Scuola pubblica, arriviamo!

Pubblicato il 10 settembre 2010 da • Ultima revisione: 20 marzo 2015

scuola-pubblica

So già che su Mammafelice inizierà una nuova saga, dal titolo: Miracoli e misteri della Scuola Pubblica. Perchè noi stiamo diventando grandi (beh, Dafne sta diventando grande, io regredisco…), e da Martedì (non chiedetemi perchè, ma a Bologna le scuole iniziano martedì e non lunedì) entreremo nella scuola dell’infanzia, che una volta si chiamava scuola materna, in un complesso statale. Chiaramente rispetto al nido è tutto diverso: i bimbi sono più grandi, sono autonomi, sono senza pannolino (ce l’abbiamo fattaaaa!), sanno mangiare da soli e anche relazionarsi tra di loro.

E quindi per noi genitori inizia finalmente un vero coinvolgimento nella vita di Dafne extra-casa. Adesso potremo sapere da lei cosa ha fatto e cosa ha mangiato (per ora mi accontentavo di intuirlo dalle patacche sulla maglietta), sapremo il nome dei suoi compagni, andremo alle feste di compleanno (Costanza, lo so che mi pentirò di averlo detto, lo sooo, ma adesso non posso farci niente, sono felice!), avremo i colloqui con le maestre, che ci faranno la radiografia e io avrò gli incubi come prima dell’esame di maturità.

Però io sono contenta. La scuola è bella, è pulita, è nuova. Ci sono tre maestre di ruolo (una full time, e le altre due con un part time verticale, quindi in totale 2 maestre in compresenza), 20 bambini per classe (di cui una decina di bimbi italiani, ma provenienti da diverse etnie, e questo mi piace assai), una pedagogista giovane e bellissima, una brava Direttrice, delle ‘dade’ molto simpatiche e affettuose. E poi c’è il giardino, ci sono i giochi. E la scuola è raggiungibile a piedi, e potrò andare a prendere Dafne all’uscita ogni giorno, buttando giù qualche lardello.

Naturalmente mi sono già presa l’impegno di cucire un portatutto da appendere al muro: servirà per le comunicazioni genitori-insegnanti. E’ un rettangolo. Posso farcela. Lo spero. Altrimenti mi sarò già giocata 1000 punti e sul mio diario verrà scritta subito una nota a penna rossa (oddio, ma noi non avremo un diario, ho già sostenuto l’esame di maturità!).

Dobbiamo comprare un sacco di cose! Oltre alle due sacche contenenti il cambio e il necessario per la nanna (ma le prime due settimane si farà solo mezza giornata… è un incubo!!), dobbiamo portare anche dei materiali per la scuola: pennarelli, colla, scottex, fazzoletti, salviette…
L’unica cosa che avevo già comprato per portarmi avanti (le ciabattine), non serve. Chi ben comincia…

La scuola pubblica è veramente messa male, e questo è il vero incubo. Non ha più i soldi per comprare i pennarelli.
E scommetto che questo è solo l’inizio, perchè poi durante l’anno ci saranno altri materiali, altre liste, altre necessità. E io partecipo volentieri, come immagino tutti i genitori, ma mi chiedo quanto sia giusto togliere sempre più soldi alla scuola, per il nostro futuro come persone, come cittadini…
La vera decrescita economica ha la sua base di partenza nella nostra ignoranza. Io credo così.

Penso che queste maestre facciano i miracoli. Combattono contro lo Stato, combattono contro i Comuni, combattono anche contro i genitori, che son sempre più maleducati e menefreghisti, e sempre più delegano alle istituzioni (quali istituzioni?) l’educazione dei loro figli. Una volta i genitori si arrabbiavano con i figli per difendere l’operato degli insegnanti. Adesso si arrabbiano con gli insegnanti per difendere l’operato dei figli.

Ma noi no. Speriamo di no!
La scuola sta per iniziare e io voglio fare questa promessa di collaborazione: maestre, siamo nella stessa barca. Remiamo nella stessa direzione. Il nostro obiettivo comune è educare i bimbi a diventare cittadini del mondo, a stare bene insieme, ad apprendere come imparare. Voglio essere una vostra alleata. Voglio impegnarmi anche io per rendere più facile il vostro mestiere.

Vi affido la mia bambina: trattatela bene. Non è perfetta, perchè non ha genitori perfetti e nemmeno maestre perfette. Forse insieme saremo una squadra che diventerà migliore con il passare del tempo. Per ora dateci una mano ad affrontare questa novità importante, e noi vi daremo una mano affidandovi la nostra più completa fiducia. Non facciamoci incazzare a vicenda, e tutto andrà bene.

E se il pannello con le tasche sarà un po’ stortignaccolo, magari toglietemi solo 500 punti e non 1000. Come incoraggiamento, ecco.



Commenti

53 Commenti per “Scuola pubblica, arriviamo!”
  1. intanto un bacino a dafne, che diventa grande. e poi un abbraccio a te barbara che come sempre parti col piede giusto (pannello compreso).
    vorrei anch’io avere fiducia nel resto del mondo, ma ti posso dire la verità? mi riesce difficile.
    io voglio le stesse cose che vuoi tu.
    voglio che mio figlio sia educato a essere un uomo forte e per bene. che diventi un cittadino del mondo consapevole. che sappia stare con gli altri per creare valore per sé e per il mondo.
    e non mi preoccupa che non abbia pennarelli, se si potrà si compreranno, altrimenti useranno l’immaginazione.
    io credo che la crescita economica abbia la sua base di partenza nella fantasia.
    ma siamo davvero sulla stessa lunghezza d’onda noi e “loro”?

  2. anche noi ci aggreghiamo al gruppo di chi inizia la materna dopo ben tre anni pieni di nido. ma bisogna avere fiducia anche se la situazione è pessima. per i nostri figli la scuola deve essere il periodo migliore della vita, che importa a loro se la carta igienica se la portano da casa?
    l’importante è che le maestre siano in gamba (anche se condivise con altre classi) e che i bimbi crescano sereni e felici. e a loro basta davvero poco.
    in bocca al lupo a tutti!

  3. leggendo il tuo post mi sono emozionata anch’io per il primo giorno di scuola di Dafne! Hai ragione, queste maestre sono delle eroine moderne, e tutti i genitori come voi dovrebbero unirsi a loro per il bene delle nuove generazioni. Forza Dafne e forza ragazzi

  4. Noi iniziamo Mercoledì alle 10 fino alle 12.30-13.30.So già che alle 12.30 sarò li trepidante a prenderlo.Ma a noi mamme chi ce lo fa l’inserimento!!!???Da Giovedì fino al 29 orario dalle 8.30 alle 12.30-13.30.Poi iniziano a dormire se l’inserimento è andato bene, a discrezione delle maestre.
    Le maestre mi sono relativamente piaciute, fino a quando non hanno detto che:”Niente bavaglini, comprategli roba da usare all’asilo e se si sporca la lavate e gliela rimettete anche se macchiata……”
    Questa mi sembra un’emerita c…….ata, mi costringono a litigare con mio figlio sul vestirsi al mattino, io non posso già permettermi di comprare roba in più (poi mi fa schifo mandare mio figlio a scuola con le padelle sui vestiti)e neanche voglio che mi macchi le maglie.Faccio sacrifici per mio figlio, sono secoli che non compro niente per me, neanche vado più dalla parrucchiera.Solo quando li debbo tagliare.Quando esco con le amiche mi sento una barbona, perchè offrono sempre loro, lo fanno con amore, ma è umiliante lo stesso.
    Una mamma gli ha chiesto se dovesse capitare occasionalmente che la bimba ha un vestito (magari appena regalato)molto delicato e costoso, se possono fare un’eccezzione e mettere il bavaglino.Gli hanno risposto di no.Questa secondo me è chiusura mentale, spero di sbagliarmi, ci debbo convivere tre anni.
    Altra stupidaggine nel materiale:
    A prescindere dal fatto che non vogliono i pennarelli, ci hanno fatto comprare 1 scatola di pastelli a cera ad olio (costo 24 euro 8), scatola ikea con pastelli a cera normali acquerelli e matitone, 1 risma di carta o bianca o colorata (mista).
    Le risme di carta sono costose, ho fatto notare che se ci mettiamo d’accordo (siamo 25 in sezione)si può prendere all’ingrosso il materiale, magari coinvolgendo le altre sezioni.
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    Debbo dirvi cosa ne penso……..grrrrr!!!!!
    Morale, quasi tutti (li ho incontrati in giro), hanno comprato sia la bianca che la colorata in negozio (si fa prima) spendendo circa 10 euro.
    La nostra sezione ora avrà 25 risme bianche e 25 risme colorate, stessi colori.Con il mio metodo potevamo comprare anche colori molto strani e diversi e risparmiare.
    Mi sono informata e venivamo a pagare circa 1 euro per la bianca e 4,40 per la colorata……fate la somma da soli.
    Odio spendere dei soldi in più!!Ci potevano servire come fondo cassa per comprare altro materiale.
    Buon inserimento a tutte.
    Baci Uffa

    • Non è venuto quello scritto tra
      Comunque le maestre hanno detto che preferiscono che ognuno di noi porti una risma, chi bianca chi colorata chi se vuole tutte e due.

    • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
      Mamma Felice
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      Mamma di Dafne (9 anni)

      Sui vestiti io invece sono d’accordo con le maestre: perchè mettere un vestito delicato e costoso all’asilo?! Chi lo deve vedere? All’asilo i bimbi devono andare in tuta! Abiti comodi, senza cerniere nè cinture, scarpe col velcro, magliette lavabili ad alte temperature… devono assolutamente essere liberi di sporcarsi!
      Proprio stamattina ho comprato un bel po’ di vestiti per Dafne: pantaloni di tuta e magliette, molto carini e comodi, a 5.90 all’Oviesse. E da Decathlon ci sono le t-shirt in tessuto biologico a 2eur ciascuna, in tantissimi colori. E decisamente a scuola niente jeans e niente gonne! E ti assicuro che Dafne non è mai andata in giro con le maglie macchiate, nè’ con vestiti scadenti: semplicemente è andata in ‘tenuta da lavoro’, esattamente come un operaio non andrebbe in linea di montaggio con la giacca e la cravatta.
      A 3-4 anni i bimbi sono grandi per mettere il bavaglino: io a Dafne non lo metto mai nemmeno a casa! E così imparano prima a non sporcarsi mentre mangiano, perchè sanno che non si deve pasticciare con il cibo.

      Per la carta si poteva sicuramente risparmiare, ma se a loro serve questa settimana, magari semplicemente non c’era il tempo di organizzarsi. Io penso abbiano più esperienza di noi, in queste cose: per organizzare una cosa del genere bisognava prima raccogliere i soldi, poi trovare un genitore disponibile, poi andare a prendere la carta e infine decidere cosa fare con i soldi rimasti. Per lo meno portando una risma ciascuno, i genitori si sensibilizzeranno e si daranno da fare. Magari riproponi la cosa per il futuro, quando ci sarà tempo di organizzarsi.

      • Ma anche io sono per la tenuta da lavoro e il mio pargolo all’asilo è andato con roba che si lavava ad alti lavaggi.Certe macchie di sugo però proprio non vengono via e la maglia è da buttare (la uso per colorare).Poichè andiamo incontro all’inverno almeno tre maglie e tre pantaloni più il cambio bisogna averli disponibili.(Per quando ancora non c’è il riscaldamento acceso, che si asciuga la roba subito).
        Non riesco a spiegare bene quello che voglio dire……Appena il pupo si sporca vi mando una foto che ti faccia capire la mia odissea.
        Comunque, li siamo più di 8 mamme che sono senza il padre in casa.Ciò per noi vuol dire comprare già tutto doppio, così dovremo comprare doppia anche la roba dell’asilo.
        Tu parli di esperienza, invece io ribadisco ottusità mentale.Con i genitori nuovi si fa una riunione a fine anno scorso, poco prima delle ferie.Non comunicare le cose ai genitori al 7 settembre alle 19.Ci vuole rispetto, e scusami ma per me costringermi a correre a comprare la roba all’ultimo non è corretto.Come non è corretto che per 2 settimane non esista ne preorario, ne possibilità di lasciare il figlio a scuola al pomeriggio.
        poi per carità, le maestre si sbattono durante l’anno è un lavoro duro, ma molte volte ci trattano come le mere accompagnatrici del proprio figlio.
        Forse interagire di più con i genitori non gli farebbe male…..
        Avrei tanto voluto una riunione al 20 giugno con chiaccherata con i genitori, dove si dicevano e proponevano le proprie idee e si discuteva tra noi.Questo è creare un gruppo di genitori che ti porterai dietro per tre anni.Non comunicare e basta le proprie decisioni.Scusami Barbara se sono stata polemica, ma mi sono stufata di dovermi sempre adattare a quello che hanno deciso gli altri, senza poter almeno dire la mia.
        Baci Uffa

      • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
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        Mamma di Dafne (9 anni)

        Ma voi andrete in una scuola pubblica? Perchè per esempio anche da noi non c’è il prescuola, ma non per colpa delle maestre: per colpa dello Stato che non lo permette…

      • Statale!Ma il post scuola è gestito da privati, con numero minimo di presenze.E’ così dappertutto ed è sempre stato così.Almeno io per pagarmi gli studi facevo l’educatrice del post scuola e ti parlo degli anni 95 fino al 2003.Poi ho fatto la collaboratrice scolastica ed è sempre stato così.
        Comunque queste maestre spingevano per mandare a casa i bimbi alle 12.30-13.30.Dicendo che loro sono favorevoli.
        Ora io sono convinta che un bimbo debba stare a scuola solo al mattino, per vari motivi.
        Comprendo però che se tu non offri il post scuola è più facile che un genitore non lasci il bambino fino alle 16.30 ma lo vada a prendere alle 12.30 e lo porti da qualche altra parte.(vedi baby parking o baby sitter).
        Per le maestre ciò è un vantaggio.Meno bimbi da gestire al pomeriggio.
        Questa è la mia parte stron……za che fa calcoli cattivi.
        Ma siccome voglio prendere tutto soft ho cercato di accantonare questi pensieri………
        Ora io faccio 2 settimane di inserimento poi andiamo operati di ernia inguinale.Rientriamo il 23 ottobre se tutto va bene.
        Sentirò poi le altre mamme come sono andate.
        A me basta che il mio pargolo sia contento di andare, per il resto non è importante.
        Baci Uffa

  5. Danila

    Sono un’insegnante di sostegno nella scuola primaria? Che dire? noi lavoriamo con niente! Il poco materiale didattico che possiamo comprare è strettamente legato ai progetti .Se fai un progetto,anche inutile,hai diritto a pochi spiccioli in più per acquistare ciò che ti occorre..altrimenti se insegni SOLTANTO italiano, storia, geografia,educazione all’immagine,scienze, matematica, educazione alla convivenza civile,inglese,matematica ecc…ecc…no.Per le attività di sostegno è ancora peggio.Spesso,anzi sempre metto mano al portafoglio della sottoscritta e acquisto tutto ciò che mi occorre. spesso sento mamma fuori scuola parlar male delle insegnanti e mi viene un nodo alla gola:se solo sapessero come è umiliata la nostra professionalità!E nonostante tutto e tutti andiamo avanti.Con tagli del personale ….mancanza di strutture e spazi adeguati.Tutti adottano qualcosa o qualcuno…nessuno mai pensa di adottare una scuola e renderla migliore!

  6. Leggendo le tue parole mi fermo e penso: chissà se anche la mia mamma era così agitata quando ho iniziato l’asilo (ebbene si… per noi quasi trentenni non esisteva la scuola materna o altro… asilo era e asilo rimarrà per sempre!).Non ho mai pensato nella “PROSPETTIVA DEL GENITORE CHE SI SENTE RADIOGRAFATO DALLA MAESTRA”… hai tutta la mia comprensione e il mio sostegno… mi unisco ai pat pat sulle spalle! Un abbraccio, Chiara

  7. Animablu

    Ciao sono una maestra di scuola dell’infanzia e vorrei chiedere a “uffa”di far scambio con me per una settimane in modo che possa vedere quanto è bello aver a che fare con mamme che vogliono “decidere insieme cosa fare ” e che vogliono il bavaglino per non dover lavare i vestiti (e tanti saluti all’autonomia) o che voglion il pomeriggio e magari pure la notte .Non siamo baby sitter (con tutto il rispetto per questo lavoro veramente duro).Sono anche la mamma di due ragazzi disabili per i quali non ho mai preeteso il bavaglino e visto che li sto crescendo da sola certo non ho soldi da sprecare in vestiti ( cara uffa lo sai quanto prende una maestra ?) per cui son 17 anni che smacchio e senza far tante storie . Ho trovato questo sito solo ieri per caso e mi è venuto da piangere quando ho visto tutte quelle schede tematiche che posso stampare per i miei figli (sapete quanto costano quelle in commercio ?) perciò GRAZIE GRAZIE GRAZIE

    • Si, so quanto costano quelle in commercio e anche quanto costa il materiale per bambini con sindrome autistica.Anche la fatica che fanno i genitori a trovare le risorse.So anche quanto prende una maestra, ma sono anche convinta che tu abbia scelto di fare la maestra non solo per lo stipendio.Ora,ci sono mamme e mamme, io cerco di non rompere, ma neanche voglio che mi si dica all’ultimo le cose.Tu, che sarai sicuramente una splendida maestra, fai sicuramente una programmazione con largo anticipo, poi farai degli aggiustamenti in corso d’opera a seconda del gruppo che ti ritrovi.A me come mamma, mi piacerebbe sapere come funzionerà l’anno di mio figlio (offerta formativa)per poi gestire eventuali crisi.
      Lavare la roba non è un problema, ma avrei voluto che avessero fatto le cose per gradi.Fino ad ieri bavaglino (molti asili qua li mettono ed io non ho pensato di toglierlo) anche se solo per sugo (a casa, al nido sempre e comunque)ed adesso all’improvviso senza.
      Le maestre nuove, l’ambiente nuovo, i compagni nuovi.Per me sarebbe bastato iniziare con e tramite gioco toglierlo tutti insieme.
      Questa scuola che già ha tanti problemi, si deve basare sulla famiglia se vuole andare avanti, così la penso io.Per tornare all’argomento cambio, se vuoi faccio cambio con i miei della piscina, la cui metà viene piangendo e quella che non piange è assillata dai genitori che forniscono indicazioni a bordo vasca su come fare l’esercizio.Genitori che non se ne vanno e ogni santo giorno alla fine della lezione ti dicono cosa avresti dovuto fare.
      La mia non era una critica alle maestre era solo un mio pensiero come mamma.Mio figlio non ha mai avuto problemi di nessun tipo, anche quando mancava settimane, perchè lui sa sempre che io so tutto.E quando non so cosa possa succedere glielo dico serena, chiedendogli poi di dirmi tutto tutto.
      In bocca al lupo per il nuovo anno, vedrai che io sarò la mamma più brava della scuola.
      Baci Uffa

      • Animablu

        ciao . vedi che diciamo le stesse cose ? questo mestiere non lo scegli per lo stipendio ma per i bambini 😉 le mie mamme sono state informate per tempo delle regole della scuola e del materiale (che in ogni caso non è obbligatorio lo porta chi vuole e puo’) e anche della programmazione . quello che noi maestre vorremmo è che i genitori invece che pensare alle macchie o a quanto il bambino ha mangiato (e ti assicuro che ci sono genitori che per tutto l’anno si interessano solo a quanto e cosa il bimbo mangia)si accorgessero che le scelte che facciamo sono solo per il bene dei loro figli ,per la loro crescita. Tanti auguri per tutti i vostri piccoli

      • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
        Mamma Felice
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        Mamma di Dafne (9 anni)

        Come mamma, è una cosa che imparerò anche io con il tempo.
        Quello che mi piacerebbe fare, è di considerare che quello che dice la maestra è legge, sia per mia figlia, che per noi.
        (salvo casi eccezionali, ovviamente…)

      • Animablu

        eheh ai miei tempi era cosi’… ora ci sono molti genitori che ci criticano davanti ai bambini … il risultato lo puoi immaginare :mrgreen: …senti se hai letto sopra io ho due ragazzi gravemente disabili e il tuo sito l’ho trovato solo ieri per caso e non sono pratica …le tue bellissime schede tematiche le posso stampare tutte ? posso indicartene altre che potrebbero essere interessanti da preparare ?

      • Mamma Felice (Mappano) - Ariete
        Mamma Felice
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        Mamma di Dafne (9 anni)

        Certo, puoi scaricarle tutte! E se ti va di darmi dei consigli non solo su carte tematiche (mi hanno già chiesto la lista della spesa, gli alimenti, gli oggetti della casa e i vestiti), ma su altri materiali che ti possono essere utili, sarei felicissima di provvedere!!

      • Animablu

        come sei carina sai cosa potrebbe esser interessante ? qualche sequenza come quella della pizza per cose semplici da preparare tipo il budino …e anche schede topologiche (tipo sopra-sotto,alto-basso,davanti-dietro ecc.),oppure le forme (tipo un cerchio e tanti oggetti circolari da associare )…l’ultima cosa che ho preparato io sono tabelle sui cibi (primi-secondi-contorni-dolci-frutta-pane e simili -bevande) per permettere ai miei figli di scegliere cosa vogliono mangiare ,pero’ schede tematiche non ho mai provato a farle

  8. Animablu

    Scusate ma non son pratica … cos’è quel pupazzetto verde che è comparso nel mio commento ?

  9. Animablu

    eccone un’altro 🙁 son posseduta hihi

  10. buon inizio alla tua Dafne… il mio è grandino è alla seconda quest’anno… ma a Napoli alla pubblica anche noi portiamo carta x fotocopie, scottex, carta igienica e acqua…
    ogni lavoretto di natale, festa della mamma, del papà, pasqua eccecc contributo per acquisto materiali…. e ogni volta mi chiedo cosa ha di pubblico questa scuola di oggi… ma mi rincuora avere due insegnanti coscienziose, presenti e precise che hanno fatto un bel programma e nonostante tutto anche diversi progetti e uscite extra 😉
    l’amarezza è tanta ma stringiamo i denti e andiamo avanti in questo percorso insieme..
    ciao Maria

  11. katia

    Uhhh, ma tutto il mondo è paese!
    Ho due bimbi che frequentano la scuola dell’infanzia statale, la principessaè una grande, il puffo ha incominciato il 14 come anticipario. Sono rappresentante di sezione e spesso mi faccio venire il sangue amaro: sempre relativamente ai non fondi stanziati e molto spesso per la poca partecipazione dei genitori alla vita della scuola.
    Le nostre insegnanti sono meravigliose ed il loro primo pensiero sono i nostri figli, fanno tantissimo con i pochissimi mezzi e quindi ben venga se alcuni genitori portano qualcosa in più, chiedono pochissimo ma nonostante questo tantissimi genitori sono completamente disinteressanti e ogni volta che sollecito una partecipazione o mi vedono arrivare con le borse del lidl mi rispondono: ma come portiamo già pennarelli e carta è anche troppo!!! Ma insomma, vogliamo capire che dobbiamo investire sul futuro dei nostri figli???!!!
    Scusa lo sfogo.
    Ps. cosa ultra importante come si sta trovando la tua piccola? Spero che stia andando tutto ultra bene!!!

  12. barbara f.

    ciao mi chiamo barbara, ti seguo da un po’ ma non avevo mai scritto…
    sono un’insegnante di scuola primaria (alias elementare), ma ho lavorato un paio d’anni anche alla scuola d’infanzia.
    ti ringrazio per le tue parole sulla scuola italiana…per quello che pensi riguardo gli insegnanti…averne di mamme come te! e la tua bimba percepirà il senso di rispetto e di fiducia che riponi nelle sue insegnanti e te ne sarà grata…

    in bocca al lupo a dafne e grazie ancora!

    barbara f.

  13. catera

    Buongiorno a tutte.
    Vado e vengo da questo sito, che mi piace moltissimo, da diversi mesi e per alterne vicende. Ad aprile ho perso un fagiolino di 3 mesi e ad agosto un semino di 6 settimane. Non mi sono ancora ripresa e attendo di essere psicologicamente serena prima di affrontare un’altra esperienza, qualsiasi essa sia.
    Ho comunque una figlia di 4 anni (così torno al tema di cui si parla) che frequenta la scuola dell’infanzia. Ha già frequentato il nido comunale e, poiché credo nell’istruzione statale MALGRADO TUTTO, lo scorso anno l’ho iscritta alla scuola pubblica. Tutto bene, anche perché vivo in un’isola felice (la provincia di Reggio Emilia) che è molto attenta all’educazione. Purtroppo quest’anno mia figlia con i suoi 23 compagni è stata messa in un’aula “di risulta”. Il mio unico dilemma è: saranno a norma 3 wc per 47 alunni di 4 anni (visto che devono condividere il bagno con la classe attigua?).
    Ecco, quindi, la mia domanda: come faccio a sapere se è tutto a norma? Qualcuna di voi può illuminarmi o darmi delle dritte? Non voglio sollevare inutili polemiche in una scuola dove, effettivamente, tutti cercano di fare i salti mortali per far quadrare i bilanci e portare avanti i programmi, ma (c’è sempre un ma) in quella struttura esiste una stanza, nata come aula vera e propria, che la direttrice del circolo si è assegnata. Non sarà il caso che faccia valere il diritto di mia figlia? Cioè: se l’aula non ci fosse non starei neanche a rimestare nel torbido delle gestioni interne, ma c’è…
    Che faccio?
    Caterina

  14. Barbara8968

    Salve, sono una maestra della scuola dell’infanzia statale e mamma di due bimbe di 11 e 4 anni. E già qui si spiega perchè fui lietissima quando la scuola statale che accoglie i bimbi dai 3 ai 5 anni smise di chiamarsi “materna”. Io NON svolgo le funzioni peculiari e specialissime di una madre, quando sono al lavoro.
    Così come NON faccio la “maestra” quando sono a casa con Marianna e Caterina.Essere madre ( o padre, solo che la scuola non si è mai chiamata paterna) è un ruolo precisissimo, che non conosce deleghe di nessun tipo.
    Credetemi, è importantissimo che questo ordine di scuola non sia più chiamato “materna”. E’ la scuola dell’infanzia, dove l’infanzia è sovrana e dètta tempi, modalità, contenuti e materiali.
    Inoltre, faccio i complimenti a chi gestisce e redige questo blog, è molto bello, davvero ricco e pieno di suggerimenti. Mi piace moltissimo, inoltre, l’approccio della mamma di Dafne all’ingresso della scuola dell’infanzia.Ce ne fossero, di genitori così interessati e coinvolti. E’ davvero frustrante sentirsi dire da certi genitori: ” ma quale riunione per la programmazione, basta che me lo tieni dalle 8 alle 5 io sono a posto, non ho tempo da perdere per delle riunioni”.
    Oppure: “Ci pensate voi a insegnargli a stare a tavola perchè io non ho tempo e arrivo a casa che sono stanchissima e non ce la faccio”.
    Ecco, io lì sento di aver mancato un appuntamento, non sono riuscita a far capire al genitore quanto sia importante e significativo il nostro ordine di scuola, e quanto sia importante la collaborazione dei genitori….non siamo più il vecchio asilino dove disegnini e canzoncine e via in cavalleria….ma si impara a imparare, a rispettare sè stessi, gli altri e l’ambiente che ci circonda….si ragiona e si stabiliscono delle regole e si cerca di essere gentili….si impara a diventare grandi, a relazionarsi e a condividere. Poi certo, si, ci sono i campi di esperienza, la natura, le osservazioni, le ipotesi, le conversazioni, le regole, ( ah, sant’iddio le regole!), gli esperimenti, i litigi, il far la pace, imparare ad usare le parole anzichè le mani…..alcune colleghe alla secondaria del mio Istituto Comprensivo affermano risolute che le basi dell’essere umano, dal punto di vista sociale, le mette la scuola dell’infanzia e che quindi dovrebbe essere obbligatoria.
    Forse hanno ragione, per adesso io ringrazio la mamma di Dafne e tutte le persone che hanno scritto sopra e mi riprometto di visitare regolarmente questo blog 🙂
    Barbara

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