Perchè crescere i figli all’estero

Pubblicato il 5 novembre 2010 da

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Oggi ospito molto volentieri un guestpost di Aldo, creatore di Italians in fuga, sito amatissimo e ricchissimo dedicato a tutti gli italiani che cercano informazioni, consigli e idee per trasferirsi all’estero o per condurre al meglio la propria vita da expat. Noi leggiamo da molto tempo i suoi consigli, e, onestamente, ci stiamo facendo più di un pensierino… ;)

Aldo Mencaraglia è nato a Genova, è cresciuto a Borgo San Dalmazzo, ha studiato a Torino e Brighton, ha vissuto in Inghilterra, Taiwan ed ora vive a Melbourne, Australia. Scrive di emigrazione all’estero su Italiansinfuga.com

Perché crescere i figli all’estero

Attraverso italiansinfuga.com vengo contattato da moltissime mamme che chiedono consigli su come fare per crescere i figli all’estero. Emigrare con famiglia può riempirvi di trepidazione perché state prendendo una decisione che cambierà non solo il vostro futuro ma anche e soprattutto quello dei vostri figli.

Condividendo la nostra esperienza spero di potere ridurre la vostra ansia ed aiutarvi a prendere una decisione, qualunque essa sia.

Io e mia moglie viviamo in Australia dopo aver vissuto in Inghilterra (lei è Inglese ma ha studiato e vissuto in Italia) per una decina di anni ed aver passato un anno circa a Taiwan. Quando decidemmo di emigrare in Australia, patria di mia madre, quello che guidò maggiormente la nostra decisione era il ‘dove’ far cresceri i figli, al tempo non ancora nati!
Avendo avuto la fortuna di vivere in diverse nazioni avevamo una cognizione di base su cosa le varie nazioni offrissero. Volevamo puntare verso una destinazione che offrisse una ottima qualità della vita ed opportunità future soprattutto per i pargoli.

Scartammo l’Italia per questioni lavorative, pensando che non offrisse a noi come famiglia le stesse opportunità che avremmo incontrato in una società anglosassone. Scartammo l’Inghilterra per questioni climatiche e di qualità della vita, con molti alti ma anche molti bassi. Sarebbe rimasta la Spagna, dove i genitori di mia moglie erano nel frattempo emigrati a loro volta, ma una combinazione di scarsa conoscenza della lingua e scarse prospettive di lavoro contribuì a scartarla velocemente.
“Rimase” l’Australia per la quale aveveamo la fortuna di non dover fare la trafila per un visto, poichè io sono sempre stato cittadino australiano per parte di madre.

Arrivati a Melbourne nel Maggio 2002, Benjamin nacque nel Settembre 2003 e Lucia arrivò nell’Aprile 2008.
Cosa posso raccontarvi della vita di famiglia in Australia?
Penso sia più simile a quella in Italia di quanto vi immaginiate. Stanchezza dovuta alla mancanza di sonno, preoccupazioni legate alla propria ignoranza da neo-genitori, mancanza di tempo per se stessi. Insomma siamo tutti nella stessa barca anche agli antipodi!

Quello che posso confermare è che la decisione di mettere su famiglia in Australia si è rivelata, fino ad ora, ottima.
Le città australiane sono sempre in cima alle classifiche internazionali sulla qualità della vita e questo viene riflettuto nella vita di tutti i giorni dei bambini. Esiste una maggiore rilassatezza rispetto all’Europa secondo me anche legata agli ampi spazi ed al fatto che non si vive gli uni sopra gli altri.

Viviamo in un sobborgo tipico di Melbourne e nel raggio di cinque minuti a piedi abbiamo 4 parchi giochi immersi nella natura. Poco più in là abbiamo una spiaggia bellissima dove ci si può rifugiare dai 40 gradi dell’estate australiana.

Non avendo una storia e tradizioni millenarie con le quali occupare il proprio tempo libero, gli Australiani pongono una grandissima importanza sulla vita all’aria aperta e la pratica di una miriade di sport. In una metropoli come Melbourne i bambini hanno la possibilità praticare qualsiasi sport vogliano, fatta eccezione per quelli legati alla presenza di neve, ovviamente.
Per le famiglie, ogni weekend si trasforma in una corsa ad ostacoli per portare la prole in piscina, al campo da calcio, da tennis, di football australiano.

Quello che vorrei sottolineare è il numero di opportunità a disposizione dei figli. Essendo cresciuto nella provincia di Cuneo degli anni Settanta, stupenda non fraintendetemi, dove o giocavi a calcio o non facevi molto altro, il vivere a Melbourne offre orizzonti molto più ampi.

Un altro motivo che ci ha fatto scegliere l’Australia è il crescere i figli con la conoscenza dell’Inglese come lingua madre. Che ci piaccia o meno, la conoscenza dell’Italiano non aiuta più di tanto soprattutto se ci si vuole misurare a livello globale mentre il sapere l’Inglese, come minimo, è uno dei requisiti per poter aumentare il proprio potenziale. Il bello del vivere a Melbourne è che si vuole imparare un’altra lingua le opportunità non mancano, essendoci qui rappresentanti di tutte le nazioni del mondo!

Per quello che riguarda l’istruzione, fino ad ora abbiamo avuto esperienza diretta di asilo nido, asilo e scuola materna.
Le strutture disponibili in Australia per i figli piccoli sono ottime. Moltissime sono private e quindi costano però hanno aiutato quelli come noi che, senza parenti in grado di aiutare con l’accudimento dei figli, dovevano fare affidamento ad altri mentre si guadagnava la pagnotta. Nostro figlio maggiore nacque poco dopo un anno dal nostro arrivo in Australia, in un periodo in cui sia io che mia moglie stavamo creando le fondamenta per la carriera in Australia. In parole povere, scegliemmo di affidare nostro figlio ad un asilo nido dall’età di quattro mesi. Non fu facile ma la qualità dell’accudimento era tale che penso nostro figlio abbia tratto beneficio dal passare la maggior parte del tempo con coetanei.

Nostro figlio maggiore è al secondo anno di scuola materna e noi siamo estremamente soddisfatti della qualità delle scuole statali. Io faccio il confronto con la scuola italiana degli anni settanta, quindi ingiustamente, ma devo dire che il tipo di insegnamento è molto diverso, molto più flessibile, in sintonia con le potenzialità del singolo studente e con il modo di collaborare nel mondo del lavoro che i giovani affronteranno tra un paio di decenni.

Uno dei maggiori punti deboli dell’istruzione in Italia è la bassa reputazione che le università italiane hanno a livello globale. Solo un paio sono tra le prime duecento al mondo! Io sinceramente non me ne resi conto fino a quando me andai all’estero però, da genitore, voglio dare ai miei figli la possibilità, se la vorranno, di andare ad una università, come quelle australiane, riconosciute a livello internazionale.

Ma allora l’Australia è perfetta? Certo che no!
L’Australia è lontana, da porta a porta ci vogliono quasi 36 ore e volare con bambini piccoli non è facile, noi l’abbiamo fatto! La lontananza da familiari ed amici è dura, soprattutto per i bambini ed i nonni. Vedersi ogni qualche anno è molto diverso dal vedersi ogni giorno.
I figli cresceranno per forza perdendo i contatti con la cultura e le tradizioni italiane. Non illudetevi che, nonostante i vostri sforzi, per i vostri figli sarà diverso. Conosco moltissimi Italo-australiani di seconda generazione: spesso l’unico legame con l’Italia è il cognome.

Un’ultimissima nota negativa riguardante l’Australia è il sole: ce n’è troppo. Non sto scherzando, il buco nell’ozono legato alla ferocia del sole australiano fa si che gli Australiani abbiano uno dei tassi di cancro alla pelle più alto al mondo. Per gli Italiani amanti dell’abbronzatura questo può essere uno shock notevole: preparatevi a spalmare crema protettiva fattore 30 sui vostri figli,a farli andare in gito con il cappello d’estate e a tenerli in casa dalle 11 alle 3 quando il sole picchia….

A parte ciò consiglierei a tutte le mamme interessate ad emigrare all’estero per offrire ai figli una vita diversa di prendere in considerazione l’Australia come destinazione e seguire l’esperienza mia e di tanti altri Italiani su Italiansinfuga.com!



Commenti

49 Commenti per “Perchè crescere i figli all’estero”
  1. kosenrufu mama scrive:

    ogni volta che leggo o scopro esperienze dirette di persone, famiglie, che decidono di trasferirsi, mi viene un nodo allo stomaco e un frigolio alle mani… credo che per me la cosa prima e di base è quell’attimo in cui si prende il coraggio a 2 mani e si decide. Poi si parte, o per lo meno ci si prova,ma se prima non c’è quell’istante decisivo e coraggioso, è difficile. E’ l coraggio di cambiare, di avere una vita diversa, il coraggio di osare. Ecco, è quello che mi manca. ringrazio Aldo per la sua esperienza diretta e le sue parole di incoraggiamento.
    p.s. avevo pensato anche all’australia ai tempi, ma i tempi e le procedure ostiche all’entrata mi avevano scoraggiato del tutto. :|

    • Mamma Felice scrive:

      Sì, le procedure di ingresso sono veramente ostiche: mio cognato abita lì con sua moglie, australiana di origine, e nonostante fosse sposato con un’australiana e dunque non partisse proprio da zero, ha dovuto compilare centinaia di documenti…

  2. Sybille scrive:

    Per quanto mi riguarda non mi capita di pensare spesso a lasciare questo pezzo di terra (=Alto Adige) che ritengo meraviglioso nonostante tante difficoltá da affrontare, prima di tutto il carovita, questo in particolare é un periodo molto duro. Forse si puó anche “amare troppo” una terra, una cultura, da noi forse é un po’ una questione “genetica”, sapendo che i nostri nonni e bisnonni hanno lottato e sofferto tanto. Infine, la mentalitá tirolese é fra le piú attaccate alla propria terra, inutile negarlo… ;)

  3. itmom scrive:

    bellissimo racconto, ammiro il coraggio di chi fa una scelta del genere, non facile ma che ripaga sicuramente.

  4. valentina scrive:

    Mi capita di sentire il “frigolio alle mani” che prova kosenrufu mama quando penso a ricostruire tutto lontano da qui ma poi, inevitabilmente, anche se non vivo in un paradiso (sopratutto per famiglie con bambini) come l’Alto Adige, sento di avere delle radici troppo profonde nella terra padana.
    Ciò nonostante vorrei dare la possibilità alla mia bambina di 2 anni di sperimentare la convivenza con una cultura diversa, per questo motivo sarei orientata ad ospitare una ragazza alla pari.
    Qualcuna di voi ha fatto questa esperienza? Ha senso dividere la propria casa, il proprio tempo e la propria famiglia con una giovane sconosciuta?
    Se avete esperienze e suggerimenti mi piacerebbe condividerli.
    Grazie!

  5. Valentina scrive:

    Ciao a tutte, leggo spesso questo sito ma fin’ora avevo scritto molto poco.
    Ora però mi riprometto di farlo più spesso anche perchè tutte le mattine prima di iniziare a lavorare vado su mammafelice e già mi sento meglio.
    Io vorrei tanto andare a vivere e lavorare all’estero, mi frenano due cose. mia mamma che ha 75 anni e non si muoverebbe mai da qui e il mutuo della casa (che abbiamo iniziato da solo un anno).
    Per il resto……
    Non so, non riesco a pensare di lasciare qua da sola mia mamma, so che c’è mio fratello ma con me lei ha un rapporto diverso. Non me la sento di lasciarla sola soprattutto ora che ha qualche acciacco in più ed ha bisogno di me x fare la spesa, andare dal medico….etc..
    Chissà, magari quando mia figlia (che ha 4 anni) sarà adulta e (spero) se ne andrà all’estero, anche io avrò quella libertà che mi permetterà di farlo.
    Mi fa sempre più schifo questo paese e se fossi sola senza legami me ne andrei subito.
    Scusate lo sfogo……

  6. Valentina scrive:

    ops….una mia omonima..allora cambio nick, se non c’è già io mi chiamerò Vale..che dite?

  7. FastiFloreali scrive:

    Che bella qust’esperienza di Aldo, da segnalare sicuramente! Io, un pò mi rammarico di non aver fatto esperienze all’estero o di non essere stata più risolutiva; adesso, con una situazione lavorativa stabile, e con marito poco incline ai cambiamenti (tipico degli italini…sigh!)un trasferimento non è proprio il mio obiettivo…però, però stò lavorando sui figli. Intanto tento di dare tutte quelle informazioni necessarie perchè il loro riferimento non sia solo la punta del naso ma oltre; li sprono nello studio delle lingue in maniera efficace soprattutto dell’inglese; tento, soprattutto con il primo di renderli più indipendenti possibili sia fisicamente sia psicologicamente dalla famiglia, è importante, ed ogni anno (almeno quando le economie lo permettono) si va all’estero! Austria, Germania soprattutto, comunque Europa, perchè debbono iniziare a rendersi conto di cosa succede fuori frontiera. Non mi riferisco soltanto al sistema scolastico o delle opportunità lavorative ma faccio riferimento anche a quelle piccole cose che denotano il grado di civiltà di una popolazione: parchi urnabi, puliti, file ordinate alle casse supermercati, orari di aperture negozi calibrate, persone che ti sorridono, raccolta differenziata reale etc….potrei continuare.
    E’ chiaro che anche le nazioni straniere avranno i loro problemi, ma loro hanno civilmente risolto alcune questioni che da noi, credo, non si risolveranno mai…..
    Chiudo accennando solo brevemente a master, viaggi studio, borse di studio di cui si deve approfittare ma soprattutto della volontà dei genitori di crescere dei figli che sappiano scegliere bene il loro futuro anche lontano dalle lasagne di mammà.
    ff

    • Mamma Felice scrive:

      Che bellissimo commento… me lo voglio imprimere nella memoria per poter fare il tuo stesso percorso. Grazie!

      • itmom scrive:

        come ff anche la mia situazione è stabile qui, e a questo punto non andrei a vivere all’estero. ma faccio di tutto per rendere indipendenti di testa i miei figli e spero di farli studiare da un certo punto in poi altrove. le lingue sono la priorità e i viaggi a vedere i paesi vicini pure.

  8. fiocco72 scrive:

    Interessante questo post e non posso negare di adorare l’Australia, anche se un passo del genere non lo farei male. Io sono molto legata all’Italia nonostante le tante cose che non vanno bene, e sono legatissima al mio paese d’origine, anche se non c’è nulla, ma c’è la mia casetta, la mia famiglia e non è poco…Non ho mai sentito l’esigenza di andarmene via, la vedo come una cosa troppo costosa e difficile da realizzare. Non ho mai girato molto all’estero, sono stata solo in Svizzera e in Croazia, quando posso viaggiare preferisco vedere le ns. bellezze. Soprattutto ora che ho due figli grandi ( 9 e 14 anni) che non vogliono sentire parlare neanche di cambiare paese, figuriamoci nazione…Le cose sono più facili se uno prende una decisione simile quando si è solo coppia come ha fatto Aldo, ma sradicare una famiglia con usi e costumi è difficile. Invece che “scappare” secondo me dovremmo impegnarci tutti un pò di più a migliorare il ns. paese che ha tante cose belle ma tante teste “malate”!!! :D

  9. Complimenti per questa scelta coraggiosa e impegnativa. Un vero dono per i vostri figli. Io sono cresciuta fuori Italia e questo, oltre a darmi la possibilità di conoscere un’altra lingua, mi ha fatto vivere in un contesto diverso, un’esperienza bellissima, per la quale sarò sempre grata ai miei genitori.
    Nota: molta invidia per i tre parchi walking distance da casa vostra! Ciao!

  10. monica scrive:

    Che bello questo articolo,io ho tanti cugini in Australia,è stato il fratello di mio nonno ad emigrare in quela splendida terra.Da li sono nati i suoi figli e poi i figli dei figli….Sono contenta perchè siamo in contatto e loro spesso vengono qui ,nelle montagne di Torino,a trovarci.Io ho avuto la fortuna di andarci,ne sono rimasta entusiasta.
    Eh si ci va coraggio a fare queste scelte…io personalmente non so se ci riuscirei…ma…mai dire mai!

  11. silbietta scrive:

    Io concordo con chi dice che il grande ostacolo è trovare il coraggio di fare il salto.
    Seguo spessissimo anch’io Italiansinfuga, mi sono vista tutti i video di Aldo.
    E credo che persone come lui possano aiutare chi, come me ma anche come altri, avrebbero voglia di andare a vivere all’estero ma non hanno il coraggio di lasciare il certo (anche se precario) per l’incerto.

  12. Io queste cose non le devo leggere… mi sta già venendo voglia di partire. Barbara, tu sei pronta? ;)

  13. …che dire…ho già vissuto in America per un pò…ho fatto una vita diciamo moolto agiata, e fatto cose e viaggi indimenticabili grazie ad una mia cara amica americana…sono tornata…perchè mi mancava casa, qui nelle mie Marche, vivo in collina..a due passi dal mare, dalla Riviera Adriatica, e dai Monti Sibillini, una vita semplica, genuina, dove è bello anche annoiarsi…..e non per forsa devo passare le domeniche al waterpark…tristissimo e fintissimo… è bello l’affetto di chi ti vuole bene, e di chi ti conosce….
    Il lavoro?..perchè è così importante la carriera? guadagnare? se poi stai in ufficio 14 ore al giorno, guadagni magari l’equivalente di 4000 euro al mese, hai una casa enorme (come quelle americane), mandi i bimbi al nido quando ancora hanno solo bisogno di te, e ti perdi le loro vite…e si perchè il tempo non torna indietro……
    Ti perdi i tuoi che si invecchiano, ti perdi, gli abbracci, i pianti, le gioie di una gravidanza condivisa in famiglia, ti perdi il calore che è quello che una grande famiglia può darti…
    I pro di crescere i figli all’estero sono tantissimi… tutti quelli che hanno spinto mia sorella a vivere a Londra, con il compagno e il figlioletto…vita agiata, vacanze infinite, una bellissima casa…ma allora perchè quando ci viene a trovare ora che ha il bimbo non vorrebbe più partire?????

  14. Paola HMM scrive:

    Proprio il post che mi serviva! :heart:
    Devo dire che decidere di “partire” senza figli è diverso che partire con i figli. Io sento ora molta più responsabilità nella scelta che stiamo facendo rispetto a quella intrapresa 6 anni fa di vivere negli States quando PF non c’era. Mi è stato decisamente facile fare i bagagli ed andare all’avventura allora. Ora abbiamo passato 2 mesi a pensare, a ponderare, a valutare, a discutere, a stendere piani, a farci venire paturnie…
    Una volta presa la decisione, poi rimane solo la voglia di buttarsi, ma decidere non è per niente facile. Che ansia, ragazzi…

  15. Chiara b scrive:

    Io abito in Cina dal 2004, mi trovo molto bene, a parte l’ inquinamento che e’ davvero il mio cruccio, il resto e’ tutto o quasi positivo, le bambine vanno in una scuola internazionale, a 3 anni parlano gia’ 3 lingue e conoscono bambini e tradizioni provenienti da tutto il mondo.
    Consiglio caldamente un’ esperienza all’ estero!

    • lau scrive:

      Hola a tuttx!
      Ni hao Chiara!
      Sono una mamma, originaria di Vicenza, con un passato non molto lontano (nel tempo e nel desiderio), di backpacker a giro per il mondo.
      Da 5 anni vivo in Argentina, dove ho scelto di far nascere la mia piccola.Non ho con questa terra vincoli di sangue, ma sento fortemente l’orgoglio di un paese che si sta ricostruendo dalle rovine, sociali ed economiche, di decenni di gestione politica catastrofica e di una dittatura militare che ha razziato la più tenera gioventù locale.
      Dal 2003 l’Argentina è nuovamente una nazione degna, amministrata con intelligenza e con politiche di grande rispetto e fomento dei diritti umani.
      Vi sembrerà forse una scelta,la mia, molto idealista..pensate però che le idee si fanno atto, si incarnano in realtà:la realtà che viviamo io e mia figlia riempie di speranza, se non ancora di gioia: tanto, tanto ancora da fare!
      La mia piccola cresce intanto con la sua mamma che insegna italiano, inglese ed olandese [anvedi! i “matti” che vogliono imparare lingue strane li trovi a tutte le latitudini! ; ) ]; cresce bilingue,e mangiando troppa carne, come tutti gli argentini..ma qui è così buona!
      Interpello Chiara per un consiglio, ed appoggio..morale: progetto di tornare in Cina, spero l’anno prossimo, o al massimo fra 2, per dare un passo avanti per quanto riguarda la mia formazione, e per migliorare le mie capacità di apportare all’economia familiare: ho intenzione di tornare per avanzare nello studio del cinese mandarino, che ho lasciato a congelare dai tempi dell’ università.Chiara, se hai la possibilità/desiderio di orientarmi..ti ringrazio! La priorità quanto al luogo,è per mia figlia: una località vivibile, con buone scuole internazionali per lai, ed una buona università per me.Io intanto risparmio, progetto, e preparo cibo cinese che a lei piace tanto!Un abbraccio a voi tuttx..Hasta la victoria!

  16. FrancescaV scrive:

    Come spiega molto bene Aldo, emigrare ha sia lati positivi che lati negativi, che vanno seriamente valutati e ponderati. Nella conquista di nuove cose c’è sempre la mancanza di quello che si è lasciato. Vanno messi in conto spicchi ampi di solitudine con cui fare i conti, la lontananza dai cari soprattutto quando avrebbero bisogno della tua presenza, la difficoltà di ricrearti i tuoi spazi lavorativi e sociali ricominciando da zero. A fronte di questo possono essere opportunità che in Italia non riuscirai mai a conquistare, più serenità nella qualità della vita, più consapevolezza di quello che sei e di dove vai.
    Ho vissuto un mese a Melbourne, è una città che ho amato tantissimo. Sulle scuole non so dire nulla, ma sul sole è come dice Aldo. Io sono stata quando lì era inverno e dovevo mettere una protezione alta sul viso ugualmente!

  17. Nannapupon scrive:

    Ho viaggiato abbastanza ma soprattutto in posti molto diversi (america asia, medio oriente, europa) e devo dire che per ora ho soddisfatto abbastanza la mia voglia di girare pero’…Pero’ non ho dimenticato che quello che mi serve di piu’ e’ poter spesso cambiare punto di osservazione della realtà. Viaggiare, trasferirsi secondo me ti offre questa enorme possibilità. Tutto assume proporzioni diverse e si imparano nuovi modi di affrontare le situazioni. Ora che ho due bimbi piccoli (e un marito ) cerco di dare loro questa oppurtunità come regola di vita: abbiamo già cambiato casa , regione e contesto (dalla città alla campagna) e devo dire che ha richiesto un bella capacità di adattamento e flessibilità. Non escludo di rifarlo (anche provando fuori dai confini nazionali) perche’ e’ davvero arricchente e poi tornare a casa diventa dolcissimo: si ritrovano tutte le persone care e se ne aggiungono di nuove in ogni posto in cui ci ritrova a vivere!

  18. BonzoMamma scrive:

    Ho letteralmente divorato l’articolo e i commenti, per noi anche questo salto è spesso oggetto di discussioni e di progetti, calcolando che mia madre ci seguirebbe a ruota, anzi partirebbe prima forse di noi… non avrei il problema dell’assenza della mia famiglia. Però sono io quella che non vuole lasciare la mia Roma, i ricordi di mio padre all’ombra del Foro Romano che mi spiega gli antichi romani, i sanpietrini distruggi tacchi, il tramonto dietro il vittoriano… I primi passi dei miei figli a campo de fiori e la mia piccolissima e adorata Casa dello Gnomo, i miei amici che sono da 20 anni la mia famiglia scelta.
    Però mi rendo conto che per i Bonzi sarà importante parlare inglese. Allora ci siamo trovati una soluzione temporanea e fin da questa estate passeremo grazie al lavoro di Ing. BonzoBabbo due mesi all’estero, permettendo loro di immergersi in una cultura straniera… l’esperienza di Elasti nella cittadina di A. mi ha ispirato questa scelta. Forse è poco, ma è comunque qualche cosa…

  19. supermamma scrive:

    mio marito non si è voluto mai spostare quindi ho deciso che emigrerò se i miei figli vorranno andarsene e soprattutto se a quel punto mi vorranno con loro:-) ma l’austraial e veramente troppo lontana non sò nemmeno se in tutto l’arco della mia vita riuscirò ad andarci almeno una volta!

  20. cristina scrive:

    Ciao!
    noi ci stiamo preparando ad emigrare in Australia per il 2012, le motivazioni nostre sono più o meno le stesse della tua famiglia: dove crescere un figlio (che oggi ha solo 3 anni) e dove vivere sereni la nostra vecchiaia!

    Il prossimo anno viaggio esplorativo a Perth per cercare il “sobborgo giusto”!

    Non siano stanziali ma finora ci siamo mossi sempre e solo all’interno dell’Italia, rassegnandoci al fatto che tutta Italia è un paese, anche se cambi regione, tutto il resto non cambia, crediamo che il trasferimento a Perth sarà quello decisivo e definitivo!

    Grazie per questo splendido ed utilissimo web site!
    Cristina

    • FrancescaV scrive:

      In bocca al lupo, chissà come sarà emozionante trasferirvi fin là, e bello, e tutto nelle vostre mani. Godetevi l’Australia :rosa:

      • cristina scrive:

        si credo che sarà bello, a noi piace molto il mare pulito (abbiamo vissuto sul mare in Italia ma sempre a fare i conti con l’inquinamento) , la vita senza particolari “problemi” burocratici e scocciature inutili, in un ambiente sano e pulito contraddistinto da istituzioni integre e rispettose!.

        OLtretutto non vogliamo che ns figlio cresca nell’ambiente malsano di un paese NUCLEARIZZATO contro il volere della popolazione!

        Siamo agevolati nei ns progetti dal fatto che il bambino farà homeschooling, quindi potremo godercela fintanto che non andrà al college, ed allora sarà sufficientemente grande per viversi la sua vita

        :-)

  21. angy scrive:

    Ci ho pensato tante volte, e (non scherzo) con l’atlante in mano! Me la cavo con l’inglese e lo spagnolo,ho fatto molte esperienze all’estero, e un anno di studi in Inghilterra per rendermi conto che il mondo e le opportunità non finiscono sulla linea di quell’orizzonte che i nostri occhi possono arrivare a vedere, ma, nonostante tutto non saprei mai da dove ripartire per ricominciare da zero, soprattutto per trovare lavoro e cavarmela i primi tempi (conciliando ora anche le esigenze di 2 piccoli teppisti da accudire)… Se qualcuno mi risolvesse questo dubbio, beh…tornerei a riprendere in mano l’atlante :fiu:

  22. Daniela scrive:

    Ciao,
    tocchi un argomento che sicuramente poco o tanto interessa tutti i genitori.
    Personalmente concordo con Fasti: io sono laureata in lingue, mio marito lavora in Germania, il pensiero di trasferirci all’estero c’e’ stato e penso che ci sara’ sempre, ma sono molte le titubanze. Per noi genitori si tratta di un passo molto grande, soprattutto dopo aver comprato casa e fatto sacrifici per questo pezzettino di “nostro”. Io poi ho sempre pensato che tutti i paesi hanno lati positivi e negativi, il paese perfetto non esiste! Ma poi si pensa ai figli e come Fasti penso che sia un grande atto d’amore dare loro tutti gli strumenti per poter decidere liberamente e quando lo riterranno opportuno se fare una scelta di questo genere.
    Io ricordo che nonostante studiassi lingue il pensiero di lasciarmi andare all’estero per i miei genitori era intollerabile, sia per un problema di costi che per pura mentalita’. Ora per fortuna i ragazzi hanno tantissime opportunita’ di studio alla pari, di borse di studio, di viaggi vacanza e tanto che nemmeno so, ma che sicuramente faro’ conoscere a mia figlia.
    Intanto a tre anni l’ho gia’ portata in aereo in Germania, ha giocato con bambini della sue eta’ negli innumerevoli parchi di Dus e sa gia’ che esiste un mondo al di fuori di “casa”.
    Dany

  23. Ogni giorno dopo il TG, mi chiedo se non sia il caso di scappare!
    Ma ho troppa paura! E il mio inglese?!
    Spero che lui sia più coraggioso di me e riesca a spiccare il volo.

  24. Sono stata in viaggio di nozze in Australia, un mese Brisbane(un pezzo della mia famiglia vive lì, una zia di papà con le sue figlie e nipoti che per fortuna vengono spesso a trovarci)Melbourne, Sydney,capatina ad Ayers Rock e poi Cairns.
    Mi sono innamorata di Melbourne, così tranquilla, fruibile, così europea da non farti sentire la mancanza della tua terra d’origine.
    Vi invio.. ricordo le strade immense, il traffico solo a Sydney nelle ore di punta, ricordo il verde, il cielo azzurro, ricordo i miei cugini che per andare in disco prendevano il taxi…
    In bocca al lupo. Per tutto!

  25. cristina scrive:

    si credo che sarà bello, a noi piace molto il mare pulito (abbiamo vissuto sul mare in Italia ma sempre a fare i conti con l’inquinamento) , la vita senza particolari “problemi” burocratici e scocciature inutili, in un ambiente sano e pulito contraddistinto da istituzioni integre e rispettose!.

    OLtretutto non vogliamo che ns figlio cresca nell’ambiente malsano di un paese NUCLEARIZZATO contro il volere della popolazione!

    Siamo agevolati nei ns progetti dal fatto che il bambino farà homeschooling, quindi potremo godercela fintanto che non andrà al college, ed allora sarà sufficientemente grande per viversi la sua vita

    :-)

  26. Aldo scrive:

    Ringrazio tutte per i commenti sull’articolo!

    Concordo pienamente con il parere generale che trasferirsi all’estero sia più facile quando i figli non sono ancora nati. Se dovessimo fare il viaggio contrario oggi lo troveremmo senz’altro ostico.

    E sono anche d’accordo con chi di voi non vuole lasciare quello di prezioso che ha in Italia. Se le vostre priorità vivono lì, godetevele!!

    L’importante è che la decisione sia vostra e attraverso la stessa possiate essere tutte Mamme Felici!

    Saluti da Melbourne

    Aldo

  27. Mujahida scrive:

    Io mi sono da poco trasferita in Marocco e, nonostante le difficoltà oggettive che una mamma sola con tre figli piccoli deve affrontare lungo un percorso del genere, mi sento serena.

    Ricordo il viaggio che ci ha portati fino a qui…Torino-Malpensa e poi dritti fino a Marrakech. La fascia legata al petto, il passeggino, tre bagagli a mano (più di 30 kili), il borsello con i preziosi biglietti aerei e i passaporti. E, naturalmente, le mie piccole creature. Non so nemmeno io come abbia fatto. Sola.

    Ma la forza delle mamme, di noi tutte, sta in questo. E alla fine, non sempre ma io ci credo fortemente, volere è potere (se Dio vuole).

  28. Francesca scrive:

    Anche noi abbiamo pensato tante volte di lasciare l’Italia per fare un’esperienza all’estero di qualche anno… ma poi ci è mancato il coraggio, oppure abbiamo pensato troppo ai bambini senza renderci conto che, a parte i prima disagi, gli avremmo soltanto fatto un immenso regalo. Crescere in un altro paese, parlare un’altra lingua, imparare mille cose nuove costituisco un patrimonio inestimabile e donano una elasticità mentale difficile da acquisire altrimenti.
    La mia più cara amica invece questo coraggio l’ha avuto. Sei anni fa, con marito e tre figli (rispettivamente di 5,3 e uno di pochi mesi) ha venduto tutto quello che aveva in Italia e si è trasferita in Scozia. Hanno avuto inizialmente problemi con la lingua, risolti in pochi mesi, problemi con il lavoro, ma il governo britannico li ha aiutati moltissimo, e anche problemi di acclimatamento, pioggia pioggia pioggia e vento e inverni bui e lunghissimi… ma adesso, a distanza di anni, non ritornerebbero più indietro. La mia amica è perfettamente integrata, ha un lavoro che le piace, ha iniziato una attività che in Italia non riusciva ad avviare, i figli parlano meglio l’inglese dell’italiano ormai, e amano smodatamente il paese che li ha accolti. Ormai sono scozzesi!!!
    Ammetto, un po’ li invidio e sento anche io un po’ di pizzicorino alle mani!!!
    Un abbraccio
    Francesca

  29. Francesca scrive:

    Mi sono dimenticata di dirti che ti ho aggiunta alla lista dei miei amici e mi farebbe tanto piacere se di tanto in tanto passassi dalle mie parti, nella casa della mia Anima.
    Un abbraccio
    Francesca

  30. Denise scrive:

    Che invidia!L’Australia è sempre stata il mio sogno! anche a me piacerebbe trasferirmi(anni fa ho vissuto un anno in Francia e ogni tanto mi pento di essere tornata) e fosse per me non ci penserei su molto, è il mio compagno che frena.Più pragmatico di me trova tutte le difficoltà e i problemi che tale cambiamento comporta; e così anch’io trasferisco sui figli l’importanza di non fermarsi sulla soglia di casa, di dargli una mentalità aperta…magari un giorno emigreranno loro e come nonna avrò la scusa di trasferirmi un po’! :heart:

  31. Gea scrive:

    Leggo da tempo questo sito tanto accogliente e pieno di vita! Finora mi son limitata a leggere ma forse questa volta posso lasciare la mia esperienza che, in fondo, è un po’ controcorrente con l’articolo di cui sopra.
    Desideravo anch’io un posto migliore per mettere su famiglia. Son partita dalla Romagna e mi sono trasferita nel luogo per me maggiormente affine: la Scandinavia. Amo il freddo, la natura incontaminata, poter trovare il silenzio e saper contare su strutture efficienti e trasparenti. Ho trovato tutto questo e molto di più. L’ottima organizzazione e semplicità della burocrazia mi ha permesso di laurearmi, lavorare, integrarmi, imparare il difficile Suomi, trovare un meraviglioso compagno, affittare una casa a prezzi onesti, sentirmi perfettamente accolta e avvolta dai boschi sconfinati. Tutto a gonfie vele. Eppure…
    Eppure anche lì c’erano tanti problemi sociali, eppure mi sentivo come quando sei in vacanza in un paradiso esotico: è fantastico ma a lungo andare hai anche un po’ voglia di tornare a casa.
    Al primo pretesto, dopo 2 anni (e due anni felici!) il richiamo del nostro imperfetto delizioso BelPaese ha avuto la meglio. Ora vedo e mi arrabbio per le stesse cose (e anche per nuove) per cui avevo deciso di espatriare ma so che è qui che sono le mie radici ed è qui che è giusto che produca i miei frutti. Sono felice di far colazione con cappuccino e cornetto, di incontrare i caldi sorrisi al forno al mattino, di venire abbracciata dalle persone, di poter goliardicamente imprecare in auto, di gesticolare, di sentire parlare i dialetti, di tante tante cose.
    In Italia abbiamo veramente moltissime cose: sole, neve, mare, monti, boschi, laghi, arte, cultura, zone incontaminate,città caotiche, la piadina romagnola e i cannoli siciliani. Il tutto a distanze ragionevoli. Sono pochi i luoghi al mondo così ricchi.
    Essere felici in Italia è difficile ( o facile) tanto quanto esserlo altrove. Solo che muoversi e vivere nel luogo in cui siamo cresciuti è semplicemente un po’ più facile, o quantomeno ci viene più istintivo.
    Questa è solo la mia esperienza che con curiosità ho sperimentato la vita altrove, che con gioia l’ho assaporata ma che ora son tanto felice di vivere in Italia e di aver fatto nascere qui la bambina nata dall’amore con un romagnolo DOC.

    • Mamma Felice scrive:

      Grazie mille per il tuo racconto, Gea!

    • Titti1 scrive:

      Carina, la tua storia, GEA. Anche a me piacciono i paesi noreuropei per la trasparenza, i tanti servizi offerti e ripagati dalle tasse che tutti pagano. In realtà non ci sono mai stata, ancora, ma di sicuro alla prima occasione, ci andrò, per turismo almeno.
      Anch’io come te sono romagnola e credo che i lunghi inverni norvegesi siano tremendi… o no?!
      W la piada, cmq, altro che stufato di renna… :argh:

  32. BRUNO scrive:

    Beh certo per chi abita in Alto Adige e’ molto piu’ facile. Noi abitiamo nella provincia nord di Napoli, secondo me uno dei posti piu’ brutti in Italia, e vi assicuro che e’ difficile pensare di far crescere i figli qui. Io e mia moglie in primavera andremo a Los Angeles (dove vivono i suoi) e volente o dolente ho preso questa decisione proprio per mia figlia. Io crescendo qui ho visto tante cose brutte e l’80% dei miei amici di infanzia, non hanno fatto una bella fine. Chi è caduto vittima della droga, chi nella malavita ecc. ecc.
    Ai miei figli voglio dare la possibilita’ di una vita migliore e di un futuro sicuramente diverso da quello che troverebbero qui. Il coraggio?? Beh quello e’ mancato anche a me per tanto tempo….la lontananza dai genitori, dagli amici e parenti ecc. ecc. mi hanno bloccato per un bel po’, ma ora sento che e’ arrivato il momento di cambviare in meglio.
    Un augurio a tutti quelli che come me stanno affrontando questo passo.

  33. Titti1 scrive:

    BRUNO, ahhhh l’Australia che bella! Io mi sono innnamorata di Sidney durante il ns. viaggio di nozze nel 2002. Ho sempre pensato che si vivesse bene e nonostante le dimensioni di enorme città, Sidney mi sapeva di “ben vivibile” e a misura d’uomo. Non conosco Melbourne, ma durante la vacanza ho parlato con una famiglia di italo-australiani (di seconda generazione, quindi come dici tu, di quelli che mantengono solo il cognome italiano perchè la cultura è ormai anglosassone) che me ne hanno parlato benissimo.
    Io al momento, vorrei andarmene dall’Italia perchè è un paese vecchio, privo di opportunità per chiunque, mal governato e che sta affossando nella melma più densa e nera.
    Ma dove potremmo andare? ho un figlio di 2 anni e mezzo che sta imparando l’italiano giusto ora. Io parlicchio l’inglese, mio marito nessuna lingua oltre l’italiano. Non facciamo lavori “importanti” come il prof. universitario, il medico… non abbiamo, per così dire, una professionalità spendibile all’estero facilmente. Io impiegata di studio professionale, lui impiegato ufficio qualità in una multinazionale.
    Ci pensiamo spesso, ma non vediamo possibilità…

  34. giorgio scrive:

    Mi trovoa Sydney in questo momento, dove abbiamo comprato una casa in campagna in un posto meraviglioso, a mezz’ora dal centro, in mezzo a cavalli e leprotti. I servizi sono eccellenti, il clima è inconfrontabile e l’economia sembra decisamente stabile, almeno in confronto alla nostra. Ho un visto di quattro anni, destinato a diventare permanente se passeremo qui un periodo sufficiente nel prossimo futuro, vendendo prima ciò che abbiamo in Italia. Tra pochi giorni torneremo in Italia per riprendere tristemente la routine scolastica e lavorativa che ci sta frustrando sempre di più.
    I miei tre figli adolescenti, dopo anni di Australia e di esperienze fantastiche condivise, stanno insorgendo verso questo bellissimo paese, dove hanno di fatto già più di un piede. Dichiarano di volere Londra e gli Usa, dove ovviamente non sono stati, criticano questa società e i modelli scolastici, insomma ci creano un problema davvero pesante, dopo anni investiti qui, in tutti i sensi.
    Io non rinuncerò a questo posto fantastico, non sarò stritolato dalla crudeltà che solo gli adolescenti di oggi sanno esprimere, frutto di un benessere dilagante e di una falsa informazione globale che li rende dei saputelli senza criterio.
    E’ molto dura per un padre, che non ha trovato nulla per terra nella vita, vedersi rinnegare dopo anni di esclusivo sacrificio a favore della famiglia.
    Chi ha detto che i figli sono il succo della vita?

  35. Valeria scrive:

    Cerco informazioni su trasferimento famiglia con due figli di 15 e 12 anni. Io e mio marito siamo ristoratori vogliamo andare a Londra

    • Paolo scrive:

      Sono Paolo, trentino 45enne, sposato e padre. Ci siamo trasferiti in Filippine nel 2005 e ci troviamo tutti molto bene qui, i nostri ragazzi in primis. I nostri due figli piu’ piccoli (9 e 16 anni) parlano 3 lingue, la grande (23 anni) 5 lingue. Vivono con noi tra la semplicita’ che offre la natura lussureggiante e le “puntate” ai centri commerciali dove si trova di tutto e di piu’. I due piu’ grandi lavorano al nostro resort in un area turistica di questo Paese. E’ un mondo nuovo. Fortuna che abbiamo usato la testa e scelto di andarcene dall’ Italia dove una famiglia come la nostra con tre figli oggi sarebbe sotto i ponti. Non lo abbiamo fatto con tante certezze o con tanti soldi ma con tantissima determinazione oggi ripagata dai risultati. Consiglio a tutti i genitori che hanno questa possibilita’, di trasferirsi e di far crescere i propri figli altrove, fuori dall’Italia e fuori dai mille compromessi dei Paesi occidentali.
      Valeria, Londra e’ una scelta super-inflazionata ed una metropoli, se vuoi altro visita il nostro sito http://www.spiaggefilippine.com dove proponiamo opportunita’ concrete per cambiare vita su queste 7017 isole tropicali. Ciao a tutte e a Mamma Felice in particolare, la padrona di casa!

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