la differenza tra i due parti si è segnata in modo ben evidente sui bambini che sono profondamente diversi rispetto ad alcuni tratti comportamentali8niente di patologico intendo!)

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