Salvi per caso

Pubblicato il 27 gennaio 2012 da • Ultima revisione: 7 agosto 2014

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Il Giorno della Memoria, oggi. La Memoria di ciò che è stato, la Memoria anche del futuro.  La Memoria disturba la vita? E’ una domanda che mi sono sempre posta. Tutte le volte che i cattivi ricordi o i cattivi pensieri si facevano troppa strada dentro di me, mi dicevo che era importante dimenticare, cancellare, estinguere il ricordo e guardare in avanti, con gli occhi nel sole.

Ma la Memoria mi è servita. Mi è servita per imparare un concetto prepotente, nella mia vita: perdonare e non dimenticare. Un passo gigantesco, per me, che ho sempre avuto la tendenza a cancellare tutto, troppo.

Certi giorni siamo davvero ‘salvi per caso’. In certe vite, in certi momenti, in certe avventure… certe volte ci siamo salvati per Amore, per fortuna, per magia, per destino. Certe volte ci siamo salvati per caso, perchè è andata così, perchè la vita non dà spiegazioni e semplicemente vive di se stessa. La vita con la sua forza, con la sua esplosione, la vita con l’impeto di cui dispone.

La vita certe volte semplicemente ci chiama, e noi possiamo ascoltare, o non ascoltare. Rispondere, o tacere.

Io ho risposto. Ho risposto alla vita nei momenti più bui e difficili. Quei momenti di tanti e tanti anni fa in cui non ero Mammafelice e non sapevo nemmeno che avrei potuto diventarlo, e voluto diventarlo.
Ho risposto alla vita e sono salva per caso, perchè forse ho risposto al momento giusto, o forse ho risposto ad alta voce, o forse semplicemente la vita aveva già scelto tutto per me.

Quante volte ci siamo sentiti salvi per caso? Tante.
Ma mai come loro, come gli ultimi sopravvissuti ai campi di sterminio, a questi vecchi che hanno registrato le loro testimonianze in video, perchè anche i nostri figli, mia figlia, possano ascoltarli un giorno, quando saranno abbastanza grandi da poterlo fare. Mia figlia, i nostri figli, che ascolteranno quelle storie attraverso un video e, mi chiedo, saranno in grado di capire che quella non è televisione, ma erano persone, persone che oggi noi possiamo ancora vedere vive?

Ecco, a noi che oggi abbiamo questo dono, a noi sono dedicate le loro parole, le loro memorie, i loro racconti. Nel reportage Salvi per caso de Il Corriere TV, che ha filmato e documentato gli ultimi sopravvissuti della Shoa.

E lo dico con le parole che mio marito questa mattina ha scritto sulla sua bacheca di FB:

Meno di 70 anni fa un papà e una mamma come noi (e come voi) guardava una figlia come la nostra (e come la vostra), addormentata nel suo letto, sperando in un futuro, e nel cuore della notte venivano svegliati, picchiati, separati, e avviati alla tortura e alla morte senza nessuna colpa.
Non dimentichiamo.

“E’ accaduto, può accadere di nuovo”
(Primo Levi)



Commenti

20 Commenti per “Salvi per caso”
  1. Ciao. No, non si può e non si deve dimenticare, come non lo dimentichiamo noi, pur non essendo vissuti negli stessi anni, non lo dimenticheranno neppure i nostri figli. La storia di questi orrori a differenza della precedente non viene letta solo sui libri di scuola, ma vista, ascoltata, raccontata. Sono stata qualche mese fa a Dachau, ex campo di concentramento nei pressi di Monaco di Baviera. Come tutti ho letto, visto, studiato molto su quel periodo storico,e su quanto è accaduto, provando orrore paura ed incredulità, ma ti assicuro che il senso di gelo e di sofferenza che ho provato visitandolo, non l’avevo mai provato prima, non mi era stato trasmesso con la stessa forza ed intensità da nessun libro, documentario o film avessi visto prima di allora. Abbiamo portato con noi i bambini, cui abbiamo risparmiato la mostra fotografica, ma abbiamo deciso di renderli partecipi e di raccontare loro quel che era accaduto tra quelle mura. Si, è giusto che nessuno dimentichi. Michela

  2. Non dimenticare. Mai.
    E’ quello che dobbiamo fare.
    Per noi stessi, per i nostri figli e per chi verrà dopo.
    La giornata della Memoria mi suscita sempre un fiume di sentimenti e mi lascia puntualmente priva di parole per esprimerli (forse, le parole giuste per farlo, le devono ancora inventare).
    Ecco perchè oggi lascio parlare la musica al posto mio.

  3. cara Barbara, e caro Nestore,
    mi auguro che Levi si sbagli: la Memoria ci ricorda quello che è accaduto, ma il conservarLa, il diffonderla, spero sia un modo per evitare che succeda ancora.

  4. irene

    Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario.(Primo Levi)

  5. In questi anni ho letto, ho visto film e documentari, ma niente è stato paragonabile alle emozioni che ho provato visitando i luoghi dell’orrore.
    E’ nostro dovere morale conoscere e trasmettere perchè tanta follia, “la follia degli uomini eletti” non si debba ripetere mai più.

  6. angela

    Non dimenticheremo mai, ho visto il reportage con mio figlio…non ci sono parole.

  7. Credo che ognuno di noi e ognuno dei nostri figli debba una volta nella vita andare a vedre i luoghi in cui tutto questo è successo…..perchè è incredibile ma è successo veramente….
    Io ho l’enorme fortuna di avere il diario di mio nonno deportato nei campi di lavoro…in cui, seppur nella sua “ignoranza”, ci racconta giorno dopo giorno tutto quello che è successo…..lui non riusciva a raccontarcelo perchè alle prime parole iniziava a piangere, purtroppo ci ha lasciato che io ero troppo piccola per capire realmente il perchè di quelle lacrime…
    Ho riscritto tutto il suo diario al computer perchè avevo troppa curiosità di capire, volevo ricostruire la sua storia, ma è difficile, i nomi non corrispondono a quelli che lui scrive, siamo solo riuscite a ritrovare la zona approssimativa di dove è stato deportato….
    Chissà mi piacerebbe un giorno poterlo rendere pubblico, ma prima c’è tutto il resto della famiglia da coinvolgere…..
    Scusate mi sono dilungata un pò ma è un argomento che mi ha sempre toccata da vicino, ho letto libri e visitato posti per cercare di capire….anche se poi capire è vermante impossibile.

    Grazie Barbara per il tuo articolo.
    Laura

  8. La cosa che mi ha fatto più impressione è stato sentire al telegiornale che la maggior parte dei tedeschi ventenni non sanno cos’é auswiz … ma non la studiano la loro storia? L’anno scorso ho portato i Child nella casa di Anne frank, ovviamente sono troppo piccoli per capire gli ho spiegato a grandi linee che cosa era successo, ma quando diventeranno grandi ce li riporterò come gli farò leggere il suo diario, non si può dimenticare!

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