La depressione post partum

Pubblicato il 1 settembre 2011 da • Ultima revisione: 7 agosto 2014

depressione post partum

Un guestpost utilissimo, da leggere e capire, per conoscere un po’ meglio la depressione post partum, capire come intervenire e soprattutto quando chiedere aiuto.

Il guestpost mi è stato gentilmente inviato da Angela per conto del Dott. Bertozzi, direttore scientifico di Casa Raphael ed esperto di Neonatologia.
Casa Raphael offre alle neo mamme la possibilità di usufruire di una consulenza specialistica e la presenza medica per un supporto più efficace qualora ce ne fosse il bisogno. Offre, inoltre, una consulenza sull’alimentazione e sullo svezzamento del bambino attraverso l’utilizzo di nuovi alimenti a base di cereali, preparati direttamente nella cucina di Casa Raphael, anche alla presenza della madre, che può partecipare attivamente al non facile periodo dello svezzamento.

Link: http://www.casaraphael.com/index.php

La depressione post partum

Le prime fasi della maternità non sempre coincidono con l’autentica gioia dell’immaginario comune. Spesso le trasformazioni e gli stravolgimenti che l’arrivo di un bambino comportano, provocano instabilità fisica e psicologica. Crisi di pianto, disturbi del sonno, stanchezza eccessiva, irritabilità e umore altalenante sono solo alcuni dei sintomi tipici della depressione post-parto, sindrome che secondo il Medical Research Council di Londra colpisce una madre su tre, per un totale di 19 mila donne (dal monitoraggio dello stato di salute psichica di 87 mila famiglie). Un dato allarmante se si considera che la percentuale dei casi riscontrati ogni anno è spesso falsata da un elevatissimo numero di neomamme che non chiedono aiuto per questo disagio.

Il primo passo da compiere per affrontare patologie simili, è trovare il coraggio di esprimere le incertezza della maternità e chiedere aiuto ad un esperto. Molti dei dubbi e delle paure delle neomamme, infatti, sono alimentati da quello che leggono. Consigli pratici e guide fai da te, invece di tranquillizzare, concorrono a creare il falso mito della “mamma perfetta” e generano frustrazione. Rispetto al passato, poi, la maternità non è più concepita solo come cura fisica e affettiva dei piccoli, ma comprende anche l’attenzione per lo sviluppo psicologico, sociale e intellettuale dei bambini. “Nel post parto, la mamma vive in uno stato di costante preoccupazione legato al benessere e alla salute del bambino. – spiega il dott. Bertozzi, direttore scientifico di Casa Raphael ed esperto di Neonatologia – Vengono a mancare le energie e si riduce la capacità di prendere decisioni. Supportare la mamma e alleviarla dalle fatiche, anche con un appoggio emotivo, diventa basilare.”

Cosa c’è da sapere. Le tipologie di quella che comunemente, ma non correttamente, viene chiamata depressione post-parto sono essenzialmente tre, di natura simile ma di diversa entità: il baby blues, la depressione post-parto e la psicosi post-parto. Alcuni dei sintomi che le caratterizzano, soprattutto per quanto riguarda le manifestazioni più lievi, sono del tutto fisiologici perché innescati dal calo del livello degli estrogeni e del progesterone dovuta al distacco della placenta.

Baby Blues. La più comune delle tipologie di depressione post-parto ed anche la meno allarmante, è stata identificata dal pediatra e psicoanalista inglese Donald Winnicott con il termine baby blues proprio per definire la malinconia con la quale si manifesta nei giorni immediatamente successivi al parto. Si tratta di una leggera depressione, accompagnata da pianti improvvisi, tristezza e ansia che scompare normalmente nell’arco di quindici giorni.
Come Intervenire. Il baby blues non richiede particolari cure. Nella maggior parte dei casi, questi disturbi sono provocati dalla mancanza di un adeguato sostegno sociale. “Alle neomamme manca il supporto inteso in termini di aiuto materiale e di ascolto. – afferma il dott. Bertozzi, direttore scientifico di Casa Raphael ed esperto di Neonatologia – Spesso vivono in un ambiente familiare che non garantisce un buon livello di serenità o si trovano sole ad affrontare questa profonda trasformazione. In questa fase, hanno bisogno dei consigli che danno tranquillità!”

Depressione post-parto. Se i sintomi di malinconia successivi al parto si protraggono nel tempo (da qualche settimana ad un anno) crescendo d’intensità, la mamma è alle prese con una forma depressione vera e propria. Stanchezza cronica, affaticamento, improvvisi mutamenti di umore, crisi improvvise di pianto, nessuna voglia di occuparsi del bambino e paura di fargli del male rappresentano i campanelli d’allarme.
Come Intervenire. In questi casi, è importante ricorrere all’aiuto di un esperto soprattutto per ripristinare la comprensione reciproca con il bambino, sensibile nei primi mesi di vita alle alterazioni dell’umore materno e per evitare eventuali rischi di ricomparsa successiva. “Una terapia di supporto studiata ad hoc può lenire l’effetto della mancanza degli ormoni dovuta al distacco della placenta – spiega il dott. Bertozzi – ed una cura omeopatica può aiutare a superare casi di depressione più seri.”

Psicosi post-parto. Quando la depressione sfocia in psicosi, innesca stati di agitazione, confusione, pessimismo, disagio sociale, insonnia, paranoia, allucinazioni, tendenze suicide o omicide nei confronti del bambino.
Come intervenire. La psicosi richiede misure mediche tempestive. “Quando i sintomi si aggravano è basilare ricorrere ad una consulenza specialistica. – conclude il dott. Bertozzi – L’assistenza medica garantisce un adeguato e più efficace supporto psicologico ed emotivo qualora ce ne fosse il bisogno.”

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Commenti

31 Commenti per “La depressione post partum”
  1. Grazie! Non se ne parla mai abbastanza!

  2. Purtroppo molte mamme oggi non sanno riconoscere i sintomi, li sottovalutano e soprattutto non hanno il coraggio di chiedere aiuto. Oppure, se lo chiedono al marito o alla famiglia, non lo ricevono, trovandosi di fronte solo ad indifferenza e noncuranza. Sarebbe importante che anche il marito/papà facesse la sua parte, che dedicasse cura e attenzione non solo al cucciolo ma anche alla mamma, che fosse attento soprattutto ai bisogni emotivi della compagna. Spesso non è così, e le mamme si ritrovano sole ad affrontare un mare di difficoltà. Questo guestpost dovrebbe essere letto non solo dalle future mamme o neomamme, ma anche dai loro mariti e dalle loro famiglie, in modo che questi ultimi possano capire quanto sia delicata la fase successiva al parto ed eventualmente essere d’aiuto.
    Francesca

  3. Trovo giustissimo parlare di questo argomento anzi non se ne parla mai abbastanza in questa società dove si è veramente brave solo se si rimane incinte al primo tentativo , se si ha una gravidanza perfetta e il giorno successivo al parto si è madri esemplari rigorosamente in taglia 42 . Bellissimo articolo.

  4. bietolina

    è giusto che sappiano, sopratutto le persone che ruotano attorno alle nuove mamme…

  5. Valentina

    Ho sofferto di baby blues, ho riconosciuto i “sintomi” quasi subito ho aspettato la fine del puerperio giusto per verificare che non si trattasse (come minimizzavano tutti, ahimè) di “scompensi ormonali” e poi mi sono cercata un terapista.
    Ho avuto la fortuna di trovare una persona eccezionale che mi ha preso per mano aiutandomi a capire che l’dea di madre non abbastanza brava che avevo di me era dovuta alla proiezione delle aspettative degli altri.
    Sono bastatI pochissimi incontri per farmi ritrovare la gioia immensa di stare con mia figlia e di scoprirla giorno per giorno, per farmi capire che madri non si diventa con il parto e che ci possono volere settimane o anche mesi, che le “verità” dispensate (in buona fede, certo!) da mamme, suocere, amiche non necessariamente sono “verità” adatte a noi.
    Lasciare che una neo-mamma impari ad essere tale giorno dopo giorno, anche sbagliando, credo sia da parte di chi le sta vicino un atto di amore.
    Le mamme vere non sono quelle fotografate sulle riviste, quelle che hanno sempre la situazione sotto controllo, quelle che ai loro figli non hanno mai dato il ciuccio, le mamme vere sono quelle alle quali capita di pensare di non farcela ma poi guardano il loro bambino e trovano la forza.
    Grazie per questo post.

  6. è vero noi mamme forse a volte sottovalutiamo la cosa e molte volte anche i papà e le strutture ospedaliere…
    purtroppo un mese fa si è suicidata la moglie di un amico di mio marito ad una sola settimana di nascita del loro stupendo bambino! Mio marito mi ha detto: “all’epoca credo di aver sottovalutato il tuo stato d’animo!” credo che in effetti ci sono molte cose che ci fanno credere che dobbiamo esser delle mamme perfette!!! io ricordo che avevo il cruccio dell’allattamento, volevo assolutamente riuscire ad allattare mio figlio!!! come al solito Lidia il tuo articolo è utilissimo!! GRAZIE!

  7. cri

    Leggendo questo articolo ho capito di aver sofferto anche io di baby blues. Diciannove anni fa’ quando nacque mio figlio ero una mamma single passata dagli aperitivi e discoteche ai pannoloni e biberon. Sono stata male, mi sentivo triste, inadeguata e disinformata su tutto.
    Poi è passata…ma non è un’esperienza piacevole.

  8. Articolo molto interessante che non mancherò di far girare. Fortunatamente noi siamo scampati al rischio. Ho avuto amiche che però sono state parecchio male. Grazie

  9. irene

    è vero, moltissime persone sottovalutano il forte stress emotivo alla quale sono sottoposte le neomamme
    a me è capitato più volte di sentire “se ce la facevano una volta con 10 figli non ce la fai tu con uno?”
    tutto vero, per carità, ma ogni persona è diversa dall’altra,
    io sono abituata a gestire questioni “stressanti” in ufficio, ma di fronte ad una cosa così grande e nuova come la mia maternità spesso mi sono sentita persa, e anche arrabbiata perchè i consigli che mi arrivavano (anche non richiesti) erano quasi sempre tutt’altro che utili…

  10. MammaLara

    credo che dobbiamo fidarci di più dei nostri “papi”… io sono stata molto fortunata, o solo molto rompiscatole e nel primo periodo a casa con il mio pupo ho tenuto alla larga tutta la parentela (soprattutto femminile – mamma, suocera, cognata) e il nostro papi ci è stato molto vicino. sembra poco, ma anche solo pensare che ci fosse qualcun’altro in casa, oltre a me, che poteva, ad esempio, cambiare il pannolo al piccolo senza mettere in discussione tutta la mia gestione della cosa è stato di grande conforto.
    dopo, quando si è un po’ più tranquille, ci si può confrontare con le mamme da copertina e … mandarle a friggere, ma è importante che chi ci sta vicino ci sostenga e non ci faccia sentire ulteriormente inadeguate. rompere le scatole ai papi!!!!

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
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      Mamma di Dafne (9 anni)

      I papà sono fondamentali, e io credo che dovrebbero richiedere il congedo di paternità o mettersi in aspettativa per almeno 15 giorni dopo il parto. Mio marito ha fato così, e per me è stato un grandissimo aiuto.

  11. Grazie MF, ho letto i commenti e non saprei che aggiungere, tutti azzeccati.Personalmente trovo incivile il fatto che questa società non sia pronta ad affrontare di petto questo aspetto.Trovo incivile il fatto che una mamma debba vergognarsi di esprimere quello che prova in un momento molto delicato come questo, e ancora più incivile il fatto che vengano ignorate le richieste di creare gruppi di auto aiuto ( solo per fare un esempio).La mia seconda gravidanza è stata dura, non lo nascondo.Quello che più ha lasciata lasciata basita era il mondo che mi circondava, donne pronte a dirti che questo era un passaggio e che tutte ci erano passate.. sono ancora disgustata.

  12. bietolina

    io ricordo come se fosse ieri di aver detto prima di partorire a mia mamma e a Luca, “se vedere in me comportamenti trani, se mi vedete perdere il lume o se mi vedete lontata…statemi vicino aiutatemi, non sottovalutate il mio malessere.”
    Io ho avuto paura di nn farcela solo una volta, quando dopo una settimana dal parto luca è partito per il lavoro per una settimana sola per fortuna. quella notte è stato con me fino a quando alle 5 il taxi nn è venuto a prenderlo…io credevo di nn farcela…e invece…
    Pero’ si io ho avuto una gran fortuna…luca è riuscito ad assestare i suoi turni e mi è stato molto vicino, sono riuscita a riposare e nn mi ha fatt0 pesare il fallimento dell’allattamento. credo che in quel periodo sia stato peggio lui, costretto a vivere tra casa mia e casa dei suoi che nn sentiva piu’ sua.

    • Daniela

      Per favore Bietolina non parlare di fallimento dell’allattamento…
      non allattare il proprio bimbo NON è un fallimento, è solo un dato di fatto. Il bambino cmq l’hai nutrito e crescerà perfettamente come tutti gli altri bimbi, allattati al seno oppure no.
      Sfatiamo sto mito per favore, ché credo una delle principali fonti di non-godimento-del-proprio-bimbo-e-del-primo-periodo-di-mammitudine sia legato all’allattamento al seno…
      I nostri bimbi sono amati, curati, coccolati indipendentemente dal fatto di allattarli o meno. Per quanto ne dicano, il latte ce l’hai o non ce l’hai esattamente come sei o meno alta 1.80 o castana o hai gli occhi blu…

  13. Meg

    Io sono stata fortunatissima: mamma, suocera, due cognate e quattro sorelle tutte per me, che mi aiutavano col bimbo, mi pulivano casa, mi portavano tante cose buone già pronte da mangiare, mi facevano ridere…oggi questo manca, e secondo me è questa la causa principale di tante depressioni post parto…anche se a dire il vero ne ho conosciute tante di wonder women che hanno per mesi snobbato tutto e tutti, considerandosi delle itoccabili dee incinte, che dopo il parto sono crollate ma non hanno voluto il minimo aiuto perchè loro dovevano essere le mamme perfette! A volte ci vuole un pochina di umiltà!

  14. Purtroppo è tutto quello che sta intorno ad una mamma che non aiuta….
    la gente dovrebbe tenersi le proprie idee (allattamento al seno al 100% sennò non sei brava… ehi ma se non c’è non c’è!!!!) ed i propri consigli (coprilo, scoprilo, lavalo così, lavalo a quest’ora, mettilo a dormire ora, no dopo…) per se senza stressare le neo mamme…
    poi se trovano una neo mamma anche un pò ansiosa per carattere… poverina lei!!!!
    io ho allattato finchè è stato possibile… poi… vai di biberon, prima con le integrazioni e poi pasti completi… senza nessun trauma per entrambe… e con il secondo ancora meno tempo… solo biberon già a 4 mesi e mezzo… ed i miei figli stanno benissimo! Io a sta cosa che quelli allattati al seno si fanno gli anticorpi meglio degli altri mica ci credo!!! (mia figlia è tra quelle che si è assentata meno al nido lo scorso anno… ha fatto solo una febbre ed un raffreddore… roba di pochi giorni!).
    E poi… tutta questa perfezione che chiedono… ma poi… chi ci crede che quelle che dicono di essere perfette in tutto e per tutto lo sono davvero? (quello che succede in casa loro lo sanno solo loro….)
    Forse bisognerebbe anche ridimensionare tutte le chiacchiere e le aspettative…. ognuna fa come vuole, nei tempi che le servono e nelle modalità che preferisce… tutto il resto… parole al vento!!!!
    Scusate se il mio commento è un pò più “duro” ma troppo spesso ho sentito cose riguardo l’argomento (ma più in generale l’argomento mamma/figli) che mi mandano in bestia…

    • Chiara

      Il mio sarà ancora più duro.Siete scandalose.Se non si riesce ad allattare,pazienza;ma dire che non è vero che il latte naturale ha più anticorpi è VERGOGNOSO.
      Probabilmente ci si consola a pensarlo,ma è FALSO.
      Dire che il latte naturale non c’è è FALSO.
      Non si aiutano le neomamme dicendo menzogne.

  15. sara

    Commento solo ora perchè non sono mai riuscita prima nonostante che abbia letto questo post più volte,sono contenta che siano state descritte così chiaramente le tre forme di depressione perchè solitamente mi sembra che di certi termini se nè abusi nonostante che la depressione post-partum sia un tema non ancora trattato in modo sufficiente.
    Purtroppo io ho sofferto la forma più grave e vi assicuro che solo sentirne parlare dopo due anni dalla guarigione mi fa ancora paura,sono guarita,ho dovuto curarmi per 1 anno anche se sentivo di star meglio già mesi prima ma vi assicuro che è veramente dura .
    Al terzo mese di post-parto ho avuto una sorta di black-out e da un giorno all’altro sono piombata in uno stato di agitazione che non mi abbandonava mai nelle 24 ore,ricordo le nottate sveglia a camminare per casa, la paura a stare da sola, i tremiti che mi scuotevano e la difficoltà a fare anche la cosa più banale come vestirmi o lavarmi,mi ricordo le tapparelle abbassate e la speranza che piovesse così nessuno mi diceva di uscire.
    Io nè sono uscita con le cure farmacologiche e con l’ aiuto del mio medico di famiglia con cui ho un rapporto di fiducia ma anche con l’aiuto di mia madre che in certi giorni mi ha accudito come una bambina ,ma se da una parte c’era in me un desiderio di affondare dall’altra c’era una gran voglia di guarire e ricordo con gioia una mattina di Lunedì in cui mi sono alzata con la voglia di mettermi un vestito in particolare e portare il bambino via con il passeggino, da quel giorno lì in poi è stato un percorso lungo ma in discesa.
    Sono guarita e sono felice,purtroppo non si guarisce dal senso di colpa di non essere stata una madre da subito ,comunque io alle neo-madri consiglierei di non voler essere troppo perfette e non pretendere troppo,è molto vero quello che scrive Meg.
    Ringrazio tanto Barbara che con il suo blog senza saperlo ha contribuito a fare di me una persona migliore dandomi tante idee e tanti spunti di riflessione.

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
      Mamma Felice
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      Mamma di Dafne (9 anni)

      Sara, grazie di cuore il per il tuo commento…

    • ciao sara io nn so se mi trovo nella stessa situazione ma diciamo ke mi trovo in certe cose e vorrei raccontarti qualcosa di quello ke mi succede. io ho 22 anni mi sono sposata da poco e ho un bimbo di 5 mesi ma già da prima ke mi mi partorissi iniziavo ad avere paura del cambiamento e pensavo a cose brutte. pensavo ke fosse solo una fase ma ancora tutt’ora sto sempre anziosa e paura di stare da sola col bambino e pensieri strani ke mi circondano ci sono anke settimane ke sto meglio ma poi riecco l’ansia ne ho parlato anke con mio marito e i miei genitori loro mi stanno vicino e mi dicono ke nn è niente ma allora xkè mi sento così secondo te ke dovrei fare?

      • sara

        Ciao Lina ,stamani sono tornata a leggermi questo articolo non so perchè,
        è passato tanto tempo e vedo solo ora che mi avevi rivolto una domanda
        mi dispiace non averti risposto
        se come me ripasserai di qui potrai leggere la mia risposta
        intanto mi auguro che tu stia meglio se così non è io ti posso solo dire che anche il mio ragazzo e i miei genitori mi dicevano che era normale poi quando i miei comportamenti hanno superato un certo limite mi hanno consigliato di rivolgermi ad un medico per fortuna,nel mio caso come ho detto non uno specialista ma il medico di famiglia perchè mi conosce bene e io mi fido di lui,io non ti conosco e non mi posso permettere più di tanto di darti consigli ma posso affermare che da sola e senza cure non sarei riuscita.
        Ogni caso è a se Io ti posso dire che nel mio caso c’erano diverse problematiche che hanno contribuito al mio stato ,il mio lavoro precario,la mia tesi sospesa a metà,un compagno più spaventato di me e una gravidanza non programmata che credevo di avere accettato da subito e penso che tutto ciò abbia favorito il mio stato di ansia che poi si è trasformato in depressione.

  16. Chiara

    Ciao Lidia, il tuo articolo è utilissimo! Questo è un argomento del quale è bene che si parli, perché è fondamentale sia per le famiglie che per le altre persone che ci ruotano attorno!

  17. Francesca

    Salve a tutti,sono capitata qui per caso cercando informazioni sulla depressione e se sia possibile che si verifichi dopo 2 anni e mezzo.Ieri ho perso il lume della ragione e mi sono spaventata…

  18. ciao a tutte voi, ho trovato questo interessante articolo mentre navigavo per infomrarmi meglio su quello che mi potrebbe attendere…sono incinta di 6 mesi, la gravidanza procede bene, ma ho una gran paura di avvertire dopo il parto sentimenti contrastanti nei confronti della mia creatura.solo a pensarci mi vengono le lacrime…lo so che è una reazione comune a tante, ma mi spaventa lo stesso…grazie per lo sfogo, un saluto

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