E se un figlio non studia?

Pubblicato il 5 ottobre 2010 da • Ultima revisione: 7 agosto 2014

amore-studio

E se un figlio non studia? E’ la domanda che mi hanno posto Silvia e Serena di Genitori Crescono, ed è la domanda a cui ho cercato di rispondere – a modo mio – nel guest post che è stato pubblicato oggi sul loro portale.

Ve ne lascio solo un brevissimo stralcio:

E se un figlio non studia? Amalo. Più forte sarà il tuo dispiacere, più lo amerai.
Amalo e digli ogni giorno che quello che conta nella vita è la passione. Amalo perchè ammiri con devozione la sua freschezza, la sua onestà, i suoi stupidi capricci, le sue paure che adesso ti fanno soffrire.
Ama tuo figlio, amalo, amalo per tutte le volte che ti ha deluso. Amalo per tutte le note che ha preso, per le tabelline che non ha imparato.

Amalo perchè lui possa prendere da te la sua forza. Amalo perchè lui non debba scontrarsi con la tua infelicità e i suoi sensi di colpa. Amalo per dirgli che nella vita non è mai finito niente, e anche quando le cose vanno proprio da schifo, la vita comunque non è ancora finita, e con essa non è finita la speranza di cambiare, e di riuscire, e di ridere, e di essere felice.

Il resto potete leggerlo su Genitori Crescono, che ringrazio di cuore per l’ospitalità, ma soprattutto per la pazienza, visto che (come al solito) i miei tempi sono biblici e non rispetto mai le date di scadenza. Grazie, dunque, ma grazie anche perchè ci siete. E la vostra amicizia in questo lungo mese mi ha dato la forza di alzarmi al mattino piena di speranze.



Commenti

26 Commenti per “E se un figlio non studia?”
  1. … AMALO!…. e questo riassume tutto…
    Un bacione a te…

    • BARBARA

      ciao solo l’amore puo fare andare avanti i nostri figli io ho pianto 4 anni per mio figlio per le maestre che aveva ma lo sempre amato il mio amore meraviglioso

  2. Claudia

    il ritornello a casa mia era: “studia”…”vai a studiare”…”hai studiato?”…. :argh: l’unica cosa che volevo era un pochino di fiducia nei miei confronti….la soddisfazione più grande me la sono presa con le suore delle Medie che mi davano di quella che poteva aspirare solo a fare un lavoro da dattilografia !?! (dovreste leggere la pagella di terza media per rabbrividire, non oso pensare ai miei genitori mentre gli dicevano che la figlia aveva gravi problemi di apprendimento e attenzione ),…ecco, mi sono ripresenta a scuola a 22anni con Laurea ed abilitazione professionale in mano…che dire lo sguardo mi ha ripagata di anni di compatimento ma il male che mi hanno fatto rimane fermo lì in un angoletto…

    Amalo, solo questo vorrei riuscire a fare con mia figlia

  3. Che belle parole Barbara e l’esperienza di Claudia esprime al meglio che prima di tutto si ama, si rispetta una persona, s’incoraggia anche, a volte sono anche i metodi educativi che son inadeguati, se proprio non si ha voglia di studiare almeno credere in una passione e impegnarsi per quella… per alzarsi al mattino e trovare uno scopo nella vita.

  4. …bisogna sicuramente cercare di capire perchè non studia e poi cercare di aiutarlo…i miei sono ancora piccoli ma spero di saper affrontare il problema nel modo giusto in futuro… approfitto per una domanda cosa devono conoscere i bambini della materna? cioè dovrebbero saper contare fino a ….dovrebbero? mi chiedo cosa posso fare per aiutarli…a parte scaricarmi le utilissime carte tematiche di mammafelice naturalmente

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
      Mamma Felice
      immagine livello
      Guru
      Mamma di Dafne (10 anni)

      umamma, ma sai che non so risponderti? io sto imparando le cose con Dafne, quindi le elementari mi sono ancora sconosciute…
      hai provato a vedere sul blog di crescere creativamente? magari glielo chiedo!!

      • Barnibal

        ciao a tutte
        sicuramente più cose impara un bambino meglio è,
        ma con i suoi tempi e senza pressioni,
        nella scuola dell’infanzia sono importanti da un punto di vista educativo le regole e la routine senza dimenticare il gioco e le relazioni con i coetanei, da un punto di vista didattico memorizzare, rappresentare, comprendere relazioni spaziali e causali…ma ripeto senza pressioni, i tempi di sviluppo sono diversi da bambino a bambino,spero di essere stata d’aiuto, un baciooo

  5. lo stralcio mi piace molto, ora vado all’articolo.
    mi piace la filosofia del non dare tutta questa importanza ai voti. e non parlo solo di voti bassi.
    le bimbe sono come sono, e dal prossimo anno (che vanno alle elementari) in poi, non diventeranno per me dei 5, dei 6, dei 10. saranno sempre loro.

  6. Io penso che sia importane stimolare le curiosità nei bambini…l’ amore per ciò che è sconosciuto, io ci ho sempre provato e i risultati finora mi hanno premiata, bisogna mostrare interesse per quello che fanno a scuola e partecipazione..ho imparato di più dai miei figli che in tutti gli anni che sono andata a scuola io… :mrgreen: :mrgreen:
    Brava Barbara!!!

  7. fiocco72

    Oh Ba mi devo stampare questo post…e ricordarmelo tutte le volte che il mio piccolo non avrà voglia di studiare e tra un pò si ricomincia, ma cercherò di essere più paziente che posso…Anche se non credo basti stimolare la curiosità dei figli, io come già sai l’ho fatto con entrambi e i risultati non sono stati gli stessi…Ma l’importante è sapere per se al di la del voto e soprattutto avere uno scopo della vita che sia andare all’università o andare a fare lo chef!! Amiamoli tanto questi ns. figli!

  8. Grazie, come sempre, grazie!

    Questo post capita a fagiolo con il mio percorso di psicoterapia che sto facendo…
    Scrivi… Io ho sofferto perchè non mi sono mai presa la responsabilità di prendermi cura di me stessa (non mi è stato insegnato, e io ho tardato a capirlo): mentalmente, moralmente, fisicamente…

    Mi ci rivedo tutta, in queste parole è racchiusa la mia vita…. sto facendo questo percorso per far si che mia figlia non si trovi in trappola come lo sono io ora….

    Amalo… Ama tuo figlio, amalo, amalo per tutte le volte che ti ha deluso…

    Grazie

  9. Barnibal

    ciaooo
    mi presento sono stata una bambina che non studiava mai, che prendeva bruttissimi voti, che è stata bocciata in seconda media per condotta (la ragione :ridevo!!!)ho marinato la scuola tantissime volte e come potete immaginare sono stata sgridata, punita per tutto questo, ma mai compresa o ascoltata
    ma mi sono ripresa la mia rivincita 😆
    da grande mi sono iscritta all’università…i miei hanno pensato di morire
    pensavano ad un fallimento continuo e invece mi sono laureata in pedagogia e oggi aiuto quei bimbi come me,
    ch e vengono “umiliati” dalla scuola e non compresi dai genitori
    quando sento insegnanti che si lamentano che i bambini/ragazzi che studiano o genitori angosciati per i risultati dei figli la domanda che faccio sempre è “come mai secondo voi??”nessuno mi risponde!!!
    la risposta è NOIA,
    non voglio fare polemiche sulla pubblica istruzione,perche credo che tutti ne abbiamo le tasche piene di parole e parole, la riforma giusta??
    interessiamo i ragazzi, basta con queta diddattica del voto, facciamo costruire le conoscenze ai bambini, non diamoli sapere preconfezionati, lavoriamo sul problen solving e applichiamolo ai programmi e come ha scritto barbara nel post di oggi amiamoli…la scuola dura poco nella vita delle persone, i voti valgono ancora meno, puntiamo a rendere loro delle persone serene e civili

    • Anch’io penso che bisogna partire dal presupposto che ai bambini piace studiare, imparare, apprendere, semplicemente perché fa parte della natura dell’essere umano.
      Quando “un bambino non studia”, bisogna dunque chiedersi perché: forse non é il momento giusto per quella cosa (non per niente la Montessori parla delle “fasi sensibili”, forse il materiale didattico non é adatto a questo (!) bambino, forse non si sente a suo agio per diversi motivi (impossibile studiare bene senza sentirsi a suo agio)… Credo che il lavoro che sta facendo Barnibal sia davvero molto importante. Purtroppo non ho tante speranze che molte delle sue proposte in breve futuro saranno integrate nella didattica del sistema scuola. Giusto l’altro giorno parlavo con un’amica insegnante alla scuola media (con speciale formazione montessoriana) che raccontava rassegnata di tutto quello che non si riesce a fare perché manca spazio, tempo, denaro, e spesso anche una mentalitá diversa fin dagli inizi (Mi diceva che non ha senso presentare ai ragazzi di 13 anni il materiale montessoriano di matematica, ad esempio, perché loro si vergognano ad usare cubetti di legno – sarebbe tutto diverso se si avesse potuto iniziare giá molto prima con altri metodi didattici, certi problemi ad esempio con il sistema di toccare-per-capire non sarebbero nemmeno venuti fuori…)
      Noi, come Mammafelice sa, abbiamo tolto nostro figlio dalla scuola nella seconda elementare “per amore” se posso dire cosí, oggi é un 14enne che frequenta con grande interesse la prima classe della scuola superiore che ha scelto lui, dopo anni di non-scuola dove siamo riusciti insieme a riappropriarci della passione per lo studio.

      • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
        Mamma Felice
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        Guru
        Mamma di Dafne (10 anni)

        Mi piace tanto il tuo commento, soprattutto perchè sono convinta anche io che ognuno abbia i suoi tempi, e non sermpre i metodi e i tempi delle scuole pubbliche possono andar bene per tutti…

  10. Marianna

    I figli vanno stimolati a studiare seguendo le loro inclinazioni, le loro passioni; ci sono dei periodi che sono un pò distratti, una vicinza silenziosa ma attiva può essere utile.
    grazie a tutte!

  11. sono daccordo con te si sentono troppi ragazzini che fanno gesti estremi perchè caricati di troppe responsabilità ono è detto che un figlio che oggi non studia non studierà per sempre magari è solo un momento, altrimenti ci sono mestieri che si possono imparare anche senza studiare

  12. Io Alle medie andavo bene, molto bene, sono uscita anche con distinto..
    In prima magistrale invece andavo malino, perchè non sapevo studiare…e come mio solito non ero caparbia…
    Mia mamma mi aveva sempre dato fiducia e mi credeva quando le dicevo che andava tutto bene…
    Io sapevo di non andare bene e ho provato a fregarla…dicendole che mi ero scordata di dirle che c’era il colloquio con i genitori….
    e cosi’ lei un bel giorno con la liste dei prof è andata a sentirseli uno per uno, tornando a casa, sconvolta e in lacrima…mia mamma che notoriamente è una dura….e io son stata cosi’ terribilmente male, ero cosi’ dispiaciuta di averla delusa che mi son chiusa in camera per due giorni,,,
    Ale terzo giorno…dopo avermi bloccato tutte le uscite, riducendole al minimo sindacale, mia mamma nonostante il lavoro si è messa a studiare con me…perchè mi amava…..e mi ama…

  13. Sarah Pollin

    Barabra, un post delizioso, commovente e pregno di significati profondi!
    Complimenti!!
    Ciao, Sarah
    PS Non commento più tanto, ma ti seguo assiduamente in maniera silenziosa

  14. stella42

    Ciao a tutte ho letto un po’ di commenti,io sono una ragazza di tredici anni come tutti non amo molto lo studio ma voglio direa tutti i genitori che se anche i figli non studiano non dovete metterli sotto pressione ma ditegli solo che la prossima volta faranno meglio. e sopratutto non vi arrabiate!!!

    • georgia

      … certo, voi non studiate e noi dobbiamo lasciarvi fare e anche non arrabbiarci…
      VOLETE ALTRO? oltre il cellulare, il computer, i vestiti, mangiare, paghetta… basta sapere… noi siamo qui a farvi da BADANTE e a eseguire ogni vostro ordine!!!!!!!!!!!!!
      Altro che arrabbiarsi…

  15. Un post bellissimo che non ho potuto non condividere con i miei contatti. Grazie.
    Elisa

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