Tutto il sonno delle mamme
21 febbraio 2012 da Mamma Felice

Una mamma in cammino è la mia storia, la storia della mia maternità: un racconto lungo un anno attraverso la mia avventura di mamma, in questa metafora di viaggio nata grazie alla collaborazione con Naturino.
Certi giorni la mancanza di sonno è così prepotente da farmi avere le allucinazioni. Vi capita mai che la stanchezza travalichi ogni forza di volontà?
Pochi giorni dopo il parto mi accadeva di svegliarmi di soprassalto e pensare: aiuto, Dafne!, mi è caduta per terra, era qui tra le mie braccia! … per poi accorgermi che Dafne riposava beata nella sua culla ed ero io che, esausta, avevo le braccia indolenzite dalle ninne nanne e avevo solo immaginato di averla ancora ‘addosso’. Non a caso Silvia e Serena hanno dedicato un intero ebook a questo argomento.
Certi giorni, ancora oggi, a distanza di 4 anni da quel momento, mi capita di essere così stanca da sentirmi male: le vertigini, la nausea, il mal di testa, la mancanza di lucidità… il nervosismo! Spesso mi capita di vivere a forza di inerzia, come sospinta da una forza invisibile che mi impone di non crollare.
Recentemente in Tv ho visto un documentario sui prigionieri di guerra: alcune tecniche militari sono studiate appositamente per far ‘cantare’ i prigionieri grazie alla privazione del sonno. Per 3-4 giorni di seguito, i prigionieri vengono tenuti svegli, interrogati all’improvviso, risvegliati nel cuore della notte con rumori improvvisi, finché crollano.
Vi ricorda per caso qualcosa?
Il suono del pianto di un figlio è un rumore che difficilmente puoi immaginare prima di diventare mamma. E lo confesso, ma mi vergogno: prima, quando ero senza figli, anche io facevo la facile equazione: bimbo che piange e fa i capricci = genitori incapaci.
Finché non sono arrivati i terrible twos e mi sono ritrovata al supermercato con Dafne che si rotolava per terra urlando: Io non voglio stare qui! (ebbene sì, eravamo noi, o gente che quel dì passaste all’uscita 9 del centro commerciale).
In quel momento ho capito davvero tutto, mentre una folla di persone ci guardava con QUELLO sguardo, attaccandoci addosso una grande etichetta luminosa con scritto: genitori falliti.
Quello è stato il momento più basso del mio cammino di mamma. Abbandonato il carrello, ci rifugiammo in auto piangendo per l’esasperazione, e ricordo perfettamente di aver detto: Non è giusto che IO debba essere punita perché lei fa i capricci! Io voglio uscire!
Poi, col tempo, si migliora. Col tempo la stanchezza diventa quasi un premio: per quello che siamo, per tutte le cose che abbiamo fatto, per le nostre giornate incasinate, ma vere, felici, piene di vita. Per tutte quelle giornate storte (oh, sì, eccome!) in cui ci guardiamo in faccia, tutti e tre, e ridiamo perché, in fondo, noi lo sappiamo che un problema è solo un problema, e certe volte guardandoci da fuori siamo proprio buffi, tutti e tre musoni e nervosi quando non ce n’è motivo.
Così la stanchezza diventa un premio, il premio di perdonarmi, il premio di accettarmi, il premio di sbagliare, il premio di mettere in tavola i bastoncini di pesce surgelati, il premio di stenderci tutti e tre sul divano e fare a gara per un fazzoletto di coperta da dividere tutti insieme.
E la stanchezza, poi, va via. Va via nella misura in cui dico basta, in quei momenti in cui capisco di avere chiesto troppo a me stessa, in quei momenti in cui mi spalmo la crema sul viso insieme a Dafne, oppure Nestore le affetta una mela con l’affettamela, e si esalta perché a lui piacciono, quelle cose buffe ‘da uomini’, come la formina per fare le uova sode quadrate o lo schiaccia bottiglie.
Sulla stanchezza ho imparato che abbiamo ancora tanto da imparare, e da chiedere. Che dobbiamo imparare a viaggiare lentamente, più lentamente di ciò che vorremmo. E che dobbiamo imparare a chiedere aiuto: alla nostra famiglia, ai nostri amici, ai nostri mariti.
E io questo marito mio me lo tengo stretto, anche se certe volte litighiamo per delle sciocchezze (e che sarà mai il fatto che ho buttato via, senza accorgermene, il cassettino della macchina del caffè dove dovrebbero andare le capsule usate? aehm…). Il nostro vantaggio è che non ci ricordiamo nulla. E così litighiamo senza memoria, dicendoci: sì, perché tu una volta, non mi ricordo bene quando, sono sicuro che hai fatto qualcosa di simile… e giù a ridere.
Tipo oggi che abbiamo scommesso 5 euro per vedere chi aveva ragione su una cosa, e poi ci siamo dimenticati di verificarla.
Per questo ho capito che è inutile affannarsi per vivere due vite in una sola, cercando di fare tutto quanto l’impossibile, e poi arrivare a sera stanca e stravolta, senza più neuroni che mi funzionano nel cervello.
Perché sono una mamma, ma prima di tutto una persona. Perché ho bisogno di amare, di avere il tempo di leggere un libro, di fare l’uncinetto, di mettere in forno i bastoncini di pesce (ah ah!), di stendere il bucato, di togliermi le sopracciglia con le pinzette. Di volermi bene.
Ho bisogno di trovare il tempo per pensare alle cose, per capire che la felicità ha i suoi tempi, e che la vita non è una rincorsa, ma è piuttosto una chiacchierata da una panchina all’altra. Camminando. Lentamente.
[Una mamma in cammino, articolo realizzato grazie al sostegno di Naturino per Mammafelice]
Ti potrebbero interessare:
- Come fai a far tutto? No, davvero, io non ci riesco!
- [Cat04] Quello che le mamme non dicono
- Il tè delle cinque
- Ma come fai a far tutto?
- Tutto sulla pizza





ho tanto da imparare da te…tanto. e dimmi che vuoi ma l’immagine di tutti e tre musoni non riesco proprio a renderla reale
è un post bellissimo…c’è tutto, c’è il nostro essere donne, mamme, famiglia.
vorrei dirti tante cose ma mi fermo ad osservare le tue meravigliose parole…che il cammino di una mamma è tutto in salita ma che soddisfazione però nel provare un amore così infinito. un abbraccio
ah nono, guarda che al mattino siamo musoni! stamattina eravamo tutti e tre stanchissimi e arrabbiati, e alla fine abbiamo fatto il balletto della colazione e ci è un po’ passata (ma io sono già al terzo caffè, aehm…)
Bellissimo! Mi ci sono rivista in pieno!
come sempre hai detto TUTTO :-))
Tutto tranne… ma quindi come si fa a recuperare il sonno?
Che bello Barbara, e che sincronismo!
Anch’io oggi dopo le riflessioni dei giorni scorsi ne ho parlato sul mio blog. Ho deciso anch’io di rallentare la corsa.
Ah la stanchezza, il sonno, potremmo tutte scriverci un libro! Personalmente l’aspetto più difficile della mia esperienza di mamma finora è stata la privazione di sonno cui sono stata sistematicamente soggetta per tanti anni. Tra il primo ed il secondo figlio, per circa otto anni non si è riusciti a dormire una notte di fila, e quando il secondo ha iniziato a dormire, io ho cominciato a soffrire d’insonnia: che beffa! I miei figli si svegliavano in continuazione, anche se dormivano con noi, ed a rendere la cosa più difficile di quanto già non fosse, c’erano i giudizi ed i consigli di parenti ed amici i cui figli guarda caso dormivano tutta la notte.A volte vivevo con grande apprensione il momento di andare a letto, anche se poi, alla luce del sole, aprire gli occhi e vedere quegli immensi sorrisi sdentati tutti per me, mi faceva dimenticare tutto. Poi come dici tu, il tempo passa, tutto diventa un ricordo, ed anche quelli che sono stati i momenti più difficili si rivestono di malinconia perchè non torneranno più. Rallentare diventa allora una necessità, per cristallizzare i ricordi e soprattutto vivere il presente.
Un abbraccio,
Michela
‘cristallizzare i ricordi’… grazie
Mi ricordo la prima lezione del corso preparto: la malefica ostetrica mise su un cd con il pianto di un bambino e ci disse di chiudere gli occhi e alzare la mano quando pensavamo che fossero passati tre minuti. Alzammo la mano tutte (chi prima chi dopo, eravamo una ventina)PRIMA che fosse passato UN MINUTO. Per dire, quanto può essere ansiogeno.
Mamma mia, a volte ti fa proprio andare il cervello in pappa.
Ma grazie a Dio c’è qualcosa da qualche parte dentro di noi che si ricarica continuamente, ci sostiene, ci fa andare avanti anche quando ci sembra di andare in pezzi.
E poi passa, passa, passa.
Però è utile questa cosa! Crudele ma utile!
Diventare mamma ti fa capire cosa vuol dire veramente la parola STANCA!
E poi non preoccuparti.. anche io ho buttato il cestello che c’è nel cassetto delle capsule.. poi son riuscita a recuperarlo eh?
Io invece no, non sono riuscita! L’ho proprio buttato nel cestino senza accorgermene. E adesso?
Ho letto e riletto ,incanti quando scrivi .Anche per me che sono una mamma oramai col figlio cresciuto (25) il cammino è ancora in salita e non è vero che i problemi ci sono quando sono piccoli anche quando sono grandi, anzi, le nottate in bianco, svegliarsi e correre a vedere se è rientrato,i litigi perchè non hai fatto la pasta,sentirsi accusata solo perchè è incavolato con la ragazza.Tutto però vale la pena di esser vissuto perchè un figlio è l’unica ragione per far sacrifici ciao da una tua ex vicina
mammamiaaaaaaaaa non credo di essere pronta a stare sveglia perchè mia figlia è uscita e fa tardi la sera.
Mi è sembrato di leggermi nel tuo post.
E chissà a quante capiterà!
Con Trottolina la stanchezza si è fatta sentire molte volte, lei era una bambina di quelle “colicose” (come vengono definite da qualcuno).
Quante volte mi sono sentita inadeguata, stanca, sfinita e mi sono ritrovata a contare i giorni a quelle coliche incalmabili…Il sonno, la stanchezza che devastano i pensieri..
Ora ricordi..ricordi dolci e felici.
Grazie mammafelice
Oddio, le coliche, che periodo terribile! Sono state le settimane peggiori, con lei che non si calmava mai e piangeva, piangeva, piangeva… è stato davvero terribile.
… comunque alla fine la scommessa l’ho vinta io… EVVAIIII!
hahaa uffaaaaaaaaaaaaa
Ma quanto è vero e quanto hai ragione! Su tutto!
Dopo due pesti posso dirlo a ragion veduta. Anche io ho deciso da quest’anno che prima di vivere per inerzia perché cado dal sonno voglio vivere la vita, una per volta e godermi la mia bellissima famiglia.
Buon Martedì grasso (per festeggiare niente bugie e bomboloni, vado all’IKEA!!!)
ahhhh pure io voglio venire!!
Questo articolo lo stamperò e lo attaccherò al frigo o da qualche altra parte ben in vista perchè è esattamente come mi sento ora: STANCA ma FELICE!
Non so cosa darei per una notte intera di sonno ininterrotto!!!
Posso dire una cosina fuori dal coro? Sono anni che ci penso su… e mi sa che è anche ot.
Però la stanchezza non assolve da tutto. Ci sono errori che ho fatto per stanchezza… o meglio, quella è stata la giustificazione. E invece erano per scarsa forza di volontà, per mancanza di determinazione. E non sempre c’entra la stanchezza.
Sarà che, personalmente, dovrei assolvermi un po’ meno, a volte.
Grazie per il luogo di riflessione.
Beh, tu parli con un’esperta di auto assoluzioni. Pure io ho la tendenza ad assolvermi troppo, per esempio sulla dieta. Però, dai, in fondo… ma davvero ci importa?
)
(ecco, l’ho fatto di nuovo
Ma infatti lo sapevo che mi avresti capita…
Splendido post… Per mamme e non solo…
Dall’alto del mio mal di testa cronico e dal basso dell’apatia da esaurimento forze di questi giorni: grazie!
io mica mi faccio illusioni
).
).
Io sono arrivata ad accettare di nuovo la nana nel lettone per potermi riposare la notte.
Non è romantico, non è erotico, non è educativo…ma funziona.
E mi a toassolvo dicendomi che a 18 anni (ma pure a 14) col cavolo che vorrà dormire con me. Sarò fortunata se non vorrà dormire col moroso (sarò fortunata perchè se no DaddyBear sai che sfrangimento di maroni?
Forse Silvia ha ragione e ci autoassolviamo fin troppo…però di solito siamo anche le più pesanti giudici di noi stesse (che non credo si auna gran frase in italiano ma vabbè…mia ssolve il mal di testa!
Questo post me lo abbraccio
… grazie
…
Mi ritrovo in pieno nel post, bello tutto ma… Le formine per fare le uova sode quadrate??? Mai più senza! Dove le trovo?
buuhahaaaa lo sapevo che non ti sarebbero sfuggite! sono robe molto giap, che si trovano principalmente online!
Ho sempre dormito poco e ho sempre avuto la tendenza a fare tremilacinquecentocose tutte insieme. Quando sono diventata mamma, essere così frenetica di natura mi è stato d’aiuto. Per due anni due non ho dormito mai una notte intera, perché mia figlia è stata una con il sonno molto difficile. Mi sono sentita incapace e ho letto pile interminabili di libri sul sonno dei bambini. Finché un giorno, il nostro pediatra, che è un grande, mi ha detto: “non dipende da lei, ci sono bambini che dormono e altri che non dormono, sua figlia non dorme”. La semplicità di questa frase mi ha aperto un mondo. Certe volte dobbiamo solo imparare a spostare il punto di vista. Lo so: è un gioco complicato, soprattutto quando si è molto stanche. Ma aiuta. E premia. Tanto. Mi è molto piaciuto il tuo post
Voglio il tuo pediatra!!!!
Da quando sono disoccupata non mi sento in diritto di essere stanca…
che lo sono molto molto mero ora lo ammetto…
questo periodo di lusso…”temporale” mi sta tando la possibilità divedere tante cose diversamente
Sto cercando di volermi piu’ bene…
Come mi ritrovo… grazie per condividere certi pensieri e sentimenti… è molto utile per tutte noi empatizzare per esorcizzare… a volte vorrei quasi ripiombare nella disoccupazione per poter vivere in maniera più serena la mia stanchezza e non soffrirne davanti ad un pc lamentandomi con le colleghe..per fortuna sono tutte donne e alcune mi capiscono! Un abbraccio a tutte :-)
miii come ti capisco! ahhaaa
)
ovviamente adesso non è che voglio restare senza lavoro, ma se ripenso ai tempi in cui mi lamentavo che la gravidanza mi costringeva a letto… una bella settimana a letto eccome se me la farei
Che bel post…quante cose delle tue capitano pure a noi… ieri sera ero in un momento veramente basso…marito in ritardo dal lavoro, Davide raffreddato e stanco, la cena da prepare e la suocera che chiamava ogni 5 minuti oper verificare che avessi imbottito bene di farmarci “il nopote”… questa mattina (dopo una notte insonne) mi sono fatta un bel caffè, e sono ripartita… ciao e alla prossima!
Ma sta suocera, invece di chiamare ogni 5 minuti, non poteva ordinarti una pizza?
non sarebbe stato male…la cosa positiva è che sta 50 km… ;-)
Che bel post! Anzitutto è davvero utile potersi dire: “allora non succede solo a me!”. Piangere in macchina per il nervosismo, sentirsi sfinite e inadeguate… Secondo me davvero è centrale la tematica del tempo, di come lo guardiamo e come lo affrontiamo: il tempo è amico, non un tiranno da subire o un nemico da sfuggire.
Quelle volte che me lo ricordo, riesco a guardare con un sorriso anche mia figlia che ha cercato di impilare i cannelloni (quelli secchi, da riempire e mettere in forno), distruggendoli tutti, pensando:”vabbè, faremo frammenti di pasta in brodo!”.
ahhaaa beh, vanno bene per la pasta e fagioli! è molto… creativa!
Bel post (come sempre del resto) sono d’accordo con te, bisognerebbe essere più serene, vivere in maniera più tranquilla ma soprattutto smettere di colpevolizzarsi (parlo per me ovviamente) perchè non si riesce a vivere la vita che si vorrebbe, perchè si è obbligati a scendere a dei compromessi con la vita che non ti rendono mai pienamente felice invece di godere delle cose belle che la vita ti ha riservato..spero un giorno di riuscirci. Grazie per le tue parole
Grazie, mi fa davvero piacere questo commento, perché cerco di fare in modo che il lavoro abbia sempre un senso umano, e non sia una cosa commerciale tipo ‘compra le scarpine’, ma sia semplicemente: grazie azienda che sostieni il mio pensiero libero. In questo Erika, e la Naturino, mi hanno dato un esempio bellissimo.
Erika è grandiosa!!! Mi ha contattato per un giveaway che avevo vinto ed è stata deliziosa
Siamo felici di poter sostenere Barbara nel suo cammino. Come lei crediamo nel senso umano del lavoro che facciamo noi e di quello che svolgono gli altri. E’ bello che la nostra scelta “commerciale” abbia incontrato il vostro gusto e abbia contribuito ad una rubrica di così largo successo.
mamma mia che bel post! uno spaccato di quotidianità che racchiude tanti piccoli atti quotidiani che compongono la vita di ogni giorno, la vita di ogni donna.. magari non x tutte, tutta la vita, ma di sicuro almeno due o tre aneddoti nel corso di una vita, direi di sì.. bello, bello, bello.

..ancora, ancora, ancora.
e grazie di esistere Mamma Felice!
mi fai troppo ridere, tu, con questi ‘grazie di esistere’. praticamente la curva sud di mammafelice
Barbara.. leggendo questo tuo bellissimo post.. si.. lo ammetto.. mi son scese le lacrime.. Mi ci ritrovo in tutto!!!
Mi sto avvicinando ai “terrible twos”.. e sto tentando di prendere un gran respiro.. per affrontare “l’apnea”..
E quante volte mi sento una mamma fallita.. o meglio.. un fallimento di mamma..
Poi si piange.. ci si dispera un po’.. e poi si ritorna ad una parvenza di normalità..
Grazie Barbara.. hai un dono stupendo.. riesci a mettere nero su bianco i pensieri che molte di noi non riescono ad esprimere..
senti, due lacrime e via, ok? non più di due. i fallimenti sono ben altri. non saranno due sofficini a piegare la nostra autostima, ok?
Ahahaha!!! Hai ragione!!! Grazie!!!
beh, mio marito ne ha mangiati di piatti pronti
a volte tornava casa ed alla domanda “ma tu mi vuoi bene????” con conseguente sua risposta affermativa aggiungevo.. “ecco, non ho cucinato nulla
” lui scendeva al ristorante sotto casa a prendere qualcosa di pronto….neanche io lo mollo un marito così!!!
Questo è un post da incorniciare!
mitica!
ciao, è vero siamo tutte nella stessa barca.
Mi ricordo quando stremati dalla stanchezza e dalla mancanza di sonno abbiamo lasciato Giorgia in sala (al sicuro nella sua carrozzina, nè) e noi siamo andati in camera….ecco i vicini hanno smesso di dormire per quelle 2 ore di pianto infinito ma noi ci siamo leggermente ricaricati.
Oppure quella volta che al ristorante ha urlato a pieni polmoni perchè non voleva quel particolare tipo di pasta…e tutti che ti guardano e tu sei li li per alzati, uscire e dargliela vinta…ecco quella volta ho detto no! siamo rimasti seduti con lei che urlava, ignorandola totalmente fino a quando si è calmata ed ha iniziato a mangiare (ma che fatica resistere e far finta di niente).
…ma per niente al mondo ritornerei alla nostra vita prima di lei ormai ci siamo plasmati l’uno sull’altra.
ciao
Magari vado fuori tema, però leggendo tutto il post e tutti i commenti (che condivido al centopercento!) mi è tornato in mente il momento in cui ho cominciato a vivere anche la stanchezza come una delle gioie dell’essere mamma: la serata più brutta del periodo più brutto della mia vita, che durava ormai da diversi mesi, ero chiusa in bagno a piangere, a un certo punto sento bussare piano piano alla porta, era il mio bambino più piccolo (tre anni) che tutto serio entra e mi spalanca le braccia: “vieni mamma che ti racconto una storia e ti do tanti bacini, vedrai che passa tutto” Era la frase e l’atteggiamento che usavo io per consolare loro, e lì ho capito che tutta la mia stanchezza aveva fatto germogliare un semino buono!
e’ sempre bello venire a trovarti è un pausa che mi concedo volentieri e che tu riesci sempre a rendere piacevole!grazieeee
ps il cassettino del caffè buttato è un piccolo capolavoro
mannaggia, non ricordarmelo… povero Nestore. il problema è che l’ho fatto davvero
Ma non lo vendono come pezzo di ricambio?
non mi far ridere, che qui siamo sull’orlo del divorzio… meno male che ho sposato un santo!! non lo so mica se lo vendono. ma ne combino sempre una, ma è possibile?!
Guarda… io ne combino anche peggio dite, e su cose più serie…
proprio ora ho il patema per una cretinata che ho fatto… di più preferisco non dire… mi chiedo perchè sono così superficiale…
mi sa che una vita intera non mi basta per cambiare!!!
grazie barbara…oggi mi ci voleva proprio leggere questo articolo..non puoi minimamente immaginare quanto mi abbia fatto bene! un bacio
Virginia, quando hai bisogno di scambiare due parole, prova a venire sul forum, ok?
http://www.mammafelice.it/forum
grazie barbara
non sapevo avessi anche un forum
Ciao,
oggi riesco a dire la mia…
Ah, prima di tutto… ieri sera (oltre al resto)… bastoncini di pesce!!!
Anche io non so da quanto non dormo una notte intera… non vedo l’ora!!! Solo che, comunque, anche volendo non posso rubare troppo tempo al sonno perchè il mio fisico non regge e me lo dice ammalandosi… per cui meglio che rimango in riga… più o meno!!!
E per quanto riguarda le scenate nei luoghi pubblici… beh, non troppo tempo fà è capitato anche a noi.
Non avevo voglia di rimanere a casa il sabato pomeriggio a fare la “muffa” e rimandare degli acquisti necessari, solo perchè il piccolo duenne (all’alba delle quattro) non aveva ancora deciso di farsi il pisolino. E così ci siamo avventurati e siamo andati al grande negozio di bricolage…
Mannaggia, e mi son pure dimenticata di portare qualcosa da bere e sgranocchiare per tenere a bada i pargoli!!! Errore fatale!
Il duenne, stanco, ha cominciato a piangere, a non voler nemmeno essere preso in braccio da me (dal papà si… però…)… piuttosto rimaneva in terra a piangere. Oh, quanti sguardi mi sentivo addosso!!!

Ma mi son fatta forza… e me ne sono fregata…
Di sicuro qualcuno avrà pensato che fossi una madre snaturata!!!
Pazienza!!!
Però l’aver vissuto queste esperienze ha portato anche a me a non giudicare più chi si trova in queste situazioni
, ma a guardarli con occhio benevolo e solidale.
ciao ciao
Chiara
Altroché! Adesso, quando vedo un genitore in difficoltà, mi avvicino sempre e gli dico: Lo so, coraggio. Non sei tu, sono loro!
Che bello!!!
Ecco, piacerebbe anche a me… ma sono troppo timida per l’approccio!!!
I post di questa serie mi piacciono sempre tanto.
Così, li salvo nel folder dei segnalibri dove conservo i post e gli articoli che voglio rileggere se e quando sarò mamma anch’io.
Ma certe riflessioni valgono per la vita in generale, non solo per chi è genitore… noi figli ancora non ne abbiamo, ma quando sono stanca sopprimo la talebana dei cibi sani che alberga in me, metto su i sofficini e siamo felici
Prometto ufficialmente che farò un foto tutorial su come si fanno i sofficini in casa. Ormai è doveroso.
Però dev’essere compreso anche il tutorial per fare i pupazzetti di Carletto: giuro che G non mi ha permesso di buttarli via e ora fanno bella mostra sulla libreria. Compreso il doppione di Carletto tennista: tenuti entrambi, così giocano una partita insieme.
)
(per chi non mi conosce: G non è mio figlio, è mio marito
ovviamente io Carletto CELO