Quando nasce una mamma

16 luglio 2010 da

mamma

Ieri sul blog di un’amica leggevo le sensazioni legate al primo mese di vita del proprio bambino e a quanto sia difficile allattare (non metto il link per evitarle la stupida tortura dei commenti anonimi che le dicono che non è una buona madre). Per me è stato davvero così difficile e doloroso, che non ne ho affatto un bel ricordo.

Il fatto è che io ero preparatissima: sapevo tutto quello che c’era da sapere sui bambini, avevo letto ed ascoltato qualunque cosa, mi ero organizzata in tutto… ma nessuno mi aveva detto che le uniche cose che non puoi prevedere, sono proprio quelle che dovrebbero essere naturali, come l’allattamento, il prendersi cura del bambino senza impazzire, interpretare correttamente il suo pianto, ecc…

L’istinto della maternità non è così immediato: ci si mette un po’ di tempo, chi più chi meno, a prendere le misure del nuovo bambino e a comprenderlo. Per me è stata tanto brutta la gravidanza, quanto bella la maternità: sono stata fortunata. Mi sono stancata tanto (certe notti avevo le allucinazioni, mi svegliavo di colpo e, pensando di avere Dafne in braccio, mi spaventavo di non trovarla… e invece era nella sua culla), ma mi sono anche divertita tanto.

Però, quello che nessuno ti dice PRIMA di diventare mamma, è che sarai sola. Certe volte sarai proprio sola fisicamente, come ero io, senza aiuti ‘fisici’ intorno. Certe volte sarai sola contro tutti.
Contro tutti quelli che, incuranti del periodo delicatissimo che stai vivendo, ti spiegano come deve essere una buona madre, quanto e come deve allattare, se deve usare la fascia o il passeggino, se deve tornare al lavoro o stare a casa, se deve essere figa a tre giorni dal parto o deve essere materna e non esagerare col trucco…

Non so come sia negli altri Paesi (in Svezia so che l’ostetrica ti segue dopo il parto, venendo direttamente a casa tua), ma in Italia manca un’adeguata assistenza post partum.

O hai una bella famiglia alle spalle, che ti aiuta e non ti opprime (e non tutti hanno questa fortuna, da quello che leggo in giro), o vicino a casa hai una struttura adeguata (pochissime, casi rari), o ti arrangi e ti affidi alla fortuna, sperando di non incorrere nella depressione post partum e di non buttare tuo figlio giù dal balcone.

Ma la vera assistenza manca totalmente.
Manca una figura di un’ostetrica che chiamerei domiciliare, una persona paziente e non maleducata e non rigida, che con cura e pazienza venga a trovarti a casa per sapere come stai, se hai bisogno di una mano, se ti serve qualche consiglio sull’allattamento.

Manca qualcuno che ti faccia la spesa, pulisca casa,ti prepari la cena. Perché di gente che ti dice: ‘Lasciami il bambino che così tu puoi pulire casa’, ne trovi a bizzeffe. Ma di gente che ti dice: ‘Pensa a te stessa, che alla casa ci penso io’, ne trovi pochina.

Manca qualcuno che ti chieda:
- TU come stai?
Quando nasce un bambino, tutti intorno chiedono del bambino. E’ giusto, è naturale: lui è al centro dell’attenzione, è un nuovo giocattolo da spupazzare e su cui riversare le proprie attenzioni. E le madri diventano così, genericamente, invisibili.

Quando nasce un bambino nasce una madre. Ricordiamoci di chiederlo (e lo ricordino soprattutto familiari, amici e papà):
- Tu come stai, neomamma?



Commenti

137 Commenti per “Quando nasce una mamma”
  1. quasimamma scrive:

    Sai che da quando ho avuto la mia bimba ho imparato a chiedere alle neo-mamme: tu come stai? Perchè la gravidanza ed il parto ed il diventare mamma saranno anche cose naturali.. ma dio come di distruggono!
    Io ho avuto la fortuna di avere qualcuno che mi ha detto tu riposati che a stirare vengo lì io..
    Ma arrivano comunque i momenti in cui ti senti sola, ed è DURA tirare avanti per la tua strada! Perchè se qualsiasi cosa ha la tua bambina la risposta è sempre: forse è il tuo latte che non è abbastanza, sia che pianga, che rida, che faccia la cacca o no.. e sfiancante!

  2. pagnottina80 scrive:

    Grande!!! mi sono ritrovata in tutto quello che scrivi.
    Anche io ero prontissima, avevo letto tanto e pensavo di sapere tutto, avevo idealizzato troppo la maternità…..e quando è nata la mia bimba era tutto diverso, quell’amore viscerale di cui tutti parlano io non l’ho sentito subito, e la cosa più importante è che mi sono sentita abbandonata da tutti, ero sola, e per di più dovevo difendermi dai consigli non richiesti che arrivavano da ogni lato, fortunatamente non sono caduta in depressione.
    In Italia si fanno tanti corsi pre-parto ma sarebbero più utili corsi e assistenza post-parto.

  3. twins(bi)mamma scrive:

    E’ vero tutti girano intorno al bambino e giusto la tua mamma e tuo marito sembrano preoccuparsi dello tuo stato di salute come mamma.
    Io come mamma, DOPO quindi il lieto evento, sentendo e leggendo delle altre esperienze mi sono resa conto di quello che avrei potuto fare e non ho fatto, di quello che ho fatto per istinto ed è andata bene. L’istinto di una mamma è la cosa più importante, anche se gli errori si fanno sempre, perchè siamo umane e tutti possono sbagliare. La cosa + bella che può capitare ad un bambino non è una mamma perfetta ma una mamma che gli vuole bene, che l’ha voluto o comunque se non era previsto è comunque una lieta notizia, xhè purtroppo capitano anche quelle mamma che non lo vogliono, che non possono, che non se li meritano e lì sono “dolori” per i piccoli. Le mamme che vogliono bene ai loro piccoli sono quelle che si chiedono sempre: cosa possa fare in + e in meglio?

  4. fiocco72 scrive:

    Come hai ragione Barbara, è proprio dura diventare mamme…io quando lo sono diventata ero giovanissima e inesperta, anche se ai tempi ho avuto l’aiuto dei miei familiari, mi sono stati vicini, era comunque complicato…lo è stato di più con il secondo che nonostante avessi l’esperienza davanti e fossi più informata, era completamente diverso e non ho avuto più l’aiuto datomi per il primo, mi sono sentita più sola e più inadeguata, con in più un altro figlio a cui pensare e un lavoro…Secondo la mia esperienza è più dura fare il secondo o il terzo figlio perchè appunto non si ha solo il nuovo arrivato ma bisogna gestire tutto. E se magari io e mio marito mangiavamo un’insalata ed eravamo apposto con un altro figlio in casa non è possibile…Io ho fatto il corso pre parto e non mi è seervito a nulla, invece credo che un corso post partum possa essere più utile, il parto dura alcune ore, un figlio per sempre e troppe mamme sono davvero sole a dover affrontare tutto.

  5. mammolina scrive:

    Quoto in pieno questo articolo Barbara. Solo dopo he sono diventata mamma anche io mi sono resa conto di quanto è faticoso il primo periodo da mamma…inontri post partum, anche nei consultori, sono sicuramente più importanti che quelli del pre-parto. Un abbraccio

  6. reby scrive:

    Ciao, non ho mai scritto, ma ogni tanto ti leggo e trovo il tuo blog molto interessante.
    Ultimamente ho ripensato anch’io alla fatica di diventare mamma e al vuoto che ti si fa attorno, forse xchè è nato il nio nuovo nipotino che, però non ho ancora visto causa lontananza (Sudafrica…).
    Ho provato tutto quello che scrivi quando è nato il mio primogenito (con l’eccezione che non ero preparata come te), però oggi posso fare anche delle ulteriori riflessioni.
    E’ vero che l’aiuto scarseggia xò ti assicuro che a volte quando l’aiuto c’è è anche difficile darlo. Non sai mai come comportarti, come dare consigli senza ferire nell’orgoglio la neomamma e può capitare (questa è la mia situazione) che dall’altra parte si chiedano consigli, ma si è troppo sicuri di sè x accettarli e così l’unica persona che ne risente è il bimbo appena nato.
    E non parlo solo xchè ferita, credimi mi sta succedendo davvero… :occhioni:
    In questo modo a me è passata la voglia del dialogo con determinate persone e sono anche abbastanza triste ed amareggiata x le scelte che queste stanno facendo (si può prendere una baby sitter a 10 gg dalla nascita di tuo figlio solo xchè non riposi abbastanza…. :roll: ). Ovvio non ho ribattuto a niente, sono affari loro.
    Ma ora mi chiedo se sia del tutto lecito lasciare che si facciano scelte radicali a totale discapito del bimbo senza che nemmeno i familiari intervengano solo xchè devono imparare dai loro errori… :?
    Scusa della divagazione, non c’entra molto con l’argomento.

    • Claudia scrive:

      …scusa, penso che i consigli siano utili solo se richiesti e debbano essere dati solo, ribadisco, se richiesti.
      Avere una persona in casa che ti permette di dormire, credimi, è richiesta sacrosanta perchè la Mamma ha la necessità fisiologica di dormire ed i primi giorni questo è impossibile per tutte ed invece di non rispondere forse avresti potuto proporti tu. Il dialogo è importante ma non deve avvenire a senso unico sennò ci si sente sotto esame in un momento già particolarmente critico.
      scusa se mi sono permessa

      • reby scrive:

        Evidentemente non mi sono spiegata. Innanzitutto io mi sarei proposta immediatamente come aiuto pratico (pulire, fare lavatrici, ecc.) x far dormire la neomamma, ma io abito a Roma e lei a Johannesburg :(
        Le richieste d’aiuto sono partite tutte dai neogenitori, MAI avrei iniziato a dispensare consigli a destra e a manca. Non rispondo + xchè dopo aver dato i precedenti consigli mi hanno trattata malissimo, con battutine ed altro facendomi sentire anche una cattiva madre…e questo non è bello xchè io volevo solo far capire loro che stavano facendo bene, che c’era bisogno di un periodo di rodaggio x la mamma e il bimbo. Ripeto sono solo preoccupata xchè secondo me non si può dare a 10gg al proprio figlio gocce x le coliche, gocce x addormentarlo….
        Non ti sentiresti male se ti dicessero che tuo nipote crescerà con la baby sitter (nonostante la mamma abbia la possibilità di lavorare in casa)? Io sì.
        Nessuno li ha messi sotto esame, loro hanno messo me sotto esame mascherando le loro perplessità su di me in richieste (cosa che hanno fatto anche in altre occasioni, e anche x questo ho deciso di non dire + niente, xchè sono loro che non vogliono un dialogo, tant’è che le ultime volte che mio marito li ha sentiti ogni volta che chiedeva del bimbo loro cercavano di cambiare discorso..).
        Scusa se te lo dico, ma a me questo sembra solo un atteggiamento infantile ed egocentrico…
        Avrei pagato oro un aiuto, un consiglio, ma quando sono diventata mamma ho ricevuto solo critiche… Io non le ho mai fatte anche dopo questi avvenimenti e davvero il mio discorso era solo xchè sono amareggiata e soprattutto preoccupata… Mi ritengo una persona che ascolta molto il prossimo e, x sfortuna mia, cerca sempre di aiutare, è un difetto questo???? Io non credo.

        Quoto tutto quello che hai scritto, anch’io ho vissuto negativamente la non presenza e i primi mesi sono stati snervanti.

    • Mamma Felice scrive:

      Se posso permettermi, dal mio punto di vista sbagli una cosa: la protagonista non sei tu come nonna, ma la mamma, e nemmeno il bambino. La protagonista è la mamma.
      E se la mamma decide che ha bisogno di una tata perchè è stanca, io dico che fa bene. Avrebbe potuto chiedere aiuto ai nonni? Forse sì. O forse non lo chiede perchè sa che verrebbe giudicata.
      Non metto assolutamente in dubbio la tua buona fede, ma penso una cosa: l’aiuto si dà NON come piace a noi, ma come piace agli altri. Se devo aiutare qualcuno, non voglio aiutarlo nel modo che gratifica me. Voglio aiutarlo nel modo che gratifica lui, anche se lo ritengo sbagliato.

      • reby scrive:

        Proprio xchè la protagonista DEVE essere la mamma, mamma ci si diventa non appena tuo figlio nasce dalla pancia, ma con la conoscenza l’uno dell’altro, delle esigenze reciproche. Come farà a diventarlo se lo lascia fin da subito alla baby sitter?
        Il pericolo x lei è quello di perdere tanti piccoli momenti di crescita del bambino che non torneranno +. Se ne pentirà in futuro?
        Secondo me una neomamma, per quanto le è possibile(e in questo caso è possibile), deve coltivare il suo rapporto col bimbo.
        Pensa che tu mi stai ribattendo nel merito, ma è quello che ho cercato di far capire loro (non usando queste parole, un pò forti, ma con molta delicatezza).
        Io mi sento già gratificata al 1000x 1000 come mamma xchè ho 2 splendidi nani e odio le acidone che ti dico non tenerlo, levagli il dito dalla bocca, dagli questo da mangiare…

        • Mamma Felice scrive:

          Onestamente io capisco quella mamma… e dal tono dei tuoi commenti capisco anche che possa sentirsi giudicata.
          Mi sento giudicata persino io che non ti conosco!
          Tu usi parole come: pericolo, perdere, se ne pentirà, errore, deve, atteggiamento infantile ed egocentrico, sono triste e amareggiata… Ammappa! E menomale che non giudichi!

          • reby scrive:

            Queste parole le sto usando con te e dopo essere stata ampiamente giudicata, fra l’altro davanti al marito…
            Con loro non le userei mai xchè comprendo l’importanza del momento. In che modo ti senti giudicata? Perchè ho risposto ad una richiesta d’aiuto? Non parli di mancanza d’aiuto in questo post?
            E allora xchè quando un aiuto morale c’è bisogna sputarci sopra, trattando male anche l’interlocutore.
            La giudicata sono io, t’assicuro, e l’avresti detto anche tu se avessi ascoltato quelle conversazioni… :occhioni:

            • Mamma Felice scrive:

              Io continuo a sentirmi dalla parte della mamma, che ti posso dire?
              Se tu hai offerto il tuo aiuto e loro l’hanno rifiutato, amen. Non è obbligatorio accettare un aiuto. Non è obbligatorio nemmeno andare d’accordo, nemmeno frequentarsi… Mi dispiace che tu soffra, ma se davvero hai a cuore il benessere di tuo figlio, forse dovresti anche saperti tirare indietro.

              • reby scrive:

                Comunque io sono la zia del bimbo in questione, ho solo 32 anni…

              • Nunzia scrive:

                Ciao. Mi intrometto nel vostro discorso perchè forse, avendo vissuto come mi sembra di capire una situazione uguale a reby, mi sentivo di dire anche la mia.
                Anche io mi sono trovata ad avere per prima un figlio e a parte i miei, nesun aiuto o poco altro.
                Quando mio fratello e sua moglie hanno avuto mia nipote, c’è stato un problema con la crescita della bimba.
                Come succede spessissimo, la neomamma chiede consiglio al pediatra…che le dice di dare il latte artificiale. Una volta avuto questo responso mio fratello e mia cognata mi chiesero consiglio. Io mi sono preoccupata prima di capire come procedeva l’allattamento, poi mi sono permessa di consigliare un numero + frequente di poppate ( i bimbi che nei primi giorni di vita bevono effettivamente ogni ore sono pochi!!!Vedi la loro debolezza, vedi che per loro bere al seno è comunque uno sforzo…ecc.non mi dilungo sennò scrivo un ‘enciclopedia e non è il caso).
                All’inizio sembrava che volessi fare la sufficiente, la saputona, che dà contro il parere di un medico!!!
                Io l’ho buttata lì dicendo:”Io proverei così, almeno per una settimana,allattando tutte le volte che la bimba si sveglia piangendo! POi se tenendo questi ritmi il peso non aumenta, si può sempre passare al latte artificiale”.
                Nonostante tutto alla fine hanno seguito il mio consiglio e la bimba è cresciuta di peso e non ha dovuto prendere nessuna aggiunta.
                Ma se li sentite ora il merito è loro che hanno capito le necessità del caso!!!!
                Io alzo le spalle! Tanto l’importante è che la piccola stia bene!
                Comunque è vero che aiutare a volte è difficile.
                Il mio consiglio per reby resta questo.
                Se uno chiede è lecito dare una risposta, ma non serve farsi il sangue amaro. E’ anche giusto che uno della propria vita possa fare ciò che vuole.
                L’importante che nessuno possa venire a dirti che non ti sei resa disponibile.
                Spero di essere stata chiara e scusate se mi sono impicciata.
                Nunzia

    • Alessia scrive:

      mi intrometto anch’io, posso?
      E’ verissimo che aiutare è difficile, prima di tutto perchè in pochi anni sono cambiate molte cose nella conoscenza del neonato, della neomamma e di quello che si dovrebbe far e poi perchè magari altr epersone hanno vissuto esperienze diverse e hanno fatto scelte diverse che sono andate bene in quella particolare situazione ma non sono consigli universalmente applicabili, proprio per questo anche in Italia dovrebbe esserci un supporto professionale alla neomamma, invece qui c’è la politica dell’abbandono e della disinformazione degli operatori professionali (vedi pediatri che consigliano immediatamente l’aggiunta di latte artificiale).
      Ci vuole molto tatto quando si è suocere, mamme, cognate ed amiche di una neomamma sia perchè caratterialmente siamo tutti diversi, sia perchè il momento è molto delicato e difficile anche fisicamente e il crollo ormonale post-parto non aiuta.

  7. polly scrive:

    bellissimo articolo!
    anche per me è stata molto dura, e poi cinque anni fa non conoscevo molte altre mamme, mi sentivo davvero sola come un cane.
    credo che i consultori (almeno nella mia provincia), diano il servizio dell’ostetrica a casa dopo il parto…però io non la chiamai perchè nel nido della maternità ho vissuto l’esperienza orribile dell’ostetrica tettalebana (non so chi sto citando, con il termine, mi sovviene un articolo di p.maraone su gioia)che mi faceva allattare le gemelle contemporaneamente e io mi vergognavo, mi sentivo una mucca da latte e ho terminato l’allattamento il prima possibile. (poi con la piccola è stato diverso, perchè finalmente nessuno aveva più nulla da insegnarmi). per fortuna dopo qualche mese ho avuto il coraggio di rivolgermi alla psicologa del consultorio, su consiglio della gine.
    infine, da qualche mese ho scoperto le mamme su internet e trovo che anche gli articoli come questo sono una spinta importante. quindi in bocca al lupo a tutte le neo mamme!

  8. Blanche scrive:

    Io decisamente non faccio testo. Ho avuto tante fortune: tanto latte da poterlo vendere, un cucciolo che ha poppato bene e vigorosamente da subito, una madre amorosa e presente che vale tanto oro quanto pesa, anzi molto di più perchè è uno scricciolo e pesa pochissimo, anche se ha un’energia che smuove le montagne. Ho avuto la “fortuna” (sic!) di aspettare mio figlio per 15 anni prima di riuscire ad averlo, perciò quando è nato ero talmente istupidita dalla felicità che non sentivo nemmeno il dolore della ferita (cesareo). Ho anche la fortuna di avere una caratteraccio presuntuoso e la mania di documentarmi su tutto, così’ qualunque cose mi dicessero io mi ero già fatta un’opinione e procedevo come un trattore per la mia strada -e i fatti mi hanno dato ragione.
    Forse in questo sono stata aiutata dal fatto di essere diventata madre in età matura, avevo quasi 42 anni quando è nato mio figlio.
    E allora che ci vieni a dire, direte voi, giustamente.
    Mi sento di dare un consiglio alle mamme in attesa. Leggete, leggete e leggete ancora, documentatevi, imparate. Siate pronte a rispondere a tutti quelli che verranno a darvi “buoni consigli” non richiesti (sempre che non deciate di mandarli a quel paese, che va altrettanto bene!) Perchè chissà come mai ma anche il salumiere si sentirà in diritto di insegnarvi ad allattare vostro figlio o a criticarvi perchè gli date, che so io, il finocchio e non la camomilla.
    Fatevi le vostre opinioni, non per usarle tutte o rifiutare i pareri degli altri, ma per costruirvi la tranquillità di chi non è del tutto impreparato “in materia”. La tranquillità è quello che conta, non le opinioni, perchè spesso le cambierete anche voi quando vostro figlio ve le farà cambiare.
    Sull’assistenza post-partum non posso che quotare le altre, le mamme sono lasciate sole. Non c’è niente da fare, in questo paese bisogna pensare a tutto prima. Se state bene, se potete, lasciate stare i bavaglini a punto croce e preparatevi come se doveste stare sotto assedio per tre mesi :mrgreen:
    Poi non va sempre così male, è difficile ma non sapete come reagirete e potrebbe anche andare benissimo. Io ho un ricordo stupendo di quei primi tre mesi.
    Con affetto e di :cuore: a tutte le mamme neonate
    B.

  9. elena scrive:

    Concordo pienamente sul fatto che da noi manca una adeguata assitenza post parto. La mia prima figlia è nata Inghilterra dove è vero che ti dimettono dall’ospedale dopo soli due giorni, ma per una settimana viene a trovarti giornalmente una infermiera specializzata che visita la mamma, il bambino, ti consiglia, TI ASCOLTA, ti invita a frequentare gruppi di neo mamme (che esistono anche in paesi di pochi anime come quello dove vivevo io)dove ho trovato ottime amiche.
    La mia seconda figlia è nata in Italia: il parto è stato traumatico, l’assitenza post parto inesistente, soprattutto sotto il profilo psicologico. Per fortuna, me lo ripevo sempre, non era la mia prima figlia e potevo quindi contare sulla mia precedente esperienza. Non è un voler essere esterofili ad ogni costo, ma in Italia siamo ancora anni luce indietro!
    Ciao
    Elena

  10. BarbaraSpeedy scrive:

    Che bello il tuo post….in questi tempi abbiamo tutto per i nostri bambini…ma qualche volta ci sembra di non avere niente…..la depressione post partum è terribile…come tutte le depressioni ed è insidiosa…è bene che se ne parli e che si abbia vicino qualcuno che capisca! Se una volta non lasciavano alzare le mamme per 40 giorni dopo il parto, forse una ragione c’era,non siamo wonder woman!!!

  11. Claudia scrive:

    E’ vero, nessuno ti parla della stanchezza, di queste tette enormi sempre in giro, del fatto che poi non dormirai più come prima, del pensiero fisso concentrato su di lei, di tutte le emozioni e di tutte le lacrime che verserai con o senza motivo…della casa che ti viene incontro…ci si perde i primi mesi perchè siamo “costrette” a fare tutto e il tempo per goderci la creaturina sembra tempo portato via ad altro (sistemare la casa, spesa, cucinare)…basterebbe pensare: ecchisenefrega se c’è la lavatrice da fare adesso voglio godermermi mia figlia non sono necessaria solo al suo sostentamento (pappa, cambio, nanna) sono soprattutto la sua Mammae voglio godermi questo miracolo. :cuore:

    • reby scrive:

      Scusa se scrivo anche qua e se sono petulante, ma ritornando al mio discorso: questo è il pensiero che ho cercato di trasmettere ai neogenitori.
      Loro vedono il bimbo solo come un essere a cui dar da mangiare e a cui cambiare il pannolino, non hanno compreso la magia del momento che stanno vivendo. E’ questo che mi rattrista… :occhioni:

      • Claudia scrive:

        ti posso solo dire che la magia del momento scompare dietro la stanchezza che provi ed alla paura che hai di sbagliare ed di non sapere cosa fare… gli altri ti dicono: goditela ora che poi passa, vero! ma all’inizio tra pappa/cacca/nanna/pianti non ne hai il tempo e non serve che altri te lo ricordino aumentando, magari, il tuo senso di smarrimento/inadeguatezza.
        Detto questo ti consiglio di “mollare il colpo” cioè lascia perdere questo discorso non recriminare sul fatto che non ti ascoltano non ti chiamano perchè non ne vale la pena ti avveleni il sangue e crei una crepa che poi è difficile richiudere… e se aggiungi anche la distanza :occhioni:

        • reby scrive:

          Il colpo l’ho mollato, la crepa si è già creata…
          Volevo solo testimoniare questa mia esperienza x far capire che il dialogo fra mamme è importantissimo e va sempre coltivato. Le mamme dovrebbero allearsi, non schierarsi una contro l’altra, nella continua ricerca della propria perfezione.

          Un bacione al piccolo Paolo lontano, ma vicino al mio cuore! :cuore:

          • Claudia scrive:

            ma in questo caso tu non ricopri il ruolo di mamma ma quello di suocera ed il discorso è diverso, la complicità tra mamme è diverso dal rapporto mamma/nuora e suocera, salvo rarissimi casi.

            • reby scrive:

              Nessuno mi aveva mai detto che faccio la suocera 8O ….
              Continuo a non spiegarmi……e se ti dicessi che l’altro giorno le ho mandato il link della Leche League xchè so che è sola e lei mi ha risposto che non ha tempo x queste cavolate??????

              Il mio dispiacere è aumentato dopo questa conversazione, penso di non postare + sull’argomento.

              • Claudia scrive:

                mi spiace se ti ho ferito ma non volevo darti della suocera in senso negativo ma solo indicarti che tu sei sua suocera (brutto termine) ed in quanto tale lei, senza volerlo, si sente sotto esame perchè sei la mamma di suo marito…storia lunga del rapporto suocera/nuora.
                Vedo che hai il nervo scoperto per questa situazione e ribadisco che non volevo ferirti. ma ti prego di non smettere di confrontarti e con lei. :perte:

              • reby scrive:

                Non sono la suocera, ma la moglie del fratello del marito… la zia del nuovo nato, ho 32 anni e il nostro potrebbe essere un bel rapporto tra mamme…

              • Mamma Felice scrive:

                Ti faccio notare che in due ti abbiamo scambiata io per la nonna, e lei per la suocera: non pensi che forse questo malinteso possa essere indice di un tuo atteggiamento un po’ troppo duro?

  12. Lisanna scrive:

    Mi fa molto molto piacere leggere questo tuo post!!!! io il primo mese di Edoardo l’ho vissuto bene e ne ho un bel ricordo.
    Però ho anche vivido il ricordo delle difficoltà di cui parli tu!! ed è bello che anche le neomamme leggano questo cose..
    Annalisa

  13. nora scrive:

    Importantissimo articolo! Si parla troppo spesso di questioni irrilevanti riguardo alla maternità e troppo poco delle madri. Sono concorde con il fatto di informarsi e prepararsi alla nascita, non solo fisicamente ma anche, per quanto possibile, psicologicamente. E’ davvero importante farsi un’opinione in proposito, che poi si aggiusterà con il tempo e con l’esperienza.
    Io sono stata in un certo senso fortunata: mi sono informata e ho letteralmente studiato approfondendo il più possibile la questione e ho alle spalle una famiglia vicina ma non invadente.
    Ma un consiglio che mi sento di riportare, che per noi ha funzionato, è quello che ci avevano dato al corso pre-parto: il compito del marito/compagno per almeno la prima settimana dopo il rientro a casa, dovrebbe esser quello di fare da schermo per la nuova famiglia impedendo qualsiasi interferenza, anche dei familiari. Per intenderci: rispondere al telefono, fare da filtro alle offerte di aiuto, rimandare le visite ad altro momento sollevando la neo mamma da incombenze e consigli non richiesti almeno per quel periodo necessario perché la nuova famiglia riesca a trovare un nuovo equilibrio. Se poi a questo si aggiungesse un aiuto più professionale sarebbe perfetto!

    • Mamma Felice scrive:

      Sono perfettamente d’accordo con te! Il ruolo del papà è fondamentale, e ancora una volta occorrerebbe che i papà (visto che in Italia MANCA anche il congedo) prendesse un bel po’ di ferie dopo il parto, per stare a casa ad aiutare la neomamma.

  14. bismama scrive:

    Come non essere d’accordo con te?
    Eh…presto conoscerai i dettagli della mia storia…
    Anche la mia è stata simile…ed è dura anche superarli certi traumi e i sensi di colpa successivi.

  15. Rospino scrive:

    Che bell’articolo Barbara!
    Anche io ho sofferto tanto dopo la nascita della mia bambina; la mia non è stata una sofferenza dei primi giorni, ma un disagio che piano piano si è fatto strada e si è accumulato per svariati mesi e dal quale sono uscita circa un anno dopo il parto.
    Mio marito ha avuto la fortuna di poter restare a casa 15 giorni dopo la nascita e ho un ricordo bellissimo di quel periodo: noi due che ci alzavamo insieme la notte, che riposavamo insieme quando la bimba dormiva, le coccole, la meraviglia di avere quell’esserino meraviglioso davanti a noi…
    Poi lui è rientrato a lavoro ed io sono rimasta sola.
    Ha chiesto a sua madre di passare da me tutti i giorni (la mia in quel periodo non aveva la possibilità di venire quotidianamente per problemi di salute): mia suocera arrivava, si piazzava sul divano cicalando in continuazione mentre io cucinavo, facevo lavatrici e accudivo la bambina; una volta le ho chiesto di farmi il letto, mi ha risposto che prima voleva godersi la bambina… da quel momento non l’ho più voluta in casa.
    Hai ragione Barbara quando dici che nessuno ti chiede “come stai?”, ma la cosa che mi ha più fatto soffrire è il non parlarne tra mamme: diverse mie amiche hannp partorito prima di me e tutte le volte che ci vedevamo loro erano sempre affacendate intorno ai loro bimbi, sorridenti e felici… mai un accenno alle difficoltà, alle insicurezze, alle lacrime che sgorgano all’improvviso senza che tu possa controllarle…
    Perchè questo? Perchè le mamme non parlano con le mamme? Chi e che cosa impone questa (falsa) immagine di positività, di “tutto va bene”?
    Grazie Barbara per averne parlato e grazie a chi vorrà condividere le proprie esperienze per aiutare le mamme in difficoltà.

  16. Alessia scrive:

    Bellissimo questo articolo, hai perfettamente ragione, qualcuno pensa a noi? no. Anch’io come te quando aspettavo il primo bambino ho letto di tutto. Ero super informata e dico “per fortuna” perchè piovevano consigli non richiesti da tutti i lati, e alcune volte mi hanno madnato in crisi nonostante fossi certa di quello che stavo facendo, per fortuna ho una pediatra che mi ha appoggiato e se qualche “consiglio2 mi metteva la pulce all’orecchio lei mi toglieva qualsiasi dubbio e mi diceva di continuare per la mia strada, così come avevo fatto fin’ora. Il bambino cresceva molto eppure qualcuno ha avuto il coraggio di dire che il mio latte non era sufficente visto che si attaccava spesso e non dormiva tutta la notte, invece il mio piccolo aveva bisogno di contatto e lo vedo tutt’ora con i suoi 4 anni che è un bimbo affettuoso e “fisico”, lui deve baciarti, abbracciarti ha bisogno di contatto fisico. Se non fossi stata forte di mio non avrei bei ricordi della maternità, e non nego che un paio di volte dopo intromissioni non richieste mi sono ritrovata con il piccolono in braccio a piangere come una fontana. Ben venga l’aiuto, mia madre è venuta un paio di volte a farmi le “grandi pulizie”, io cercavo di riposare con il bambino lei puliva, chiudeva la porta e se ne andava senza disturbare, per il resto un pò io e un pò mio marito, però l’aiuto è diverso dall’intromissione. Purtroppo ci sono diverse categorie di nonni, nonni che si rendono utili senza invadere gli spazi del nuovo nucleo familiare e nonni che invece pensano, in buona fede per carità, che loro possono arrivare in casa tua come cicloni con consigli che debbano essere per forza accettati e che si sentono in dovere di mandare avanti il tuo “nucleo familiare” sconvolgendo i tuoi ritmi e la tua privacy. Non è bello ritrovarsi, con lo stress di nottate in bianco, a daver aprire la porta e dare spigazioni sul perchè il bambino stà piangendo. Non hai il tempo di vedere se ha fame se ha il pannolino pieno o qualsiasi altra cosa o sentirti dire ogni volta “fai così o fai cosa” quando invece sai benissimo cosa fare. Uno stress in più che potremmo risparmiarci, spiegazioni in più che potremmo evitare. Giustificazaioni sul perchè hai chiamato qualcuno che ti pulisse casa. Delle volte, sarò controtendenza, ma io preferivo non avere nessuno intornoe godermi il mio bambino tranquillamente, godermi quegli attimi senza los tress di avere nessuno intorno che non ti fa riposare, perchè al pomeriggio o alla mattina se il bambino sonnecchia potresti approfittare e invece no …… attimi a due o a tre con il papà senza intromissioni esterne, come se tu non fossi capace in quanto neomamma e loro esperte ……. invece ti ritrovi a saperne più tu di loro. L’istinto materno arriva con l’arrivo del piccolo assecondiamo il nostro istinto.

  17. diletta scrive:

    secondo me l’italia da questo punto di vista è rimasta molto indietro. Mia figlia più piccola è nata in Francia e lì è tutto diverso. non solo per il sostegno alle madri ma anche per gli agevolamenti che ricevono le famiglie con figli. infatti la francia è il paese con il maggior tasso di natalità. le donne tornano a lavorare prima ma hanno molte agevolazioni come il part time e al secondo figlio possono richiedere più tempo, fino a 3 anni. tantissime donnne che sono a capo di grandi azienze sono quelle che hanno più figli. e soprattutto, cosa che per me è fondamentale, ai padri viene concesso il congedo di paternità, va bene che l’importante è che ci sia la madre con il bambino ma nelle prima settimane secondo me è indispensabile anche il sostegno del padre.

  18. Noumea scrive:

    Interessante il post.
    Però qui da me gli aiuti post parto ci sono:
    quando ero in ospedale, dopo il parto, è passata un’ostetrica del consultorio e mi ha lasciato il numero per chiamarla se avessi avuto bisogno(stessa cosa aveva fatto quella che aveva tenuto il corso preparto) ed è venuta anche a trovarmi per vedere come stavo pochi giorni dopo il ritorno a casa.
    A me è andato comunque tutto bene ed ho ricordi bellissimi dei primi mesi dopo il parto. Secondo me non serve documentarsi chissà quanto perchè ogni mamma ed ogni figlio ha le sue esigenze. Credo che l’istinto sia l’arma migliore:io affrontato le cose giorno per giorno, ascoltando i consigli se mi sembravano buoni o fregandomene se ritenevo le mie idee migliori ed è andato tutto bene.

  19. emmemme scrive:

    Io ho partorito a 41 anni pieni. si dice che le mamme quarantenni siano più tranquille, serene, consapevoli.
    non è sempre vero, lo stesso mio ginecologo e, poi, il pediatra me lo hanno chiarito a lettere cubitali.
    nel mio caso però sì e totalmente.
    non avevo uno spiccato senso materno (è scoppiato prepotente dopo il parto), sono una persona che ha vissuto sufficientemente dall’essersi scrollata di dosso una miriade di insicurezze e false credenze tipiche del periodo precedente, sono mediamente non ansiosa e ho un buon equilibrio. sentirmi dire certe cose dal gine, dal ped e anche dalle maestre del nido, che di esperienza con donne, mamme e bimbi ne hanno, mi ha fatto piacere e non poco.
    ho vissuto i primi mesi con la stanchezza tipica di chi ha, prima, fatto un cesareo, poi gestito un bimbo che non dorme nella media (diciamo media alta), ma aiutata per un po’ di ore al giorno dalla propria madre, e per questo sono stata molto fortunata.
    però, sono orgogliosa di me per questo, sono sempre stata molto serena e non ho mai perso la testa o entrata nel panico per i problemi che si sono presentati puntuali. ho, anzi, vissuto l’esperienza contraria, di un marito più ansioso di me..
    il bimbo è sereno e gioioso e questo è il premio più grande. perchè se è vero che il carattere conta, l’atmosfera che respira conta secondo me ancora di più.

    • emmemme scrive:

      ho dimenticato di dire che quando ero incinta leggevo abbastanza riviste specializzate e qualcosa su internet, ma senza “farne una malattia” e prendere tutto per oro colato. solo per non essere presa alla sprovvista di fronte alle varie situazioni.ha funzionato.
      quando è nato ho avuto le mie incertezze, ma avevo sempre una “conoscenza dell’argomento”, sembrava avessi sempre gestito lattanti (mai, nemmeno i nipoti!) e avuto altri figli. me lo hanno detto spesso. di tutto questo vado orgogliosa e si vede da questo intervento. una delle cose che mi hanno più dato soddisfazione degli ultimi anni. spero di poter continuare così e che tutte le mamme vivano la stessa cosa.

      • Claudia scrive:

        ma lo sai che è quello che sostengo sempre io l’ignoranza, intesa come ignorare i fatti, crea paura e solo l’informazione ci aiuta ad affrontare le cose con più serenità…sapere che altre hanno già affrontato lo stesso problema ci fornisce l’ancora di salvezza che ci serve o almeno un punto di partenza per provare!
        Sapere cosa succede al nostro organismo durante ogni fase del parto aiuta ad affrontarlo senza paura….sapere che se un bimbo piange è perchè ci vuole dire qualche cosa e non vuole farci un dispetto, mai!

  20. quasimamma scrive:

    Giusto per restare in tema di consigli non richiesti posso darne uno anche io?
    Se non vi piace fustigatemi :mrgreen: siete autorizzate!
    E’ un consiglio che mi ha datto mia mamma ed io l’ho presa in parola subito – specialmente con/contro di lei :mrgreen:
    “Dai retta a tutti e poi fai quel che vuoi!”

  21. ChiccaGaia scrive:

    ..cha fatica i primi mesi!e che fatica allattare!..io vivo in un piccolo paese e qui sei abbandonata proprio a te stessa…ringrazio quella santa donna della mia pediatra che dopo 20 giorni dal parto,alla prima visita di controllo della piccola,mi ha guardata negli occhi e mia ha detto “MA TU COME STAI??”…

    ..credo di non essere caduta in depressione perchè quando qualcosa non andava ho sempre chiamato lei…mi ha sempre consigliata,aiutata…e tutte le volte che la chiamavo in preda alla disperazione mi ripeteva questa frase:”RICORDATI CHE TI STO PARLANDO DA MAMMA,NON DA DOTTORE”
    ..le voglio un gran bene! :cuore:

  22. Francesca scrive:

    Parole sante!!! E’ successo tutto così anche a me con il mio primo bambino…ma 15 mesi dopo la sua nascita ne ho avuto un altro anzi un’altra..ero terrorizzata soprattutto per la poca distanza di tempo che li separa ed invece è andato tutto benissimo per un solo motivo: la consapevolezza. La maternità è in parte un istinto (secondo me) ma per la massima parte è un mestiere da apprendere e ovviamente ogni mamma ed ogni bambino sono un binomio unico ed irripetibile. La mia prima esperienza è stata fondamentale per la seconda, ho imparato tantissimo (soprattutto sull’allattamento PS quelli della leche league sono super disponibili ad aiutarti sempre, anche telefonicamente) ma soprattutto ho imparato a chiedere aiuto, a rifiutarlo quando non gradito o non necessario ed ho imparato ad esternare tutte le mie emozioni, belle e brutte, con mio marito, con la sua famiglia, con la mia, liberatorio!! Inoltre le altre neomamme con pupetti di qualche mese, sono fantastiche compagne di chiacchiere e fantastiche dispensatrici di esperienze utili!! Chiedere, chiedere, chiedere! Un abbraccio ed un in bocca al lupo a tutte le SUPERneomamme!

  23. angela ercolano scrive:

    ho letto il libro una madre lo sà di concita de gregorio e tra i vari episodi c’era quello di un’ostetrica con tanti anni di servizio e diceva che l’unica che chiedeva la madre come stà? era la madre della madre tutti gli altri si occupavano solo del bambino

  24. Betsabè scrive:

    te lo farò sapere ad ottobre… :heart:

  25. christine scrive:

    prima di diventare mamma, anch’io non capivo.
    quando è nato mio figlio, Marco, che ora ha 26 mesi…come dici tu, giustamente tutti chiedevano di lui, volevano tenerlo, per consentirmi di andare a fare la spesa o pulire… 8O
    non ho mai lasciato Marco ai nonni per fare la spesa, sarà capitato pochissime volte..perchè penso sia importante che stia con noi genitori, a vivere anche la routine della vita quotidiana.
    oppure ti dicono, te lo teniamo noi in braccio, così puoi pulire…..

    mi sono commossa, quando un mio amico, dopo la nascita di mio figlio, mi è venuto a trovare e oltre ad un pensiero per mio figlio, ha regalato a me un pigiama, con i bottoncini per allattare….è stato l’unico che abbia pensato anche a me…compresi i regali per il mio compleanno che erano tutti per marco!

    da quel giorno, ho iniziato anch’io a fare così, alle mie amiche che avevano un bimbo ho sempre portato un pensiero anche a loro, oltre che per il bambino….

    però, onestamente, anch’io, prima di ‘diventare mamma’ a mia volta.. non ci avevo mai pensato…di questo mi dispiace molto..

    grazie MammaFelice per il tuo post.

  26. Wow, che post. Le tue parole mi hanno davvero toccata. Mi sono riconosciuta al 100%…

  27. barbara scrive:

    come è vero……ho chiesto alle a<miche di venire a visitarmi a casa un po' diluite e darmi una mano, anzichè venire in massa all'ospedale….risultato=? il deserto………

  28. Maè scrive:

    nel leggere questo post mi vien male … mi vien male a pensare a quei momenti bui.
    Si sta male, ed a volte non basta che qualcuno ti chieda come stai .. perchè non si ha il coraggio di dire le cose come stanno.
    Prima di diventare mamme non si può sapere .. ne i dolori .. ne naturalmente le gioie :)

  29. Lanterna scrive:

    Ecco, questo post ovviamente riguarda anche me. Nessuna assistenza professionale post partum (infatti l’allattamento è andato a farsi benedire, ma tutto sommato chissenefrega, credo sia il minimo dei mali), la famiglia di lui lontana e in parte giudicante (per fortuna la parte di cui mi interessa meno), i miei genitori lavorano ancora e quindi han fatto quel che potevano. Questo per entrambi i figli. Che cosa mi salvava? Il fatto che mio marito lavora dietro casa, torna a casa per pranzo e nel pomeriggio alle 17 al massimo è in casa (no, non ha un part time: comincia alle 6).
    Ecco perché, ogni volta che si tira in ballo la solitudine delle madri, io ho bella e pronta una soluzione: un bel congedo di paternità obbligatorio, tipo 15-30 gg al 100% dopo la nascita di ogni figlio. Fantascienza? Beh, ritengo che sia più utile del congedo matrimoniale, che serve solo per andare a fare il viaggio di nozze: vogliamo dire che il viaggio di nozze è più importante che fare il padre?
    So anche di alcune donne che inorridirebbero, del tipo “2 bambini al prezzo di 1″. Beh, questo mi fa arrabbiare, perché i nostri mariti sono imbranati solo nella misura in cui noi glielo permettiamo.
    Mia madre, perfezionista al massimo, non ha mai permesso a mio padre di farsi nemmeno il caffè “perché sporcava”. Risultato? Adesso accudisce un bambino di 58 anni e 80 chili. È questo il significato dello stare insieme?

    • Mamma Felice scrive:

      Come sai, sono pienamente e totalmente d’accordo con te.
      Ammetto anche che, uno dei motivi per cui ci siamo sposati (io non ne sentivo proprio il bisogno) erano i 15gg di congedo matrimoniale, che Nex si è preso proprio dopo la nascita della bambina ;)

  30. kikka scrive:

    PAROLE SANTE!!!! :D

  31. clarissa scrive:

    hai perfettamente ragione (come sempre!)
    Io non ho potuto allattare perchè ho avuto una complicazione dopo il parto, sono stata operata d’urgenza e ho passato 20 giorni in ospedale.
    Ero traumatizzata perchè non potevo stare con il mio Camillo che era appena nato e continuavo a piangere. Gia mi sentivo in colpa per essere una ragazza madre e per avergli gia complicato le cose ancor primadi nascere.
    Ho avuto la fortuna di avere una mamma fantastica che mi ha aiutato tanto e mi ha fatto capire che sarei stata madre comunque anche con il latte artificiale e che anche mi ha aiutato praticamente portandomi il mio tato tutti in giorni in ospedale.
    Mi viene ancora da piangere a scrivere di questo…
    …bisogna stare vicino alle neo mamme e cercare di far capire che ci sono mille modi per stare con i propri figli e per occuparsi di loro e che nessuno “nasce imparata” che si cresce giorno dopo giorno insieme al proprio figlio che a volte si fanno degli errori e a volte si fanno delle scoperte meravigliose..
    …quindi ne approfitto per dire GRAZIE MAMMA che nonostante tutto mi è sempre stata vicino

  32. arianna scrive:

    Post meraviglioso. Ricordo ancora come un incubo il post parto, dover tutti sapevano quello che dovevo fare (meglio cosa NON fare) tranne me. Mi avessero detto segui l’istinto, barcamenati con le necessità che via via incontri, sarei stata molto meglio. Ed invece tutti a dirti: no al lettone, allattalo, fallo piangere, fai questo, fai quello.
    La cosa più saggia è davvero ascolta tutti e poi fai come ti pare!

  33. Gloria scrive:

    Grazie Barbara…
    Non per me, che ormai mamma lo sono. Ma per tutte quelle che nasceranno mamme. Perché ci si riconosceranno tutte, prima o poi, in una o più di una delle cose che hai detto. Io in particolare su quella del “Ti tengo il bambino così pulisci, eh…”, o anche sul “Eh ma dorme sempre quando veniamo a trovarvi!”, che non hai scritto ma ci scommetto che almeno una volta l’hanno detta anche a te!
    Come hanno detto in tante dopo che si diventa mamme viene ancora più naturale chiedere prima alla mamma come sta, ma per molte (anche mamme) non è per niente spontaneo.
    Bello che se ne parli, anche e soprattutto così.

    • Mamma Felice scrive:

      Rilancio con un’altra bellissima frase:
      - No, non vogliamo disturbare. Veniamo solo per vedere la bambina.
      Come diventare un soprammobile, insomma. :lol:

      • bietolina scrive:

        ciao Sara Ale è sveglio che lo voglio vedere??? (questo è un sms che mi arriva ed è arrivato spesso)

        • Elisa scrive:

          ahahahh a me la svegliavano direttamente senza chiedere … sai quante volte ho detto la frase “x favore non suonate bussate” e sai quante volte suonano 5 volte finchè non rispondo ….

          • ChiccaGaia scrive:

            ahahahahahah!
            ..scusa se rido,ma io fuori dalla porta avevo pure appeso un cartello con scritto “sto dormendo,per favore non suonare!”..e secondo te qualcuno lo leggeva quel cartello?????…e quando entravano dalla porta-diciamo entrava perchè questo post è diretto a mia suocera-vedeva la bimba dormire nella culla e la svegliava!!!non so cosa mi ha trattenuto dal prenderla a bip!!…e mi vien da ridere perchè con i modi antipatici che ha sempre avuto,ora mia figlia non la puo’ vedereeeeee!!!! :lol:

  34. ioelafavolamia scrive:

    vero. Mi son sentita un mostro perchè all’inizio non riuscivo ad amare come dovevo amare mio figlio, non mi sentivo mamma, ero stanca, mi sentivo sola, a volte ero disperata anche se per fortuna non ho mai avuto grossi problemi col mio piccolo…poi man mano tutto è migliorato, ci vuole tempo, per conoscersi, annusarsi, prendere i nuovi e giusti ritmi e per abituarsi all’idea che non saremo mai più sole ma con una grossa responsabilità addosso. Ora che aspetto la seconda spero di essere per lo emno meno rigida e più rilassata, e comuqnue ho trovato una signora delle pulizie, e per il pranzo e la cena…ci arrangeremo!

  35. Lory scrive:

    Grandi parole!
    Brava!
    Lory

  36. mammamaestra scrive:

    Ricordo la prima volta che sono rimasta sola con il mio primogenito, alcuni giorni dopo il cesareo perchè faticavo a riprendermi (non ho il fisico!), lo guardai e pensai:”Porca…Beep! e adesso che faccio?” Ho avuto e ho la fortuna di avere una mamma che vive solo per noi e poi mi sono “comprata” il servizio di un’ostetrica che ci ha accompagnati prima, durante e soprattutto dopo il parto. Mai soldi sono stati spesi così bene! Poi siamo anche diventate amiche e le sue visite quotidiane erano un sollievo… Mi chiedo: e chi non può permetterselo? Perchè un servizio necessario, un’assistenza che potrebbe salvare mamme dal tunnel della depressione, o semplicemente sostenerle in un momento delicatissimo deve essere un lusso?
    Mai articolo è caduto più a fagiuolo: ieri e oggi i miei ragazzi hanno compiuto gli anni… Grazie,
    Ps.Anche mia suocera mi ha dato una mano,si offerta di lavarmi i vetri…

  37. Rossella scrive:

    ciao a tutte, questo post ha colto l’essenza del mio lavoro.
    Io sono una mamma che ha vissuto tutto quello che tu scrivi nel post, la solitudine in prima battuta, l’ansia del non essere capita e accolta, lo stress di avere tra le braccia un’esserino che non sapevo chi fosse e cosa volesse da me nonostante fosse la cosa che più volessi al mondo.
    Da questa esperienza ( e forte dell’esperienza lavorativa che è maturata negli anni nel mio asilo nido) nasce in me l’idea di proporre un servizio a domicilio da Mamma a Mamma : Mamma Insieme.
    Lo scopo dell’Associazione ( perchè ho fondato un ‘associazione di promozione sociale!)è proprio quello di sostenere e fornire gli strumenti utili alla neomamma affinchè possa vivere i primi mesi dopo il parto serenamente con in braccio il proprio piccolo, senza la pretesa di insegnare niente a nessuno ma con solo la massima disponibilità nel mettersi in gioco da parte di mamme più esperte.
    Le grandi città oggi lasciano le mamme isolate senza rete, oggi forse internet e i blog iniziano a muoversi e fare qualcosa ma non tutte le mamme sono “online” come quelle che trovo qui.
    Ci tengo a sottolineare che questi incontri domicialiari l’associazione li fornisce in gran parte gratuiti ( grazie all’accesso di fondi vari regionali, provinciali….. )e con questo vorrei evitare di far pensare che io possa usare questo post per fare pubblicità, no, per nulla la mia intenzione è solo quella di poter regalare serenità ad altre mamme.

  38. bietolina scrive:

    mi son commossa…
    io di istito chiedo sempre prima della mamma…
    forse perchè quando è nato Ale a parte Luca e mia mamma… poche altre persone che giravano attorno a me me lo chiedevano o non capivano…tante cose…
    :cuore:

  39. Elisa scrive:

    Io alle mie amiche che aspettano un bimbo o hanno partorito da poco dico sempre “Io se ti và ti racconto la mia esperienza , tu ascoltami e considera che ogni bambino è diverso quindi adattala a te e fai come ti senti che sia giusto per te …se hai voglia di vedermi me lo dici , se non mi vuoi in mezzo ai piedi dimmelo pure che non mio offendo , capisco perfettamente che ci sono momenti nei quali non si ha voglia di avere nessuno tra i piedi …” , al di là di questo io ho avuto un esperienza molto positiva al “gruppo allattamento/post parto del consultorio di zona , al di là di qualche ostetrica estremista dell’allattamento , è stato liberatorio trovarsi a chiaccerare con altre mamme e scoprire che avevano i miei stessi problemi :D

  40. scrapperita scrive:

    non riesco a leggere tutti i commenti che mi precedono… ma voglio dire a questa bravissima neo-mamma che di quello che dicono gli altri se ne deve fregare assolutamente!
    io a poco più di un mese ho cominciato a dare l’aggiunta con il latte artificiale a mia figlia… e contrariamente a quello che dicevano tutti, cioè adesso non riuscirai più ad allattarla perchè si abitua al biberon, siamo andate avanti lo stesso fino agli 8 mesi!
    volevo dire per quanto riguarda l’ostetrica, la mia ASL ha le ostetriche del territorio che sono a tua disposizione al telefono se hai dubbi e vengono a casa tua se hai bisogno!
    Quella della mia zona l’ho conosciuta durante il corso dei massaggi al bimbo… è di una bravura e gentilezza unica!
    Io chiedo sempre alle neo mamme come stanno (però mi sono resa conto che alcune non gradiscono… ti rispondo bene come per dire ovvio cosa credi che sia inadeguata!)
    A questo proposito… la mia vicina è una di quelle… avrei un quesito da sottoporvi… ma non so se è il caso… vorrei confrontarmi con qualcuno per vedere se sbaglio io… se c’è qualche modo per interagire con lei in modo più efficace… magari un’altra volta… non so!
    ciao

  41. sonia scrive:

    io vivo in svezia e sinceramente ho trovato molto deludente l assistenza post partum, a me non e’ venuta a casa nessuna ostetrica ( ho partorito in uno dei migliori ospedali di stoccolma) si mi hanno chiesto solo come stavo e dato che ho avuto un post partum orrendo mi hanno solo rimandato ad altri dottori che a loro volta dopo mesi mi rimandavano ad altri dottori, mi hanno diagnosticato depressione post partum quando non lo era e mi hanno semplicemente dato antidepressivi, insomma mi sono trovata sola in un paease straniero che e’ troppo supervalutato.. ecco volevo portare la mia esperienza, non si e’ mai abbastanza aiutate neanche in questi posti

  42. sara scrive:

    Grazie Mammafelice per avere scritto questo post, il mio bambino è nato 19 mesi fà io invece come mamma sono nata un bel pò di tempo dopo , eppure credevo di sapere tutto.Non sai quello che ho letto sull’allattamento e quello che ho fatto per portarlo avanti almeno due mesi e poi mi sono dovuta arrendere .
    Io in questa particolare situazione fisica e psicologica dei primi mesi ho perso tutte le certezze e le sicurezze che avevo in gravidanza e mi sono trovata a cercare l’approvazione di chi mi stava intorno,a chiedere quei consigli che non avrei mai pensato di accettare; é stato come se non mi fidassi di me stessa come madre,è stato come se avessi paura di non fare la cosa giusta per il mio bambino .Il mio carattere è tornato fuori poco a poco e così le mie convinzioni, ho attraversato una grave depressione e poi sono rinata.Sono rinata una mattina di Maggio quando ho avuto la forza di uscire di casa ed è da quel momento che è iniziata a nascere questa mamma ritardataria ,una mamma nata piano piano,una mamma che ci ha messo un pò ma che ora è fiera di se e difende le sue idee “con le unghie e con i denti”.
    Quello che vorrei dire umilmente alle neomamme è di avere la forza di assecondare il proprio istinto e di ricordarsi sempre che ogni bambino è un mondo a sè al di là di quello che ti dicono al corso o di quello che leggi sui libri.
    Alle mamme consiglio anche di seguire questo sito tanto bello e tanto utile.

  43. angela ercolano scrive:

    cara mammafelice su consiglio di: http://pollon72.blogspot.com/ ho comprato il libro Le dieci regole della felicità di Adam J.Jackson non sò perchè questo libro mi ha fatto pensare a te non sò se lo hai già letto, se non lo hai fatto credo che ti piacerebbe perchè rispecchia quello in cui credi. un abbraccio

  44. Airin scrive:

    Non posso che rispecchiarmi a pieno nel tuo post.
    Tanti sostengomno come dogma di fede che la maternità sia istintiva, e che l’allattamento debba essere al seno, a richiesta anche ogni pochi minuti, e che tu non ti debba per questo sentire una mucca da latte, perché è una stupidaggine e devi pensare al meglio per tuo figlio. Forse è vero, forse no. Probabilmente è vero solo per qualcuna e non lo è per altre. Fossilizzarsi su certe posizioni non è d’aiuto, perché ogni mamma reagisce in modo diverso alla maternità, io ne sono l’esempio. Probabilmente ci si dimentica che ogni neomamma è anche, è ancora donna, essere umano, con le sue esigenze fisiche e psicologiche. Certi suggerimenti di ostetriche, pediatri, amiche, parenti, estranei invece sembrano orientarsi sulla tendenza:”Eh, ma è tuo figlio, che ti aspettavi? Ovvio che devi dedicare ogni minuto secondo a lui, non sono ammessi compromessi di sorta, altrimenti vuol dire che non lo ami abbastanza”.
    Suggerisco, oltre alle magliette proposte più in su anche una con scritto:”Ehi, ma ci sono anch’io!”. Io la indosserei. Amo mio figlio più di qualunque altra cosa, e per lui voglio il meglio. Per me il meglio non è tot grammi del mio latte, ma una mamma serena e equilibrata. Se per farlo ho bisogno di qualche minuto per me stessa, o anche, perché no, di dargli l’aggiunta perché così spontaneamente il mio latte non gli basta, bè…ho imparato a farlo senza sentirmi oppressa. Forse sto divagando.

    Grazie di aver scritto un articolo così importante. :cuore: :cuore: :cuore:
    Ribadisco che mi ci vedo al cento per cento.

    Ps. Sarei curiosa di sapere come è gestita la maternità e la paternità negli altri paesi d’Europa, qualcuno sa dove potrei “documentarmi”?

  45. elena scrive:

    Posso anch’io riportare un’esperienza, consapevole di alzare un pò di polvere. Ho letto l’articolo e qualche commento…ma sono veramente tanti, perchè è un argomento che fa venire volgia di parlare. Sono diventata mamma nel 2006 di tre gemelli. Prima eravamo: io, mio marito, e la mia cagnolina…poi un giorno tre termoculle con tre pesciolini dentro (termo cosa?? non sapevo neanche a cosa servissero). Potrei parlare per ore del dopo e ancora piangere per le fatiche immense che abbiamo provato io e mio marito. Sono diventata mamma un giorno alla volta ed un giorno alla volta ho imparato a toccarli a parlargli. I nonni, gli zii, tutti pronti ad aiutarti per quanto è possibile, perchè tre sono tanti anche per un super nonno. L’articolo dice:” di gente che ti dice: ‘Pensa a te stessa, che alla casa ci penso io’…”. Prima di avere i bambini una pizza, un cinema, un pedicure, un bidet…si un bidet, era cosa ovvia ma poi arriva la buffera ed è grazia se il bidet lo fai un giorno si ed uno no!Non sono una mamma speciale, e rispondo ancora una volta alle mamme di un bimbo che mi guardano con gli occhi sbarrati e continuano a chiedermi: “scusa, ma tu come fai?” La mia risposta é che sono diventata mamma di tre gemelli, come loro di uno per la prima volta, io so fare solo così, non ho esperienze ‘più facili’ alle spalle per valutare questa come più difficile… è certo (e qui scatta la polemica) che molte mamme (non significa tutte!) che affrontano una gravidanza normale, con bimbo normale, e una famiglia normale,fanno un sacco di storie: perchè piange, perchè non dorme, perchè sono sola, perchè non mangia. Attenzione: siamo in tante e ognuna di noi affronta ogni giorno mille difficoltà, a volta a testa alta e con il sorriso, a volte con stanchezza e a carponi. A chi devo chiedere aiuto? Chi veramente può capire la stanchezza di una mamma a fine giornata? Sto parlando di una mamma, senza specificare il numero dei figli, perchè credetemi se vi dico che la mia stanchezza a sera è pari alla vostra, non sono Wonder Woman, chi è che mi può sollevare le giornate? Il consiglio di chi? Siamo mamme fortunate, con bimbi fortunati, vogliamo fare polemica sulle strutture del comune?, sulle ostetriche, sui centri di assistenza? E’ veramente quello che ci serve?
    SONO PRONTA, SPARATEMI!
    Elena

    • Mamma Felice scrive:

      Tu sei in gamba, sei molto coraggiosa e hai anche dimostrato tanta forza e tanto carattere. Ti ammiro.
      Però ricorda che non tutte le persone reagiscono allo stesso modo, e sentirsi deboli e lamentarsi è anche un diritto, una liberazione, un modo per sfogarsi…
      Il fatto che possiamo fare tutto da sole, non significa che non debbano esserci delle strutte che ci aiutano. Proprio perchè, come dici, tu, non siamo Wonder Woman.
      Nel mio mondo ideale dovrebbero esserci tutte le strutture giuste… che magari non ti servono perchè riesci bene da sola. ;)

      • rossy scrive:

        ciao. condivido quanto dice mammafelice…insomma ammiro molto Elena, tre tutti insieme…io ne ho due, di età differenti (7 e 3 anni) ma, accidenti, sono una mamma brontolona, che non ce la fa a non dire che è stanca.
        Lo so che sono fortunata perchè ho due bellissimi bambini, sani, attivi, curiosi e quantaltro, però certi giorni sono stanca, stanca, stanca…e perchè non lo dovrei dire?
        Lo so che non serve a nulla e che il mattino dopo mi sveglierò con più energie, ma il lavoro della mamma è estremamente faticoso ed è vero che a ripagarlo ci sono loro, i nostri cuccioli, ma certe volte ci si sente schiacciati dalle loro esigenze e necessità che ci sono quando sono piccoli, ma che ogni giorno si rinnovano e cambiano con la loro crescita.
        Ma quando una mamma lo diventa per la prima volta avrebbe bisogno di aiuto, conforto, sostegno anche se è normale che sarà stanca (e lo sarà da quel momento in poi), per far sì che pian piano, con la dovuta consapevolezza comprenda il suo ruolo di madre, senza per forza doverlo vivere da sola.
        Poi è ovvio, siamo diverse, e magari chi è più forte o semplicemente più consapevole oppure meno complicata di quanto lo possa essere io, non ha bisogno di nulla ed allora ne farà a meno.
        Un bacio. :heart:

        • Claudia scrive:

          io sono dell’idea che se una mamma è sola e senza aiuti si rimbocca le maniche e cerca di non andare in depressione o comunque di non lamentarsi, lo sanno tutte le donne che dopo un figlio le cose cambiano…certo non si sa COME, ma sinceramente all’incognita preferisco di gran lunga aver avuto 2 coppie di gemelli a distanza di 3 anni…sono una mamma senza aiuti, ho mio marito che mi da’ una grossa mano in casa, ho la fortuna di avere tanti amici che a modo loro danno una mano (fare la spesa, farti compagnia niente di +) ma sapevo anche prima che non sarebbe stato facile…quando sono rimasta incinta del terzo figlio, ma poi s’è scoperto c’erano ancora 2 gemelli non nego di aver pianto per giorni…ma adesso non vorrei niente di diverso dai miei 4 tesori…ho la fortuna di poter lavorare da casa e questo non è poco…non son wonder woman, anch’io cedo di tanto in tanto, anch’io ho la casa sporca, anch’io a volte piango perché non ce la faccio, anch’io non ho tempo per me…ma dopo 2 minuti mi chiedo a cosa serve lamentarsi…cambia qualcosa? Mi aiuta a stare meglio?? NO…serve solo a far del male ai miei figli, sicuramente le energie che ora sto mettendo per crescerli saranno ripagate quando saranno + grandi…mamme NON LAMENTATEVI, c’è sempre chi sta peggio!!!

          • Mamma Felice scrive:

            Non mi piace la filosofia del: c’è sempre chi sta peggio.
            Se è per questo, c’è anche chi sta meglio.

            Per me è giusto parlare dei propri problemi e portarli alla luce, per chiedere aiuto quando siamo stanche o sentiamo di non farcela. Questo non significa lamentarsi. E anche fosse, non trovo nulla di sbagliato nel lamentarsi, una volta ogni tanto, se a questo, ovviamente, segue un’azione di miglioramento, di coraggio o di cambiamento.

            Non voglio nemmeno che le mie energie vengano ‘ripagate’ in futuro: mia figlia non deve ripagarmi proprio di niente. Quello che le do è gratis, e non mi spetta alcun ritorno. Per come la vedo io. Per questo io bado molto seriamente anche alla mia felicità e non solo alla sua: non voglio sprecare la mia vita facendo cose che mi fanno star male, con la speranza che un giorno lei riscatti la mia dedizione. Perchè i figli non sono nostri, e quando saranno grandi avranno di meglio a cui pensare, piuttosto che stare dietro a noi che siamo già vecchie.

            • Claudia scrive:

              ovviamente ognuno la vede come le pare in base anche alla sua personale esperienza, però il fatto è che lamentarsi davvero non serve a niente, anch’io l’ho fatto ci mancherebbe ma non risolve nessuna situazione, spesso non serve nemmeno a sfogarsi (per me almeno) … dopo gli attimi di crisi ci si deve rimboccare le maniche e non dire che in Italia manca un’assistenza post parto adeguata…chi l’ha detto che ci deve essere? Solo perchè in certi paesi esiste? e allora possiamo andarci a vivere in quei paesi…

              Per il fatto di ripagarmi forse mi sono espressa male…io adesso le mie energie le spendo quasi tutte per crescere i miei figli, quando saranno grandi sicuramente sarò fiera del mio lavoro ed è quello che intendevo so bene che non avrò niente da loro in senso materiale, ma vedere i miei figli che crescono bene e sono felici è per me la miglior “paga” per l’impegno che ci sto mettendo adesso…sfido chiunque a dire che le energie per star dietro ai propri figli non si sentono a fine giornata…

              • Claudia scrive:

                penso che la questione non sia l’utilità o meno del lamento ma la possibilità della Mamma di esternare le sue necessità/paure e debolezze che non significa lamentarsi e lagnarsi ma solo chiedere aiuto facendolo capire a chi non ha orecchie.
                Poi hai ragione a dire che il lamentarsi non porta a niente ma è meglio rimboccarsi le maniche ma l’avrai provata anche tu la liberazione che si prova, o no? (come diceva la pubblicità: non risolve ma aiuta!! :heart: )

              • elena scrive:

                Carissima Claudia,
                come sono vere le tue parole!
                Questo è il temperamento giusto per fare la mamma! Nessuno impedisce a nessuno di lamentarsi.
                FARE LA MAMMA E’ UNA FATICA MOSTRUOSA , 1,2,3,2+2 FIGLI CHE OGNUNO DI NOI HA!!!Quanti i giorni in cui vorrei spiaccicarmi contro una parete per la stanchezza…alcune giornate sembrano fatte di 48 ore, ma poi si riparte, cercando di affrontare la quotidianità con il giusto spirito.
                Il conforto, ed il sostegno che andiamo cercando, non lo troviamo in una struttura ma nel proprio compagno,nei nostri familiari,nelle persone che fanno la nostra giornata, nel compiacersi di piccole cose, nel trovare microminuti di tempo per fare cose che ci piacciono(come aprire un sito internet).
                Si chiama CAMBIAMENTO!!! e bisogna sccettarlo come parte dell’essere vivi ed usarlo in modo creativo per rendere le nostre famiglie ancora più unite ed educative!! Questo è il nostro compito di genitori
                A volte c’è solitudine, è vero, io l’ho provata,la famosa depressione di cui parlate esiste, è un vuoto dentro,è una saracinesca che si chiude ed anche i tuoi bimbi ne rimangono fuori! E’ maledetta. Ma se ne esce, se ne deve uscire, un giorno alla volta.
                A proposito delle “strutture”, non è vero che non esistono, cominciamo a dire le cose come stanno, le strutture ci sono, centri, servizi, addirittura i negozi sono pronti a dispensare consigli ma di certo non ti telefonano a casa! Bisogna muoversi, girare, informarsi, CHIEDERE e non aspettare che qualcuno chieda a noi! Noi che consultiamo internet , che scriviamo commenti ad articoli che ci interessano, che mandiamo mail alle amiche, abbiamo difficoltà a fare che cosa??? A trovare una struttura che ci sollevi da giornate di infinita stanchezza??
                Io penso davvero che Claudia abbia ragione da stravendere!

  46. Ellechiara scrive:

    Io sono una neo mamma ieri la mia piccola Chiara ha fatto 2 mesi.
    Tutto quello che dici è vero io mi sentivo veramente sola 1 mesetto fa che abbiamo fatto il trasloco (eravamo io e il mio compagno) untrasloco di 300km, insomma lui per portare giù tutto faceva 600 km al giorno (io non potevo far fare tutti questi chilometri alla bambina) e io a casa da sola con la bimba (Abbiamo iniziato quando aveva 3 settimane) a continuare a fare gli scatoloni e aiuti zero. Ma ce l’abbiamo fatta, in compenso ho perso un po’ di latte ma ora sto cercando di rimediare. (già ne avevo poco :? )
    Se non sono andata in depressione lì magari non ci vado più :D
    Tutti chiedono come sta la bambina, ma nessuno chiede se hai bisogno, neanche i parenti più stretti, almeno nel mio caso è stato così!!
    E noi continueremo così :mrgreen:

  47. Cinzia scrive:

    il post è molto bello, scrivi molto bene però non sono d’accordo sul fatto che in Italia manca l’assistenza post parto…forse è limitata, ma dove abito io c’è non a tutte le ore ma c’è ed è gratuita inoltre da qualche mese ho saputo dell’esistenza di Doula offre un validissimo servizio alle mamme!! http://www.mondo-doula.it

  48. debbie scrive:

    ragazze a me la Leche League ha rovinato, mi hanno spremuto come una mucca con vari strumenti di tortura ma non usciva latte e loro, gruppo di fortunate donne con latte, mi guardavano con aria di pietà…Sono finita in terapia x questo e la prima cosa che mi ha detto il mio psicologo è stata: lasci perdere quel gruppo di donne fanatiche che creano bambini dipendenti per sentirsi importanti! Aveva ragione! Mollate loro…sono rinata!

  49. Bianconiglia scrive:

    Questo post mi ha fatto tornare indietro di dieci anni. Leggendo tanti commenti, mi rendo conto di essere stata fortunata, perché ho potuto contare su una mamma e una suocera che, pur con tutti i loro difetti e qualche entrata “a gamba tesa” (inevitabile, credo: era la prima e attesissima nipote per entrambe), mi hanno aiutata e sostenuta moltissimo. Mai quanto ha fatto però l’indimenticabile Cristina, ostetrica che mi ha seguito nel pre e nel post parto. Si, perché non è del tutto vero che in Italia non esista assistenza pubblica post partum. C’è, ma è offerta dai consultori, che purtroppo molti credono solamente (cito una mia amica) “posti per chi vuole abortire e per le derelitte”. In realtà forniscono una grande quantità di servizi, molti gratuiti o per il solo costo del ticket, tra cui le visite ostetriche domiciliari post parto e la gestione di preziosissimi gruppi post nascita. Io ne ho frequentato uno per quasi tutto il primo anno di vita di mia figlia, ed era il mio porto sicuro, dove trovavo aiuto e conforto ma anche compagnia e amicizia. Non so se questo servizio sia presente ovunque, certo è che anche dove c’è purtroppo molte donne non lo conoscono, e anche se gliene parli non si fidano, proprio perché prevenute nei confronti dei consultori. E’ un peccato, perché l’aiuto che possono offrire è davvero prezioso. Certo, non ti puliscono casa e non ti preparano la cena. Anzi, a questo proposito, quoto il consiglio di bandire il punto croce a favore del riempimento del freezer. Meno scenografico, ma molto più utile….
    Chiudo il papiro consigliando la lettura del libro che implicitamente citi nel post: Nascita di una madre, di Daniel Stern. Io l’ho trovato bellissimo e profondamente rivelatore, tanto che lo regalo a tutte le donne incinte che conosco. E non mi presento mai da una neomamma senza un pensiero anche per lei.

  50. lorenza scrive:

    Cara Mammafelice ti leggo spesso ma è la prima volta che ti scrivo.
    Questo articolo è bellissimo mi ha fatto tornare alla mente un periodo della mia vita che mi sembra lontanissimo ma sono passati solo 5 anni.
    Nella mia provincia c’è per chi la vuole l’assistenza post-partum, nel senso che passa 1 o 2 giorni dopo il parto l’ostetrica a casa, se hai problemi poi la richiami tu. La mia esperienza è stata … (non so se scrivere positiva o negativa) veniamo ai fatti.
    Il parto è stato difficile, io ho collassato in sala parto, mio figlio è stato rianimato e il latte non è arrivato…. Mi chiamano dall’ospedale mentre sono ancora ricoverata che mia mamma deve essere operata dopo una settimana…..
    L’ostetrica arriva il secondo giorno che sono a casa e mi dice che per far arrivare il latte devo far attaccare di più il bambino ad ogni sua richiesta mi spiega varie posizioni per stimolare il latte e cambiare il modo di attaccarsi (la bellissima posizione a regby) e se ne va.
    Dopo 2 giorni la richiamo il latte non è arrivato e sono sull’orlo di una crisi isterica, mi tranquillizza provi ancora 2/3 giorni semmai si dovrà accontentare di dagli la giunta. Il giorno dopo in piena crisi isterica, chiamo il mio medico che mi calma e mi fa ragionare: non si può avere un’esaurimento per allattare un bambino, quindi latte artificiale. Dopo un primo biberon di 30 gr. (magari è troppo e si sente male) un secondo biberon di 100 gr e un terzo di 40 gr mio figlio per la prima volta in 6 giorni dorme e non piange….
    Mi sono sentita una madre veramente schifosa perchè per seguire una mia fissazione l’ho fatto stare male per 1 settimana.
    E gli altri nel frattempo???
    Mia mamma in ospedale non poteva far molto, mio marito dopo 3 giorni è dovuto tornare al lavoro, mia suocera veniva per chiedere di poter vedere il bambino si fermava 5 minuti e se ne andava (2/3 volte al giorno), al massimo credo mi abbia fatto la spesa 1 volta.
    E’ stato un periodo durissimo ma da allora non mi fa paura nulla.
    Più di una volta ho pensato a quelle mamme che fanno gesti inconsulti dopo il parto ricordando come mi sentivo io, sola ed incapace di gestire un bambino così complicato. Ho fatto tanti errori con mio figlio, mi sembra di non essere mai abbastanza attenta eppure oggi seguo il mio istinto anche con i vari consigli che tutti si sentono in diritto di darti. Se il consiglio è buono prendilo a prescindere da chi te lo da.
    Grazie per avermi ascoltato e complimenti per il sito.

    P.S.: il latte mi è venuto dopo circa 2 settimane perchè mi hanno detto che ero troppo stressata… ho allattato al seno esclusivamente fino a 15 mesi ma se dovesse ricapitarmi userò il pensiero di mia mamma “ma chi se frega io ti ho crescita con il Milupa e non sei venuta su bene?”

  51. rossy scrive:

    ciao.
    Rileggevo le bellissime e verissime testimonianze di tutte queste mamme, ed in una cosa mi riconosco, quando sono nati i miei bimbi tutti a spingermi e convincermi che “dovevo” riuscire ad allattare, che insomma ” è una cosa naturale”, “per forza ci devi riuscire anche tu”, ed io, che di latte non ne avevo abbastanza mi sentivo incapace, inutile, non “normale”…
    Ci ho messo un po’ a superarlo, ma spesso mi sono chiesta perchè invece di starmi accanto, capirmi, cercare di sostenermi, mi facessero sentire addosso tutta la mia fragilità!
    Un Bacio :cuore:

    • bietolina scrive:

      la domanda principe che mi facevano era…
      “gli dai il tuo latte???” e io che soffrivo un pò di questo mancato allattamento cercavo di giustificarmi come fosse colpa mia ….ed erano sempre mamme che me lo chiedevano

  52. PiccolaStella scrive:

    Ecco, a 17 giorni dal parto non mi puoi trovare più d’accordo :scus:

  53. mamma di 2 gemelli scrive:

    L’articolo è molto bello e interessante, non ho letto tutti i commenti, ma ho riflettuto sulla mia esperienza e devo dire che a me la cosa che ha fatto soffrire di più oltre la solitudine (mia mamma è a 600 km ed è stata con me il primo mese poi sono rimasta sola – mia suocera è a 200 km ed è stata con me 1 settimana – se voglio un aiuto devo PAGARE qualcuno) è stato anche l’atteggiamento di tante giovani mamme che quando mi incontravano non facevano altro che vantarsi dell’allattamento e poi con aria sofferente mi dicevano “certo tu con due come fai? Per forza devi dargli il latte artificiale”, che facevano di tutto per farsi vedere in forma, sempre smaglianti (salvo poi scoprire che avevano 2 nonne full-time + la donna delle pulizie che si occupavano di tutto, e loro pensavano solo ad allattare), che raccontavano di quanto era stato meraviglioso il loro parto naturale mentre io (sempre a loro dire) con due gemelli ero stata costretta a fare il cesareo e non avevo potuto godere di quella fantastica esperienza, e poi man mano che i mesi passavano sentirle vantarsi dei progressi linguistici dei figli mentre ovviamente i miei essendo gemelli (e uno per di più maschio) erano indietro perchè è normale così. Potrei continuare con questi esempi per ore, ma sarebbe noioso anche per me continuare a scrivere. Ecco, riflettendo io mi chiedo: perchè? Perchè anche tra mamme non si riesce a trovare la comprensione? Perchè non si riesce ad evitare la competizione? Perchè è così difficile creare un gruppo di mutuo aiuto? Se sono andata fuori tema mi scuso. In questo periodo sono molto disillusa su molte cose e non riesco a spiegarmi perchè sia così difficile capire che una mamma può sempre aver bisogno di aiuto, e non è da meno delle altre se non ha allattato e non ha partorito naturalmente.

    • bietolina scrive:

      ciao! pensa che io con uno non son riuscita ad allattare e per giunta mi ha fatto anche un cesareo, anche io a volte mi sento un pò diversa, pero’ fregatene e non disilluderti, perchè la comprensione tra mamme esiste…passa magari nel forum e te ne accorgi!!!;)

    • Mamma Felice scrive:

      Grazie per il tuo commento, grazie davvero.
      Ti dirò quello che penso sulla ‘naturalità’ della maternità: a me sembra una gran boiata. Questa esigenza di soffrire, di provare dolore, di sacrificarsi più delle altre, è una gran boiata. Come se le madri fossero Madonne che fanno un giretto sulla croce, per testimoniare quanto sono devote ai loro figli.
      Io adoro mia figlia, ma non mi sognerei mai di immolarmi per lei. Lo trovo anche molto ridicolo, se non fosse che si tratta di un riso amaro!

      La cosa su cui secondo me puoi cambiare idea è quella della tua disillusione. In questi anni ho conosciuto mamme/donne splendide, che si aiutano davvero tra loro, che sanno cos’è la vera amicizia, quella senza confini. Ho incontrato amiche che non giudicano e che sanno farmi ridere anche quando mi sento disperata. Per questo, mi sento di dirti, di crederci ancora. Di credere nell’amicizia femminile, di credere che esistono molte più donne equilibrate, rispetto alle psicopatiche che ogni tanto si possono incontrare. Ti aspettiamo sul Forum? ;)

      • rossy scrive:

        Ciao a tutte voi.
        Sono anche io convinta che questa storia del “naturale” sia ormai solo un po’ una moda, insomma chi riesce a fare un parto naturale (io ho avuto questa opportunità, ma chi dice che sia meglio o peggio di chi ha fatto il cesareo?), e chi riesce ad allattare (questa fortuna non l’ho avuta per nessuno dei miei bimbi, se non per 15 gg al massimo), si arroga il diritto di sentirsi MIGLIORE…e perchè??
        Una mamma (a proposito a questa conclusione spesso devo arrivarci razionalmente perchè i sensi di colpa del fallito allattamento ci sono ancora a sette anni di distanza per il primo ed a tre per la econda) lo è per tanti piccoli tasselli, a volte fortunati ed a volte meno…Se dovessimo valutrci per gli errori e le manchevolezzenon saremmo di aiuto a nessuno, nemmeno ai nostri figli, che devono crescere con noi, così come siamo e magari più forti giorno dopo giorno, errore dopo errore, e dall’allattamento in poi di tempo ne passa…
        Buona Giornata a tutte voi ed ai vostri bimbi, che spero belli e sani indipendentemente dal latte che hanno bevuto!!! :fortuna:

  54. luci scrive:

    …concordo, Barbara, amare, anche all’infinito, non deve significare soffrire per forza, noi siamo gli archi, ma la vita è loro!

  55. Bibi71 scrive:

    Quanto condivido questo post!!!
    La depressione post parto non arriva per lo sconvolgimento ormonale, ma per la solitudine che accompagna spesso la maternità…..difendiamo il nostro diritto ad educare i nostri figli a modo nostro e non permettiamo a nessuno di dirci se siamo brave o no…..molte mamme dovrebbero prima guardare in casa loro e poi valutare le altre madri.
    Ciao!!! :perte:

  56. Federica scrive:

    Clap Clap Clap Applauso Standing ovation Clap Clap

    Ci vorrebbero piu’ post come il tuo per far sentire alle neomamme di non essere le sole a provare quello che provano…
    :cuore:

  57. Mimosa scrive:

    Bellissimo blog, ma soprattutto mi ci si sono rivista, visto che sono nata mamma da 5 mesi!
    Ed è vero: l’allattamento non è solo difficile, ma è stressante e faticoso (il mio piccolino ha fatto anche lo sciopero del lattante una volta).
    Io vivo in Germania e come in Svezia esistono queste forme di ostetriche domiciliari, come le hai definite tu, che seguono post-parto. Io ne ho avuto addirittura una che ho prenotato anche per il parto!
    Poi esiste un’associazione, la “Wellcome”, tramite la quale è possibile avere una persona due volte la settimana per un paio di ore che venga a casa tua, sia per le faccende, che per tenerti il bimbo se vuoi dormire o cose del genere. Io mi sono prenotata, perchè non c’è nessun volontario libero, in quanto la richiesta é maggiore della disponibilità!
    Anch’io sono sola…la mia famiglia e quella di mio marito vivono lontano, perciò so cosa significa avere tutto sulle proprie spalle.
    Intanto, tante cose sono diventate routine e l’allattamento non è più terribile come all’inizio. Però la montagna delle cose da stirare continua ad accumularsi ;-)

  58. stefania scrive:

    ciao
    sono sempre stata scettica riguardo i blog di bambini e mamme…
    ma passando per caso sul tuo (attratta dalle ricette)ho scoperto un sito che una volta tanto non parla solo di bambini e di mamme perfette.
    da quando è nato mio figlio la mia vita non mi appartiene più, io così abituata all’indipendenza (anche economica)tanto da farmi spesso pensare di non essere una buona madre.
    ho imparato in 10 mesi a contare solo sulle mie forze e a riconoscere i sentimenti veri.
    complimenti
    ciao

    • Mamma Felice scrive:

      Cos’è una buona madre? Io davvero non lo so…
      Penso che una buona madre sia quella che si rende conto che potrebbe essere una madre migliore di quella che è, fondamentalmente. Una madre leonessa, che impedisce a chiunque di fare del male ai propri figli, ma nello stesso tempo li vigila da lontano, lasciando loro la libertà di crescere nel mondo.

      Una madre che insegna la vita ai suoi figli non solo con le parole, ma anche con i fatti. E su questo forse dobbiamo lavorare tutte un po’ di più,perchè quando si diventa mamme, c’è sempre la tendenza a diventare solo mamme e basta, rinunciando alla propria vita. Ma non è giusto.
      Non è giusto perchè i figli crescono, e se ne vanno, e la vita resta, e deve essere una vita piena e non vuota della loro assenza. E non è giusto nemmeno per la loro crescita, perchè siamo noi a dovergli insegnare che la loro vita gli appartiene, che è bella, che possono farne ciò che vogliono.

      Secondo me tu sei pronta per tornare a riappropriarti della tua vita. Adesso che hai realizzato che ti senti in qualche modo incompleta, puoi farcela. Inizia dalle piccole cose: è più facile di quanto pensi. In fondo tu sei già così, devi solo tornare ad essere te stessa! :cuore:

  59. Pina scrive:

    Anche io mi ritrovo in quello che scrivi.Io mi sono affidata al consultorio dell’asl vicino a casa mia. Vado da una puericultrice che mi assiste nella crescita della bambina.Ti aiutano molto anche nell’allattamento. Adesso mi iscriverò ad un corso di massaggio infantile. Come vedi le iniziative e assistenza esistono anche in Italia ma sta a noi fare il primo passo.Io l’ho fatto perchè non ne potevo più di consigli da parte di suocera,mamma,cognata e “supermamme”.Volevo non sprecare questa esperienza con mia figlia.Quella di conoscerci poco per volta senza fretta e sbagliando anche. Ma resto io l’unica responsabile della mia bambina.Forza mamme difendete il vostro diritto a essere voi le uniche mamme dei vostri bambini.Non lasciatevi stressare troppo!

  60. Ilaria scrive:

    Ciao Mammafelice,
    sono Ilaria, la mamma di Matilde (2 anni e 3 mesi).
    Ti ho scoperta da poco e sto facendo un’immersione totale dei tuoi articoli!!!
    Complimenti per il tuo sito molto interessante e d’aiuto per chi come te è diventata “invisibile”.
    Sai io da quando è nata mia figlia quando sento che una mia amica o conoscente ha partorito (e per mesi e mesi dopo) chiedo sempre: tu, mamma, come stai?? La domanda la faccio prima del chiedere: “il piccolo/la piccola come va?
    Per me è stato meraviglioso ma anche traumatico diventare mamma, nel senso che per 9 mesi sei stra coccolata (fino alla nausa) e poi appena hai la tua creatura fra le braccia e hai più bisogno di essere coccolata e aiutata… hai il vuoto attorno!
    Ho anche perso il lavoro dopo 6 mesi dalla nascita di Matilde quindi ancora più vuoto… per non impazzire, grazie anche al mio compagno, sto cercando di fare diventare un mio hobby nella mia attività principale maaa, non è per niente facile (abbiamo speso tutti i nostri risparmi e viviamo di un solo stipendio e di miei mercatini saltuari :/…)
    Mi piacerebbe molto avere un laboratorio dove poter esercitare e sviluppare la mia attività invece di sfruttare solo ore di nanna di Matilde ma chissà se un giorno si avvererà il mio sogno/desiderio??!!
    Per ora continuo a leggerti e a “rubare” i segreti per convivere con la mia piccola e per non impazzire di solitudine :)
    Sono felicissima però di aver trovato nella rete tante amiche con cui condividere la mia passione e le mie ansie.
    Opppsss sono uscita un pò dai binari :O ma avevo voglia di scriverti tutto questo!
    Ti seguo, grazie per questo sito è davvero utilissimo!!!
    Ciao
    Ilaria

    • Mamma Felice scrive:

      Ilaria, grazie mille per il tuo commento! So bene che è dura, i primi tempi, ma tu non mollare: i sogni prima o poi si realizzano sempre, se sei tenace e non ti scoraggi. E per una iniezione di fiducia, passa ancora su queste pagine: un conforto non ti mancherà mai, te lo prometto! :cuore:

      • Ilaria scrive:

        momenti di sconforto ce ne sono maaaa, non mollo non mollo!
        Grazie al mio compagno che mi sprona ad andare avanti anche quando ci sono mercatini flop.
        Grazie a tutte le amiche blogger che mi spronano a fare sempre meglio!
        Grazie a te delle tue belle parole e, come dicevo prima, dei tuoi preziosi consigli!
        Continuerò a seguirti!!!

  61. ila76 scrive:

    eccomi qua, in attesa del primo figlio tanto cercato e con l’idea fissa di non essere in grado di prendermi cura di lui. Proprio con la paura dei primi giorni, o mesi.
    Credo di non aver mai sentito la mancanza di mia madre che è morta 20 anni fa quanto in gravidanza, penso spesso: se solo ci fosse lei, andrei avanti tranquilla.
    Le mie amiche coetanee che hanno avuto figli da poco sono state sincere, seppur con un certo” pudore” nell’ammettere le difficoltà dei primi giorni. Chi mi ha detto”il primo mese non sapevo di essere al mondo” e chi buttandola sull’ironia “aiuto, volevo riportarlo all’ospedale”

  62. Micaela scrive:

    Ciao a tutte non sono riuscita a leggere i commenti di tutte siete tantissimi ma una cosa la correi dire…………….
    Io sono mamma di due bimbi ed ho visutto esattamente tutte le vostre problematiche ed ora insieme ad un gruppo di amiche e appogiate dall’ostretica dell’ASL teniamo un gruppo di sostegno all’allattamento al seno “Luna di Latte”. TORINO
    Ovviamante alla fine vengono mamme che chiacchierano anche di altro è un modo per stare insieme conoscerci e non sentirsi troppo sole…
    Mi rendo conto che è una goccia nell’oceano ma una goccia alla volta possiamo cambiare il mondo….

  63. Meg scrive:

    Quante storie facciamo oggi per uno o due bambini (me compresa). Mia madre ha avuto cinque figli in dieci anni. Io sono la più grande e ho cominciato a giocare con le bambole a 12 anni (una Barbie ballerina regalo di mia nonna), prima ho aiutato mamma a cambiare pannolini, preparare biberon, fare bagnetti, lavare tutine (il mio primo fratello è arrivato quando io avevo tre anni). Mia madre era sola con cinque figli eppure non è mai stata trascurata, depressa, ansiosa, non si è mai sentita inadeguata perchè non aveva latte (è capitato tre volte su cinque) oppure perchè la casa non brillava oppure perchè per cena ci stava solo latte e pane, nè trascurata perchè nessuno le chiedeva come stava: bisognava darsi da fare e basta (e tutte le donne erano come lei). Ora io mi chiedo, erano loro a essere SUPER DONNE o siamo noi che non siamo più in grado di fare niente senza aiuti, conforti, consolazioni?

    • mAtilda scrive:

      ciao io sono la prima di sei. ho cambiato pannolini, preparato il latte e fatto la mamma. sono felice di aver avuto solo due figli ed entrambi maschi! nè ora nè ieri avrebbero fatto i papà.

  64. mAtilda scrive:

    ciao sostengo ogni singola parola. e auguro alla mamma in questione ogni bene. posso solo dirle ce la farai! in un modo o nell’altro e poi ti ritaglierai anche spazietti per te.

  65. Valentina scrive:

    io non so dove sta la naturalità della maternità: ho desiderato, voluto e cercato la mia bimba tantissimo e un mese fa è nata. per fortuna che mia mamma è riuscita a prendersi le ferie per accudirmi dopo il cesareo!!! sarei impaazzita senza di lei, ho avuto la montata lattea il secondo giono e non riuscivo nemmeno ad attaccare la bimba perchè non avendo capezzolo ma avendo una montata esagerata, impazzivo per nutrirla…mamma me la reggeva e mi massaggiava il seno mentre io piangevo e supplicavo di darle il latte artificiale. ero spaventata e atterrita da quella bambina bellissima ma che dipendeva da me in tutto e per tutto. a causa del cesareo, per i primi giorni, non riuscivo a muovermi e quindi non ho lavato ne cambiato la bimba, dormivo dormivo e mi lamentavo appena sentivo Elisa piangere perchè sapevo di doverla attaccare e questo mi causava nausea ed emicranie. tornata a casa mamma si occupava della casa e io solo della bambina, ma questo mi spaventava di più perchè da li a poco sarei rimasta sola. chiunque si prodigava in consigli e raccomandazioni, e io rispondevo in modo un tantino insolente perchè sono esasperata.
    io sono stata fortunata: ho avuto un vero aiuto fisico, ma la solitudine è nella testa e li nessuno ti può aiutare…

  66. Morena scrive:

    Quanto e vero…soprattutto la gente che ti dice “…Lasciami il bambino che così tu puoi pulire casa…” ne trovi a bizzeffe e invece di gente che ti dice “…Pensa a te stessa, che alla casa ci penso io” non ne trovi!!! Non capiscono proprio che tu hai bisogno di stare in pace con tua figlia, di conoscerla e di farti conoscere da lei, senza il pensiero della casa del bucato della spesa…

    • Maria scrive:

      mamma mia è proprio vero!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Tutti che pensano che il tuo problema si a il bambino/a…e invece il tuo problema è dover gestire e organizzare tutto il resto, perchè vuoi occuparti e concentrarti sul bambino ma poi ti preoccupi per tutto ciò che lasci indietro e nessuno che ti dice “tranquilla, ci penso io tu pensa solo al bambino” … sarebbe bello avere no spazio dove parlare di quanto ci sentiamo sole…alcune volte anche dopo i primi mesi….ma non c’è, purtroppo!!!

      • Chiara scrive:

        Troppo, troppo vero!! Tutti ad insegnare e nessuno a darti una mano vera! E’ incredibile come le persone si dimentichino del post partum che anni fa’ hanno passato loro.. (mi riferisco, non me ne vogliano, alle mamme, alle suocere, alle cognate). Io mi chiedo,ci si dimentica di questo periodo meraviglioso ma veramente devastante?? Poi magari arriva a casa il marito che, pensando di non dire niente di male esordisce con questa frase: “Amo’ io capisco che tu abbia da fare, ma ALMENO la cena??” E tu dici con te stessa….. ” vedi non sono in grado di fare la madre, tenere dietro alla casa, lavorare…” anche perchè mentre pensi questo sei vestita in tuta, PUZZOLENTE, perchè tua figlia ti ha rigurgitato addosso; sei bianca cadaverica con due occhiaia che toccano terra perchè ovviamente non dormi, hai almeno dai 5 ai 7 kg in più con un seno talmente pieno di latte che la tuta,benchè elasticizzata, stà per esplodere e i tuoi capelli non si guardano perchè essendo stata tutto il giorno dietro alla frugolina non sei nemmeno riuscita a farti una doccia veloce!
        Il primo periodo è veramente un delirio!!!

  67. sophie scrive:

    ma magari fosse solo il problema di chi ti aiuta a pulire casa….volgiamo parlare dell’aspetto fisico di una neomamma???? mi ricondo ancora quando andavo a trovare una delle mie migliori amiche mamma da poco che aveva i parenti lontani e che appena io arrivavo festeggiava la possibilità di fars una doccia….perchè si da per scontato che la neo mamma debba avere i capelli arruffati le occhiaie e nn si debba lavare???? quando venivano a trovare me si stupivano che non fossi in camicia da notte e che fossi pettinata…quasi quasi era una dimostrazione di essere una cattiva mamma….

  68. marina scrive:

    Ti ringrazio perché per la prima volta trovo le parole giuste che rispecchiano l’inizio del cammino con il mio piccolo, che tra poco compirà tre anni…la sensazione di sola e sola contro tutti mi ha accompagnato per i primi mesi, nessun aiuto e parecchie critiche da sedicenti madri (e non) perfette. Il tutto alimentato anche da due lutti molto vicini e di persone molto care. Ho avuto paura di non farcela, di non essere una buona madre e di crescere un bambino infelice, ma ho creduto in lui, l’ho ascoltato, e ascoltato me stessa. adesso quando guardo il suo sorriso sento che per la prima volta nella mia vita ho fatto una cosa buona. E sono felice di essere una madre imperfetta!

  69. Vittoria scrive:

    concordo sul bisogno di un aiuto post parto a casa per almeno il primo mese…un aiuto su tutti i fronti alla neo mamma… pratico, emotivo, spirituale..
    in molti paesi europei esiste…sostenuto dallo stato, tipo francia e nord europa…

  70. isabella scrive:

    buongiorno ma non cè nessuna di voi che può darmi consigli sulla mia nuova (perchè in agosto è andata male :piango: )gravidanza?
    son un pò giù di corda, ho paura che possa succedere ancora,sinceramente son un po depressa e non va bene…
    son solo di 3 sett,l ho scoperto perche ho fatto il test una sett prima,furbettaaaaaa :lol:
    il mio problema,i miei pensieri sono dovuti causa perdite marroni :( oggi un po meno ma cmq ci sono e mi fanno pensare al precedente aborto avuto all 11 sett…
    ieri l altro il dott mi ha fatto fare analisi delle bhcg con risultato 342,1 e dovrò ripeterlo lunedì prox…come sta andando questo valore cvonsiderando che il primo giorno del mio ultimo ciclo è stato il 20 febbraio?
    grazie a tutte per l attenzione e scusate le mie mille paranoie ma….ho l ansia a milleeeeeeeeee :roll: :?

  71. Pampilla scrive:

    Io non avevo idealizzato la maternità, anzi, mi sono ritrovata inaspettatamente pronta a sostenerne le difficoltà, reggendo bene la fatica fisica e psicologica, e le mille notti bianche. Quello che non avevo calcolato era proprio il Profondo se so di solitudine che da allora non mi abbandona mai… Non so spiegare perché, mio marito mi aiuta nei limiti del possibile, così pure la mia famiglia e la sua, ma non c’è niente da fare. Una volta forse ho capito perché: non è solitudine, è un assunzione di responsabilità definitiva e irrevocabile. Comincia quando diventi grande, quando fai sempre più cose da solo, ma prendersi cura di un altro essere umano saPenda che di

    • Pampilla scrive:

      Scusate… Dicevo, prendersi cura di un altro essere umano sapendo che dipende solo da te… Forse è solo paura… Quante volte mi sono detta: non ce la faccio, e invece poi… Solo che non lo sai fin quando non lo fai. E il tempo passa.

  72. Kia scrive:

    Uno dei più bei post sulla maternità che abbia mai letto (e relativi commenti). Fa piacere leggere opinioni di mamme che non idealizzano il “naturale”, o “la mamma e il bimbo perfetto”, ma si confrontano molto concretamente e con tanto buon senso sul senso di inadeguatezza del diventare mamma.

    Grazie!

  73. Romina scrive:

    Bellissimo post, io quando è natala mia cucciola ero così stressata e angosciata che di montata lattea neanche l’ombra, così solo latte artificiale e tanti pianti nel sentirmi una mamma di serie B perchè non ho allattato la mia piccola. Ci ho sofferto tantissimo!!!

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Che cosa dicono gli altri su questo post...
  1. Mammafortunata scrive:

    Ma TU come stai?…

    Prendo spunto da questo post di Mammafelice nel quale alla fine Barbara scrive….. Quando nasce un bambino, tutti intorno chiedono del bambino.E’ giusto, è naturale: lui è al centro dell’attenzione, è un nuovogiocat…

  2. [...] a disposizione di tutte le altre mamme, per creare una sorta di diario di viaggio di una mamma che, come dicevo tanto tempo fa, nasce ogni giorno insieme alla sua [...]

  3. [...] Approfondimento Quando nasce una mamma [...]



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