Le paure della vita

Pubblicato il 22 maggio 2012 da • Ultima revisione: 19 giugno 2012

paure di una mamma

Una mamma in cammino è la mia storia, la storia della mia maternità: un racconto lungo un anno attraverso la mia avventura di mamma, in questa metafora di viaggio nata grazie alla collaborazione con Naturino.

Un paio di settimane fa solo stata a Milano per un evento di lavoro, e ho incontrato ‘fisicamente’ Erika di Naturino. Abbiamo scherzato sul fatto che mi definisco un’imbecille: da quando sono mamma, ho paura di molte cose. In quel frangente, avevo paura di prendere il treno da sola, e mi sono fatta accompagnare da Paolo (Fattoremamma) fino al mio treno, per paura di prendere quello sbagliato, o di arrivare a piedi da sola in stazione centrale, o non lo so nemmeno io. Ci ridevo, ma poi neanche tanto. Da quando sono mamma il mio livello di coraggio e di paura si è per certi versi innalzato esponenzialmente, ma in modo differente da come avrei pensato.

Sono diventata estremamente coraggiosa. Proprio come si dice, quando si parla della leonessa che difende i suoi cuccioli, insomma, io sarei capace di uccidere a mani nude chiunque faccia del male a mia figlia. In questi anni ahimè ho dovuto proteggerla da persone cattive, per vicende personali dolorose, e ho capito quanta forza e determinazione c’era nella mia maternità. Ho capito quanto può essere risolutiva la mia forza, e il mio istinto di protezione è totale. Non scherzo quando dico che sarei capace di difenderla fisicamente. Non sono una persona capace di fare del male agli altri a livello fisico (per dirne una: da noi nemmeno una sculacciata), ma ormai ho una forza invincibile nel contrastare qualsiasi pericolo che le si pari davanti.

Allo stesso tempo, però, sono diventata paurosa. Mica per lei, ma per me. Ho paura di morire. E non ho mai avuto così paura di morire come adesso, da quando sono mamma. Ho paura di non esserci, di lasciarla, di privarla della mia protezione. Cerco di non mettermi in situazione di pericolo, vero o immaginario che sia, perché non posso permettermi di lasciarla sola in questo momento. Sola. Mi sento svenire al solo pensiero.

Così ho smesso di viaggiare. Niente aereo. Il treno pochissimo, e solo con grande patema d’animo. Ogni volta che c’è un evento mi sento male fisicamente e vorrei non dover partecipare mai a niente. Non perché io abbia paura di per sé del treno, ma perché trovo fondamentalmente inutile qualsiasi evento che mi porti lontano da lei.

C’è forse qualcosa di patologico in questo? Non lo so, ma me lo tengo. La mia vita scorre serena e tranquilla lo stesso senza andare in viaggio in aereo in vacanza.

In questi giorni abbiamo vissuto tutto il terremoto. E’ stata un’esperienza devastante. Mentre scrivo stiamo ancora dondolando: piccole scosse continuano a corroderci mentalmente e fisicamente.
Noi siamo a 20mk dall’epicentro, e siamo totalmente al sicuro: la nostra casa non ha subito danni, noi stiamo bene, non abbiamo corso pericoli. Voi cosa avreste pensato?

Durante la scossa più forte, alle 4 del mattino, mi sono precipitata dalla mia camera a quella di Dafne, appoggiandomi al muro per non cadere. Non l’ho svegliata. Ho aperto la porta e sono rimasta in piedi ad aspettare che il terremoto finisse, guardando che lei stesse bene. La mia unica preoccupazione era: proteggerla, in qualsiasi modo. Oltre ogni cosa.

La vita. Ecco.
Ecco cosa è stato importante per me da quando ho dato la vita: restare viva il più a lungo possibile. Fare un cammino insieme, esserci nel bene, non perdermi per strada, non abbandonare mai mia figlia, né fisicamente, né mentalmente. Al limite del ridicolo, forse, ogni tanto. Ma, ad un certo punto: me ne frego.

Questa vita io l’ho ricevuta, e l’ho data, e adesso me la tengo stretta finché posso.
Mai come adesso, con la maternità, ho imparato ad amarla, e mi pento amaramente di tutte le volte in cui l’ho disprezzata.

[Una mamma in cammino, articolo realizzato grazie al sostegno di Naturino per Mammafelice]



Commenti

61 Commenti per “Le paure della vita”
  1. Allora non sono l’unica! Questo ho pensato a leggere le tue parole e quelle delle altre che hanno commentato.
    Anch’io sono diventata più “fifona” dopo essere diventata mamma e anche molto protettiva, non amo viaggiare come una volta e ho il terrore che ci possa succedere qualcosa di brutto e di poter perdere i miei cari. Sono pensieri difficili da esprimere, pensavo “sto invecchiando”…grazie del tuo contributo.

  2. Vediamo un po’ se riesco a spiegarmi: capisco perfettamente l’esigenza di essere lì, a portata. Sono fuori buona parte della giornata e delegare ad altri il mio ruolo, il mio compito e la mia soddisfazione di mamma mi pesa moltissimo. Capisco perfettamente il coraggio, la forza e la sicurezza con cui dici che saresti disposta a difenderla con la vita e a costo di quella altrui, da tutto e da tutti, provo proprio quella stessa determinazione. Mi sono trovata a pensare che se non ci fossi più lui dovrebbe cavarsela senza di me, e sono pure scoppiata a piangere per l’angoscia che solo l’idea mi suscitava, non per , ma per lui. Ma quello che sento in modo diverso è il mio legame con la vita: ero un po’ più fifona prima, ora sono super coraggiosa, ora vorrei vivere tutto per raccontarglielo, viaggiare ovunque col piccoletto per fargli scoprire cose che nemmeno io ho mai visto. Il fatto è che, se vogliamo buttarla sulla mamma-patetica, da quando lui è arrivato io ho scoperto la serenità, sono davvero me stessa, ho smesso di correre e cercare, sono più sicura e forte. Un t-rex coccolone, insomma…

  3. Direi che non resta nulla da aggiungere…se non grazie perchè ci fai sentire meno sole …le tue paure sono quelle che chi più o chi meno ci portiamo ogni giorno nel cuore…io devo ammettere che più passano gli anni e più la paura aumenta…paura praticamente di tutto e soprattutto della separazione dai miei cuccioli…loro hanno dato un senso alla mia vita …vivo per loro e spero di poterlo fare il più a lungo possibile…perchè un cucciolo ha sempre bisogno della mamma!

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
      Mamma Felice
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      Guru
      Mamma di Dafne (9 anni)

      Però non dobbiamo farci sopraffare dalla paura, eh, no no 😉
      Qui scatta la medicina della felicità e della leggerezza. Teniamoci un po’ di felicità e leggerezza proprio per non farci opprimere.

  4. Pat

    A me è accaduto il contrario. Da ragazza sono sempre stata pervasa dalla paura di morire, per amore della vita.
    Mi sono talvolta ritrovata a lottare contro questa paura, che mi faceva rinunciare spesso a sperimentare il coraggio e certi pericoli poco pericolosi,come tuffarsi in mare da una roccia.
    Attaccatissima alla voglia di vivere, mi sono spesso riconosciuta come timorosa.
    La nascita di mio figlio mi ha regalato, come a tante altre mamme, il coraggio di lottare per difendere lui. E allo stesso tempo mi ha regalato il coraggio e una piccola dose di incoscienza per provare a superare ogni giorno una parte dei miei limiti, dettati dalla paura di tentare ed osare.
    Questo senza mettermi in pericolo reale, ovviamente, chè il passo tra il coraggio e la stupidità spesso è piccolissimo.

    Eppoi, quant’è grande e bella la varietà nel mondo: io non rinuncerei mai al viaggiare, motore primo che sazia la mia fame di curiosità e conoscenza. Tant’è che in aereo ce lo porto direttamente con me:-)
    E non mi ha mai sfiorato il pensiero di averlo messo in pericolo:-)

    Che possa succedere qualcosa a lui, invece,è il pensiero più pesante e duro da digerire. Senza di me lui ce la farebbe. Senza di lui io no.

    Un abbraccio, Barbara!
    Pat

  5. è proprio vero è sfiancante provare a programmare un incontro con la tua persona…non ti schiodi manco per nienteeee senza truppa:P
    se non costretta ovvio!

  6. deborah

    E io che pensavo di essere un caso isolato! E invece, da quando la mia bambina è nata, ho “solo” paura di volare, e non è che prima montassi in aereo a cuor leggero. Sono solo peggiorata.Mi dico che se morissi per una stupida vacanza non me lo perdonerei mai e poi mai, diventerei uno spirito inquieto, mi aggirerei senza pace maledendo me stessa per avere lasciato sola la mia bambina. E quando monto in macchina quel leggero pensiero mi assale. Poi passa perchè quando si guida si pensa di aver sotto controllo la situazione. Però questa sensazione non mi piace affatto. Non mi piace diventare prigioniera delle mie paure, che poi si inizia con una gabbia larga che si restringe, si restringe…

  7. Micaela

    grazie per tutte queste storie. mi ha colpito questo tema.
    Ricordo che quando nacque la mia prima figlia, dopo la gioia, lo sconvolgimento, la felicità, il mio pensiero ossessivo mentre la allattavo era: non posso morire, non posso morire, non posso morire…poi mi è passata e ora prendo l’aereo e il resto a cuore (quasi) leggero e cerco di esserci quando ci sono e di gettare i semi meglio che posso, che poi la vita non la puoi decidere fino in fondo…e il mio pensiero va alla mia amica Sabrina, che il tumore se l’è portata via in un attimo a 43 anni e non voleva morire e che proprio per quel viaggio non voleva partire e la sue Elena di 13 anni che restava qui…

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
      Mamma Felice
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      Guru
      Mamma di Dafne (9 anni)

      Che cosa immensamente triste, quando la malattia porta via le persone così, nel pieno della vita… Siamo molto fortunate, abbiamo l’obbligo di venerare la vita che ci è stata data.

  8. cinzia

    Il mio bimbo ha quasi cinque mesi e anch io ho una grande paura di morire, soprattutto di morire all’ improvviso ( un malore, un infarto ..
    ) cosi da non poter vedete i suoi progressi.cerco di convincermi che facendo cosi rovino bei momenti che passò con mio figlio, cerco di convincermi che cosi e come morire ogni giorno. Cercherò aiuto

    • Lidia

      Ciao Cinzia leggo solo ora il tuo commento e anche se è di 4 anni fa ci provo a scriverti. Ho un bambino di 19 mesi,andava tutto benissimo fino a giugno quando mia madre ha avuto un infarto(fortunatamente superato)ma da li ho avuto pensieri sul fatto che se io morissi il mio piccolo non me lo sarei goduto. Quindi ogni dolorino è diventato motivo d ansia. Tu hai risolto? E se si come?

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