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A che età e come iniziare lo svezzamento?

Pubblicato il 16 aprile 2012 da • Ultima revisione: 16 aprile 2012

Il latte, se possibile il latte di mamma, è per il neonato l’alimento più sano e più completo almeno per i primi mesi di vita. Di norma, intorno al sesto mese i pediatri consigliano di introdurre i primi alimenti (di solito frutta fresca grattugiata), per iniziare lo svezzamento. Per questo è importante sempre fare riferimento a quanto suggerito dal proprio pediatra, che conosce la storia clinica del bambino ed eventuali allergie o intolleranze.

Di norma il latte dovrebbe essere l’unico alimento per almeno i primi sei mesi del bambino. Soprattutto se latte di mamma, quando possibile.
Alcuni pediatri suggeriscono di iniziare intorno ai 5 mesi con la frutta omogeneizzata (mela, pera e banana) per abituare il bambino all’uso del cucchiaino, prima di passare al primo pasto.

Il primo pasto intorno ai sei mesi di solito è a base di brodo vegetale, zucchina o carota frullate, farine di cereali (mais, riso o tapioca), olio di oliva e parmigiano grattato. Alcuni pediatri suggeriscono anche l’uso di liofilizzati di carne o di omogeneizzati, ma noi sappiamo che è possibile preparare in casa gli omogeneizzati se si conosce la provenienza della carne e si ha fiducia del proprio macellaio.

Per preparare la prima pappa bisogna far bollire l’acqua (circa mezzo litro senza sale) e aggiungere inizialmente una carota, una patata e una zucchina. Con il passare dei giorni si aggiungono anche altre verdure come bietole, lattuga, zucca, ecc., sempre in modo graduale, in modo da verificare eventuali allergie.

Per preparare la prima pappa si mescolando dunque il brodo con la crema di mais e tapioca o di crema di riso, un cucchiaino di olio d’oliva e un cucchiaino di parmigiano (a seconda delle indicazioni del pediatra e della scelta dei genitori). La crema di riso è astringente: alcuni bambini particolarmente stitici, preferiscono la crema di tapioca, che li aiuta a non soffrire di mal di pancia.

Dopo circa 10-15 giorni si introducono le carni bianche: agnello, pollo, tacchino e coniglio, e poi il pesce ( sogliola, trota, platessa, nasello) e i formaggi (ad esempio ricotta fresca, crescenza, stracchino… o comunque formaggini iposodici suggeriti dal pediatra), e si inizia a introdurre anche la seconda pappa, alla sera, alternando carne e pesce con il formaggio e infine i legumi.

Per merenda : latte o frullato di mela, pera o banana + 1 o 2 biscotti. A 7 mesi si può dare yogurt magro con pezzi di frutta.

Per ultimo si introduce l’uovo, di solito non prima dei 10-12 mesi: un tuorlo d’uovo  mescolato alla pappa e cotto per bene, sempre utilizzando uova biologiche e di provenienza sicura.

Dal 10 mese se il bambino lo accetta di possono introdurre cibi più grossolani, non frullati, ma triturati. E si può anche iniziare a somministrare gli alimenti singolarmente, dividendo il primo dal secondo. Fino ai 12 mesi restano sconsigliati burro, fritti, intingoli, bevande gassate, formaggi fermentati o grassi, sale.

Solo dopo il primo anno si può introdurre il latte vaccino, anche se il latte di mamma o il latte di proseguimento sono sempre indicati fino all’anno di età.

Da ricordare: i consigli del pediatra sono sempre utili, e possono darci delle indicazioni di massima. La mamma, poi, può adattare gli schemi di svezzamento alle caratteristiche del bambino, o anche proporre l’autosvezzamento, o decidere di utilizzare solo prodotti bio e non omogeneizzati. In ogni caso, sia che si opti per l’omogeneizzato che per il prodotto fresco cotto in casa, è sempre buona norma introdurre un alimento alla volta e lasciare che il bambino sperimenti consistenze e gusti senza preoccuparsi troppo: per questo è bello tenere i bimbi sempre accanto noi a tavola, per alimentare la loro curiosità verso i cibi e per abituarli a consumare i pasti in famiglia.

Approfondimento
Quando posso provare a dargli in mano un cucchiaio di plastica?

Link utili
Pianeta Mamma: Non mangia la carne, i validi sostituti
Pianeta Donna: Organizzare le spese per un figlio piccolo

 



Commenti

15 Commenti per “A che età e come iniziare lo svezzamento?”
  1. Scusate ma mi permetto di dissentire da quanto scritto nell’articolo sopra.
    Se si danno informazioni o si danno corrette o si fa riferimento alla propria particolare esperienza o si spiega che questo è un punto di vista ma ce ne sono altri.
    LO svezzamento è un momento molto importante, che può incidere sulla futura salute e qualità di vita del bambino.
    Generalizzare dicendo che dal quarto mese il latte non è più sufficiente, mi sembra francamente un’informazione scorretta.
    Far pensare poi che l’introduzione di proteine avvenga attraverso liofilizzati e omogeneizzati (ovvero scatolette per bambini) mi sembra almeno fuorviante…
    Ecc. ecc. ecc.

  2. “Nei primi tre mesi di vita per il neonato il latte è l’unico alimento. Dal quarto mese non è più sufficiente e bisogna iniziare ad introdurre altri alimenti.” Credo che vista la popolarità di Mammafelice ed il peso che spesso ha la tua opinione (almeno per me, ma credo anche per molte altre mamme), non sia corretto quanto affermi nella prima frase del post. Sarebbe più giusto dire che alcuni pediatri propongono di iniziare lo svezzamento dal quarto mese, specialmente se non si allatta al seno, mentre altri, seguendo anche le indicazioni dell OMS, consigliano di non dare altro oltre il latte materno fino ai sei mesi.
    Poi sullo svezzamento si potrebbe parlare all’infinito, ma credo sia giusto non dare per assunto che si svezza a 4 mesi perchè il latte non è più sufficiente. Scusa se mi sono permessa ma è una cosa a cui tengo molto e credo che sia giusto chiarire che ci sono diverse scuole di pensiero.

  3. Mamma Felice (Mappano) - Ariete
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    Guru
    Mamma di Dafne (9 anni)

    Mi sto permettendo di correggere io stessa l’articolo in questo momento. Vi chiedo scusa per gli errori della mia collaboratrice: mi erano sfuggiti. Ho riscritto l’articolo personalmente, inserendo informazioni che spero siano più corrette. Grazie per la vostra segnalazione.

  4. Apprezzo molto il tuo intervento, anche se continuo a non condividere.
    Per lo svezzamento esistono tante pratiche: la fondamentale è non aver fretta.
    Non tutte le verdure sono uguali: alcune, come la bietola, impegnano molto l’apparato renale, per cui si cerca di usarne poca e tardi nello svezzamento.
    Si fa riferimento a cibi specifici, ad es. yogurt magro di frutta, che non capiscano perché potrebbero essere più indicati di altri.
    Scusa se ci torno, ma lo considero argomento quanto mai delicato.
    Un salutone:)

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
      Mamma Felice
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      Guru
      Mamma di Dafne (9 anni)

      I vostri commenti sono apprezzatissimi, e siamo qui per parlarne: chiaramente questo post non è la summa dello svezzamento e di tutti i metodi di svezzamento. Quindi ben vengano i vostri commenti, le vostre aggiunte e le vostre precisazioni: mi fa davvero piacere.

  5. francesca

    ciao, ho visto la correzione (stamattina ero abbastanza indignata per l’avvio dell’articolo e volevo commentare, ma poi il lavoro…) e sono contenta almeno per le precisazioni della parte iniziale.
    però davvero l’argomento è delicato e bisognerebbe essere più imparziali o scrivere l’articolo in modo che sia assolutamente chiaro che si tratta di pura e semplice esperienza personale… per esempio qui non si parla mai di autosvezzamento del fatto che non esiste nessuna prova scientifica a favore dell’introduzione scaglionata degli alimenti, che non esiste nessuna prova scientifica a supporto dell’abitudine dei pediatri a fornire la ricetta del brodo vegetale.
    mi dispiace, questo è proprio un passo falso.
    ti consiglio di leggere il libro “io mi svezzo da solo” di lucio piermarini, un pediatra che smaschera gli altri pediatri!
    la stessa OMS propone un metodo assolutamente diverso di svezzamento, anche se non di dovrebbe parlare affatto di svezzamento, ma di alimentazione complementare a richiesta.
    scusa la tiritera, l’articolo davvero mi “suona male”.
    con affetto,
    francesca

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
      Mamma Felice
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      Mamma di Dafne (9 anni)

      Ciao Francesca, ti ringrazio molto per questo punto di vista. Non mi sento molto ferrata sull’autosvezzamento: io non l’ho praticato. Ho preferito seguire gli schemi del pediatra, usando chiaramente il cervello. 😉
      In ogni caso ribadisco che l’articolo è stato scritto da una nostra collaboratrice, e il nostro errore è stato quello di non controllare bene prima della pubblicazione. Me ne scuso molto.

      Ti faccio una proposta: ti andrebbe di scriverci un articolo sull’autosvezzamento? Sui suoi benefici, sui miti da sfatare…?

  6. Leggo solo ora, quindi mi sono perso le puntate precedenti del post.

    Ci sarebbe parecchio da dire, ma mi limito a due cose: perché si menziona lo yogurt MAGRO? Se non sbaglio è consigliarto che almeno fino a 3 anni si prenda tutto intero. Sui pezzi di frutta non si specifica chi limette all’interno delo yogurt stesso, ma do per scontato che si stoa utilizzando frutta fresca.

    Comunque, senza stare a scrivere un papiro per commentare questo post /e ci vorrebbe…), invito tutti a leggere quello che dice in modo molto succinto il Ministero della Salute italiano (se volete ci sono anche direttive a livello comunitario che sono più ampie e dettagliate).
    http://www.salute.gov.it/speciali/pdSpeciali.jsp?sub=2&id=63&area=ministero%E2%8C%A9=it&titolo=&idhome=62#tre

    Anche se molte madri cercano la ricettina del brodo, dubito che faccia informazione perpetuarne l’uso in modo acritco.

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