5. A caccia di ricordi felici: comfort food
14 luglio 2009

Vi capita mai di essere giù di morale, o semplicemente stanche, e aver voglia di una coccola che vi riporti all’infanzia, o ad un periodo del vostro passato, lontano o recente?
Beh, sì, certamente vi capita… soprattutto con la quantità di ormoni che girano su Mammafelice: tra ragazze in cerca di cicogna, panzone, neomamme, nonne e mamme scafate, ce n’è una pericolosa concentrazione!
Cos’è un comfort food?
E’ un cibo per le coccole, un piatto, una ricetta, uno spuntino… alimenti che sono legati ad un momento felice, a un ricordo piacevole, o anche a una struggente malinconia.
Ecco quindi che la prossima attività ci obbliga a scavare nel profondo e a tuffarci un po’ nei ‘ricordi in una tazza di tè’, come Proust con le sue Madeleine.
Qual è il vostro comfort food?
Qual è il vostro piatto delle coccole, quello che vi fa star bene e a cui ricorrete quando avete bisogno di tirarvi su il morale?
Raccontatecelo, magari mettendo la ricetta, e ricordando insieme quel particolare momento della vostra vita che lo rende così speciale.
Punteggi:
- 50MF per chi partecipa entro Domenica 19 Luglio;
- 50MF per chi inserisce anche la ricetta;
- 50MF per chi inserisce una sua foto della ricetta;
- da 100 a 300 MF per la bellezza del ricordo, l’emozione suscitata, il particolare commovente, la felicità che racconta.
La parola da ricordare:
AMICIZIA.
Inizio io…
I miei comfort food? Sono tutti legati a mia Nonna Pina: la tazzona di orzo con il pane raffermo, per la colazione del mattino; gli spaghetti al sugo con le polpette alla menta; le melanzane alla parmigiana.
C’era un tempo in cui la mia vita ruotava tutta intorno ai miei nonni, e io stavo in cucina a sentirli chiocciare e a impregnarmi dell’odore di olio bollente.
Quando le polpette alla menta erano pronte, mio nonno me ne dava sempre una, ancora fumante, da mangiare in bilico sulla forchetta.
Mia nonna ha sempre contato le sue polpette, e tutte le volte le venivano fuori in numero dispari.
Adesso lei è una donnina minuta e senza più memoria, e delle polpette non ricorda nemmeno più la ricetta. Ma io la ricordo. E ricordo i suoni e gli odori della sua cucina, i suoi passetti leggeri vicino ai fornelli, le mie estati felici, protetta, in quel nido che ho tanto amato.
Io adesso sono la sua memoria, e Dafne (lo spero), lo sarà dopo di me. E NonnaPina vivrà sempre in quella risata nel contare le polpette dispari, e io penserò a lei sempre con un sorriso felice.
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non ci posso credereeeeee

Avevo scritto un commento LUNGHISSIMO con tutti i miei comfort food e come sono cambiati nel corso degli anni dall’infanzia fino ad oggi + due ricette ed un link con la terza e mi si è spento il pc
Quanto troverò di nuovo il tempo di scrivere la pappardella???
noooooo, che cosa brutta! io potrei bestemmiare in aramaico se mi si spegnesse il pc all’improvviso (e credo di averlo anche fatto un po’ di volte).
devo assolutamente trovare stasera un po’ di tempo per le foto e per questo post, che mi ha fatto salire nel naso il profumo di un piatto semplicissimo, ma che è rimasto per me il più buono di tutti!
buona giornata Barbara, e a tutte
Buongiorno a tutte

che bella questa tappa…. inizio ora con questo post per completarlo con foto e aggiuntine varie più avanti
Dunque… il primo cibo che mi è venuto in mente sono quei biscotti a forma di cuore con sopra lo zucchero caramellato… tipo pasta sfoglia. Il nome forse era Dorè, non so se esistono ancora…
E’ una cosa legata alla mia infanzia ed ai momenti felici di questa.
Quando ero piccola (e fino praticamente ai 17 anni) mio padre era spesso fuori casa per lavoro… er a sempre via tutta la settimana per tornare il sabato e la domenica, e a volte l’attesa si prolungava di una settimana aggiuntiva.
Mi ricordo che nel w-end in cui quindi lui c’era, per recuprare “la settimana” si andava spesso a fare delle gite noi tre, io mamma e papà, e nelle gite non mancavano mai maissimo questi biscottini ^^.
Ptrobabilmente ci sarà stato altro oltre ai biscottini, ma ogni volta che mi tornano in mente o vedo un biscottino che gli assomiglia mi ricordo di me sul sedile posteriore della macchina con mamma e papà davanti e tutti e tre felici insieme…
è una banalità ma credetemi mi commuovo ancora se ci penso
Poi c’è la torta della zia…. che altro non è che una banale crostata con la marmellata di prugne, ma per me è LA CROSTATA DELLA ZIA!!!
Dunque questa crostata e l’uso di questa come comfort food si tramanda di generazione in generazione ^^ ebbene sì…
A me ovviamente l’ha tramandata la zia, e a lei la sua nonna (infatti per lei è “la torta della nonna”).
Il mio ricordo infantile è sempre legato a mio padre… lui aveva fatto un incidente mentre era a lavoro dalle parti di lecco e di conseguenza l’avevano ricoverato all’ospedale più vicino…
Io ero piccola avrò avuto tre quattro anni. Mia mamma non avendo la macchina non poteva fare avanti e indietro da casa all’ospedale con me piccina che la facevo disperare…. allora mi aveva affidata alla zietta (sorella del papà) e mi veniva a recuperare alla sera.
Ovviamente frignavo per il papà e la zietta, cara, mi faceva la crostata della nonna per tirarmi su di morale… “la nonna mi faceva questa crostata quando ero arrabbiata, vedrai che tutto passa” diceva lei ^^
E così la mia medicina è diventata la torta della zia
Ora la faccio anche se non mi devo consolare di nulla però mi è rimasta l’abitudine di utilizzare altre marmellate o la nutella… la marmellata di prugne è rimasta SOLO per i momenti di sconforto, in cui ho bisogno di sentirmi amata, protetta… in cui ho bisogno di un aiutino per itrarmi su ^^ (e ti chedo… con tutte quelle calorie!!!!)
Di questa vi posto la ricetta:
300g di farina
150g di burro a temp. ambiente+burro per lo stampo
80g zucchero
1 rosso d’uovo
Ah dimenticavo! Un pizzichino microscopico di lievito per dolci
… E poi ci vuole assolutamente la marmellata di prugne della zia!!
Purtroppo non avendo sempre a disposizione la marmellata handmade della zietta, dopo vari tentativi quella della santarosa alla prugna non e’ male!
Dunque… Si impasta per bene la base della crostata e si lascia in frigorifero per un quarto d’ora.
Si stende nella tortiera lasciando da parte un pezzetto per le decorazioni.
Si stende la marmellata (oppure come piace a mio marito, amaretti sbriciolati e nutella) si decora e si inforna a 180 gradi per una trentina di minuti o fino a quando non diventi dorata la pasta.
Si lascia raffreddare e ci si consola con una fettina ^^
A stasera con la foto
Baci
Ho inserito la foto sul mio bog:
http://diverticreando.blogspot.com/2009/07/5-tppa-caccia-al-tesoro.html
e la inserisco anche sul forum così non c’è rischio che s perda ^^
Questo è facile
) ci mettevamo a far danni! In genere finivamo davanti al frigo e lo saccheggiavamo tirando fuori di tutto e ficcando tutto dentro un megapanino che ci mangiavamo davanti alla tv.
Il mio confort food sono i panini superimbottiti con…tutto quello che c’è nel frigorifero!
Mi fanno venire in mente quando io e mia sorella (che ha un anno meno di me) restavamo sole in casa nel pomeriggio perché i miei erano al lavoro e dopo aver diligentemente fatto i compito (see seeee
Ovviamente poi la mamma ci sgamava dalla quantità di briciole disseminate ovunque….
La ricetta è ovviamente variabile: pane, meglio focaccia (bella unta eheheh), prosciutto crudo/cotto/mortadella, insalata, pomodori, formaggio, maionese o altra salsa, sottaceti/sottoli e chi più ne ha più ne metta!
Appena ho cominciato a leggere, mi sono detta, io non ho un confort food, cioè non ricorro a qualche cibo in particolare per consolarmi (tranne ovviamente alla pizza e al gelato, ma non mi ricordano proprio nulla).
Ma all’improvviso ecco che mi viene in mente un odore particolare e un ricordo meraviglioso: il sugo di ragù di mia madre.
Quando ero piccola puntualmente mia madre tutti i sabati pomeriggi preparava il sugo di ragù per la domenica, come si addice ad una brava moglie marchigiana al confine con la Romagna.
La ricetta è più o meno questa:
si fa un soffritto di cipolla e olio (al tempo era con la margherina, ma adesso si è scoperto il colesterolo).
Poi si aggiunge carne macinata, salsiccia, collo e zampe di gallina, e se si vuole carne da spezzatino.
Si fa cuocere la carne per 10-15 minuti e si aggiunge abbondante conserva di pomodoro e acqua.
Il tutto deve bollire a fuoco basso dalle 3 ore in su (più bolle più il sugo verrà speciale).
Ovviamente la cosa più bella per noi figli era sgattaiolare tra le gambe di mamma, prendere una fettina di pane e intingolarla nel ragù ancora non del tutto fatto.
La cosa strana è che mia madre continua a preparare lo stesso sugo tutti i sabati, ma chissà perchè quel rituale ha perso la sua magia.
In compenso ora è mio marito che tutte le domeniche si lecca i baffi lodando lo straordinario sugo al ragù della suocera.
P.S: Più volte mi sono offerta di preparare quel ragù per mio marito, il quale gentilmente ha sempre risposto: “senza offesa amore, ma finchè c’è tua madre facciamolo preparare a lei che le viene così buono!!”
è vero, succede anche a me col papino ed il roast-beef che solo suo padre sapeva fare… il mio viene sempre durochenonsipuòtagliare!
Sai che anche io inzuppavo il pane nel ragù prima che fosse pronto?? …
e poi mi pulivo anche la pentola…
(sarà per quello che ho accumulato qualche chiletto che non va via???)
MF, ti adoro!
… una pregunta: ma ce lo posso fare un post e poi ti metto il link? mi hai fatto venire in mente tali e tante cose che se no ti riempio il sito…
Tutto quello che vuoi!
Ma quelli sono gli Oreo!! Da quando siamo tornati dall’America ne mangio a più non posso!!
Bene entro domenica posterò il mio confort food.
Ma sai che io non li trovo mai? Non li ho mai assaggiati, e vedendo i vari siti americani, vedo che loro hanno una passione sfrenata per questi oreo, e avrei proprio la curiosità di provarli. Dove li trovo?
Ce l’hanno all’Esselunga!
Ed è vero, son buonissimi tuffati nel latte!
io li ho preis anche alla coop (e da BlockBuster al modico prezzo di 3000 eur)
Barbara li trovi alla coop o al famila… ci sono anche minimini….
Hanno una confezione blu chiaro….son vicino ai ringo o ai wafer di solito…. assaggiali sono buonissimi….
Io nn finirei mai di mangiarli….
dopo la dieta, tra un anno
Sarà una sciocchezza ma il mio confort food è: PANE BURRO E MARMELLATA!
Nonna Vera (che adesso è l’angelo che mi guarda da lassù) me lo faceva a merenda, d’estate, quando eravamo in montagna.
Il pane era quello di grano, un pane scuro e morbido, che si taglia a fette; poi uno strato di burro – non uniforme, nè morbido, e due cucchiaini di marmellata, se fatta da lei con le susine del MIO albero era meglio. Era il vero sapore dell’infanzia.
D’inverno la variante era pane e cioccolata. Non nutella, ma i quadrati di fondente perugina, che ti si impastavano in bocca e trovavo pezzetti di cioccolata tra i denti per mezz’ora: CHE GODURIA!
per me la tavoletta di cioccolata non ha assolutamente paragoni!!!
sono capace di mangiarne kg :P
Questo è quello che è venuto fuori dalla mia mente strampalata appena ho letto il post:
Wow! mi stupisci un’altra volta! Che bella questa prova, Barbara: mi hai dato un’occasione in più per trovare un ricordo felice, di quelli che davvero scaldano il cuore!
Sai che le immagini che hai evocato nella mia testolina sembravano quelle di un racconto di Isabel Allende? con le donne in cucina, con gli odori e i sapori particolari che lei sa far sentire anche a chi legge?
Sai cosa hai appena innescato nella mia mente viziosa e golosa???
Se volete farmi parlare, chiedetemi di parlare di cibo e ricordi!
Ok, allora io farei così: la mia lista di comfort food – da brava viziosa quale sono
– è talmente lunga che…
1- sicuramente il primo comfort food di cui posso parlare è la TAVOLETTA DI CIOCCOLATO, rigorosamente fondente, 70% ma anche 90%, amara, da mordicchiare a pezzetti piccoli piccoli, da far sciogliere in bocca, con quel sapore amaro amaro ma con quel profumo di cacao da far girare la testa: va usata nei momenti di totale sconforto, soprattutto nella stagione invernale, davanti alla finestra, accoccolata sul divano con la coperta rossa coi cuori di Ikea, a veder piovere a catinelle sull’olivo davanti casa…
), ci riempivano i cestini del merendino con ogni sorta di comfort food: dalle tavolette di cioccolata (vedi sopra) ai CROCCANTI AI SEMI DI SESAMO fatti in casa (ecco la ricetta: http://oknotizie.virgilio.it/info/11600201d5b0d580/croccante_ai_semi_di_sesamo.html), dalla TORTA DI MELE con ricetta segreta di mamma Delizia (di nome e di fatto, la mamma di una bambina secca secca, che non mangiava mai niente di quello che le preparava la sua mamma… ma c’eravamo noi a pappare le sue delizie!!!) al PANE BAGNATO CON LO ZUCCHERO. Il divertimento più grande era questo, perché eravamo noi a prepararlo direttamente (e direttamente a papparlo
!). La ricetta è semplice: pane avanzato del giorno prima fatto a fette, spruzzato con acqua (qualche nonna nella bottiglietta metteva “anche tre gocce di vino rosso, che fa sangue”!! … e poi si lamentano se sono una beona
!!!), e poi zucchero spolverato sopra, di quello semolato, per sentire lo scricchiolio sotto i denti (e la carie???). Com’era buono, mangiato all’ombra della quercia grande, sedute lì, col venticello che soffiava tra i capelli e i maschi che giocavano a pallone invece che fare le moltiplicazioni (che comunque non facevo nemmeno io…e infatti…!)
. D’inverno, quando mi sento triste o le cose non vanno proprio bene, ora che ho anche la scusa della piccola meraviglia, lo preparo ancora: e devo dire che quel brodo caldo che scende giù per la gola, fa davvero bene anche all’anima!!! ma lo faccio rigorosamente come allora: con i pezzettini di carne dentro e la patata tagliata a cubetti e la carota a fettine… vederlo nel piatto, con quei colori solari, mette anche allegria!
credici, mi stanno venendo alla mente ricordi di millanta anni fa… mi sembra di avere aperto il vaso di Pandora… e infatti bisogna che sul punto 5 faccia un post apposito perché c’è troppo da dire…
2- il PANE BAGNATO CON LO ZUCCHERO che mi riporta all’infanzia: noi, i ragazzi della quercia gigante, passavamo i pomeriggi estivi a fare i compiti delle vacanze tutti insieme sotto alla quercia grande che stava in un campo, isolata davanti casa mia. Le mamme, per paura che non crescessimo abbastanza (
3 – il SALAME DI TONNO, di cui trovate una ricetta qui: http://antroalchimista.blogspot.com/2009/07/giocando-con-il-bimby-polpettone-di.html, ma io lo faccio un po’ diverso (nei commenti comunque c’è anche la mia ricetta). E’ la coccola che chiedo sempre di farmi quando vado a pranzo da mammà, perché, giustamente, ci sono cose che come le fanno le mamme noi non saremo mai in grado di farle…! Una volta col salame di tonno c’ho fatto indigestione… però anche quello è entrato nei miei ricordi belli, perché mi fa tornare alla mente le coccole di mamma e le brontolate amorevoli di papà…
4 – il BRODO DI CONIGLIO (vale anche questo…??? questo sì che sembra una sciocchezza, ma mi fa tanta tenerezza…): me lo preparavano quando ero malaticcia (va be’, dai, la ricetta del brodo di coniglio non la metto, tanto è quello che si fa nello svezzamento, con la patata, la carota, il sedano…!) e mi ci cuocevano dentro la pastina piccola piccola e ci spezzettavano anche la carne…
5 – (ma sono la prima cosa che mi hai fatto venire in mente, ed è stato davvero come con le madeleines…! e per questo ti ringrazio tanto tanto!) LE FOGLIE DI BORRAGINE FRITTE DI NONNA, che posto sul mio blog e poi ti vengo a linkare, con tanto di ricetta!
… hai appena creato un mostro!
Grazie, grazie e ancora grazie!
Ed eccolo qui il post che mancava (per ora…!): http://ilcircolovizioso08.blogspot.com/2009/07/le-foglie-di-borragine-fritte-di-nonna.html
Ma è fantastico… soprattutto questa cosa dei ‘ragazzi della quercia’. Mi sembra di esserci.
… lo metto qui, per averli tutti insieme:
http://ilcircolovizioso08.blogspot.com/2009/07/il-mio-post-sulla-nutella.html
… lo so che è già stata detta ma mi piaceva parlarne ancora, perché mi ha evocato due o tre ricordi felici…!
belle belle questi ricordi da cibo.coccola
per me i cibi con ricordi sono IL PANE STRUSCIATO COL POMODORO, con i pomodori dell’orto dei miei in Toscana. D’estate spesso cenavo e ceno solo con quello: 4 fette giganti di pane sciapo (senza sale) si strusciano sopra le due metà di un pomodoro bello succoso, si condisce con sale pepe e olio di quello buono e via i pezzetti del pomodoro rimasto sopra. Stupendo, estivo, profumato, buono, mi ricorda le chiacchiere a tavola, il cenare velocemtne per correre di nuovo dagli amici.. che bello!
Altri cibi a qualcuno si storcerà il naso ma mia nonna come antipasto da picocla mi dava le fette di pan carrè con maiones ee pasta d’acciughe che a me piace tutt’oggi ma me lo mangio di anscosto perchè un cibo davvero poco chic!! bonoooo però!
manu
pane e pomodoro…non ci avevo pensato porcacc!
Lo amooo, in estate lo mangio praticamente tutti i giorni con i pomodoroni della nonna
io non ce l’ho.
quando ho qualcosa ch enon va mi attacco a qualsiasi cosa commestibile incontro, senza badare a cosa sia, e non ho nessun cibo che mi ricordi qualcosa o qualcuno.
altri mammifelici persi.. ufff.
attenzione alle cosce, piccoletti!!!
comunque, quando sono proprio giù giù giù succede anche a me…
hai ragione
e infatti è proprio così che sono arrivata a 100kg e me li mantengo da oltre 2 anni
quasi quasi che mi ci sto affezionando
Beh, che bella missione!!
Il cibo che mi riporta all’infanzia…..
La prima cosa era la merenda: pane burro e zucchero.
Si lo so…è facile facile…ma ancora adesso, quando ho voglia di un po’ di coccole, mi faccio una fetta di pane casareccio, un filo di burro e una bella spolverata di zucchero….e al primo morso mi tornano in mente i pomeriggi d’estate nei quali con i miei cugini fingevamo di essere come Mimì e tentavamo (senza successo, ovviamente) di restare per ore e ore sospesi in aria prima di schiacciare
E poi c’era sicuramente la compagna fedele di tutte le nostre gite fuori porta: La parmigiana di melanzane.
).
Eh si…questo e decisamente il cibo che mi accompagnerà fino alla tomba (e non perchè ne mangerò tanto da scoppiare, eh….
La mia mamma, che è sempre stata attenta a farci mangiare sano la cucinava così:
5 melanzane tonde
400 gr di mozzarella
1 kg di polpa di pomodoro (o, meglio di pelati)
cipolla
qualche foglia di basilico
olio extravergine di oliva
sale, pepe
e ovviamente il parmigiano grattuggiato (quanto basta e a seconda dei gusti…)
Diciamo che la ricetta è quasi la classica…con l’eccezione che la mamma le melanzane non le friggeva ma le tagliava a fettine sottili e le grigliava (immaginate che sudata d’estate…
).
Quindi preparava un sugo facile facile e leggero leggero con cipolla, i pelati, l’olio e il basilico.
E poi ovviamente iniziare a preparare nella pirofila, uno strato di melanzane, uno di sugo, mozzarella e parmigiano e ripetere fino a che non si esauriscono gli ingredienti.
Quindi in forno preriscaldato a 200° per 30-35 minuti…
E poi ovviamente…..come non potevo nominarla?
La panzanella.
Si perchè, a parte le domeniche con i pranzi allucinanti che duravano ore, di solito noi mangiavamo cose veloci da preparare e fresche.
E la panzanella era uno dei piatti ricorrenti….uno di quelli che ho tramandato alla vitellina.
Anche qui la ricetta?
Non che ci sia una ricetta unica….
Fette di pane casareccio bagnate nell’acqua e quindi condite a piacimento con pomodorini a pezzetti, olio sale pepe, basilico, tonno, mozzarella, olive nere, origano…e tutto quello che vi passa per la mente.
P.s. va bene se le foto le posto entro domenica?
Così magari preparo i piatti da me e poi li fotografo….
Va benissimo!
mmmhhh, la piadina romagnola fatta un po’ alta e poi tagliata a metà e riempita di zucchero! saranno 20 anni che non la mangioooo!!!, la faceva mia nonna e io l’adoravo mangiata caldina con lo zucchero a palate che si scioglieva un pochino! oppure un ricordo d’infanzia che non potrei più ripetere perchè io e i miei cugini andavamo nell’orto del nonno la domenica pomeriggio, ognuno col proprio pezzetto di carta da salumiere su cui avevamo messo un grosso pizzico di sale, toglievamo dal terreno i cipollotti e li mangiavamo così, col sale, adesso avrei un alito pestilenziale x giorni e giorni, ma era troopo buonooo!!!
posso mettere la ricetta della piadina eh?
LA RICETTA TRADIZIONALE DELLA PIADINA
Ingredienti:
Un chilo di farina non troppo setacciata (altrimenti diventa esageratamente fine); 4 grammi di bicarbonato di sodio, 300 grammi di strutto (ma alcune azdore assicurano che ne bastano anche cento) e sale. Se non volete usare lo strutto provate con mezzo bicchiere di olio extra vergine di oliva.
Esecuzione:
Impastare tutti gli ingredienti assieme.
Aggiungere un po’ d’acqua per formare un impasto piuttosto sodo. Distendere l’impasto col mattarello, sulla spianatoia formando un bel tondo di pasta più o meno sottile a seconda dei gusti. Cospargere di tanto in tanto il mattarello con la farina, altrimenti la pasta si potrebbe attaccare al legno e il sottile “lenzuolo” bucarsi. Mettere a cuocere la pasta sul testo di terracotta, sotto cui deve ardere un fuoco piuttosto allegro, perché la piadina va cotta in fretta.
Man mano che la piadina si cuoce in superficie forma delle lievi bolle, che vanno schiacciate con le punte di una forchetta, le cui impronte restano anche dopo la cottura, a ricordare il lavoro delle donne davanti al calore del testo bollente.
Armatevi anche di un coltello a lama lunga, che vi servirà a rigirare in senso orario e a rivoltare il disco di pasta.
Ad agosto quando sono al mare vado a fare un corso di piadina romagnola sulla spiaggia! Mii hai fatto venire una voglia..
anch’io anch’io anch’io!!!
… non sono mai stata appassionata, ma con lo zucchero mi ispira!!! e l’idea del corso sulla spiaggia è divertente…!
Guarda qui!
http://www.laspiaggiadelledonne.it/
L’hanno scorso me lo son lasciata scappare ma quest’anno no!
E’ in una spiaggia vicino a quella dove vado io.
…wow! peccato sia un po’ fuori zona rispetto alla Puglia…
… facciamo così: tu fai il corso e poi ci fai un resoconto… eh? eh?
… casomai, a qualcuno venisse in mente prossimamente di fare anche un raduno… tipo MF … ci potrebbe anche stare il corso all’interno del meeting… eh, Mamma Felice? eh?
la piadina è veramente un alimento magnifico, provatela con squacquerone e rucola, oppure dolce con nutella, oppure con salsiccia e cipolla, io non potrei vivere senza piadina!!!
Meraviglioso, anche il racconto. La piadina con lo zucchero mi fa pensare proprio all’infanzia…
Uh…ecco in questo tuffo nei ricordi ho dimenticato un paio di cose che mi ricordano entrambe il natale….posso aggiungerle??
La mia nonna paterna durante il periodo di Natale era solita fare dei dolci tipici della sua regione (era abbruzzese): i ceci ripieni.
)
Cioè, io da piccola non vedevo l’ora che arrivasse il periodo natalizio solo per mangiarmeli! (in effetti poi mia nonna ce li preparava anche durante il carnevale insieme alle castagnole)….e io e mia sorella aspettavamo pazientemente che lei finisse di cucinare per poter prendere “un assaggino” di tutto.
Per la ricetta dei ceci ripieni vi rimando ad un sito (che io non ho mai saputo cosa ci mettesse dentro la mia nonnina…ora lo so…e magari proverò anche a farli
http://www.dolci.it/?q=ceci-ripieni
e questa è una foto dei ceci ripieni prima di essere divorati
http://www.sulmona.org/img/gastroimg/ceci-ripieni.jpg
L’altra ricetta, sempre della mia nonna paterna, è quella delle Scrippelle in brodo.
Buone….buonissime…lo scorso natale sono riuscita a cucinarle anch’io…è stata una gran soddisfazione.
Questi gli ingredienti
2 uova
farina bianca
1 cucchiaio di latte
un trito di prezzemolo parmigiano e pecorino grattugiati
800 g di brodo circa
poco burro
noce moscata
sale
Sbattete le uova con il latte, il prezzemolo tritato, una presa di sale, un pizzico di noce moscata e un cucchiaio di parmigiano grattugiato.
) e versare del brodo bollente su ciascun piatto…..e poi…buon appetito!!!
Dopo aver sbattuto e mescolato unite tanta farina bianca quanta ne è necessaria fino ad avere un composto piuttosto consistente.
Diluite la pastella ottenuta con circa 40 g di acqua fredda e mescolate ancora per rendere omogeneo il composto piuttosto consistente.
Ungete di burro (meglio se avete un pezzetto di lardo su una forchettina, che userete per ungere di volta in volta) una padellina di 20 cm di diametro e fatela scaldare sul fuoco: versate una cucchiaiata di composto e girando il tegame fatela aderire a tutta la superficie, in modo che risulti molto sottile. Giratela e cuocetela dall`altra parte. Cuocete in questo modo tutto il composto.
Una volta pronte le frittatine mettere al centro di ognuna un po’ di parmigiano e pecorino (se piacciono entrambi o soltanto parmigiano) e arrotolare a formare una specie di cannellone.
Una volta preparate tutte le scrippelle, disporle sui piatti di ciascun commensale (heheh scusate ma non sapevo come dirlo….
Le adoro…magari ora non le mangerei….troppo caldo…ma quando arriva l’inverno le preparo sempre…anzi, le scrippelle io me le preparo in gran quantità e poi me le surgelo porzionate
Ecco lo sapevo…a forza di pensare e pensare….l’inverno da piccola, a casa di mia nonna materna…tutti intorno ad un tavolo….arrivava il nonno e posava sul tavolo una grande spianatora di legno con su…
La polenta con il sugo, parmigiano e pecorino (ovviamente) e, al centro, tante spuntature di maiale e salsicce….
E quindi partiva la gara a suon di forchette a chi arrivava prima al centro per poter prendere la sua fetta di “tesoro”
Come al solito…grazie grazie grazie…mi stai facendo ricordare tante cose belle….
Questa della polenta pensavo fosse una cosa da romanzo, invece era vera! Troppo bello…
Comunque io son proprio un genio: chiedo di parlare di comfort food appena iniziata la dieta. Miss Intelligenza!
Ma scusa…la dieta non si inizia mai l’estate…io aspetto settembre…e non perchè mi devo abbuffare…se inizio ora mi raccolgono con il cucchiaino (pressione bassa….ma bassa…vado in giro con il gatorade l’estate…
)
… e la bustina di sale, nulla??
E’ vero, non si iniziano le diete d’estate! … tanto, ormai, per il costume è tardi e invece è bene accumulare un po’ di protezione per quando è freddo…
Se la inizio a settembre, per rientrare dalla porta devo allargarla!
la bustina di sale ci ho pensato…solo che poi mi viene sete…bevo acqua e si riabbassa la pressione…..a sto punto meglio il gatorade…almeno mi disseto….
)
Ricordo le prime volte che non mi ero “attrezzata” per andare a lavoro….era un continuo chiamare il collega dell’amministrazione che aveva una mega scorta di bustine di zucchero (che loro hanno la macchinetta del caffè con le cialde…
Ma via che la porta non la devi allargare
domanda… più piatti più punti?
idem ricette?
e per la foto… apposita stanza?????????
grazie
ps.spero di riuscire a scrivere anch’io qualcosa… ciao
Il mio ? I pisellini giovani staccati dalla pianta, nell’orto di mio papà. …perchè mi ricordano la mia infanzia trascorsa con lo zio carlo che mi portava con se nell’orto e che mi ha trasmesso l’amore per le piante….
(per la foto devo lavorarci)
Poi…la Nutella, anche se in casa nn ne tengo per scrupolo,ma era una fida compagna nelle giornate tristi universitarie…
e di sicuro Il ragu’ di mia mamma…perchè mi fa sentire l’odore della mia famiglia (poi magari fotografo la pentola :P )
Bietolina!!!!!
bentornata!!!!!
come stai? tutto ok? che bello, oggi allora non faccio più niente e ci mettiamo qui a ciacolare di bimbi e affini…
gli oreo li trovi anche al crai… e trovi anche quelli ricoperti di cioccolato (io li avevo trovati a barcelona l’anno scorso e li ho ritrovati al super la settimana scorsa!)
ciao
Sembra strano come una cosa così fstidiosa come un’operazione ad un dente, possa farti fare un salti indietro nel tempo e farti ricordare ciò che giaceva nascosto in uno dei tanti cassetti della nostra memoria.
In questi giorni sono stata operata ad un dente e, ovviamente, niente cibi solidi. Ecco che a colazione mi sono trovata ad inzuppare un biscotto e a morderlo ma facevo troppa fatica ad aprire la bocca. Allora, con un gesto che è tornato ad essere naturale, ho cominciato a prendere tanti biscotti e spezzettarli tutti nel latte…me lo aveva insegnato mia Nonna Marcella, la mia adorata Nonna Marcella che se n’è andata troppo presto. Ricordo come mi piaceva quel modo di fare colazione, soprattutto in estate quando c’era più tempo e potevo mangiare “la zuppetta” leggendo un Topolino…ero così felice, così spensierata…”L’hai preso il fé?” era la frase con cui mi chi chiedeva se avevo fatto colazione…facevamo spesso colazione insieme e mi divertivo a provare a metterle un po’ di latte di nascosto nel caffé che beveva rigorosamente puro perché non le piacevano né il latte, né i latticini. Non so come faceva ma mi ha sempre scoperta!!! Anche se la goccia era minuscola!!!
Ora posso mangiare nuovamente ma sto continuando a fare la zuppetta la mattina…credo proprio sia questo, in questo particolare momento il mio confort food.
Un abbraccio a tutte.
Elisa
che bello leggervi tutte!!!
beh il cibo che mi viene in mente è il formaggio grana!!!
mi passano per la mente i momenti passati dalla nonna Rita (nonna paterna)con i miei cugini. Quando preparava il pranzo o la cena e noi passavamo per casa sua ci diceva sempre “fate i topini!” e così noi ci mettavamo in fila e lei passava con il grana in mano e ci faceva mangiare un pezzo direttamente dalla piccola forma.
ora lei non c’è più e ogni tanto mi trovo a mordere il formaggio di nascosto da mamma (lei non vuole! ma a me non interessa…) così non mi dimentico della nonna e dei buonissimi pranzi a base di gnocchi, dei pomeriggi passati a casa sua giocando con le tartarughe e ….tanti tanti altri ricordi
… ma il vaso di Pandora non ha ancora finito di sfornare ricordi: è solo il tempo che manca…
LA PAMPANELLA
Siamo ancora con i ricordi della nonna, quando andavo a stare un po’ da lei, in paese (perché ancora non era il tempo per trasferirsi in campagna)… la mattina (mai più tardi delle sei) mi svegliava il rumore della chianca (il sasso usato per “smuzzicare” le fave secche): la vicina della nonna si alzava tutte le mattine alle cinque e – fatte le cose di casa – si metteva fuori dalla porta di casa, a sedere con tanto di seggiolina e secchio di fave, a fare quel lavoro rumoroso, se non altro per poter controllare chi passava, cosa faceva, con chi parlava… e pitipì pitipì pitipì!
L’unica cosa che mi faceva alzare contenta era la certezza che di lì a poco sarebbe passato il pastore in bicicletta, che con la sua cantilena (“Paaaaaampanellaaaaa, paaaaaampanellaaaaa….”) avrebbe annunciato l’arrivo della cosa più buona del mondo: la pampanella ancora calda, che non è altro che una specie di ricottina fatta col latte appena munto, il caglio ed il latte della foglia di fico (‘pampana’) nella quale viene servita. Non c’è una vera e propria ricetta, ho provato a cercarla e l’unica che trovo è questa: http://www.caseificiocontento.it/?q=it/node/35
… vi assicuro che è una cosa divina! purtroppo però quel pastore non le porta più le pampanelle, perché ora le norme igieniche vietano il trasporto di questi prodotti senza tutta l’attrezzatura (frigo, ecc.), che però tolgono tutta la poesia di quel momento…
Comunque…a proposito di cibo che mangiavamo durante l’infanzia…
Qualcuna di voi se le ricorda queste qui??
http://daffodil.weblogs.us/archives/cofflerette.jpeg
io ne ho mangiate tante….ma tante….
ma dai!!! le sottilette di cioccolata??????? e io non le ho mai viste ??????
… ma esistono ancora?
non credo ci siano ancora…ma io me le ricordo…oltre al famoso pane burro e zucchero mia mamma ogni tanto tirava fuori le sottilette di cioccolata…una rosetta e via….e poi si tornava a provare le schiacciate di Mimì
Non ci credooo! Io non le ho mai viste! Che infanzia infelice!!
mf forse ti sei persa le mie domande… più piatti più punti? idem le ricette? e le foto in un’apposita stanza?
grazie… ciao
Se ne metti di più, hai più possibilità… vengono premiate le ricette, le foto e poi la bellezza del ricordo felice.
Ci riprovo (guarda che anch’io bestemmio in aramaico eh
):
i miei comfort food mutano nel tempo, nell’infanzia mi ricordo le cotolette alla milanese con le patatine fritte e le “ballottine” (polpette di carne al pomodoro) che mi cucinava mio padre e poi la pastasciutta per merenda, costringevo mia nonna elvira (dell’omonimo sito) a cucinarmi la pasta a colazione e merenda, così lei per sfinimento dopo mie insistenze incredibili mi faceva gli spaghetti al burro o al ragù, secondo la disponibilità di sugo del momento
)
Con l’adolescenza sono arrivate “le vasche” nel centro città e il comfort food diventano le bignole nocciola e caffè che mi compravo nei pomeriggi di chiacchiere e giri con la mia migliore amica, due etti da gustarmi mentre si camminava, con buona invidia della mia amica che ingrassava solo a guardarle!
Andando a vivere da sola ecco che il comfort food è diventato il mio STREPITOSO latte condensato al cioccolato, la ricetta?
1/2 lattina di latte condensato zuccherato (a me piace freddo di frigo)+ 2-3 cucchiaini di cacao in polvere amaro
Mescolare bene per avere una crema dolcissima e buonissima che secondo me batte ogni altro dolce, nutella compresa, provare per credere!
Con la maturità (vabbè, più o meno
) e due figli non posso più mangiare proprio tutto quello che voglio (per mantenere la linea!) ed allora mi consolo con i tortini di riso (ricetta e foto qui: http://www.4blog.info/casaorganizzata/2008/10/risotto-avanzato-prepara-i-tortini-di-riso-alla-siciliana/), il cioccomiele (ricetta e foto qui: http://www.4blog.info/casaorganizzata/2009/06/niente-nutella-ricetta-del-cioccomiele-o-miele-al-cioccolato/) e le polpette al pomodoro piccante:
-polpette di carne (una 20ina)
-pomodoro in scatola (2 lattine)
-olio extravergine d’oliva
-peperoncini secchi
-aglio
-sale
-vino bianco o rosso
Metto un pò di olio in una padella capiente, 1-2 spicchi d’aglio tagliati a metà e privati dell’anima verde ed una pochino di sale grosso. Faccio scaldare l’olio, verso le polpettine e faccio rosolare.
Quando cominciano a prendere colore verso un pò di vino e faccio insaporire ancora.
Verso il pomodoro ed il peperoncino, qualche bicchiere d’acqua e lascio cuocere coperto per almeno 30-40 minuti.
Scritto, ma lo devi recuperare nello spam perchè ci sono due link
ffffatto!
Vediamo… sicuramente la crostata di mele alla francese di mia mamma fatta con una strana pasta brisée sottile sottile e taaaaante mele. Appena ho un po’ di tempo la faccio e la pubblico.

Ricordo le domeniche in cui la faceva e la dividevamo direttamente in 4 parti, tanto non ne rimaneva mai… a quel tempo c’era anche mio padre e i pomeriggi della domenica li passavamo tutti insieme nel salone esposto a ovest a leggere (fare i compiti), ascoltare musica classica e chiacchierare.
E poi qualsiasi cosa con la crema al burro. Anche quella ricetta di mia mamma, che è parigina e non è nota per la cucina leggera.
Per farcire quelle torte a piú piani che ci preparava per i compleanni. E di cui al tempo non immaginavo neanche la quantitá abnorme di calorie a singola fetta.
i miei cibi consolatori sono 2 e legati entrambi all’ora di merenda, il primo è il pane,pomodoro,sale e olio (ricetta facilissima!
) che mi preparava nonna Rita rigorosamente alle 16.00 però badi bene, i pomodori erano quelli che portava lei dalla sua terra natia la Puglia, non so se avete presente, quelli piccolini un pò allungati che si conservano legati ad uno spago ed appesi, buoni buoni e dolci. Ricordo che aspettavo impaziente che “strucinasse” il pomodorino sul pane e lo condisse per papparlo in tutta fretta! 
La seconda è il classico pane e nutella (che ora però con l’allattamento non posso mangiare uffi) sempre dopo le 16.00 che mamma ci preparava mentre io e mia sorella guardavamo l’amatissimo Bim Bum Bam e il cane One! Mi sentivo così bene quando mangiavo quelle anche se pur semplici lecornie, ed ora ogni tanto mi concedo pane e pomodoro anche se non quelli pugliesi pensando alla nonna che non c’è più ma che è sempre nel mio cuore
… perchè con l’allattamento non si può mangiare pane e nutella?????
… non mi fate stare in ansia, che io me la porto dietro insieme alle chiavi di casa….
zitta va…che io che sono parmigiana dipendente non potevo più mangiare le melanzane in allattamento (pare facciano il latte amaro….uff….la cioccolata porellini gli vengono le bolle….
)
Ma sarà vero? Io sono sempre un po’ scettica… cioè: se un bimbo manifesta allergie e problemi, ok, ma se un bimbo allattato sta bene, non significa che va bene anche quello che mangia la mamma?
beh sai io la pensavo come te…poi la vitellina mi si è riempita di bolle…e la pediatra ha messo ME a dieta….io non rischierei, ecco…
(anche perchè mi tolse i latticini e mi disse che, se volevo bere latte, dovevo optare o per il latte di riso o per quello di soja…ho ancora la nausea al pensiero
)
… mah! la mia pediatra mi consigliò di evitare certi alimenti solo per il rischio coliche. Per il resto ho sempre mangiato tutto tutto tutto e non è mai successo niente (menomale…)
In effetti però fino ai quattro mesi ho dato un bel taglio: avevo tolto le verdure a foglia larga (insalata, spinaci, bietola), i legumi, tutte le forme di lievito (quindi ciao a pizza e focaccia, pane,
hehehe….io mica ci sono riuscita a stare attenta 4 mesi…nn ce l’ho fatta….due mesi….poi piano piano….sono caduta in tentazione….anche perchè dove mi giravo trovavo melanzane alla parmigiana…che tortura!!
Alla fine sono stata attenta un po’ di più ai legumi….ma la pizza me la mangiavo….
aimè si, ho dovuto rinunciare alla cioccolata e alle fragole…compresi i gelati a questo gusto che io adoro! E dovrò rinunciare anche a latte e latticini di nuovo, visto che ho notato che da quando ho ripreso a mangiarli (su consiglio della pediatra) lui è più nervoso! E dopo che ho mangiato la cioccolata gli son venute due bollone rosse sulle guance, coincidenza? Non so, mase posso evitare evito!
Io ho sempre mangiato qualsiasi cosa ed allattato senza problemi (compresa nutella, cioccolato e tutte le cose che di solito sono vietate), ci sono taaaaaaaanti pregiudizi e credenze senza capo nè coda sull’allattamento
Poi è chiaro che in alcuni (rari) casi ci possono essere delle intolleranze, ma togliere di tutto un pò prima secondo me è un pò come sparare ad una formica con il fucile da elefanti.
La mia pediatra mi disse di mangiare tutto quello che mangiavo in gravidanza perchè tanto la bimba era già abituata ai sapori stando “dentro”.
Poi io ho allattato un anno senza problemi.. mi ci vedete SENZA NUTELLA PER UN ANNO? Ora sarei da ricovero..
Penso che come per tutte le cose valga la regola della moderazione, sin in gravidanza che in allattamento, che poi anche nella vita normale.
.. ecco: predico bene ma razzolo male..
Anche io faccio parte di questa congregazione
… mi sa che siamo in tante…
… mi ci vuole per affrontare la giornata con un pochino di grinta!!!
Io credo che senza nutella non ce l’avrei fatta: poca poca, ma una vaschettina al giorno
Se mi tolgono anche quella divento uno straccio da piedi…
Io in gravidanza a parte i primi 4 mesi che sono andata avanti con acqua con spremuta di limone (il mi antinausea preferito) e finocchi gratinati…perchè il mio stomaco si rifiutava di farmi mangiare altro…
)…beh in effetti non ho mangiato tante schifezze in gravidanza….e la cioccolata era davvero rara…ma non perchè non mi piaccia…a me ha fregato il fatto che la gravidanza mi ha accentuato i bruciori di stomaco…quindi evitavo cioccolata e pomodori come la peste pur di non stare giorni con il fuoco dentro (e la scatoletta di maalox plus a portata di mano
)…poi mi sono rifatta dopo qualche mese..
e a parte la parentesi di 3 settimane con la voglia di cetriolini sott’aceto (che a me, nella vita normale, fanno schifo al solo pensiero…ne ho divorati 3 barattoli formato famiglia
nutella in allattamento no? e per quale strano motivo?
ne ho sempre mangiata a cucchiaiate fino al mese scorso (quando ho deciso che 100kg mi fanno troppo schifo e non se ne vanno da soli) ed ho sempre allattato senza problemi, e sono 2 anni e 3 mesi…
ok, allora non sono l’unica che continua imperterrita nella missione-mucca-pret-a-porter!!!
… e tutti che ti dicono: ma ora è grande, ora basta con ‘sta puppa! succede anche a te? Io comunque non demordo, continuo almeno fino a che ce n’è…!
potrei farne un libro coi commenti stupidi e non richiesti della gente, ma meglio sarebbe una raccolta di foto delle loro facce, con quelle espressioni che variano dallo stupito all’indignato, passando per lo schifato, con miliardi di sfumature che non pensavo nemmeno potessero esistere.
Ovviamente di pari passo anche la mia faccia tra l’infuriato e il rassegnato…
se vuoi ho anche qualche risposta pronta, da scegliere in base alla presunta intelligenza dello scocciatore di turno
Beh io ho allattato fino a 19 mesi….e la vitellina ha ripreso tutto dal suo papà, che è alto 1.92….e a 1 anno e mezzo sembrava una bambina di 4 anni….per dire, nel passeggino non ci entrava con le sue gambe lunghe….e la gente si, mi guardava un po’ inorridita….ma dopotutto lei era ancora piccolina….se ne accorgevano le persone che quando ci incontravano iniziavano a farle un sacco di domande…e la vitellina rispondeva a monosillabi…
tato ha 2 anni e 3 mesi e veste 4 anni (mi ha sforato tutti i percentili)
a 18 mesi sembrava già avesse 3 anni e non solo era grande fisicamente, ma parlava pure (storpiando le parole, ovvio, ma anche i bambini di 3 anni lo fanno), quindi la gente manco lo capiva che era piccino.
a parte che poi persino in casa da quando ha compiuto un anno mi rompono che gli devo togliere la tetta, che lo devo far diventare grande e blablabla
eh eh eh, la mia cognatina, all’uomo distinto che la guardava insistentemente proprio lì, proprio in quel punto, disse, porgendo verso di lui l’oggetto di tanta attenzione, con molta disinvoltura: “ne vuole un po’?”
…
… e io per questo adoro quella donna all’ennesima potenza! non potete immaginarvi la faccia del povero tapino…
Va beh, ma il signore tanto distinto non era…..
…magari da piccolo non era stato allattato a sufficienza?
fortissima tua cognata!
ma questa cognata è un fenomeno, non sai quante mamme più o meno allattone ci sono sul gruppo “allattiamo” frustrate dall’invadenza della gente, magari avessero tutte la presenza di spirito di tua cognata
Io non ho mai trovato nè maleducazione nè invadenza quando allattavo (non spessissimo ma senza problemi di dove mi trovavo, ho allattato ad un corso di una giornata, in fiera, ecc. ecc.) ma io sono una persona a cui difficilmente la gente “replica” (ci provassero!) , incuto timore per il piglio deciso
Il mio cibo coccola è tt ciò che è dolce, cioccolato, biscotti (vedi oreo), gelato, caramelle ec…
Il cibo ricordo legato alla mia infanzia invece è PANE E ACCIUGHE….
barbara, hai presente le acciughe alla piemontese messe a macerare in olio, aglio e prezzemolo? Ecco la mia nonna Anna mi faceva dei panini eccezionali da piccola… che fame e che voglia….
Ne ho parlato poco tempo fa anche nel mio blog
http://www.maci03.splinder.com/post/20735049/Ricordi+e+sapori+d%27infanzia
Mamma mia, le ‘anciue al vert’ che buoneeeeeeee (non so come si scrive in piemontese corretto, ma la pronuncia da noi è quella)
Proprio ieri mattina prima di venire in ufficio, stavo pulendo i fagiolini e mi è tornata in mente la mia nonna materna che è morta da alcuni anni…ricordo come amavo aiutarla a pulirli in cortile e poi adoravo mangiarli…idem per la pasta fagioli, purtroppo non so la ricetta, ma la sua pasta e fagioli era deliziosa…e poi amavo il suo coniglio di cui posso postare la ricetta, tenete conto che lei li allevava ed il gusto cambia certamente…Un coniglio a pezzi soffritto in olio con cipolla, carota e sedano, aggiunta di mezzo bicchiere di vino, sale e pepe e poi i pomodorini a pezzi e le olive nere snocciolate. Una delizia…e non può mancare la mia torta preferita, questa la faceva e la fa la mia mamma ed è anche la preferita del mio piccolo
Ciambella bicolore
Ingredienti:
350 g di farina 00
250 g di zucchero
100 g di burro
tre uova
70 g di cacao
mezza bustina di lievito da dolci
una bustina di vanillina
un pizzico di sale
zucchero al velo
preparazione:
Separate i tuorli dagli albumi e montate questi ultimi a neve ben ferma con un pizzico di sale.
In un’altra terrina unite lo zucchero ai tuorli e lavorateli sino a quando non diventano spumosi. Unitevi il burro fuso e sempre mescolando amalgamate il tutto con la farina setacciata precedentemente, poca per volta insieme alla vanillina e al lievito. A questo punto incorporate delicatamente gli albumi montati a neve.
Separate dal composto una parte di esso ed unitevi il cacao. Mescolate il tutto ed aggiungete uno o due cucchiai di latte tiepido se serve.
Inserite il composto privo di cacao in una teglia da ciambella precedentemente imburrata e per finire unitevi quello al cacao, facendolo scorrere lungo la superficie.
Ponete in forno caldo ad una temperatura di 180 gradi per circa quaranta minuti.
Servite la ciambella spolverizzata con lo zucchero al velo.
Squisita per merenda o per colazione.
uuuuh, di comfort food ce n’è a bizzeffe! Ognuno legato a un’emozione diversa…
Ne sceglierò tre…
Il primo è il caffelatte con il pane… sì sì proprio latte, caffè (e non cioccolato o surrogati) e pezzetti di pane… o volendo anche fette biscottate.
A me piace puciare il pezzetto di pane nel caffèlatte tiepido e mangiarlo in un sol boccone, deve avere la giusta consistenza, non deve sbriciolarsi naturalmente… Cosa mi ricorda?? Io mio papà che mi ha insegnato questa “schifezza” e ancora più in particolare mi ricorda una notte di qualche anno fa. Abitavo ancora con i miei e una notte verso le tre sento qualcuno in cucina, la luce è accesa, i miei sono svegli… mi alzo pure io e scopro che avevano fame e stavano per mangiare caffelatte!!! Mi sono unita a loro e alle tre e mezza eravamo tutti e tre attorno al tavolo con le nostre scodelle davanti. Insomma, quando sono tornata a letto penso di aver dormito come un ghiro, di un bene che non vi dico… e ogni volta che penso al caffelatte con il pane ripenso a quella notte.
Il secondo comfort food è una mousse alla fragola, a metà strada fra gelato e budino, che mamma mi comprava al supermercato da piccola. Ricordo che aveva un sapore particolarissimo di fragola ed era contenuta in bicchierini di carta con il tappino di carta con la linguetta per sollevarlo… Non ho mai rivissuto lo stesso gusto, l’ho cercato per anni, fino all’anno scorso quando ho assaggiato una pastina che Michele aveva portato a casa. Era uguale!!!! E sono stata inondata dai ricordi!!!
Il terzo comfort food è il purè di patate di mamma. Come lo fa lei non lo fa nessuno, neanche io riesco ad eguagliarla… e ogni volta che lo mangio è favoloso… sa proprio di mamma!!!
ed ecco qua…primo comfort food cucinato (si fa per dire) e fotografato…
ho messo la foto sul forum…e anche sul mio blog
http://interno105.wordpress.com/2009/07/15/panzanella-night/
Le mie origini salentine mi riportano ai giorni in cui mia nonna faceva i Taralli dolci, il pane e le Friselle e poi le portava al forno vicino casa …sotto il periodo di Pasqua poi ci faceva le “panareddhe” ( non so se si scrive cosi’ ) i cestini di pasta dolce con dentro l’uovo sodo…la domenica era tipico fare la pasta fatta in casa …le orecchiette per intenderci, che poi venivano condite con il ragu’ incomparabile di mia madre e il cacio ricotta …ricordo speciale anche per l’arrosto fatto al camino da mio padre e d’estate tanti ricci di mare, cocomero e melone bianco !!!! E’ indispensabile per me ritornare ogni anno a Lecce per sentire ancora quei profumi che in nessuna parte del mondo riuscirei a sentire !!!!!
Sììììììì! le frise!!! col pomodoro strusciato, l’origano e i capperi sotto sale!
) con nonna, che cercava di insegnarmi a far bene la forma col ferro apposito… aaaaaah, anche io mi sento a casa, al ricordo di quei sapori… e i ricci.. quanti ne ho mangiati…
Anche mia nonna le preparava e le portava a cuocere al forno del cugino…
… e la pasta fatta in casa: orecchiette e pizzarieddi!!! quanti ne ho preparati (e mangiati
Che bello trovare ‘compaesani’ anche qui!! Io in Puglia ci ho passato tutte le estati della mia infanzia e ora continuo a tornarci (quasi) tutti gli anni, perché mi mancano i sapori e i profumi intensi di quella terra meravigliosa.
Quando penso poi al cocomero ed al melone (quello con la buccia gialla, però) mi vengono in mente le ragazzate che facevamo da piccoli, quando andavamo a sgraffignarli direttamente nel campo del cugino di nonna la mattina presto: l’odore della terra rossa bagnata mi è rimasto sempre nel cuore, ed è la prima cosa che sento appena arrivo là. E passerei mezz’ora a sniffare l’aria per riempirmi di quel buon odore!!!
Ok, stasera la cena è decisa: frise e pomodori! (perché per i pizzarieddi bisogna che mi organizzi un po’…)
Ecco finalmente in miei comfort food:
1° per eccellenza, non poteva essere che lei la NUTELLA. Declinata in tutte le combinazioni possibili. Specialmente quella spalmata sulle frittelle che trovo solo al Luna Park di Caorle o Bibione (se siete in vacanza da quelle parti mangiatene una pensando a me!) Perchè solo lì trovi la frittellona soffice e spessa che piegata a metà e diventa una cosa enorme con la cioccolate che cola.. (al baracchino avevano un vasetto da 5 kili ma costava più che uno normale)
2° le scaloppine con la panna, che la mia mamma mi preparava ogni volta che portavo a pranzo qualche compagno di scuola.
3° la “rusumada” che riveduta e corretta (nell’originale c’è un bicchiere di vino rosso) mangiavo a merenda col pane quando ero piccola.
Sto preparando i post con tutti i dettagli: storia – foto e soprattutto ricette. Nel settimana pubblico tutto. Poi ti metto i link e pubblico le foto nel forum!
ps. Grazie MF mi stai facendo riscoprire tante cose della mia infanzia: è una vita che non faccio la rusumada non vedo l’ora di prepararmela!
Sono curiosissima, perchè non so cos’è, ma già so che la preparerai benissimo come sempre…
larusumada!!!!
La merenda che facevo con la nonna a monte!!! Vero…..l’ho poposta tempo fa alla mia cucciola ma storceva il naso…..
Che buooooonaaaa!!!
Comfort food? La prima cosa che mi è venuta in mente è FIORELLO E NUTELLA! Chi di voi si ricorda il fiorello della locatelli? http://www.spesaonline.com/SOL/images/products/big/8025025000387.jpg
) e poi mescolare fino a rendere tutto un composto omogeneo.
Mi ricordo che mia madre quando eravamo piccole, soprattutto d’inverno, piombava in camera nostra mentre studiavamo e urlava :STOP PAUSA FIORELLO! Che delizia …
LA RICETTA…bhe molto semplice:
Aprire la confezone di Fiorello…leccare il coperchio ( obbligatorio),
tuffare il cucchiaino nella nutella, rituffarlo nel fiorello ( se necessario ripetere l’operazione più volte
Sedersi in completo relax…e godersi la delizia.
Che ricordi ragazze…mi sembra ancora di sentire le nostre voci..”mmmhhh che buono…grazie mamma!”
Poi ce ne sarebbero tanti altri tipo “o’ casatiell” o i taralli “nsogn e pepe”…..ma il fiorello è tutta un altra storia!
Guarda che io il Fiorella ce l’ho nel frigo anche adesso..
Davvero? Io non lo trovo più nei negozi…
oggi inizio la MIA caccia al tesoro per il fiorello ah ah ah
Ci tuffi anche tu la nutella dentro? ah ah ah
‘STOP PAUSA FIORELLO!’ è bellissima…
Mia madre è un fenomeno

Pensa che d’inverno per farci alzare , apriva la finestra e urlava UUHHHH NEVICAAAAAAAAA
e noi ci cascavamo quasi sempre
ahahaaa ma è una cosa cattivissima, mi piace!!
Lo è credimi…

ma la mamma è sempre la mamma
Soprattutto quando corri alla finestra e splende il sole…e lei come un felino sta gia rifacendo il letto
Cattiveria inaudita
dubbio temendo:
avevo capito che per comfort-food intendessi qualcosa che abitualmente ci prepariamo per risollevarci il morale in condizioni particolari, ma leggo nei commenti tanti cibi che portano ricordi, ma non necessariamente usati come “rimedio”.
valgono anche quelli?
no, perchè se valgono anche quelli, oltre a dimostrare ancora una volta che sono rincoglionita persa, ne avrei diversi.
ahhaaa sei troopo forte!
Ma certo che valgono!
allora metto in moto il neurone
… il mio rimedio ai momenti di tristezza è proprio il ricordo di quei momenti felici… é lo stato di vuoto mentale che ti assale mentre mangi quelle cose e che non ti fa pensare alla bilancia…
Tocca a me….il mio cibo coccola…a dire il vero ne ho molti, sarà che mi piace mangiare e ho una “memoria” culinaria che spesso mi fa associare i sapori alle emozioni passate (come pure mi capita per i profumi) quindi…inizo…
Per primo devo assolutamente dire le frittelle di mele della mia nonna…dovete sapere che la mia nonna non era una gran cuoca…cioè non è che amasse immensamente cucinare…lo faceva perchè doveva…non era certo lo stereotipo della nonnina casalinga con il mattarello in mano per intenderci…però alcune cosucce le riuscivano davvero bene e una di quelle erano appunto le frittelle! Era originale anche nel proporle, ce le preparava per pranzo con l’insalata (cicoria tagliata fine fine….) forse lo riteneva una variante degli sciatt (sono valtellinese) … non saprei ma so che quando arrivavo da scuola e sentivo nelle scale quell’odore di olio fritto….ummm….volavo su per le scale! spizzicavo subito tutte i fili bruciacchiati e croccanti dal piatto delle frittelle (avete presente i fili che lascia la pastella quando col cucchiaio fate le frittelle nella padella? ecco quelli appunto).
La ricetta come quelle di una volta è tutta “ad occhio” …. si prepara una pastella con farina, un pizzico di sale, una tazza di zucchero, poco lievito e acqua e si amalgama bene (consistenza delle crepes per intenderci) e poi si aggiungono i pezzetti di mela e via…a cucchiaiate nell’olio bollente….a cottura ultimata una bella manciata di zucchero sopra (mica zucchero a velo che credete…quello normale….) mi viene già voglia a parlarne…. se poi ci abbinate l’insalata è stupendo l’abbinamento dolce salato!
non sono più riuscita a rifarle come le sue! sarà che manca lei come contorno…
Ma il vero piatto risolleva morale e tappa tristezza è e sarà sempre per me …il cioccolato…la classica tavoletta di cioccolato fondente…è la mia coccola preferita…non serve cucinare…non serve servire…(hahahah scusate il gioco di parole) basta scartare e…gnam! Questa si che è una coccola con i fiocchi!!! Immancabile nelle gite da piccola in montagna accompagnato con il pane e insostituibile regalo nei viaggi a Livigno la domenica con i miei (ma che ….classica gita di famiglia a Livigno…io bimba stò buona in macchina per un’ora con le curve e tutto il resto…me lo merito il cioccolato no???!!) che scorpacciate!! Ancora odesso se vado a Livigno devo comprarlo…è più forte di me…peccato che già in dogana sia finito….
un saluto Barbara
E’ proprio vero, lo penso anche io dei pomodori di mio nonno
Eccomi anch’io, ero un pò indecisa…ma direi che metto senz’altro al primo posto la torta di pane che faceva la mia nonna, riallacciandomi al post di Barbara qui sopra (la solita invasione di Barbare eh?). La mia nonna Mariuccia
con la quale sono cresciuta, non era un fenomeno con i dolci ma la sua torta di pane era la più buona in tutto il Varesotto e non esagero!!!!! La faceva cuocere non in forno ma in una pentola dal nome buffo, “petronilla”, che andava attaccata alla corrente. La sua pentola in particolare, si era guastata e andava al “minimo”, così per cuocere la torta ci volevano 4 ore!! Io avevo la proibizione di avviccinarmi a dove era attaccata perchè come potete immaginare non era una meraviglia di sicurezza sta pentola, ma il profumo che si spargeva per tutta la casa, mentre la torta cuoceva è uno dei ricordi più belli che ho…adesso naturalmente la faccio ancora anche io ma nel forno perchè la “petronilla” è volata in cielo come la nonna, ma la mia non è così buona, anche i miei figli che l’hanno assaggiata da piccolissimi, dicono che quella della nonna-Bis era la migliore!! Metto la ricetta ma non ho una foto perchè è un dolce da inverno ( e infatti si fa per le feste patronali di gennaio febbraio), ma io la torta di pane me la farei anche oggi che fa un gran caldo!
Torta di pane
INGREDIENTI:
· PANE AVANZATO POSSIBILMENTE DI TIPO MORBIDO
· ½ LITRO CIRCA DI LATTE FRESCO
MEGLIO AMMOLLARE IL PANE CON IL LATTE UN PO’ PRIMA , MAGARI ANCHE LA SERA PRIMA
IMPASTARE IL PANE E IL LATTE CON :
· 5 CUCCHIAI DI ZUCCHERO
· 1 TUORLO E 1 UOVO INTERO
· 1 SACCHETTO DI UVETTE, UN PO’ DI NOCI SBRICIOLATE, A PIACERE, UN CUCCHIAIO DI CACAO O DEGLI AMARETTI
METTERE NELLA TORTIERA COSPARSA DI PANE GRATTUGIATO E AGGIUNGERE
· FIOCCHETTI DI BURRO
· PINOLI
IN FORNO A 175° PER 45 MINUTI, MENTRE E’ ANCORA CALDA SPOLVERARLA DI ZUCCHERO. GNAM!!!
In gravidanza dopo le analisi del sangue ; “succo all’albicocca” (piu’ brioche), il succo all’albicocca è stato un antidolorifico magnifico per me :P
Ecco il mio primo comfort food:
La NUTELLA
Ricette:
Nutella e “michetta” : come me la son sognata una volta – un bel panino tagliato a metà con dentro un dito di Nutella (era quaresima e come fioretto non mangiavo dolci – che sofferenza!)
Nutella spalmata su una fetta di pane bianco: morbido – morbido.
Nutella sulle fette biscottate: croccantino.
Nutella e crecker: sbricioloso.
Nutella sui biscotti: friabile.
Grissini “pucciati” nel vasetto di Nutella: esosi.
Nutella e caffè – spalmare la crema sulla tazzina prima di versarci il caffè: aromatico.
Nutella e banana: esotico.
Nutella e gelato: non un gran ché perché si indurisce.
Nutella e frittella: spaparanzoso da vacanza
Ma il massimo resta sempre il classico cucchiaio – Nutella liscia e basta: godurioso!
la foto la metto sul forum.
Se volete sentire tutta la storia e vedere anche la foto del maritino che si pappa frittella e Nutella andate qui:
http://undicimesi.blogspot.com/2009/07/caccia-di-ricordi-felici-comfort-food-1.html
ehhh, ma hai provato a mettere la nutella intorno al bicchiere e poi farti un affogato al caffè?
pane e acciughe! era la mia merenda quando, alle elementari, passavo i pomeriggio con la mia nonnina, ancora oggi ingambissima (ogni tanto le lascio le bimbe e se la cava ancora egregiamente)
le acciughe del mercato, quelle sotto sale che vendono in quei barattoloni bianchi
la mia nonna me le puliva bene e poi le metteva nel panino, e io ero felicissima di quella merenda
oggi, quelle poche volte che vado al mercato, passando davanti al banco che le vende non resisto e le devo comprare assolutamente, poi a casa mi faccio quel panino (tra il disgusto del marito e della figlia) e ancora oggi sono felice mentro lo mangio
ehm, scuriosando da quasimamma.. a parte che devo pulire la scrivania che se si parla di Nutella, io non riesco a chiudere la bocca….
, quindi non saprei se l’effetto è il solito… giuro che quando la crisi da studio e da freddo era nera e profonda, “codesto bicchierino l’era proprio un toccasana”!
.. .comunque, mi sono ricordata di un comfort food del mio passato universitario:
IL CAFFE’ CON IL CACAO AMARO
Ore e ore passate in biblioteca, tra libri di grandi architetti e tomi di scienza delle costruzioni (…uff, che prima o poi si farà tutto nella vita, prima o poi…!), quando il freddo e umido clima fiorentino mi metteva alle strette, la mia pausa-caffè consisteva in un bicchiere di plastica riempito per metà di cacao amaro e per l’altra metà di caffè bollente (della macchinetta automatica)… a casa non ho mai avuto bisogno di questa
Credo molto nel comfort food.
Il mio oggi è il cappuccino, non troppo caldo o brodoso, con una bella schiuma compatta.
Poi c’è il muesli. E tutte le cose da sgranocchiare come la frutta secca.
Da piccola forse ero sconfortata, ricordo cibi che mi piacevano ma non proprio così consolatori.
La tua storia delle polpette è bellissima e commovente!
Il mio cibo coccola, legato alla mia infanzia è il budino al cioccolato che mia madre ci preparava come merendina ed io con mia sorella e mio fratello ce lo gustavamo pian pianino per evitare che finisse subito e poi ci guardavamo ridendo per la bocca sporca di cioccolato!
Un altro cibo coccola sono i panzerotti, proprio avanti ieri ne abbiamo preparato ben 4 kg! Sono degli impasti di facaccia lievitata, spianata e farcita con pomodoro, mozzarella e prosciutto, poi chiusi e fritti…. buonissimi! Ricordo che la mamma li preparava insieme alla vicina di casa e si stava in compagnia…
non riesco ad inserire le foto sul forum, come si fa?
Ovvero solo il link alle foto, ma per farle vedere sul forum come faccio?
ok ci sono riuscita!
In effetti ho dimenticato il mio comfort food attuale….come cavolo ho fatto a non pensarci?
Le Pringles…..
ne ho varie di ricettine…
*torta di cioccolato con ripieno di panna montata e pesche sciroppate
per i miei 15 anni mia madre era venuta in italia e aveva preparato la torta del mio compleanno, erano 5 anni che non avevo una torta della mamma per la mia festa; per anni ho rifatto per il mio compleanno la solita torta.
ricetta:
3 uova
150-200 gr di burro
1 tazza di zucchero
2 tazze di farina
lievito
cacao o cioccolato (molto per i miei gusti, poi scegliete voi la concentrazione che più vi soddisfa)
250 ml almeno di panna (da calcolare sempre la quantità che viene “persa” durante la fase di montaggio) + zucchero (anche se io ce la metto senza zucchero)
1 barattolo di pesche sciroppate
Prendo le uova e le divido, monto chiari e gialli separatamente con lo zucchero e poi li unisco, sciolgo il burro e unisco piano piano anche quello una volta che si è raffreddato. Via via e mescolando aggiungo la farina e il lievito e pure il cacao, mescolando bene per non formare i grummi. Metto in una teglia unta e farinata o cartarivestita e inforno a temperatura media fino alla cottura. Lascio raffreddare la torta e poi con calma e un buon coltello la taglio a metà. monto la panna. Con lo sciroppo delle pesche bagno la parte di torta interna, spalmo la panna su una parte poi ci metto le pesche tagliuzzate e poi con molta manualità, ingegno e calma titappo la torta. Un tocco di classe è quello di ricoprire la torta con della panna montata e magari decorare con pezzetti di pesche.
*Appena arrivata in italia la situazione affettiva era vacillante e pure mia zia che ci ospitava non stava un granchè bene. Spesso la sera dopo cena e prima di andare a dormire la zia si faceva un qualche cosa di dolce e io la guardavo cucinare e poi condividevamo. Eravamo sempre io e lei, mia sorella e mio padre andavano a letto sempre prima.
La cosa che mi è restata più fissata in testa forse perchè più ripetuta è la crema al limone o aromatizzata alla vaniglia, semplice e morbida, calda e riempitiva. Spesso me la sono fatta da sola in momenti tristoni da colmare con un po’ di affetto
Crema al limone, una ricetta della crema la trovate qua : http://cantucciodiyersinia.splinder.com/post/17094335/cheese-rotolo+alle+fragole
Poi c’è il gelato. Ho sempre amato il gelato e a esso son legati molti ricordi. Uno dei primi è quando iniziavo a poter mangiar da sola il cono perchè ero “grande” e non mi cascava per terra o lo mangiavo abbastanza rapidamente che non si scioglieva tutto, e poi le feste quando potevamo prendere il cono con 3 palle, un super lusso!!
Poi sempre dalla zia per le feste di compleanno nostre c’era il rito di fare il gelato alla crema con la vecchissima gelatiera: una specie di barilotto in legno che conteneva un contenitore più piccolo in alluminio che veniva messo in movimento da una manovella, nello spazio tra il barilotto e il contenitore andava il ghiaccio con il sale grosso. A turno ognuno doveva fare almeno 10 giri di manovella se voleva mangiare il gelato!
Qua una ricetta di un mio gelato alla crema : http://cantucciodiyersinia.splinder.com/post/18505497/Torta+asciutta+con+gelato+alla
eccomi… rientrata dal mare pronta per miei comfort food
Galatine… quando andavo dai nonni, mio nonno ci faceva trovare nel porta biscotti al centro del tavolo del soggiorno le galatine…SEMPRE!
ancora oggi quando le mangio mi viene in mente la scena di ogni volta che arrivavamo a casa loro e lui, come fosse un segreto che nessuno sapeva o doveva sentire, ci diceva sotto voce di andare a vedere nel portabiscotti che c’era una sorpresa… sempre le galatine
poi ce ne slono che sono i miei alleati non dico quotidiani ma molto presenti… ci sono volte che mi viene proprio voglia di loro e fin quando non mi tolgo questa “necessità” è un pensiero fisso!
pane e nutella
latte e nesquik
piatto che mi fa venire in me nte invece mia nonna e i nostri pranzi da lei con i miei cugini ed i miei zii è il POLPETTONE CON L’UOVO.
anche se il gusto del mio non somiglia al giusto di quello di mia nonna
ricetta (non metto quantità… ognuna sa regolarsi in base a quelli che deve fare):
tritato
pangrattatto
formaggio
uovo sodo
impastato tutto e poi metto uno spicchio di uovo sodo tra due parti di tritato e friggo!
altro cibo che mi “rassicura”… è la GRANITA…no granatina o grattachecca o ghiaccio con sciroppo… parlo della granita VERA… quando mangio quella vuol dire che sono a CASA… cioè a Messina a gustarmi oltre le specialità culinarie il mare ed il sole.
altri cibi messinesi che mi fanno stare bene
arancini
400 gr di riso
una bustina di zafferano
5 uova
50 gr di parmigiano grattugiato
1 provola tagliata a dadini
sale
pangrattato
per il ragù: 1 cipolla, 400 gr di carne tritata, 200 gr di piselli, passato di pomodoro, sale, pepe ed olio.
preparare un ragù denso.
cuocere il riso al dente e solarlo, mescolarlo con 2 uovo, lo zafferano, il parmigiano e lasciarlo raffreddare.
nel palmo della mano mettere due cucchiai di riso e all’interno un pò di ragù e qualche tocchetto di provola e chiudere con altro riso formando una palla.
passare gli arancini nell’uovo sbattuto, nel pan grattato e farli dorare in olio bollente.
per ora è tutto… si è svegliata giorgia… adesso vado a darle il suo comfort food.. il mio latte!
ps. mammafelice ma per le foto non c’è una stanza apposita? dove le avete messe?
scusa, forse lo hai già detto, ma non ho il tempo di rileggere tutti i commenti!
prima che ne dimentichi uno… per ora mio marito ed io condividiamo lo stesso comfort food.. la sera sul divano, giorgia fa la nanna e noi ci rilassiamo sgranocchiando i mini BRETZEL che troviamo al Lidl… non sono i bretzel freschi del trentino/austria ma sono buonissimi
Allora ecco gli altri due:
Scaloppine con la panna: piatto per eccellenza dei miei giorni di scuola.
Quando avevo qualche compagna di classe che si fermava a pranzo a casa mia per poi “studiare” (si fa per dire) insieme nel pomeriggio, questo era quello che la mia mamma ci preparava sempre. Perché é un piatto semplice che tutti apprezzavano, anche le più schizzinose. Ha funzionato anche con tutte le compagne di mia sorella. Ha funzionato col maritino. Ed adesso se le pappa anche la Gigietta (che a mangiare è pigra). Se non vi piacciono i funghi potete anche eliminarli oppure sostituirli con un po’ di prezzemolo alla fine.
INGREDIENTI: carne (pollo o tacchino o vitello si può variare), una noce di burro, panna da cucina, funghi (champignon surgelati – perché quelli secchi non mi piacciono), sale. Con le quantità vado un po’ ad occhio..
In un tegame fate sciogliere una noce di burro e rosolatevi le scaloppine di carne, aggiungete i funghi surgelati (che perderanno un po’ d’acqua) e continuate la cottura. Aggiustate di sale e per ultimo mettete la panna da cucina, fate scaldare quest’ultima a fuoco non troppo vivace (altrimenti la panna si raggruma tutta). Oplà, potete invitare a casa tutti i ragazzi che volete!
P.S. Obbligatorio fare la scarpetta con il pane!
http://undicimesi.blogspot.com/2009/07/caccia-di-ricordi-felici-comfort-food-2.html
la rusumada
Una antica bevanda, consumata anche come merenda. Si prepara velocemente anche se non si consuma quasi più; veniva considerata un ricostituente e serviva per prevenire i malanni del raffreddamento.
INGREDIENTI: 1 uovo, 1 cucchiaio di zucchero, 1 bicchiere di vino rosso.
Sbattete il tuorlo d’uovo in una terrina. Montate a neve l’albume ed aggiungetevi il tuorlo e, sempre sbattendo incorporate anche il vino.
Niente di più facile.
In versione “light” – ovviamente senza vino rosso, era la merenda dei miei inverni. Me la preparavo anche da sola, con lo sbattitore elettrico mettendo tutto l’uovo insieme allo zucchero, per fare prima.
http://undicimesi.blogspot.com/2009/07/caccia-di-ricordi-felici-comfort-food-3.html
Per le foto ho messo il link, e se riesco adesso le metto sul forum!
Buona domenica.
altro giro.. altre ricette…
TORTA ALLO YOGURT
questa è la torta veloce della mia mamma… quando decideva di fare una torta per noi con questa andava a colpo sicuro perchè con i suoi ingredienti semplici non rischiava di non averli in casa… ora la faccio io e quando viene a trovarmi me la prepara lei con una sola differenza… lo yogurt è il mio, cioè di quelli che faccio in casa!
1 vasetto di yogurt bianco
2 vasetti di zucchero
3 vasetti di farina
1/2 vasetto di olio
3 uova
1 bustina di lievito
preriscaldare il forno al massimo…mescolare gli ingredienti fino ad avere una crema omogenea e densa. versare nella teglia ed infornare per 30 minuti a 180 (poi ognuna conosce il suo forno e si regolerà di conseguenza!)
TORRONE
questo è un classico di natale… mia zia lo preparava “solo” per me perchè gli altri mangiavano anche il tiramisù ed io no… odio il caffè!!!! semplice seplice da fare…
1 litro di acqua
1 litro di zucchero
1 kg di mandorle (nocciole o arachidi o anche misto)
sul fuoco lento fare sciogliere acqua e zucchero e mandorle fino a quando prenderanno un colore marrone bruciato… versare immediatamnte sul marmo o su una spianatoia unta con olio, livellare con la lama di un coltello bagnata. quando si raffredda tagliare a pezzettini.
MOUSSE DI TONNO
questa mousse mi fa pensare ai miei zii (fratello di mia nonna e sua moglie) a palermo… quando andavamo a trovarli mia zia, sapendo che ci piaceva ce la faceva trovare in tavola.
1 confezione di fiorello ogni 2 scatole di tonno
frullare il tutto e mettere in frigo almeno un’ora prima di servire!
altro cibo senza ricetta… le REGINELLE… biscotti tipici palermitani… ogni volta che andavamo a palermo lo zio ne comprava solo per noi, anche da portare a casa, così si allungava il tempo per mangiarli.
FRAGOLE, CILIEGE, BANANE, ALBICOCCHE E PESCHE…buone e fresche… ne mangerei a kg!
BANANA CON LIMONE E ZUCCHERO
la mangiavo da piccola a merenda ed ogni tanto me la faccio anche ora
schiacciare la banana
spolverarla con un pò di zucchero
aggiungere un pò di succo di limone
BANANA CON LATTE
altra versione per la merenda
schiacciare la banana, aggiungere un pò di latte fredfo e zucchero se si vuole!
le fragole occupano un capitolo a parte, sono in assoluto le mie preferite… e faccio tantissime cose!
MARMEELATE DI FRAGOLE
1 kg di fragole
500 gr di zucchero ( ma anche meno se la si vuole ancora meno dolce)
il procedimento lo conosciamo tutti… girare, girare, girare :p
RISOTTO ALLE FRAGOLE ( X 2… l’ho fatta solo per me e mio marito fin ora)
200 gr di riso Carnaroli
2 vaschette di fragole
100 gr di burro
1 cipolla bianca
1 bicchiere di vino bianco
mezzo litro di brodo vegetale
Lavare bene le fragole e tagliarle, lasciare qualche fragola intera per la decorazione. In pentola far soffriggere il burro con la cipolla tagliata finemente, aggiungere il riso facendolo tostare a fuoco vivo per circa 2 minuti. Unire il vino bianco e lasciarlo evaporare. Quindi aggiungere il brodo, poco alla volta man mano che evapora. Quando il riso sarà quasi pronto, aggiungere le fragole. Aggiungere le fragole intere e servire.
CHEESE CAKE ALLE FRAGOLE
questa è di recente acquisizione ma non riesco a non farla… è buonissima!
per la base:
400 gr di biscotti tipo digestive
200 di burro
per la farcitura
4 uova
250 di zucchero
1 bustina di vanillina
500 di philadelphia
per la salsa
una busta di gelatina per torta
2 cucchiai di zucchero
250 ml di acqua
250 di marmellata alle fragole (io uso la mia)
per la base, frullare i biscotti e impastarli con il burro con le mani.
fodero una tortira con la carta forno e verso l’impasto dei biscotti che livello con le mani.
per l’impasto frullare le uova, lo zucchero e la vanillina poi il philadelphia e frullo di nuovo.
verso la farcitura sulla base di biscotti e metto in forno per 1 ora a 150°. tiro fuori la torta dal forno e la lascio raffreddare
per la salsa, sciolgo la busta di gelatina con l’acqua e lo zucchero e la faccio bollire per un minuto. mescolo metà del liquido con la marmellata, lo verso lentamente sulla torta, aggiungo il resto della gelatina e faccio riposare in frigo.
TIRAMISU’ ALLE FRAGOLE (come dicevo io non namo il caffè ed ecco la mia versione di tiramisù per gustare savoiardi e mascarpone)
1kg di fragole
2 arance
6 cucchiai di zucchero
500 gr mascarpone
250 di zucchero
5 uova
1 confezione di savoiardi
lascio macerare le fragole tagliate a pezzettini nel succo d’arancia e zucchero per un pò di ora (meglio tutta la notte).
mescolare mascarpone, le uova e 250 gr di zucchero ed aggiunger le fragole precedentemente filtrate. Con il succo imbevo i savoiardi e li dispongo nella pirofila, alternano savoiardi e mascarpone con fragole. e poi tutto in frigo
ps. c’è anche chi frulla le fragole prima di metterle nel mascarpone ma a me piace sentire i pezzettini
ciaooooooooooo
mmm…il mio confort food è banalmente il the coi biscotti, saiwa di solito…. guardate che me lo bevo anche in piena estate, bello caldo! ehehehheh!!!
devo dire che quello è la mia piccola coccola della solitudine, me lo bevo in certi pomeriggi in cui rifletto sulla mia strada, o in quelle notti in cui non riesco a dormire, o quando ho fame e non so che mangiare (ricordo periodi da universitaria lavoratrice, diciamo di magra in cui bevevo tantissimo the per riempirmi un po’ la pancia!)
ora che sono un po’ più viziatella, quando sono un po’ depressa mi mangio la pizza con il prosciutto cotto, davvero, quel gusto salatino mi tira subito su’ di morale!
Ahia,mi sono persa che c’era una nuova prova. Il caldo decisamente mi prova!
Dunque i miei confort foood sono:
-la pasta al forno preparata con mozzarella,sugo (rigorosamente di conserva casalinga) e prosciutto a pezzetti (rigorosamente dopo aver acquistato il fondino dal macellaio di fiducia). Perchè? Perchè lo preparava mio nonno la domenica a pranzo e che io mi ricordi era l’unica cosa che preparava mio nonno in cucina. Immigranti dal meridione mia nonna faceva tutto, tranne la pasta al forno della domenica!
-la parmigiana della mamma: mi ricorda gli inverni a casa, con mia mamma casalinga e mia sorella piccola che si preparava la parmigiana per quando tornava papà da lavoro ed io sbattevo le uova per preparare la pastella. Una famiglia da mulino bianco praticamente!
-l’insalata di riso: come la preparo io. E’ un tripudio di ogni cosa cosa preparata rigorosamente in estate. Non è estate se non preparo l’insalata di riso!
-l’impasto crudo della torta: non importa quale sia la ricetta purchè alla fine si lecchi dal cucchiaio di legno l’impasto crudo! Un vero must che tramando a mio figlio.
ne avrei ancora da scrivere… vediamo dove arrivo…
zucca… in tutti i modi… dall’antipasto al dolce… vivrei solo di zucca
MARMELLATA DI ZUCCA
1 kg di zucca
500 gr di zucchero
al solito… girare, girare, girare…
e di conseguenza CROSTATA DI ZUCCA
preparo la pasta sfoglia e verso la mia marmellata
40 minuti in forno
crostini di polenta con zucca e acciuga
preparare la polenta,lessare la zucca e frullarla. tagliare la polenta a quadrati mettere sopra la zucca e un’acciuga per crostino
pasta con pancetta e zucca
soffriggere la cipolla con olio aggiungere la pancetta e poi la zucca a julienne. aggiungere brodo, cuocere per 10 minuti e poi aggiungere la pasta cotta al dente, agggiungere formaggio, mantecare e servire
pasta con gorgonzola e zucca
farfalle ai porcini e zucca
risotto alla zucca
crema di zucca
crespelle di zucca e taleggio
e posso andare avanti ancora per molte ricette… è così versatile la zucca
ultimo… con ricordi annessi
menù della tradizione siciliana
un primo piatto
PASTA ‘NCACIATA che la cucinava mia nonna… no quella del polpettone ma mia nonna materna che abitava con noi… mia mamma l’ha preparata qalche volta ma quella della nonna era tutta un’altra cosa
600 gr di pasta (penne o maccheroni)
500gr di tritato
4 melanzane grosse
1 litro e 1/2 di passata di pomodoro
600 gr di provola dolce
200 gr di parmigiano
1 cipolla
basilico
olio, sale e pepe
melanzane tagliate a fette , cosparse di sale per perdere acqua. dopo mezz’ora lavatele, asciugatele e friggetele.
soffriggere la cipolla tritata, salare e pepare, aggiungere la passata e lasciare insaporire per 10 minuti.
cuocere la pasta al dente condire con poco sugo.
in una teglia versare il sugo, poi uno strato di pasta, uno di melanzane e uno di provola a fettine e spolveare con il parmigiano d il basilico. alternare gli ingredienti finendo con melanzane provola e basilico. mettere in forno caldo per mezz’ora.
questa la trovo solo a messina e quando vado a casa mia mamma non me lo fa mai mancare… per me è il ricordo delle vacanze estive quando c’erano gli zii e i cugini da domodossola a casa nostra e in veranda o giardino si grigliavano questi spiedini…
BRACIOLE ALLA MESSINESE (che sono involtini)
600 gr di fettine di vitello tagliate sottili
200 gr di pan grattato
prezzemolo sale pepe e olio (aglio a piacere)
formaggio (tipo galbanino o scamorza o provoletta)
preparare un compsto con pangrattato prezzemolo e se lo mettete anche l’aglio, più sale e pepe.
su ogni fettina unta con un pò di olio mettete il composto ed i dadini di formaggio. arrotolate e infilzate con gli spiedini.
arrostite a fuoco lento
ultimo… un dolce.. a dir la verità inizialmente non mi piaceva per il limone… ma a mio papà si… da quando mio papà non c’è più (ormai da 14 anni) me lo faccio preparare io… anche con il limone… così mi ricorda mio papà
BIANCOMANGIARE (lo so il nome è tutto un programma!)
1/2 litro di latte
100 gr di zucchero
50 gr di amido
1 limone
mettere in un pentolino tutti gli ingredienti, del limone la buccia tagliata a spirale.
cuocere a fuoco basso mescolando con un cucchiaio di legno fino ad ottenere una crema densa…togliere la scorza di limone e versare nelle coppette per farlo raffreddare… quando sarà ben freddo potete servilo così o sformarlo su foglie di limone.
e con questo finisco, anche se ne avrei altri… sarà per questo che non sono proprio magra????
notte
Ma Ragazze! Quante ricette! Non vedo l’ora di provarle!
MammaFelice.. ma un bel pdf?
Sì, penso che lo preparerò…
Lo sapevo che non ti tiri mai indietro!
evviva
anch’io ne ho lette di deliziose e semplici, come solo le ricette d’altri tempi sanno essere!
… ora che mi ci fai pensare con le ricette dei pomodori…. c’è un altro comfort-food, ma più che altro forse è un “ricordo confortante”… sempre legato a mia nonna: quando si preparava la ‘salsa’, noi “donne” di tutte le età, dopo aver raccolto i pomodori (e che mal di schiena…!), averli lavati e asciugati, si tagliavano a metà e si toglievano l’acqua e i semi… ma non si buttavano via: le nonne lo chiamavano “lu criddu”.
La sera, dopo la fatica della ‘salsa’ – che avremmo ricordato per tutto l’inverno assaporando quella bontà e quel profumo che spargeva tutt’intorno quando veniva riscaldata e, ancora fumante, mescolata alla pasta – la sera si passava intorno al tavolo, col pane e le frise di cui abbiamo già parlato (:-))!), con le nonne che raccontavano dei tempi passati e noi piccole che inzuppavamo nella scodella del “lu criddu”, condito con sale, olio e origano (e che popo’ di ricetta!)… e ascoltavamo di tempi di guerra, quando forse quello era un pasto comune e “buon per chi aveva i campi”…!
Questo è più che altro un ricordo piacevole, io “lu criddu” non l’ho più fatto, anche perché il maritino ‘mi è intollerante ai semini del pomodoro’… però è bello ricordare quei momenti..
Semmai quando faccio la ‘salsa’ ti posto la foto…! Sì, va be’!!! :-P
Allora, comfort-food della cipi-rincoglionita:
1 – coniglio lesso post-malattia: me lo faceva mia mamma quando ero piccina e stavo male, per rimettermi in forze, ed era una delle poche cose che mi piaceva mangiare (da piccola non mangiavo, strano a dirsi). peccato che per avere quello dovevo mangiarmi anche la minestra col brodo di coniglio, che mi è sempre stata cordialmente antipatica.
RICETTA:
- 1 coscia di coniglio
- 1 patata piccola
- 1 carota
- 1/2 costina di sedano
- acqua fino a coprire
- 1 pizzico di sale
Mettere tutto a freddo in una pentola e far bollire almeno 1 ora a fuoco basso, così la carne diventa morbidissima.
Tagliuzzare tutto a cubetti piccini e condire con poco sale e un filo di olio extravergine di oliva.
Servire tiepido.
2 – arancini di carnevale, che non penso si chiamino davvero arancini, ma siccome sono fatti con le arance mia nonna li chiamava così. La ricetta è della nonna che non c’è più, e come ogni sua ricetta è morta con lei. Ogni carnevale ne friggeva tantissimi per tutti i nipoti, insieme alle chiacchiere, e poi ce li portava pure a casa, una ciotolona pluri-familiare piena stracolma per ogni casa. Ma anche due, se le girava.
3 – la cicerchiata, che buona così solo nonna la sa fare. Sempre per carnevale, ma dall’altra nonna. E anche di questa la ricetta non ce l’ho. Qualche anno me l’ha cotta solo per me in olio, perchè io ero vegetariana e non l’avrei mangiata cotta nello strutto, nonostante fosse contrarissima a questa mia scelta. Cosa non è l’amore dei nonni?!
4 – le tagliatelle e gli gnocchi fatti in casa, che mi ricordano entrambe le nonne: una perchè li faceva sempre, alternandoli, per i pranzi domenicali quando ancora ci incontravamo tutte le settimane a casa sua (e quanto mi mancano quegli incontri), l’altra perchè invece mi ha insegnato a farli, con pazienza ed amore, e quell’infinito orgoglio che solo una nonna può avere, soprattutto se donna d’altri tempi che si sente chiedere a sorpresa dalla nipote 17enne di insegnarle a fare un mestiere da donna.
Ovviamente sono due ricette di base, da condite poi a piacimento, anche se la morte loro è il ragù di carne sobbollito per 3-4 ore almeno.
TAGLIATELLE
Per ogni persona:
- 1 uovo
- 100g farina00
(anche se nonna mi ha insegnato a farle “a occhio”, e il bello è anche che non vengono mai perfettamente uguali)
Sistemare la farina sulla spianatoia a fontana e rompere le uova nel buco.
Impastare bene e stendere con il mattarello (e qui ognuno ha il suo metodo).
Per stendere più facilmente l’impasto si può lasciare riposare una mezz’ora in un recipiente chiuso, anche non ermeticamente, diviso in parti uguali ben appalottolate e ricoperte di un velo d’olio (e questa è la parte che i suscita maggiori ricordi. quella ciotola arancione col piatto sopra e tutte queste palline di pasta dentro, con quel profumo di uova, farina e olio… ah, che nostalgia. e che tristezza dover constatare che nonna sta è invecchiata al punto da non riuscire più a farle.)
GNOCCHI di patate
‘azz, qui non ho assolutamente misure nè pesi, perchè come sempre è tutto “a occhio”. E sempre a occhio provo a dare una qualche misura:
- 2 patate medie
- farina quanta ne prendono
Lessare le patate la sera prima, sbucciarle, passarle allo schiacciapatate e lasciarle riposare una notte in frigo in un recipiente coperto.
La mattina dopo tirarle fuori dal frigo e versarle al centro di una fontana di farina.
Impastare aggiungendo farina pian piano fino ad ottenere un impasto omogeneo e sodo.
Dividere l’impasto in tanti pezzetti, allungarli sulla spianatoia formando tanti vermicelli di circa 1-2cm di diametro (a seconda di quanto si vogliono grandi gli gnocchi) e tagliarli in tanti “cubetti” di 1-2 cm (sempre a seconda di come si vogliono grandi).
A piacere si possono strisciare uno a uno sui rebbi di una forchetta o su una grattugia, per dargli una forma particolare e fargli prendere molto più sugo.
Il ricordo felice risale a quando aiutavo nonna a fare i “bigoli” (avrò avuto 3-4 anni) e quando poi da più grandina (6 anni) passavo gli gnocchi sulla forchetta, che dentro rimaneva l’impronta del dito, e nonna mi faceva notare che mentre lei lasciava un dito (perchè un dito ci vuole) io ne lasciavo due perchè le mie dita erano piccine.
5 – panini spacca-fegato: cofort-food adolescenziale che ha ben contribuito al raggiungimento degli 80kg a 16 anni. Che siccome non uscivo di casa, passavo i pomeriggi spalmata davanti alla tv e mi consolavo con troppo abbondanti merende, ovviamente sempre e solo schifosissime, che se era roba che non faceva male mi saliva il nervoso solo al pensiero di doverla mangiare.
RICETTA (ma siete sicuri di volerla?)
1 fetta di pan carrè
1 cucchiaino di maionese
1 cucchiaino di ketchup
1 sottiletta
Spalmare le salse sul pane, adagiare sopra la sottiletta, trangugiare senza nemmeno pensarci. Almeno 8 fette, se no non vale.
Anche se in netto ritardo ecco il mio comfort food: insalata di cetrioli con olio, aceto (la ricetta originale prevede aceto bianco di vino io uso quello balsamico!), sale e origano…tutto q.b.
ed in base ai gusti. Ogni volta che lo ripropongo mi ritornano le buonissime cene fresche che mia nonna materna preparava, nei mesi estivi,(nonostante ancora lavorasse tutto il giorno) per me e mio fratello che stazionavamo da loro in paese per poter fare qualche mese di sano mare! Vedere e sentire il profumo di questo piatto-contorno mi fa pensare anche alla velocità con cui mangiavamo la cena per poter riprendere il gioco della settimana o dei tappi o del nascondino che interrompevamo bruscamente all’ennesimo richiamo dei miei nonni insieme alla numerosa compagnia di bambini che avevamo formato!!!
Ohhh che bellissimo periodo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!Voglio tornà bambinaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa
questo è stato duro da scrivere… troppi ricordi e tante lacrime
http://larrimba.blogspot.com/2009/07/caccia-al-tesoro-5-il-mio-comfort-food.html
Ti abbraccio…
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Ciao Barbara e buona domenica, parlando del buon cibo, ho preparato una ricetta anch’io :-)
Questo è il link:
http://coloridigoga.blogspot.com/2009/08/cibo-per-le-coccole.html
Sono una schiappa in informatica, ma, almeno in cucina vado (almeno spero) un po’ meglio
Ciao!!!
Mamminabella che goduria!!
Ehi ho fatto la foto al mio comfort food… posso ancora pubblicarla?
ricevo ancora dei punti?
Sì, certo!
Ciao! Ho dovuto partecipare con un mesetto di ritardo circa perché il comfort food per eccellenza di casa nostra si fa solo in Agosto.
Trattasi del dolce Mattone, mattone di nome e di fatto in molti sensi, paragonabile al pan di via elfico quanto a calorie (basta una microfetta per saziarsi) però insuperabile quanto a sapore.
E’ tradizione familiare millenaria che mio papà (sempre e solo mio papà) lo faccia ogni agosto in occasione del compleanno suo e di mio fratello.
Io ho sempre aiutato mio papà intingendo i biscotti nel caffè, ma la ricetta della crema è sempre rimasta un segreto. Adesso però sono grande e ho potuto avere accesso alla ricetta della crema!
Ci ho scritto un posticino, troppo lungo scrivere tutto qua:
http://www.apineindustriose.org/sito/index.php?tipo=blog&num_post=87&lingua=ita
Ciao
Giulia
Ecco qui mio “Comfort food”
http://bertoletka.blogspot.com/2009/08/caccia-di-ricordi-felici-comfort-food.html
So che è un pò tardino
ma… il mio comfort food è semplicemente un bicchiere di latte freddo con del pane, meglio se raffermo, ma il pane deve essere tagliato in un certo modo, come solo il mio adorato nonno
sapeva fare… ogni ricordo della mia infanzia felice mi porta a lui… lui che anche nella povertà della mia amata argentina sapeva rendere speciale ogni momento!!! anche un semplice bicchiere di latte con del pane imbevuto… il cibo più buono del mondo… clacla